Archivio tag: hayao miyazaki

Hayao Miyazaki

Il mio Vicino Totoro

Studio Ghibli
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In tempi passati, alberi e umani erano buoni amici

Il mio vicino Totoro è un film d’animazione giapponese dello Studio Ghibli uscito nel 1988.

In questa pellicola, per buona parte autobiografica del regista Hayao Miyazaki, vede protagoniste due bambine che, col padre, si traferiscono in una casetta di campagna per stare più vicine all’ospedale dove è ricoverata la madre.
Qui conosceranno dei piccoli spiritelli di fuliggine che infestano le vecchie case abbandonate. Questi batuffoli neri le condurranno poi in un bellissimo passaggio nascosto dentro il tronco di un albero, nel quale dimora lo spirito custode della foresta, Totoro: una specie di procione enorme dal pelo morbido, mansueto e abbastanza addormentato.

La magia e la fiaba di cui è pieno questo film rendono indicata la pellicola ai bambini, ma sempre grazie ad esse, riesce ad trasmettere preziosi insegnamenti anche agli adulti.
Gli ideali che questo film vuole trasmettere dovrebbero essere universali ed imprescindibili, e con Totoro riescono ad essere trasparenti per tutti.

Se ti è piaciuto guarda anche: Porco Rosso, Studio Ghibli
Ascolta anche: Colonna sonora del film
Leggi anche: Una passeggiata nei boschi, Bill Bryson
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Lingalad

Il canto degli alberi

2006, Pongo Edizioni
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La musica dei Lingalad assomiglia alla musica che potrebbe creare una foresta, o il sole crescente o una tempesta in avvicinamento.
(John Howe)

Per i fan de Il signore degli anelli, i Lingalad non hanno bisogno di alcuna presentazione.
Il primo album del cantante Giuseppe Festa, pubblicato come solista nel 2000 e intitolato Voci dalla Terra di Mezzo, è essenziale per chiunque abbia amato le opere di J.R.R. Tolkien.
Il canto degli alberi parla di suoni della natura, della magia di alberi, vento e acqua. Le voci del bosco si fondono alle melodie create da flauto e chitarra.
Le canzoni sono state ispirate da luoghi e paesaggi dell’Appennino, in particolare del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Ascolta alcuni brani dell’album sul sito ufficiale dei Lingalad.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Voci dalla Terra di Mezzo- Giuseppe Festa

…e leggi anche
Nausicaa della Valle del Vento- Hayao Miyazaki
Lì dove cantano gli alberi- Laura Gallego Garcia

…e guarda anche
Il mio vicino Totoro- Hayao Miyazaki

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Valeria Arnaldi

Hayao Miyazaki- Il mondo incantato

Ultra, 2014, 154 p.
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“Una città che la gente desideri visitare. Un cielo nel quale la gente voglia volare. Un rifugio segreto che noi stessi vorremmo. E un mondo edificante, senza problemi e agitazioni. Una volta la terra era un bel posto. Facciamo un film così.”

I film di Hayao Miyazaki sono capolavori entrati nella storia del cinema. Nel 2013, il regista ha annunciato che Si alza il vento, uscito nelle sale italiane lo scorso settembre, sarebbe stato il suo ultimo film.
E’ proprio partendo dal vento, protagonista di questo ultimo lavoro oltre che uno dei temi caratteristici delle opere di Miyazaki, che Valeria Arnaldi ce lo racconta.
Con la passione delle vera fan, l’autrice parla della vita e delle opere del regista, della sua infanzia e della guerra che lo ha così profondamente segnato, delle prime esperienze come disegnatore, fino ad arrivare ai suoi lavori più noti, di cui vengono presentati spunti e curiosità interessanti.
Miyazaki, nella sua carriera, ha saputo creare mondi fantastici, sfidando l’idea che l’animazione fosse destinata ai soli bambini.
Il suo talento è celebrato dalla Arnaldi anche con la presentazione dei suoi possibili successori, degli omaggi a lui dedicati in film e serie televisive e degli artisti che a lui si sono ispirati (una di questi, Truc Duyen, ha realizzato l’opera riprodotta sulla copertina del libro).

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Nausicaa della valle del vento- Hayao Miyazaki

…e guarda anche
La collina dei papaveri- Goro Miyazaki
Wolf Children- Mamoru Hosoda

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Hayao Miyazaki

Ponyo sulla scogliera

Giappone, 2009
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A Ponyo piace… Sosuke!

Una piccola pesciolina dalle forme antropomorfe decide che vivere negli abissi con suo padre, ex umano e potente stregone di nome Fujimoto, non è ciò che desidera. Brunilde, questo è il vero nome della pesciolina, fugge verso la scogliera affrontando la sua sfida personale: gli esseri umani, millantanti dal padre come creature abominevoli. Come la mitica regina di Islanda che porta il suo nome, Brunilde non si lascia intimorire dai pregiudizi del padre e corre verso la superficie ma finisce incastrata in una rete di pescatori. Viene salvata dal piccolo Sosuke che si ferisce ad un dito estraendola da un barattolo di vetro. Brunilde, leccando la ferita sanguinante del ragazzino, risveglierà il suo DNA umano desiderando ardentemente fare parte del “mondo sopra la scogliera”. Ignorando il padre si trasferisce a casa di Sosuke.  Soprannominata Ponyo, ovvero soffice,  diventerà parte irrinunciabile della famiglia, grazie anche alla complicità della madre di Sosuke, Risa, giovanissima ed energica donna dal cuore generoso. I due bambini si troveranno però ad affrontare lo tsunami che affligge la costa e i suoi abitanti. E’ in questa triste circostanza che conosceremo la madre di Ponyo, la Dea della Misericordia e regina del Mare che aiuterà la figlia a realizzare il suo desiderio chiedendole però uno scambio irreversibile.

Considerato la nemesi dell’ultimo film del maestro Si alza il vento  ha connotati opposti rispetto alla consueta poetica di Hayao Miyazaki. Non abbiamo le meravigliose scene di volo, ma la profondità degli abissi con una magia sotterranea e viva. Non siamo immersi in un Giappone mitico e senza tempo, ma il film risulta essere un omaggio alle fiabe occidentali come “La Sirenetta” di H. C. Andersen e la sua trasposizione disneyana. Sentendo la necessità di tornare alle origini, Miyazaki sospende l’uso della computer graphic e restituisce la complessità salata del mare con la matita grazie a settanta artisti che hanno disegnato a mano oltre centosettantamila tavole. L’elemento comune con tutte le altre opere della sua produzione è la difficoltà di affrontare un mondo fortemente compromesso dall’inquinamento e dal consumo selvaggio delle risorse naturali. Miyazaki ci restituisce una natura viva, pulsante che chiede ed esige di essere rispettata, pena la nostra stessa distruzione. Tutti siamo legati alla natura, e la stessa natura ci mette in contatto fra di noi. Il dolore per un mare inquinato non è solo delle creature che lo popolano ma deve diventare nostro se non vogliamo privarci di tutto ciò che ci rende vivi: la terra stessa. Il rispetto di tutte le creature è quindi il vero messaggio di questo capolavoro d’animazione e poesia.

Ti è piaciuto questo film?

Guarda anche:

Si alza il vento, Hayao Miyazaki
La collina dei papaveri, Goro Miyazaki
Wolf Childern, Mamoru Hosoda
Ribelle, Mark Andrews 

Leggi anche:

Gli effetti secondari dei sogni, D.Vigan
Qualcuno con cui correre, D.Grossman 

Ascolta anche : All we are, Jonah 

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Regia: Hayao Miyazaki
Titolo originale: Gake no ue no Ponyo
Sceneggiatura e soggetto: Hayao Miyazaki
Art director: Noboru Yoshida
Montaggio: Hayao Miyazaki
Musiche: Joe Hisaishi
Durata 100′min

 

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Hayao Miyazaki

Si alza il vento

Giappone, 2013
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Si alza il vento!… bisogna tentare di vivere!

Già vent’anni fa, ai tempi di Princess Mononoke, Hayao Miyazaki aveva manifestato l’intenzione di abbandonare per sempre la carriera di regista, ma l’annuncio in occasione della presentazione di Si Alza Il Vento ha il sapore delle scelte definitive: la sua ultima opera, arrivata nelle sale a fine estate, somiglia infatti a un vero commiato.
La vita di Jirō Horikoshi – ingegnere aeronautico giapponese che progettò i caccia Zero, utilizzati nel corso della Seconda Guerra Mondiale – diviene un pretesto per riprendere tante delle tematiche care al grande cineasta: l’insensatezza della guerra, il sogno come motore dell’esistenza, il volo.
In un film che è anche un preciso affresco del Giappone della prima metà del Novecento, Miyazaki si prende poi una licenza poetica e introduce una storia d’amore fittizia, ripresa dal romanzo autobiografico Kaze Tachinu di Tatsuo Hori: l’incontro sul treno tra Jirō e Nahoko, lo sbocciare del loro amore preso per mano da un aeroplanino di carta, il matrimonio improvvisato e la malattia della ragazza, sono quanto di più dolce sia mai nato dalla matita del regista.
Di un realismo struggente, spezzato solo dalle sequenze oniriche che coinvolgono Jirō e il progettista italiano Giovanni Battista Caproni, Si Alza Il Vento traccia il bilancio di un’esistenza che pare quella di Miyazaki stesso e, congedandosi con un finale amarissimo, sembra davvero voler mettere un punto fermo alla vicenda artistica del Maestro, interrogandosi al contempo su quanto sia difficile valutare il peso delle proprie scelte quando si è animati dal fuoco di un sogno.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Una tomba per le lucciole – Isao Takahata
Millennium Actress – Satoshi Kon
Il castello nel cielo – Hayao Miyazaki
Porco Rosso – Hayao Miyazaki

…e ascolta anche…
Summer – Joe Hisaishi
Fly – Nick Drake
Given To Fly – Pearl Jam

Si alza il vento

Regia: Hayao Miyazaki
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Character design: Katsuya Kondō
Animatori: Kitarō Kōsaka
Fotografia: Atsushi Okui
Montaggio: Takeshi Seyama
Musiche: Joe Hisaishi
Durata: 126′

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Goro Miyazaki

La collina dei papaveri

Giappone, 2011
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Ai tempi in cui io ero ancora piccola, sai, mi dissero che se avessi lasciate esposte le bandiere, mio padre sarebbe ritornato senza smarrirsi. Così le esponevo tutti i giorni. Esponevo le bandiere dal balcone dello stendipanni e aspettavo il ritorno di mio padre. Ogni giorno.

Nel Giappone degli anni ’60, Umi e Shun frequentano la stessa scuola e, pur non essendosi mai conosciuti, ogni mattina comunicano per mezzo delle bandiere di segnalazione che Umi espone nel suo giardino in ricordo del padre morto durante la guerra con la Corea.
Le loro strade si incrociano durante un gesto di protesta di un collettivo studentesco di cui Shun fa parte. Gli studenti stanno cercando di difendere dalla demolizione la sede dei club studenteschi, soprannominata dagli studenti Quartier Latin.
L’amicizia appena nata tra i due ragazzi riporta alla luce un segreto custodito dalle loro famiglie, che riguarda i veri genitori di Shun.
La collina dei papaveri è il secondo film diretto da Goro Miyazaki.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
I racconti di Terramare- Goro Miyazaki
Noi siamo infinito- Stephen Chbosky

…e leggi anche
Nausicaa della valle del vento- Hayao Miyazaki
Pink Lady- Benedetta Bonfiglioli
La ragazza delle arance- Jostein Gaarder

La collina dei papaveri- Goro Miyazaki

Regia: Goro Miyazaki
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki- Keiko Niwa
Musiche: Satoshi Takebe
Durata:87′

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Mamoru Hosoda

Wolf Children

Giappone, 2012
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Quando parliamo di quei dodici anni in cui ci ha cresciuto, mia madre sorride e dice che per lei sono passati in un attimo. Giusto il tempo di una favola. Il suo sorriso pieno, soddisfatto, come di chi ha lo sguardo rivolto verso una vetta lontana, quel sorriso riesce sempre a scaldarmi il cuore.

Hana ha appena diciannove anni quando incontra l’amore della vita in un compagno di corso dallo sguardo ombroso, figlio di un segreto indicibile: il ragazzo è un uomo lupo, capace di assumere in ogni momento sembianze animali.
Una coppia dolce e scintillante, da cui nascono due bimbi, Ame e Yuki, anch’essi imprevedibilmente pronti a trasformarsi in lupacchiotti. Un giorno, però, il padre rimane ucciso mentre è in cerca di cibo per i figli – e la scoperta dell’accaduto è una scena che toglie il fiato: il suono del mondo intorno alla madre si annulla e lo spettatore è lasciato solo con la ragazza e un silenzio assordante a domandarsi “e adesso?”.
Hana decide così di trasferirsi in una casa isolata, ai piedi delle montagne, in modo che i bambini possano crescere tranquilli e avere l’opportunità di scegliere quale strada seguire, quella degli uomini o quella dei lupi. Un percorso di consapevolezza che abbandona presto la spensieratezza dell’infanzia per scontrarsi con il mondo esterno e con la propria natura più intima: e le scelte saranno necessarie, spesso laceranti e drammatiche, ma sempre sostenute dall’amore della madre.

Dopo il già splendido La Ragazza Che Saltava Nel Tempo e il buon Summer Wars, Mamoru Hosoda porta a compimento un progetto ambiziosissimo, capace di condensare nello spazio di sole due ore una storia lunga tredici anni. Un racconto di formazione a più livelli, complesso e però fluido e incantato come la musica d’archi che lo accompagna; un’intensa dedica a una madre e a tutte le madri belle e radiose, che regala al cinema d’animazione una delle esperienze più commoventi da molto tempo a questa parte.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
La ragazza che saltava nel tempo – Mamoru Hosoda
Summer wars – Mamoru Hosoda
Ponyo sulla scogliera – Hayao Miyazaki

Wolf Children

Regia: Mamoru Hosoda
Soggetto: Mamoru Hosoda
Sceneggiatura: Mamoru Hosoda, Satoko Okudera
Art director: Hiroshi Ohno
Character design: Yoshiyuki Sadamoto
Musiche: Takagi Masakatsu
Durata: 117′

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Richard Danto- Liam Saury

Corto Maltese- Una ballata del mare salato

Italia- Francia, 2002
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Mio cugino e io eravamo inseparabili. Naufraghi. Persi nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Ed eravamo circondati da isole sconosciute e adulti incomprensibili.

Durante la Prima Guerra Mondiale, il Pacifico è terreno di scontro tra tedeschi, australiani e giapponesi. Cain e Pandora Groovesnore sono due ricchi ragazzi australiani che, con la prospettiva di ottenere un riscatto, vengono rapiti da un gruppo di pirati che sostengono l’esercito tedesco. Tra questi, c’è anche Corto Maltese, salvato dal suo eterno nemico- amico Rasputin, dopo l’ammutinamento dell’equipaggio della sua nave. Questa versione di Una ballata del mare salato è la trasposizione animata di una delle più conosciute storie della serie di graphic novel create da Hugo Pratt.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche…
Il corvo di pietra- Marco Steiner
Le altre storie di Corto Maltese scritte da Hugo Pratt

…e guarda anche
Porco Rosso- Hayao Miyazaki

Corto Maltese. Una ballata del mare salato

Regia: Richard Danto, Liam Saury
Soggetto: Hugo Pratt
Sceneggiatura: Jean Pécheux
Musiche: Franco Piersanti
Durata: 86′

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Hayao Miyazaki

Porco Rosso

Giappone, 1992
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Un maiale che non vola è solo un maiale.

Marco Pagot è un aviatore della Regia Aeronautica che, unico sopravvissuto ad una battaglia, viene colpito da una maledizione che lo trasforma in un maiale antropomorfo. A causa del suo aspetto e del dolore causatogli dalla perdita dei suoi compagni, si isola dal mondo e diventa cacciatore di taglie, inseguendo pirati dell’aria. Questi, ostacolati nei loro traffici, ingaggiano il pilota americano Donald Curtis. Il duello tra i due aviatori diviene una lotta di Marco per la riconquista della propria umanità.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
The Sky Crawler- I cavalieri del cielo- Mamoru Oshii
Il castello nel cielo- Hayao Miyazaki

…e leggi anche
Nausicaa della valle del vento- Hayao Miyazaki

Porco Rosso- Hayao Miyazaki

Regia: Hayao Miyazaki
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Musiche: Joe Hisaishi
Durata: 94′

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Eugen Herrigel

Lo zen e il tiro con l’arco

Adelphi, 1991, 100 p.
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Così il maestro conduce l’allievo attraverso se stesso. E sotto la sua guida l’allievo diventa sempre più capace d’intravedere qualcosa di cui ha spesso sentito parlare, ma la cui realtà egli comincia ad afferrare solo ora alla luce delle proprie esperienze. Non importa quali nomi il maestro dia a ciò che intende, anzi, se neppure lo nomini. L’allievo lo comprende anche se non ne parla.

 
Lo zen non si può spiegare ma solo comprendere e sperimentare. Il professore di filosofia Eugen Herrigel, nei sei anni che trascorre in Giappone, decide di imparare il tiro con l’arco proprio per arrivare a capire quale sia il pensiero che sta dietro a questa disciplina. Kenzo Awa, burbero e criptico come solo i grandi maestri giapponesi sanno essere, lo guiderà nei passaggi che dalla pura tecnica portano alla consapevolezza della vera essenza dello zen. L’incontro tra due modi di pensare tanto distanti viene reso in modo ironico e divertente, in un alternarsi di aneddoti dalle lezioni con il maestro e chiare e semplici spiegazioni della filosofia zen.

 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Ore giapponesi- Fosco Maraini
 
…e guarda anche
Princess Mononoke- Hayao Miyazaki

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