Archivio tag: heike has the giggles

P. J. Harvey

To Bring You My Love

Island, 1995
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Climbed over mountains
Travelled the sea
Cast down off heaven
Cast down on my knees
I’ve laid with the devil
Cursed god above
Forsaken heaven
To bring you my love

Se state leggendo questa frase, vi siete già resi conto, qualche riga più su, dell’artista di cui si parlerà adesso.
E state già sorridendo.
Semplicemente: è impossibile non aver mai ascoltato, anche solo di sfuggita, To bring you my love dell’incommensurabile Polly Jean Harvey: brani che ad ogni ascolto disvelano nuovi turbamenti emozionali, gli stessi provati durante la lavorazione dell’album.
Difatti, c’è una continua ricerca di sonorità, una ricerca terribilmente affascinante fra musica e parole. Ogni canzone è un pezzo dell’unicum musicale e umano di Polly, reso dalla sua voce che definire sognante, sofferta, ispirata e sexy è dire poco. Il primo singolo estratto, Down by the water, è l’emblema del connubio note-testo, della luce tenebrosa che poco a poco si eclissa lasciando spazio agli echi ammaliatori di Working for the man. Una forma di malinconia soffusa impera in tutte le canzoni, forse più evidente nelle prime tracce, ma non c’è assolutamente tristezza: c’è la voglia grezza di resistere alle intemperie del vivere, il torbido splendore che attornia la Harvey.
Come se da un deserto fattosi foglio si leggesse la vita.
“So long day, so long night/Oh Lord, be near me tonight/Is he near ? is he far ?/Bring peace to my black and empty heart”

Ascolta quattro brani tratti dall’album:
To Bring You My Love, Down By The Water, Meet Ze Monsta, Working For The Man

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Mourn – Mourn
Heike Has The Giggles – Crowd Surfing
Sleater-Kinney – The Woods

… e leggi anche
PJ Harvey : la sirena del rock – Elisa Manisco
The Hollow of the Hand – P.J. Harvey

… e guarda anche
Moon – Duncan Jones
The Prestige – Christopher Nolan

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Jack White

Lazaretto

Third Man – XL Recordings – Columbia, 2014
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And even God herself
Has fewer plans than me
But she never helps me out with my scams for free,
though she grabs a stick and then she points it at me
When I say nothing, I say everything
Yeah when I say nothing, I say everything

“ ?!?! ”
Beh si, è vero: forse intitolare un album Lazaretto non è il massimo, però è una parola dal suono secco e deciso, che ben prefigura le canzoni che troveremo al suo interno, particolari, concise, di sostanza.
A cominciare dalla title track.
Registrata e incisa in meno di quattro ore, rappresenta Jack White in pieno: ti spettina al primo ascolto e riesce a prenderti sempre in contropiede, con quel mix di violino, elettronica e chitarra elettrica. Già, quella chitarra, protuberanza delle mani del nostro beniamino, inscindibile presenza nel processo creativo con dei riff sempre azzeccati e con arrangiamenti che distinguono le buone canzoni dalle ottime.
E pare che il ragazzo di Detroit riesca a scrivere solo queste ultime.
Brani disincantati, parlano della vita che ti sorprende, che ti fa fare cose e dire cose in totale libertà, senza un perché, senza il pressante bisogno di giustificarsi con chicchessia
Dopo l’esperienza con i White Stripes e il debordante successo dell’album Elephant, con questa seconda prova da solista, Jack dà dimostrazione di sentirsi perfettamente a suo agio come mattatore, un perfetto animale da palcoscenico, attorniato dalle note di un rock misto blues misto indie che ci piace davvero tanto.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Lazaretto, High Ball Stepper, Would You Fight for My Love?

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
White Stripes – Elephant
Heike Has The Giggles – Crowd Surfing
The Strokes – Is This It

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Il giorno che segammo il braccio a Andy – Marnix Peeters

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Il lato positivo – David O. Russell

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Heike Has The Giggles

Crowd Surfing

Foolica Records, 2012
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I know you want to
have some fun
with someone like me

Un sorriso divertito nel nome, un sorriso stampato proprio al centro di una bella copertina.
Crowd Surfing è il secondo album del trio ravennate Heike Has The Giggles, che conferma tutte le promesse del buon esordio Sh! e ne amplifica a dismisura l’impatto.
L’impeto rock’n’roll melodico è sempre quello che ce li ha fatti conoscere e amare, ma ora vi si aggiungono una sfacciata solarità pop e gran cura negli arrangiamenti: sempre minimali, certo, ma con un’attenzione alle sfumature che fa respirare maggiormente le composizioni.
Perchè le ritmiche di Matteo e Guido, sempre secche e dritte al punto, sono lo scenario perfetto per i riff elettrici di Emanuela e la sua bellissima voce, ansiosa e singolare, vero fuoco di undici pezzi che passano dal tiro indiscutibilmente punk di I Wish I Was Cool, M.Gondry e Blabla all’indie-rock zuppo d’ironia della title-track e Time Waster.
Ma il fascino di Crowd Surfing sta anche nella capacità di gestire le variazioni dinamiche di una proposta che in mani meno capaci finirebbe per diventare statica e monocromatica; e allora ci troviamo a ondeggiare rapiti sulla splendida melodia jangle-pop di Breakfast, un’aria corrucciata nascosta sotto il semplice intreccio delle corde, e sull’ipnotico riffare di Next Time.
Su tutto esplode la spettacolare Dear Fear, uno di quei singoli perfetti che se va bene ti vengono una volta nella vita, punk-rock dalla ritmica surf con un ritornello che sembra essere lì da sempre e invece no: sta succedendo qui, la stiamo cantando ora.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
I bet you look good on the dancefloor – Arctic Monkeys
Maps – Yeah Yeah Yeahs
Good fortune – PJ Harvey
Got the time – Joe Jackson
Nobody There – Veronica Falls

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