Archivio tag: hugo cabret

Brian Selznick

La Stanza delle Meraviglie

Mondadori, 2012, 649 p
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Giacciamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle

Dopo il grande successo di La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, Brian Selznick torna a proporre la forma del “romanzo per parole e immagini” in cuisi alternano normali parti scritte a tavole puramente illustrative.
Ai disegni è affidato il compito di raccontarci la storia di Rose, una ragazza non udente il cui mondo è creato da sole immagini. Suo padre non riesce a capire il suo disagio, sua madre ha lasciato la famiglia per fare l’attrice, così Rose decide di scappare e di avventurarsi a New York. E’ il 1927.
Cinquant’anni dopo inizia la storia di Ben, nato sordo da un orecchio e sta passando davvero un brutto periodo: ha appena perso sua mamma, non ha mai conosciuto suo padre e a causa di un incodente  sfortunato ha appena perso l’udito anche dall’orecchio buono. Pur essendo costretto come Rose a vivere in un mondo senza suoni  il  suo legame col mondo sonoro è ancora molto forte e per questo motivo  la sua storia è raccontata con le parole e non con le immagini.
Ben vuole un nuovo inizio, vuole delle risposte, vuole cercare suo padre. Di lui ha solo la foto in un medaglione e un indirizzo di New York.
Qui, dopo molti incontri e peripezie, conoscerà Rose e scoprirà quanto siano intrecciate le loro vite.

Brian Selznick anche questa volta ci immerge in un mondo pieno di sentimenti, le sue tavole sono potenti ed evocative, di grande bellezza.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Brian Selznick, Il segreto di Houdini
Anthony Doerr, Tutta la luce che non vediamo

E guarda anche:
Martin Scorsese, Hugo Cabret
Eric Lartigau, La famiglia Belier

E ascolta anche:
Taylor Swift, Enchanted

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Martin Scorsese

Hugo Cabret

Usa, 2011
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Articolo scritto da Elisa Capetti

E’ come l’isola che non c’è, l’isola del tesoro e il mago di Oz messi insieme!

Siamo nella Parigi degli anni ’30 e il dodicenne Hugo vive nella stazione di Montparnasse dove, in gran segreto, ha sostituito lo zio ubriacone nel ruolo di tecnico orologiaio. Il ragazzo trascorre le sue giornate sistemando ingranaggi e regolando lancette, ma il suo vero scopo è aggiustare l’automa che suo padre, orologiaio di professione morto in un incendio, aveva ritrovato in un vecchio museo, nella speranza che questo nasconda un ultimo messaggio del suo adorato papà. Hugo, disposto a tutto pur di rimetterlo in funzione, ruba alcuni pezzi dal negozio dell’anziano giocattolaio della stazione ma, colto in flagrante, è costretto a lavorare per riparare al suo danno. L’incontro con il burbero zio Georges e la sua figlia adottiva Isabelle lo risucchierà in una misteriosa avventura che lo porterà a trovare le risposte che cercava da tempo, cambiando per sempre la sua vita.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche
La straordinaria invenzione di Hugo Cabret – Brian Selznick
 
Locandina di Hugo Cabret, film di Martin Scorsese tratto dal romanzo di Brian Selznick
Regia: Martin Scorsese
Soggetto: Brian Selznick
Sceneggiatura: John Logan
Musiche: Howard Shore
Fotografia: Robert Richardson
Durata: 127’
 
Interpreti e personaggi
Asa Butterfield: Hugo Cabret
Chloë Grace Moretz: Isabelle
Ben Kingsley: Georges Méliès
Sacha Baron Cohen: ispettore Gustav
Jude Law: papà di Hugo

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Russel Hoban

Il topo e suo figlio

Adelphi, 2008, 175 p.
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In cima ad un crinale che dominava la città e dal quale i campi colmi di neve scendevano dolcemente dai due lati, la strada scavalcava un ponte sui binari della ferrovia, rasentava l’immondezzaio cittadino e si perdeva all’orizzonte. Il vagabondo posò il topo e suo figlio sul bordo della strada e diede la carica al padre. “Siate vagabondi” disse, poi si volse e si allontanò col cane alle calcagna.

E se i giocattoli non fossero inanimati oggetti destinati ad intrattenere e divertire i bambini, ma una comunità assolutamente viva, pensante ed organizzata? Questa bella, lunga favola scritta nel 1967 si apre proprio in un negozio di giocattoli, dove convivono in bella mostra balocchi di latta con intricati meccanismi di funzionamento. Un giorno alcuni di essi vengono acquistati come regali e finiscono ospiti di un bambino e della sua famiglia. In questa accogliente ed elegante casa prosegue la storia, per poi approdare, in un susseguirsi turbinante di imprevisti, nel mondo della natura e delle sue strane leggi!
Virtù, debolezze, coraggio e malvagità sono gli ingredienti di questa favola moderna, i cui protagonisti sono proprio i giocattoli, splendidamente umanizzati dall’autore nelle prerogative, nelle aspettative, nei caratteri, nelle sofferenze e negli entusiasmi. Un consiglio! Dopo aver letto “Il topo e suo figlio” visita il Museo del Giocattolo di Cormano (MI): tutto ti sembrerà ancora più curioso e … mirabolante!
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora vedi anche Hugo Cabret – Martin Scorsese
 
ed ascolta anche Monkey & Bear – Joanna Newson

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