Archivio tag: il grande futuro

Giuseppe Catozzella

E tu splendi

Feltrinelli, 2018
avatar

Postato da
il

E poi quel sole che nasceva era la cosa più bella che avessi mai visto, era la promessa di una cosa nuova da iniziare. Per la prima volta mi sentivo vivo, tutto era come una grazia. Volevo splendere, quello sì.

Pietro, dieci anni, è in vacanza con la sorella Nina ad Arigliana, piccola comunità rurale della Lucania.
Il padre li ha mandati a trascorrere l’estate dai nonni nella speranza che questo possa aiutarli a superare il dolore per la perdita della madre.
Proprio in quei giorni però ad Arigliana accade un fatto imprevisto.
La scoperta di sette stranieri – clandestini – nascosti nell’antica torre normanna sconvolge la comunità. La reazione degli abitanti – destabilizzati ed aizzati dal boss locale – è di diffidenza e rifiuto.
Identificati da quasi tutti come nemici, i nuovi arrivati divengono presto vittime della prepotenza e dell’ostilità di molti.
Solo la famiglia di Pietro e una parte dei suoi amici si discostano dalla maggioranza e cercano di guardare oltre l’apparenza, vincendo la paura.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella
Il grande futuro – Giuseppe Catozzella
Cristo si è fermato a Eboli – Carlo Levi
Lettere luterane – Pier Paolo Pasolini

Leggi tutto ►

Jaco Van Dormael

Dio esiste e vive a Bruxelles

Lussemburgo - Francia - Belgio, 2015
avatar

Postato da
il

Prete: “ Dio ci dice: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ ”
Dio: “ Mai detta una cosa simile ”
Prete: “ Come? ”
Dio: “ Non l’ho mai detta ”

Venerdì io e Luis, avevamo deciso che i giorni invece di chiamarsi Lunedì e Martedì o Mercoledì, si sarebbero chiamati Gennaio, Febbraio, Marzo… Dopo una settimana vivevamo insieme da 7 mesi.

Un film che si rispetti deve avere una narrazione cinematografica che srotoli un pensiero fuori dagli schemi ed al tempo stesso robusto, esperto, allegorico.
C’è Dio: burbero, sadico e tremendamente umano. Abita a Bruxelles in un normale appartamento e lavora in uno studio senza finestre, colmo di classificatori.
Ha un figlio (QUEL figlio, scappato di casa per mettersi con gente brutta, rimanendo ucciso), una moglie che non parla molto ed una figlia, Ea, che ama ascoltare la musica emessa dalle persone.
Questo Dio programma al computer l’esistenza dell’umanità, godendo delle sue disgrazie, dei suoi incidenti: si diverte un mondo nel rendere miserabile la vita degli umani. Ea non ne può più e compie un atto di ribellione estremo: manda ad ogni essere umano un SMS con scritto …
Una domanda aleggia per tutto il film: se Dio esiste è davvero così? Oppure: se fosse esistito ma ora è stato “sostituito” dopo una rivolta? La dissacrazione la fa da padrone (il Bene e il Male coincidono), da un senso instabile alla spiritualità che acquisisce così un sano senso liberatorio nella sua ragionata follia, a tratti ornata dalla bellezza sfaccettata in mille cacofonie.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Alejandro Amenabar – Agora

Deniz Gamze Ergüven – Mustang
Nadine Labaki – E ora dove andiamo?

…e leggi anche
Giuseppe Catozzella – Il grande futuro
Craig Thompson – Blankets
Paulo Coelho – Il Diavolo e la signorina Prym

…e ascolta anche
PJ Harvey – Let England Shake
Luca Carboni – Silvia lo sai
Francesco Guccini – Dio è morto

dio

Regia : Jaco Van Dormael
Sceneggiatura : Thomas Gunzig – Jaco Van Dormael
Fotografia : Christophe Beaucarne
Musica : An Pierlé
Durata: 113’

Interpreti e personaggi principali:
Benoît Poelvoorde : Dio
Pili Groyne : Ea
Catherine Deneuve : Martine
Yolande Moreau : La donna di Dio
Johan Heldenbergh : Il prete
David Murgia : Gesù Cristo

Leggi tutto ►

Giuseppe Catozzella

Il grande futuro

Feltrinelli, 2016
avatar

Postato da
il

Mi avevano messo dentro la guerra

Il libro si apre con un occhio dritto verso l’oblio. Giocando a nascondino Alì corre su una mina. Lo scoppio sembra presagire morte certa. La corsa in ospedale è disperata e serve un trapianto di cuore: un pezzo di cuore cristiano. La madre accetta l’aiuto del nemico e ribattezza il figlio Amal, che significa speranza. Speranza in una convivenza pacifica con chi gli ha salvato la vita. Eppure Amal sente subito il suo destino: la guerra è dentro di lui ormai. È proprio quando il suo migliore amico Amehed si arruola nelle forze dell’esercito regolare vedremo Amal ambire alla recluta nell’esercito dei Neri, i soldati della jihad. Dopo anni di studio assiduo del Corano e della vita del Profeta, Amal cerca la sua profonda rivalsa da un mondo che lo vuole servo degli ultimi. Amal ha però il cuore spezzato e rotto (proprio come Maometto) e non sembra esserci una scelta definitiva che lo spinga lontano dal suo nome: speranza.

“Il libro è racconto che ha voluto rispondere, in un certo qual modo, ad un mio bisogno come scrittore: il bisogno di conoscere i motivi e le conseguenze della violenza e dei conflitti generati dagli uomini” dichiara l’autore durante un’intervista al Corriere della Sera.  Ed è quindi per un’esigenza intima che Catozzella, quattro anni fa, è partito alla volta del confine tra Somalia e Kenya, uno dei luoghi più pericolosi del Pianeta alla ricerca del nostro “nemico”: il guerriero jihadista. Con grande maestria il vero e l’invenzione letteraria convivono magistralmente in questo racconto crudissimo sulla disperazione mistica di un popolo che non sa più come fronteggiare la propria realtà fatta di invasioni economiche, nuove schiavitù e fondamentalismo religioso. La parte centrale del libro è dedicata al rifugio di Amal nella grande Moschea del Deserto. È attraverso quella pace e quel silenzio meditato che l’insensatezza della violenza ci appare nella sua più grande e spaventosa inutilità e follia. Mentre il pensiero è volto al canto dell’armonia  (Amal imparerà la lingua del Corano ben lontana dal suo accento malfermo) il fuoco di rivalsa brucia ogni tentativo di perfezionamento della propria natura rancorosa. La violenza lo cattura e un esercito di nuovi padroni è pronto ad accoglierlo con una moglie e un ruolo di prestigio nelle file del califfato del terrore. Eppure nulla è definitivo se volgiamo il nostro cuore verso luoghi leggeri e sereni parole che lo stesso Profeta utilizzò per richiamare i suoi ormai vinti da un odio lontano dalla giustizia. Amal sembra ricordare l’antica credenza secondo cui il nostro cuore verrà pesato oltre la fine della nostra vita. Se saremo pesanti, non passeremo e niente rende il cuore pesante più dell’odio, della violenza e del rancore. Se odiamo, moriremo per sempre.

Un libro fondamentale scritto in modo semplice e completo che ci aiuta a fare luce sul dissidio politico e religioso che vince ormai i cuori di moltissimi uomini e donne che sposano il “nero” e il piombo come scelta di vita e di risposta alle proprie difficoltà quotidiane.

Se ti è piaciuto leggi anche:

Immagina di essere in guerra – Jane Teller
Tutta la luce che non vediamo – Anthony Doerr
Ya: la battaglia di campocarne – Roberto Recchioni

Ascolta anche:
Let England Shake – Pj Harvey
The mask and the mirror – Loreena McKennit

Guarda anche:
Alì ha gli occhi azzurri – Claudio Giovannesi
Il sentiero – Jasmila Zbanic
Mustang – Denize Gamze Erguven

 

 

Leggi tutto ►