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Giuseppe Catozzella

E tu splendi

Feltrinelli, 2018
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E poi quel sole che nasceva era la cosa più bella che avessi mai visto, era la promessa di una cosa nuova da iniziare. Per la prima volta mi sentivo vivo, tutto era come una grazia. Volevo splendere, quello sì.

Pietro, dieci anni, è in vacanza con la sorella Nina ad Arigliana, piccola comunità rurale della Lucania.
Il padre li ha mandati a trascorrere l’estate dai nonni nella speranza che questo possa aiutarli a superare il dolore per la perdita della madre.
Proprio in quei giorni però ad Arigliana accade un fatto imprevisto.
La scoperta di sette stranieri – clandestini – nascosti nell’antica torre normanna sconvolge la comunità. La reazione degli abitanti – destabilizzati ed aizzati dal boss locale – è di diffidenza e rifiuto.
Identificati da quasi tutti come nemici, i nuovi arrivati divengono presto vittime della prepotenza e dell’ostilità di molti.
Solo la famiglia di Pietro e una parte dei suoi amici si discostano dalla maggioranza e cercano di guardare oltre l’apparenza, vincendo la paura.

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Le Luci della Centrale Elettrica

Terra

2017, La tempesta Dischi
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Sono le tracce sparite nel vento
Un combattimento, un karma irrisolto
Sono in uno spazio sacro
Suono all’aperto o con il coprifuoco
Sono vuoto come un cielo stellato
Vedi bene al buio e ora è illuminato
Sono al di là della paura

Terra è un disco in movimento.  Siamo lontanissimi dal Vasco Brondi che suonava solitario nella provincia di Ferrara avvolto e protetto da un linguaggio affasciante quanto criptico. Terra è un disco che si apre al mondo pieno di contaminazioni nelle sonorità, suggestioni, metafore e anche nei simboli che attribuiamo alle vicende che ci segnano. Terra non è solo un disco è un racconto di un’ Europa migrante verso un futuro possibile quanto ignoto e pericoloso.

I suoni di tabla e violoncello, le percussioni di Daniel Plentz dei Selton e il violino di Rodrigo D’Erasmo rendono varie le canzoni. Il timbro Brondi è sempre riconoscibile, oggi forse lievemente melodico, abbandonando l’impronta più estrema del suo lavoro Costellazioni in cui i CCCP governavano imperanti in ogni canzone e in ogni ispirazione.

Qui è il simbolo di questa odissea musicale e la metamorfosi di Vasco verso la scoperta di questo pianeta e dei suoi abitanti, anche quelli più remoti e dispersi. Influenzato dai viaggi compiuti in questi anni, Brondi mescola storie collettive e vicende personali. “Waltz degli scafisti” racconta la  globalizzazione disordinata che viviamo. “Nel profondo Veneto” invece racconta la  storia di un ritorno a casa di una ragazza sconfitta dalla vita precaria a Milano. Ci sono vicende generazionali come “Iperconnessi” e il rapporto malato che abbiamo con la tecnologia e storie d’amore come quella di “Chakra”, in cui la malinconia vince la durezza tipica delle Luci. Siamo “allegri e disperati” e in questo disco lo sentiamo forte e chiaro.

Terra è un disco “dove vince sporchissimo il reale”.

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