Archivio tag: incidente

Nick Cave & the Bad Seeds

Skeleton Tree

Bad Seed Ltd
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You’re a young man waking
Covered in blood that is not yours
You’re a woman in a yellow dress
Surrounded by a charm of hummingbirds
You’re a young girl full of forbidden energy
Flickering in the gloom
You’re a drug addict lying on your back
In a Tijuana hotel room

articolo a cura di Claudio D’Errico

Skeleton Tree è l’ultima tappa del percorso artistico di un artista incredibile, Nick Cave. Una tappa particolare, intima, buia, intrisa del dolore e del vuoto conseguente all’improvvisa morte del figlio.

Arthur Cave, quindici anni – il ragazzino biondo che nel bellissimo docufilm 20000 Days on Earth strappa un pezzo di pizza al padre che con un braccio gli cinge le spalle – circa un anno fa resta infatti vittima di un tragico incidente: precipita da una scogliera e muore per le ferite riportate.

E’ possibile elaborare un lutto attraverso la musica? Cave lo fa. Da artista si esprime con la propria arte, nel bene e nel male. E dedica al figlio anche un film, One more time with feeling, appena presentato al Festival del Cinema di Venezia.

Con il primo brano dell’album, Jesus Alone, Nick Cave ci conduce in stanze scure, non vuote, abitate dal dolore, ma anche dalla forza interiore, dal tentativo disperato di trovare risposte.
Nella canzone Girl in amber sembra cercare di rivedere il passato, fermandone immagini e ricordi: caldi, dorati, eterni.

Il brano Distant Sky ci offre l’immagine del dialogo tra padre ed madre, che il destino ha travolto di dolore: rimangono vivi, aggrappati tra loro ed a una debole luce, in un cielo oscuro e lontano.

L’album si chiude con il brano Skeleton Tree, ballata che regala un messaggio di speranza, quasi come se al termine di una profonda galleria scavata a mani nude, possa trovarsi uno spiraglio da cui ripartire.

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche The boatman’s call – Nick Cave & the Bad Seeds
.. leggi anche A un cerbiatto somiglia il mio amore – David Grossman
e vedi anche La stanza del figlio – Nanni Moretti
One more time with feeling – Andrea Dominick
20000 days on earth – Ian Forsyth

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Bernhard Schlink

A voce alta – The reader

Garzanti, 1996, pag. 175
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Volevo al contempo comprendere e condannare il crimine commesso da Hanna. Ma era troppo orrendo per riuscirci. Se cercavo di comprenderlo, avevo la sensazione di non poterlo più condannare come meritava di essere condannato. E se lo condannavo come meritava di essere condannato, non rimaneva più spazio per la comprensione. Ma io volevo comprendere Hanna; non comprenderla significava tradirla un’altra volta. Non riuscivo a venirne a capo. Volevo prender posizione nei confronti delle due cose insieme: comprendere e condannare. Ma insieme non era possibile.

A voce alta è la storia di Michael Berg, giovane ragazzino tedesco che un giorno conosce casualmente per strada una vicina di casa Hanna Schmitz. La differenza di età tra i due (lei molto più grande di lui), non impedisce una storia d’amore appassionante. Lui è molto innamorato di Hanna, va a trovarla in tutti i momenti liberi dalla scuola; e nei loro incontri lei gli chiede sempre di leggergli a voce alta diverse pagine di un libro. La loro storia continua per diverso tempo, e Michael legge molto per Hanna, dai classici alle opere più contemporanee. Ma l’amore tra i due non può continuare, improvvisamente Hanna sparisce dalla vita del ragazzo appena quindicenne.

Finisce così la prima parte del libro, e comincia la seconda quando Michael è finalmente più grande, all’università mentre studia legge ha l’occasione di rivedere Hanna, questa volta imputata in uno dei processi che seguirà per completare il suo percorso di studi. Ovviamente è coinvolto, i crimini commessi da Hanna sono di difficile comprensione, e seppure sia complesso stabilirne la sua effettiva responsabilità, il libro ci pone davanti ad aspetti esistenziali: si può salvare una persona che si sta mettendo in pericolo volontariamente? Fino a che punto è legittimo intervenire? Si può giudicare qualcuno non trovandosi nello stesso contesto storico e nella medesima situazione?

Comprendere e condannare (come riportiamo nella citazione) sono due azioni molto complesse da svolgere, soprattutto insieme. Nello stesso momento poi, su una persona che ci coinvolge sentimentalmente e nel nostro intimo. A voi lettori non resta che leggere il libro, comprenderne le parti e se vi sentite anche di schierarvi. Un libro pieno di colpi di scena, di verità e assolute certezze.
Per noi è stata una lettura affascinante e ispiratrice.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli
L’isola di Arturo di Elsa Morante
Agostino di Alberto Moravia

…e guarda anche
The reader – A voce alta di Stephen Daldry

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Gabriele Salvatores

Come Dio comanda

Rai Cinema, Colorado Film, anno 2008
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In un paese immaginario del nord est italiano Rino, padre di Cristiano figlio adolescente, cerca tutti i giorni lavoro come manovale per poter mantenere il ragazzo ed impedire ai servizi sociali di portarglielo via. Rino è un padre autoritario e spesso violento, e anche piuttosto incline all’ideologia nazista, ma in fondo un padre costante e presente.

Il miglior amico di Rino, vuoi per vicinanza, vuoi per necessità è Quattro formaggi; un ragazzo affetto da una forte demenza dovuta ad un pericoloso incidente sul lavoro, di cui Rino si prende cura, quasi fosse suo fratello maggiore. L’incidente di Quattro formaggi è avvenuto durante un lavoro “clandestino”, non riconosciuto e non assicurato, per cui si trova a vivere con il poco che riesce a racimolare dal lavoro che insieme a Rino raccolgono giorno per giorno dai cantieri della zona.

Succede che Quattro formaggi, nutrendo un’insana passione per la pornostar Ramona, scambia una ragazzina amica di Cristiano per quest’ultima, e una sera di pioggia in motorino la insegue. Ci sarà un incidente, la ragazzina morirà battendo la testa e Quattro formaggi chiederà aiuto a Rino… convinto che gli sia mandato da Dio stesso. L’evoluzione degli eventi porteranno Cristiano a salvare il padre in coma, e a capire poi che non sarà lui il colpevole di questa faccenda, potendosi così riconciliare con la figura del padre: severa, autoritaria, spietata e violenta a volte, ma comunque sempre onesta.

Un film molto drammatico, in cui compaiono, forse amplificate ma reali, le paure e le sensazioni di un adolescente, messo alla prova dai gesti forti del padre che ama, ma di cui ancora non capisce tutte le profondità. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, e quando è uscito nel 2008 ha ottenuto due nomination per il David di Donatello, venne girato in Italia tra le province di Udine e Pordenone.

Ti è piaciuto questo film? Guarda

Io non ho paura di Gabriele Salvatores

… e leggi anche …
Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti (disponibile anche in versione digitale)

Acciaio di Silvia Avallone

locandina

Regia: Gabriele Salvatores
Soggetto: Niccolò Ammaniti
Fotografia: Italo Petriccione
Musica: Mokadelic
Durata: 103 minuti

Interpreti e personaggi principali:
Rino: Filippo Timi
Cristiano: Alvaro Caleca
Quattro formaggi: Elio Germano

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Vincent Ward

Al di là dei sogni

USA, 1998
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Mi dispiace, piccola, ci sono delle cose che devo dirti e mi restano solo pochi momenti. Mi dispiace per tutto ciò che non potrò mai darti… Volevo soltanto invecchiare insieme a te come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme, al capolinea, sul lago del tuo dipinto, quello era il nostro Paradiso. Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini, baci e litigi, o Dio ne abbiamo avuti di straordinari dei quali ti ringrazio… Grazie per i nostri figli, per la prima volta che li ho visti e per avermi sempre fatto sentire orgoglioso di te. Per la tua forza, per la tua dolcezza, per come eri e come sei. per come ho sempre desiderato toccarti: Dio eri tutta la mia vita! E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te,specialmente questa.

Un film o un quadro impressionista? Questa la domanda che nasce spontanea guardando questa pellicola dove per la maggior parte della storia è il colore a farla da padrone. L’inferno e il paradiso, la notte e il giorno, le tenebre e la luce: tutto giocato sulla sottile linea che separa l’amore dalla morte in una tavolozza cromatica che ritrae paesaggi da sogno.
Molti i riferimenti alla Divina commedia dantesca, senza però mai banalizzarli o stravolgerli. E allora lasciatevi condurre da questa drammatica favola moderna di un uomo alla ricerca della sua amata al di là dei sogni.

Ti è piaciuto questo film? Allora ascolta anche
La cura - Franco Battiato
November rain - Guns’n'Roses

Al di là dei sogni

Regia: Vincent Ward
Soggetto: Richard Matheson
Musiche: Michael Kamen
Scenografia: Eugenio Zanetti
Durata: 113′

Interpreti e personaggi
Robin Williams: Chris Nielsen
Cuba Gooding Jr.: Albert Lewis
Annabella Sciorra: Annie Collins-Nielsen
Max von Sydow: The Tracker

 

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