Archivio tag: integrazione

Florence Thinard

MENO MALE CHE IL TEMPO ERA BELLO

Camelozampa, 2018, 220 p.
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Ben più tardi, quella stessa notte, Sarah scrisse nel diario di bordo:
Martedì 19 febbraio, ottavo giorno navigazione, 3:30.
Il vento ha girato e soffia, regolare, da nord est.
La nostra velocità è di 4 nodi.
A bordo va tutto bene. Per quanto possa sembrare strano , abbiamo fatto una festa e trascorso una splendida serata.
I ragazzi sono tutti magnifici per vitalità, coraggio, umorismo.
Non stiamo sopravvivendo, stiamo vivendo.

E’ un normalissimo martedì pomeriggio quando, probabilmente a causa di un fortissimo temporale, la biblioteca Jacques Prévert si stacca dal continente per prendere il largo verso l’oceano.

A bordo di quest’insolita imbarcazione ci sono la giovane bibliotecaria Sarah, il serissimo direttor Patisson, la signora Perez, addetta alle pulizie, la 1°F accompagnata dal professor Doubigny, insegnante di tecnologia e Said Hussein, vivace e tormentato teppista di quartiere.
La terraferma non si vede più e questa improbabile squadra di marinai non ha altra scelta che cavarsela come può, senza acqua, cibo e protezione ma con i libri della biblioteca a guidarli in un’incredibile avventura per la sopravvivenza.

In questo viaggio verso la libertà i protagonisti dovranno fare i conti con ogni sorta di avversità ma soprattutto con loro stessi e il naufragio diventerà l’occasione per riflettere, crescere, collaborare e, per qualcuno, addirittura innamorarsi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Robinson Crusoe – D. Defoe
L’isola del tesoro – R.L. Stevenson
Moby Dick – H. Melville

…e guarda anche…
Jurassic Park III – Joe Johnston
Jumanji – Joe Johnston
Alla ricerca dell’isola di Nim – J. Flackett, M. Levin

…e ascolta anche…
Only time – Enya
Paradise – Coldplay

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Lorenzo Sartori

ALIENI A CREMA

Plesio, 2018, 225 p.
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Articolo di Paola Vailati

I blindati escono dal cortile sferragliando e immettendosi in via XX Settembre.
Destinazione stadio Voltini.
E’ lì che alle alle venti in punto è previsto l’arrivo degli alieni.

Crema verrà isolata dal resto del mondo da una cupola magnetica che renderà impossibile qualsiasi forma di comunicazione con l’esterno; una misura di sicurezza necessaria dal momento che la città è stata scelta per ospitare per dieci giorni una delegazione di 100 alieni.

Il sindaco Doldi è sbigottito. Perchè gli alieni non hanno scelto Milano, Los Angeles o Tokyo per la loro gita sulla Terra?
Cosa può esserci di interessante per loro in una placida cittadina nella Pianura Padana?
E i cremaschi? Chi li convince a stare senza internet per dieci giorni? Riusciranno a socializzare con gli extraterrestri o sarà una convivenza impossibile?
E chi li rassicura sul fatto che questi stranieri non hanno intenzioni ostili?

Tra i personaggi di questa storia surreale e intrisa di ironia spiccano Kastigo, youtuber irriverente intenzionato a dimostrare l’interesse politico celato dietro a questa accoglienza aliena e Ginevra, tranquilla liceale catapultata da un giorno con l’altro da spensierate feste in piscina alla gestione di problemi ben più grandi.
Ma la vera protagonista del romanzo è Crema. Ogni pagina è una suggestiva scoperta dei suoi scorci e dei suoi palazzi, ogni capitolo vive della sua storia e delle sue tradizioni.

Tra tute spaziali e divertenti divergenze gravitazionali, Alieni a Crema lascia anche lo spazio per una attenta riflessione toccando con efficace ironia l’attuale tema dell’integrazione; questi stranieri intergalattici sono alieni ma sono prima di tutto diversi, così diversi da non tollerare i tortelli cremaschi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Memory download. La sindrome di Proust – Lorenzo Sartori

…e guarda anche…
E.T. l’extraterrestre – Steven Spielberg
Super 8 – J.J. Abrams
Under The Dome- Serie Televisiva

…e ascolta anche…
Something human - Muse
One - Sleeping At Last

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Giuseppe Catozzella

E tu splendi

Feltrinelli, 2018
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E poi quel sole che nasceva era la cosa più bella che avessi mai visto, era la promessa di una cosa nuova da iniziare. Per la prima volta mi sentivo vivo, tutto era come una grazia. Volevo splendere, quello sì.

Pietro, dieci anni, è in vacanza con la sorella Nina ad Arigliana, piccola comunità rurale della Lucania.
Il padre li ha mandati a trascorrere l’estate dai nonni nella speranza che questo possa aiutarli a superare il dolore per la perdita della madre.
Proprio in quei giorni però ad Arigliana accade un fatto imprevisto.
La scoperta di sette stranieri – clandestini – nascosti nell’antica torre normanna sconvolge la comunità. La reazione degli abitanti – destabilizzati ed aizzati dal boss locale – è di diffidenza e rifiuto.
Identificati da quasi tutti come nemici, i nuovi arrivati divengono presto vittime della prepotenza e dell’ostilità di molti.
Solo la famiglia di Pietro e una parte dei suoi amici si discostano dalla maggioranza e cercano di guardare oltre l’apparenza, vincendo la paura.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella
Il grande futuro – Giuseppe Catozzella
Cristo si è fermato a Eboli – Carlo Levi
Lettere luterane – Pier Paolo Pasolini

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Fabien Toulmé

Non è te che aspettavo

BAO Publishing, 2018
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Quello che doveva essere uno dei giorni più felici della mia vita si era trasformato in un incubo

“Non è te che aspettavo” è la prima pubblicazione scritta dall’ingegnere francese originario di Orléans, Fabien Toulmé. Attraverso parole e immagini ci racconta la sua storia; ovvero, cosa significa diventare papà di una bambina con la trisomia 21, meglio conosciuta da tutti come Sindrome di Down. In questa graphic novel, Toulmè veste i panni da fumettista per raccontare la nascita della sua bambina con trisomia 21 e il duro percorso per riuscire ad accettarla e amarla.

La storia inizia con la notizia di una dolce attesa da parte della signora Toulmè, con lo strascico di emozioni, agitazioni e ansie che contraddistinguono qualsiasi futuro neo-genitore. Nove mesi scorrono veloci attraverso gli occhi di un papà qualunque ( già padre di una bambina sanissima, Louisa che ha 4 anni) che spera solo possa andare tutto per il meglio.
La gravidanza della signora Toulmè procede senza imprevisti e anomalie fino alla nascita della piccola Julia, che agli occhi dell’ansioso Papà Fabien  presenta subito caratteristiche fisiche tipiche dei bambini con la sindrome di down.
I medici, che purtroppo non avevano diagnosticato nessuna anomalia durante i mesi di gravidanza, dopo qualche esame, devono confermare i sospetti di Fabien, che vede così materializzarsi la sua paura più grande: una figlia “disabile” e “diversa” dagli altri bambini. Fabien, inizialmente, non accetta questa bambina speciale, è un papà disperato, spaventato e consapevole di come le persone possono considerare chi è diverso; lui per primo vive da sempre nel pregiudizio.

Con una sincerità disarmante ammette le sue debolezze senza vergogna e con un po’ di cinismo, chiedendosi come mai sia toccata proprio a lui una sorte del genere. Fabien ad un certo punto si rassegna a Julia in maniera passiva, per poi riuscire, gradualmente, grazie al calore della sua famiglia e della dolcezza della piccola Julia, a far crollare tutti i suoi pregiudizi e vedere la sua bambina come un dono che, finalmente, si aspetta.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Wonder
Mio fratello rincorre i dinosauri

…guarda anche…
Quasi Amici
L’ottavo giorno

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Clint Eastwood

Invictus – L’invincibile

USA, 2009
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Non importa quanto angusta sia la porta
quanto impetuosa la sentenza
Sono il padrone del mio destino
il capitano della mia anima.

Ad esattamente 27 anni dalla liberazione di Nelson Mandela proponiamo un film che ripercorre una parte della sua vita, quella immediatamente successiva all’elezione a Presidente del Sudafrica, avvenuta nel 1994.

Nelson Mandela nasce nel 1918 e conosce fin da giovane il segregazionismo razziale. Non accetta le privazioni cui sono sottoposti i neri del Sudafrica. Aderisce così all’A.N.C. (African National Congress, partito allora considerato illegale) e si impegna nella lotta per l’abolizione delle leggi razziste, organizzando proteste ed azioni di sabotaggio. Per questo motivo nel 1962 viene arrestato ed imprigionato. Resterà in carcere fino all’11 Febbraio 1990, quando – anche grazie alla crescente pressione dell’opinione pubblica mondiale – il presidente in carica De Klerk ordina il suo rilascio.

Durante gli anni di prigionia ed isolamento, Mandela sviluppa un proprio pensiero di resistenza pacifica. Matura la consapevolezza che solo superando l’odio, rifiutando la vendetta e spingendo verso l’integrazione sarà possibile assicurare una convivenza non violenta.
L’occasione per propagandare e diffondere il suo pensiero gli si presenta pochi mesi dopo l’elezione a Presidente, quando la nazionale di rugby sudafricana è impegnata nei campionati mondiali. Mandela riesce a muovere attorno alle gesta della squadra il sentimento di appartenenza nazionale di bianchi e neri, stimolando di fatto il percorso di riavvicinamento.

Grazie ad un Morgan Freeman assolutamente perfetto nell’interpretazione, all’eccellente regia di Clint Eastwood e ad un Matt Damon del tutto nella parte, il film riesce a trasmetterci la grandezza di questo protagonista della Storia del secolo scorso, insignito del Premio Nobel per la Pace – insieme a De Klerk – nel 1993.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Long walk to freedom – Justin Chadwick
Lincoln – Steven Spielberg
Selma – Ava DuVernay

… leggi anche
Ama il tuo nemico – John Carlin
Lungo cammino verso la libertà – Nelson Mandela
Invictus – William Ernest Henley

e ascolta anche
Ordinary love – U2
Mandela Day – Simple Minds
Nelson Mandela – The Specials

Invictus

Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Anthony Peckham
Montaggio: Joel Cox, Gary Roach
Musiche: Kyle Eastwood, Michael Stevens
Durata: 134′

Interpreti e personaggi
Morgan Freeman – Nelson Mandela
Matt Damon – Francois Pienaar
Tony Kgoroge – Jason Tshabalala

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Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush

Zootropolis

USA, 2016
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- Non si e’ mai visto un coniglio poliziotto!
- Vorrà dire che sarò la prima perche’ io voglio rendere il mondo un posto migliore.
- Tesoro, bisogna fare le cose con calma, una carota alla volta!

Judy è una dolcissima coniglietta-poliziotto, determinata a rendere il mondo un posto migliore. Persegue questa sua missione con tenacia e convinzione. Alla prima esperienza viene inviata a Zootropolis, città idilliaca, in cui animali di ogni razza paiono convivere pacificamente.
Nick vive lì: è una volpe e – come tale – furbo, inaffidabile, infido. O almeno così sembrerebbe. Insieme si trovano coinvolti nell’indagine sulla scomparsa di alcuni pericolosi animali. Da qui si sviluppano avventure e colpi di scena, in più punti davvero esilaranti. Sullo sfondo una serie di personaggi perfettamente caratterizzati, indimenticabili e spassosi.

“Zootropolis” è un film che invita ad andare oltre ai luoghi comuni, alle apparenze ed ai pregiudizi. Esorta a guardare alla sostanza delle cose. Insegna che non ci sono animali (leggi: esseri umani) intrinsecamente cattivi. Esistono individui, ciascuno dei quali con proprie prerogative e speranze. Invita a non cadere nella logica della paura dell’altro, a non delegare il compito di migliorare ciò che non piace. Ci parla di amicizia ed autodeterminazione, coraggio ed armonia.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Monsters & Co – Pete Docter, Lee Unkrich, David Silverman
Robots – Chris Wedge

zootropolis

Regia: Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush
Sceneggiatura: Jared Bush, Phil Johnston, Byron Howard, Jared Bush
Musiche: Harry Gregson-Williams, John Powell, Michael Giacchin
Durata: 108′

 

 

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John Fante

Chiedi alla polvere

Einaudi, 2004, pag. 209
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Così l’ho intitolato Chiedi alla polvere, perchè in quelle strade c’è la polvere dell’Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere. E c’è una ragazza ingannata dall’idea che felici fossero quelli che si affannavano, e voleva essere dei loro.

Chiedi alla polvere è il romanzo autobiografico più famoso di John Fante, pubblicato nel 1939 racconta delle vicende di Arturo Bandini aspirante scrittore di origini italiane, che si trova ad affrontare le sue prime esperienze nella polverosa Los Angeles. Vive in un hotel a Bunker Hill e i pochi soldi che riesce a guadagnare dalle saltuarie pubblicazioni dei suoi racconti, li sperpera inutilmente con un castrante senso di colpa. La vicenda principare ruota intorno alla sua storia d’amore molto contrastata con Camilla, una cameriera messicana che conosce un pomeriggio in un caffè nelle vicinanze.

Un amore non ricambiato e una continua sfida e ricerca delle sue abilità di scrittore lo trascinano per le “polverose” strade di Los Angeles; ma questa California descritta da Fante non è ancora nulla, o meglio è un niente in un paese che non è ancora niente. Identità, storia e cultura. L’America ancora non li conosce, si sta formando, li sta cercando.

Così c’è tutta questa polvere che non si è ancora accumulata in un monumento, che non ha ancora creato qualcosa che resterà, ma vola via sempre pronta a cambiare i confini e a far perdere il senso dell’orientamento. Entra nei polmoni dei personaggi e li fa diventare affannosi e li inganna di frenesia. Come si è formata questa identità? Come sono i personaggi di questo libro? Vicini, senza dubbio a quello che poi più avanti leggeremo in Kerouac e in Bukowski, chiedete alla polvere.

Se vi è piaciuto questo libro leggete anche… Sulla strada di Jack Kerouac e le altre opere di John Fante.

Guarda anche… Chiedi alla polvere di Robert Towne

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Claudio Giovannesi

Alì ha gli occhi azzurri

Italia, 2012
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Come si fa a lasciare un figlio fuori casa, so’ proprio arabi. -
Perché tu che sei?
So’ italiano.

Alì ha gli occhi azzurri è figlio dell’opera disperata e profetica di Pasolini. Ispirato dai versi di Profezia Alì dagli Occhi Azzurri, uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi, a vela e a remi Claudio Giovannesi racconta la storia di Nader, adolescente italiano di genitori egiziani, e della sua emancipazione dalle tradizioni più conservative della cultura islamica. Una ribellione vissuta sul filo del rasoio e di una legalità sempre più labile messa in crisi da una rissa in discoteca, in cui Nader accoltella un coetaneo romeno. Nel tentativo di evitare la vendetta dei parenti della vittima, il ragazzo sarà aiutato da Stefano, compagno di scorribande e da sempre suo migliore amico. Nader ha una ragazza italiana e questo comprometterà il rapporto con la sua famiglia che vorrebbe praticasse la legge islamica, la quale vieta i matrimoni misti. Questo giovane Alì, che mette le lenti colorate sugli occhi bruni, è uno straniero in ogni dove, sente l’Italia come propria e vorrebbe farne parte con tutte le sue forze. Culturalmente, però, appartiene a una religione politica che gli impone scelte radicali dalle quali cerca di allontanarsi ferendo i genitori e i suoi famigliari più prossimi. Il ragazzo è fortemente convinto di essere nel giusto finché a ribellarsi ai dettami religiosi sarà la sorella minore mettendo in crisi la battaglia di Nader per l’emancipazione culturale.

E’ un film che narra magistralmente non solo il senso di smarrimento adolescenziale, per un mondo sempre più povero e ingiusto, ma soprattutto un senso di spavento universale a causa della solitudine che ognuno di noi ha davanti alle proprie scelte cruciali. Nader è il barbaro imborghesito (i borgatari tanto cari a Pasolini in Una vita violenta o Ragazzi di vita) nato da emigranti e che pratica apatico la cultura diffusa del godimento pulsionale, dell’analfabetismo emozionale apatico e chiuso in se stesso. Un film violento, girato camera alla mano tallonando la discesa di Nader verso se stesso e le sue eterne contraddizioni.

Se ti è piaciuto anche leggi:

Pier Paolo Pasolini, Poesie
Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita

Guarda anche:

This is England, Shane Meadows

ali ha gli occhi azzurri locandina

Regia: Stefano Giovannesi
Sceneggiatura: Stefano Giovannesi
Fotografia: Daniele Cipri
Montaggio: Giuseppe Trepiccione
Interpreti principali: Nader Sarhan, Stefano Ribatti, Brigitte Abruzzesi, Miriam Valenti, Fatima Moushaseb, Yamira Kacemi

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