Archivio tag: internet

Phil Johnston, Rich Moore

Ralph spacca Internet

UK, 2018
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Wifi o… si dice Waifi?

Ralph spacca Internet è il seguito del riuscitissimo film del 2012 Ralph Spaccatutto. In questa nuova avventura Ralph e la sua amica Vanellope dovranno andare in Internet per cercare un pezzo di ricambio per riparare un videogioco della loro sala giochi. Ma per due personaggi videoludici degli anni ’80 Internet è un mondo completamente diverso! Incontreranno tanti personaggi che noi conosciamo benissimo, come le principesse Disney, i supereroi Marvel e gli Stormtrooper di Guerre Stellari.
Dovranno fare anche i conti con i piccoli dettagli del Web che noi tutti conosciamo, come i siti Google o Ebay, o le pubblicità ingannevoli che sbucano da ogni dove.

Un mondo che noi conosciamo bene, dove non faremo fatica a scorgere piccoli divertenti particolari che vediamo tutti i giorni. Il tutto visto però dal punto di vista dei due protagonisti, che risulteranno divertentissimi per gli adulti e molto educativi per i più piccoli; un film che è una sorta di guida su cosa fare e non fare su Internet.

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Se ti è piaciuto guarda anche: Ready Player One – Steven Spielberg
leggi anche: Quindici giorni senza rete – Rigal-Goulard Sophie
ascolta anche: Take on Me – A-HA

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Paolo Genovese

Perfetti sconosciuti

Medusa 2016
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Questi cos’erano? Ci stanno rovinando l’esistenza, ci stanno portando via il privato!

Sareste disposti a lasciar vedere ad altri i messaggi e le telefonate che arrivano sul vostro cellulare?
Un gruppo di amici si ritrova per una cena in casa di due di loro. Si frequentano fin da ragazzi: ci sono le due coppie di vecchia data con figli e suoceri ingombranti, c’è il single rimasto senza lavoro, c’è il donnaiolo che si è sposato e forse ha messo la testa a posto. Mentre si mangia e si chiacchiera in una casa accogliente e arredata con gusto, qualcuno propone un gioco: mettere sul tavolo i propri cellulari e lasciare che tutti sentano le telefonate e leggano i messaggi in arrivo. Dopo l’iniziale esitazione, i presenti accettano, anche se con vari gradi di perplessità. Gli esiti sono drammatici; da quei dispositivi che ormai sono un’estensione delle nostre vite, emergono aspetti del tutto sconosciuti della personalità di ognuno: tradimenti, ipocrisie, incomprensioni e rancori nascosti sotto il tran tran quotidiano. La situazione sembra precipitare, ma…
Spietata analisi della società contemporanea, il film mette in evidenza le nostre fragilità, l’infantilizzazione degli adulti e l’inconsistenza dei rapporti umani. Morale: forse guardare dentro le vite degli altri non conviene.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche…
Il capitale umano – Paolo Virzì
Immaturi – Paolo Genovese

… e ascolta anche…
I will survive – Gloria Gaynor

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Genere: Commedia
Anno: 2016
Regia: Paolo Genovese
Attori: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher
Sceneggiatura: Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello
Fotografia: Consuelo Catucci, Fabrizio Lucci
Musiche: Maurizio Filardo

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Brian Knappenberger

The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz

USA, 2014
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Lavoro per le idee e imparo dalla gente. Io voglio far diventare il mondo un posto migliore.

Fin da piccolo Aaron Swartz dimostrò di avere capacità di programmazione assolutamente fuori dalla norma: grazie alla propria genialità entrò da ragazzino a far parte delle eccellenze in ambito mondiale, guadagnandosi la stima dei più grandi informatici, tra cui Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web (www).

A questa grande competenza si accompagnava in Swartz la convinzione che il mondo potesse essere un posto migliore e che ciascuno di noi – lui in primis – avesse il dovere di schierarsi in prima persona per la rivendicazione dei diritti fondamentali. I progetti che realizzò e contribuì a realizzare andavano tutti in questa direzione: dai primi lavori sviluppati da ragazzino alla collaborazione nella creazione delle licenze Creative Commons, al progetto di Open Library e così via.Fino a che punto è lecito spingersi per affermare il diritto alla conoscenza?

Per Aaron Swartz fino al punto di downloadare tramite un server universitario milioni di articoli scientifici digitalizzati, normalmente concessi a pagamento, e renderli pubblici. Un’azione di chiara protesta, dalla quale Swartz non ricevette alcun guadagno economico.
Riteneva assurdo e contrario ad ogni principio etico che il contenuto della ricerca scientifica – finanziata peraltro con soldi pubblici – fosse tenuto sottochiave e condiviso solo a patto di farsi pagare somme che arrivavano fino a 30 dollari ad articolo. Ciò tagliava fuori dalla possibilità di conoscere – e quindi progredire – migliaia di giovani ricercatori in tutto il mondo, privi di sufficienti risorse finanziarie.

Dopo l’iniziale reazione negativa, la società proprietaria del database (Jstor) decise di ritirare le accuse nei confronti Swartz. La vicenda si sarebbe quindi dovuta chiudere qui.
Tuttavia il Governo statunitense decise si perseguire Swartz giungendo ad imputargli ben 13 capi d’accusa e chiedendo un risarcimento milionario. Giudici federali e F.B.I. esercitarono pressioni spaventose su Aaron, del tutto sproporzionate alla gravità del reato da lui commesso. Swartz venne additato come pericoloso hacker, come una minaccia per la società e la democrazia. Il 13 Gennaio 2013, a soli 26 anni, si suicidò nella sua casa di Brooklyn.

Il documentario di Knapperberger ripercorre la vita di Swartz e la sua vicenda giudiziaria attraverso il racconto di collaboratori, amici, giornalisti e familiari e ricorrendo a numerose sue interviste e discorsi pubblici. E ci lascia destabilizzati.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Manifacturing Consent – Noam Chomsky and the Media
Intervista con Aaron Swartz – War for the web

… leggi anche
Aaron Swartz Una vita per la cultura libera e la giustizia sociale – Bernardo Parrella e Andrea Zanni
Capire il potere – Noam Chomsky

ed ascolta anche
Information is power – intervista ad Andrea Zanni su Radio3 Scienza 17/1/2014

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Regista: Brian Knapperberger
Fotografia: Brian Knapperberger
Sceneggiatura: Brian Knapperberger
Musiche: John Dragonetti

 

 

 

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