Archivio tag: Into the Wild

Eddie Vedder

Music from the Motion Picture: Into the Wild

J Records, 2007
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Leave it to me as I find a way to be Consider me a satellite for ever orbiting
I knew all the rules but the rules did not know me
Guaranteed
Chi meglio di Eddie Vedder poteva scrivere la colonna sonora per questo magnifico film? (che tra l’altro, questo è anche il suo disco d’esordio come solista!)
Le corde delle chitarre acustiche vibrano sotto gli accordi, i mandolini suonano bellissime armonie, il banjo fa assaporare le venature country e la voce canta di natura e libertà.
Il poliedrico Eddie suona tutti gli strumenti: percussioni, basso  e organo, più quelli sopracitati.
La libertà di Setting Forth combacia perfettamente con la fiducia per sè stessi di Rise. Mentre i dubbi le difficoltà vengono a galla con Long Nights Society. La natura è tutt’uno con la musica mentre si ascolta Toulumne o la primitiva The wolf.
Le due perle che narrano l’essenza della pellicola sono Hard Sun Guaranteed: l’amore per una donna e l’amore per la libertà di fondono, narrando con delicatezza la difficoltà di amare sia l’una che l’altra.L’album perfetto per un viaggio in macchina, guidando col finestrino abbassato e il gomito all’infuori.

Se ti è piaciuto leggi anche: Nelle terre estreme – Jon Krakauer
guarda anche: Into the wild – Sean Penn
ascolta anche: Ukulele Songs – Eddie Vedder

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Paolo Cognetti

Le otto montagne

Einaudi, 2016
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Sotto di noi, da una parte, la pendenza della montagna aumentava, e il ghiacciaio si spaccava in una ripida seraccata; oltre quel tormento di blocchi rotti, crollati, ammassati, il rifugio da cui eravamo partiti veniva inghiottito dalla nebbia. Allora mi sembrò che non saremmo più tornati indietro.

“Le otto montagne” è un libro che si respira, si sente dentro, si vive in modo intimo. La prova definitiva che la qualità vera di un romanzo – la sua attitudine a diventare poi un “classico” – risiede nell’uso di una scrittura limpida e lineare per esprimere pensieri profondi, poetici, non banali.
La semplicità dello stile è il punto d’arrivo dello stile di Cognetti, non un punto di partenza: considerazione assolutamente condivisibile, questa proposta da Paolo Di Paolo su “La Stampa”, e che meglio di ogni altra riesce a fotografare le grandissime doti letterarie del giovane scrittore milanese, destinato secondo noi a lasciare un segno nella letteratura italiana.
Il romanzo parla di amicizia tra due ragazzi, parla del difficile – ma ricercato – rapporto tra padre e figlio, parla della vita, con il respiro ampio delle grandi riflessioni e la naturalezza delle cose vere.
Ci racconta la montagna nella sua crudezza e nel suo grande fascino, con linguaggio ed immagini evocativi, con frasi quasi mormorate, sussurrate, eppure dirompenti nella propria profondità.
Insomma un bel romanzo di formazione, ma non solo, che racconta l’esistenza, cercando di fotografarne le sfumature più interiori, senza indugiare in alcuna ridondanza.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Il ragazzo selvatico – Paolo Cognetti
La pelle dell’orso – Matteo Righetto
L’estate alla fine del secolo – Fabio Geda
Sofia si veste sempre di nero – Paolo Cognetti

e vedi anche Into the wild – Sean Penn

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Jillian Schlesinger

Maidentrip

USA, 2013
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Sono nata su una barca in Nuova Zelanda. Ho vissuto i miei primi cinque anni in barca. E da allora ho sempre voluto tornare a quella vita.

Le hanno affibbiato i giudizi più disparati: pazza, egocentrica, coraggiosa. Hanno cercato in tutti i modi di impedirle di partire per il viaggio che fin da bambina aveva sognato: il giro del mondo in barca a vela, in solitaria.

Senza alcun appoggio o equipaggi a supporto, l’olandese Laura Dekker alla fine ce l’ha fatta ed è partita per un viaggio assolutamente emozionante ed incredibile, durato due anni.
In un’epoca in cui ogni luogo pare immediatamente raggiungibile e si sta forse perdendo il piacere della scoperta, Laura a sedici anni ha realizzato il proprio sogno.

Guardando il bellissimo e coinvolgente documentario da lei stessa realizzato con ore ed ore di riprese dalla barca, viene da chiedersi se questo “andar per mare”, sprezzante dei pericoli, sia più voglia di avventura o drammatico desiderio di libertà.
Laura infatti nei propri appunti di viaggio racconta, con lucidità da adulto, le grandi difficoltà nel rapporto con i genitori, ed in particolare con l’amatissimo padre, che pur standole sempre accanto, le ha per lungo tempo rovinato la vita a causa di una forte depressione.

Il documentario dura un’ora ed occorre per forza ricorrere ai sottotitoli in italiano in quanto mai doppiato. Nonostante questa scomodità, il coinvolgimento è totale: amerete Laura, la sua pazzia, la sua incredibile forza, la sua determinazione.

E forse riconoscerete in tutto questo anche la sua meravigliosa, dolcissima fragilità.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Into the wild – Sean Penn
I diari della motocicletta – Walter Salles
Moby Dick – John Houston

e leggi anche
One girl one dream – Laura Dekker
I balenieri di Quintay  Francisco Coloane
Nelle terre estreme – Jon Krakauer
Moby Dick – Herman Melville

maidentrip

Regista: Jillian Schlesinger
Fotografia: Hillary Spera
Musiche: Ben Solee
Montaggio: Penelope Falk
Sceneggiatura: Laura Dekker, Penelope Falk, Jillian Schlesinger

Interpresti e personaggi:
Laura Dekker: se stessa

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Ben Stiller

I sogni segreti di Walter Mitty

Usa, 2013
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Articolo di Vincenzo De Cesare

Vedere il mondo, raggiungere mete pericolose, guardare oltre i muri, avvicinarsi, trovarsi l’un l’altro e sentirsi, questo è lo scopo della vita.

Walter Mitty è uno dei tanti impiegati della rivista americana Life, più precisamente un editor fotografico. Walter è anche un deluso dalla vita. Per questo si trascina viaggiando al minimo lungo le sue giornate e di tanto in tanto si “incanta”, ovvero si concede qualche attimo di fuga dalla realtà, per rendere il mondo all’altezza della sua immaginazione.
Dopo 16 anni di onorato servizio nell’anonimato, ecco che Mitty diventa improvvisamente importante quanto mai avrebbe immaginato: la foto prescelta per far da sfondo all’ultima copertina della versione cartacea della rivista, prima di passare al formato web, scompare misteriosamente. La sparizione del negativo rischia di costare molto al povero Mitty, ma allo stesso tempo fa scattare la molla per trasformare completamente la sua vita in qualcosa addirittura più emozionante dei suoi più sfrenati sogni ad occhi aperti, lanciandolo in un pazzo inseguimento all’autore dello scatto, il mitico fotografo freelance Sean O’Connell.
“I sogni segreti di Walter Mitty” è un film delicato, che parlerà un linguaggio familiare a tutte quelle persone che sanno spendere cinque minuti per vedere quello che non c’è, pur di colorare un po’ la monotonia di vite troppo “normali”. Ed è anche un film capace di farti scoprire che, in fondo, il mondo non è che sia poi così piccolo e conosciuto come ci hanno insegnato, bensì riserva ancora realtà capaci di far sognare, in quegli angoli dimenticati o visitati solo di sfuggita dal grande villaggio globale. Nemmeno l’umorismo di grana grossa tipico del film medio di Ben Stiller, che pur ogni tanto emerge, riesce a sporcare un’atmosfera fantastica e avventurosa, o a far tacere quella vocina che ci dice che il meraviglioso può essere proprio dietro l’angolo. Basta fare il primo passo.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Into The Wild – Sean Penn

Locandina di I Sogni Segreti di Walter Mitty, nuovo film di Ben Stiller

Regia: Ben Stiller
Soggetto: James Thurber
Sceneggiatura: Steve Conrad
Fotografia: Stuart Dryburgh
Montaggio: Greg Hayden
Musiche: Theodore Shapiro
Durata: 114′

Interpreti e personaggi
Ben Stiller: Walter Mitty
Kristen Wiig: Cheryl Melhoff
Adam Scott: Ted
Sean Penn: Sean O’Connell
Shirley MacLaine: Edna Mitty

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Paolo Cognetti

Il ragazzo selvatico

Terre di Mezzo, 2013, 101 pp.
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Non era tanto un bisogno di partire, quanto di tornare; non di scoprire una parte sconosciuta di me quanto di ritrovarne una antica e profonda, che sentivo di avere perduto.

Paolo Cognetti, trentenne milanese, confeziona un bel quaderno di montagna, raccontando la storia della propria esperienza di isolamento in una baita a 2000 metri di altezza.
Nel libro il resoconto della vita in alta quota è accompagnato da numerose citazioni dai grandi narratori di montagna ed intercalata da frequenti riferimenti a canzoni e poesie.
La bellezza del racconto sta proprio nel suo carattere puramente descrittivo: volutamente l’autore si limita per lo più a riportare ciò che vede e ciò che sente, lasciando alla fantasia del lettore ed alla sua predisposizione d’animo il compito di ricavarne significati e riflessioni.
Il libro è dedicato a Chris McCandless, protagonista del romanzo “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, fuggito dalla civiltà per ritrovare se stesso ed il senso dell’esistenza.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Nelle terre estreme – Jon Krakauer
Il sistema periodico – Primo Levi

Ernest Hemingway (Grande fiume dai due cuori – I Quarantanove racconti)
Fuori a rubar cavalli – Per Petterson

…e ascolta anche…
Il suonatore Jones – Fabrizio De Andrè

…e guarda anche
Into the wild – Sean Penn

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Ludovico Einaudi

Divenire

Decca, 2006
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… riesce a modificare il ritmo cardiaco…a velare gli occhi di commozione…a farti perdere almeno per un istante…quindi la missione è compiuta. E’ semplicemente bello.
[ commento del pubblico ]

Sontuosa eppur come timorosa nel vibrare delle note, quasi a disconoscere l’inizio e la fine dell’ascolto, quasi a sfumarli e miscelarli all’intensità emozionale che crea.
Si può benissimo definire così la musica (chiamarla così è riduttivo) che sprigiona Divenire: sonorità cristalline, semplici in apparenza, ma frutto di un’ esperienza e bravura compositive rare, di una sensibilità quasi eterea. Si perché Ludovico Einaudi accarezza il bianco e nero del pianoforte quale estensione del proprio corpo, diventando tutt’uno con lo strumento e lasciandovi fluire lo sparito, divenendo spartito.
Divenire è il brano portante dell’album: inizia in sordina, in una devastante attesa intramezzata da vocianti silenzi, preludio ad un’esplosione sinfonica che ti stacca dalla realtà, facendo ritrovare l’Io perduto sotto frane di stress.
Un disco da ascoltare senza preconcetti, senza confronti: la musica è naturalmente in noi, senza chiedere nulla in cambio, inerme. Per questo senza difficoltà riusciamo a fonderci in essa.
Ed in questo caso il cuore sorride all’infinito completandosi con la bellezza delle stelle.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Divenire, Primavera, Svanire

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Ludovico Einudi – Le Onde
René Aubry – Allegro
Wim Martens Ensemble – Struggle for pleasure

… e leggi anche
Richard Bach – Il gabbiano Jonathan Livingston

… e guarda anche
Into The Wild (Nelle Terre Selvagge) – Sean Penn

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Werner Herzog

Grizzly Man

Usa, 2005
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Ciò che mi turba è che, su tutti i volti di tutti gli orsi ripresi da Treadwell, non ho mai visto affinità, comprensione o pietà.
Vedo solo la travolgente indifferenza della natura.
Per me non esiste nessun mondo segreto degli orsi.
Questo sguardo vuoto suggerisce solo una ricerca quasi meccanica di cibo.
Ma per Timothy Treadwell quest’orso era un amico, un salvatore.

Un’infanzia e un’adolescenza serene.
E poi gli anni del college, che precipitano in un buco nero di dipendenze e alienazione.
E’ la voce infantile e dolcissima di Timothy Treadwell a raccontarci di sé e delle motivazioni che lo spingono a un’esperienza apparentemente folle: trascorrere l’estate tra gli orsi della riserva naturale del Katmai National Park in Alaska, per studiarli, proteggerli da non meglio identificati nemici (di volta in volta governo, guardiaparco, bracconieri) e diventare uno di loro, finalmente lontano da quel consesso umano che sempre aveva trovato tanto faticoso.
La sua avventura si concluderà tragicamente al tredicesimo viaggio, ucciso e divorato, con la fidanzata Amie Huguenard, da uno di quegli orsi che considerava amici.
Le oltre cento ore di filmati che Timothy raccoglie anno dopo anno divengono la base su cui il grande regista Werner Herzog costruisce un documentario memorabile, montandole con interviste a conoscenti e amici dell’uomo, che manifestano, anche con durezza, la propria opinione sul terribile finale di storia.
Lungi dall’esprimere un giudizio etico sulle scelte di Treadwell, Herzog trae dalla pura casualità dei frammenti una straordinaria riflessione sulla bellezza incidentale dell’immagine e su un’idea pura di cinema (una piccola volpe si intrufola nell’inquadratura; un momento vuoto si fa improvvisamente poesia, con il vento che spazza i rami come una sinfonia); su quel vortice scuro e insondabile che è l’animo umano, sulla totale indifferenza di una natura che è solo violenza, caos e istinto.
Un vero capolavoro, scomodo e commovente.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Cave Of Forgotten Dreams – Werner Herzog
L’enigma di Kaspar Hauser – Werner Herzog
Into The Wild – Sean Penn
 
…e ascolta anche
Glencoe – Richard Thompson
Coyotes – Don Edwards
 
Locandina di Grizzly Man, documentario di Werner Herzog
 
Regia: Werner Herzog
Sceneggiatura: Werner Herzog
Fotografia: Peter Zeitlinger
Musiche: Richard Thompson
Durata: 100′
 
Interpreti
Timothy Treadwell
Jewel Palovak
Werner Herzog

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Per Petterson

Fuori a rubar cavalli

Guanda, 2010, 244 pg
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Era il 1942. Mio padre capitò in questo bosco scendendo dal Nord in cerca di un posto sicuro dove dormire che fosse vicino al confine per quando doveva andare in Svezia con documenti, lettere e talvolta filmati per la Resistenza e tornare poi a missione compiuta e tracce cancellate, un luogo che potesse usare più volte.
 
Andiamo fuori a rubar cavalli.

I tronchi sanno essere più morbidi dei fatti della vita.
Trond, quindici anni, trascorre un’intera estate con il padre: giorni magnifici passati a tagliare alberi, a cavalcare, creando un legame padre-figlio intenso fino all’animo, immersi nella natura selvaggia. Natura che al tempo stesso protegge, ma riserva anche amare sorprese: Jon, l’amico fraterno, è colpito da un tragico evento e la stessa famiglia di Trond subisce l’abbandono da parte del padre. Che le due situazioni siano legate?
Per Petterson alterna emozioni commoventi ed essenziali ad esaltazioni del carattere dei ragazzi che saranno … : solo a loro spetterà decidere come comportarsi al mondo.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La strada – Cormac McCarthy
 
… e ascolta anche
Father to Son – Queen
Raggio di Sole – Francesco De Gregori 
 
… e guarda anche
Into the Wild – Sean Penn

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