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Maysaloun Hamoud

Libere, disobbedienti, innamorate – In Between

Tucker Film, 2017
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Vuoi cambiare il mondo in un secondo ma non vivi in Europa.

Tre ragazze palestinesi condividono un appartamento a Tel Aviv, al riparo dallo sguardo della società araba patriarcale. Leila è un avvocato penalista che preferisce la singletudine al fidanzato, rivelatosi presto ottuso e conservatore, Salma è una DJ stigmatizzata dalla famiglia cristiana per la sua omosessualità, Noor è una studentessa musulmana osservante originaria di Umm al-Fahm che si rivela fin da subito una città profondamente religiosa e fondamentalista.

Il film di  Maysaloun Hamoud è stato premiato al Toronto film festival, San Sebastian film festival e Haifa festival e ci mostra una semplice costatazione: quanto sia difficile essere donne libere. Questo a prescindere dalla geografia, dal luogo d’origine, dall’amore o meno dei propri genitori. Essere donne libere significa essere sottoposte a una costante pressione da parte delle aspettative sociali, sul lavoro e sulla profonda difficoltà di non dover giustificare alcuna scelta di vita se non quella di esistere.

Il film mostra nella sua crudezza profonda il rischio perenne di abdicare a se stessi tornando alle rassicuranti convenzioni religiose, cullare e soddisfare le aspettative famigliari e ritirarsi dal mondo del lavoro che non vuole alcuna partecipazione femminile.  Accanto a donne così ferocemente amanti della vita abbiamo uomini disorientati, privati di tutte le certezze attraverso le quali sono cresciuti e le convenzioni millenarie che non trovano più ragion d’essere. Privati del loro ruolo accettano passivamente di obbedire alle aspettative famigliari cercando di trascinare in questo vortice anche le compagne che ormai non intendono più sottostare a destini già preconfezionati.

Un affresco meraviglioso di un coraggio costante, brutale e mai vacillante.

A causa delle scene di violenza , sesso e per le tematiche delicate trattate si consiglia la visione ad un pubblico superiore ai 16 anni (i più piccoli devono essere accompagnati nella visione).

Se ti è piaciuto questo film guarda anche:

Deniz Gamze Ergüven – Mustang

Ascolta anche: Tori Amos – A Tori Amos collection: Tales of a Librarian 

Leggi anche:  Angie Thomas , The hate U give – Il coraggio della verità 

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Regia : Maysaloun Hamoud

Titolo originale: Bar Bahar

Genere: Drammatico

Cast: Mouna Hawa, Sana Jammelieh, Shaden Kanboura, Mahmud Shalaby, Riyad Sliman

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Abraham B. Yehoshua

La comparsa

Einaudi 2015, 260 p.
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Sa di tornare a un’orchestra straniera, lontana, dove il suo unico impegno è la musica, mentre lui rimane in un paese che minaccia costantemente se stesso, con una famiglia esigente e un’anziana madre che si ostina a vivere da sola in un vecchio appartamento.

Noga, una suonatrice d’arpa sulla quarantina che vive in Olanda, deve tornare a Gerusalemme, sua città natale, per curare l’appartamento dei genitori mentre la madre soggiorna per qualche mese in una casa di riposo. Il periodo in patria è l’occasione per ripensare alla propria vita e per ritrovare i luoghi e le suggestioni dell’adolescenza. Visto che, per ingannare il tempo, Noga ha accettato di essere ingaggiata come comparsa in vari telefilm e documentari, questo lavoro temporaneo le permette di conoscere alcuni personaggi bizzarri, ma amichevoli e ricchi di umanità. Anche i rapporti con i condòmini ultra ortodossi sono tutto sommato sereni, a parte i bambini che le si intrufolano in casa per vedere di nascosto la televisione. Nel frattempo, la nostalgia per l’amato strumento si fa sentire, perché a Gerusalemme Noga non riesce a trovare arpe su cui esercitarsi. Ma verrà il momento di rientrare in Olanda e tornare all’orchestra dove la donna lavora.
Scritto da uno dei più noti autori israeliani contemporanei, il romanzo tratteggia con grande sensibilità una figura femminile decisamente gradevole e delinea con affetto una città e una nazione ricche di storia e di cultura, anche se piene di contraddizioni.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
Qualcuno con cui correre – David Grossmann
Il violoncellista di Sarajevo – Steven Galloway
Anonimo veneziano – Giuseppe Berto

… e guarda anche
Una settimana e un giorno – Asaph Polonsky

… e ascolta anche
La Mer – Claude Debussy

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Radu Mihaileanu

Vai e vivrai

Francia - Israele, 2005
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Vai, vivi e diventa

Non puoi arrivare senza fretta come il Messia?

La solitudine e lo smarrimento nel sentirsi catapultati in avvenimenti più grandi di sé sono i veri protagonisti di questo film.
Insieme alla dominante ed onnipresente voglia di vivere, di crescere, di essere liberi.
È la storia di una madre, quindi è la storia di suo figlio: entrambi cristiani, senza più nessun legame con la terra d’origine, si ritrovano in un campo profughi del Sudan dove vivono ebrei di etnia Falasha.
C’è un’unica cosa da fare: fingersi due di loro per potersi recare in Israele e poter sperare in un futuro migliore. Questo fa Shlomo, dietro insistenza della madre, lasciandola al suo pressoché ineluttabile e tristo destino.
Siamo davanti ad una persona in cerca di identità, che coglie un’opportunità seppur controvoglia per migliorare la sua vita e ne resterà parecchio traumatizzato.
E solo.
Disperatamente solo.
Seppur estremamente drammatica, la vicenda ha una drammaticità quasi poetica: faticando per adattarsi ad un modo di vita diversissimo dal suo (e non riuscendoci mai completamente) Shlomo costruisce una gabbia interiore dove rifugiarsi ripensando al passato, alla madre, ritrovando l’introverso bambino divenuto adulto passando per un problematico adolescente.
Sentimentalismi gridati si intersecano a momenti di intimità narrativa che si intersecano a loro volta nella grande lotta del protagonista: ritrovare se stesso.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Julian Schnabel – Miral
Nadine Labaki – E ora dove andiamo?
Deniz Gamze Ergüven – Mustang

… e leggi anche
Janne Teller – Immagina di essere in guerra
Albert Camus – La peste
Orson Scott Card – Il gioco di Ender

…e ascolta anche
Vai e Vivrai – Colonna Sonora

Regia :  Radu Mihaileanu
Sceneggiatura : Alain-Michel Blanc – Radu Mihaileanu
Fotografia : Rémy Chevrin
Musica : Armand Amar
Durata: 153’

Interpreti e personaggi principali:
Moshe Agazai: Shlomo (bambino)
Moshe Abebe: Shlomo (ragazzo)
Sirak Sabahat: Shlomo (adulto)
Yael Abecassis: Yael Harrari
Roschdy Zem: Yoram Harrari

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Ari Folman

Valzer con Bashir

Israele, Germania, Francia, 2008
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Osserva bene questa foto… mi riconosci?

Se vi state chiedendo qualcosa sulla famosa, quanto angosciante, “questione palestinese” siete nel posto giusto. L’odio è antico ma per palestinesi e israeliani è qualcosa in più: uno stato permanente. Questa eterna tensione ve la racconta Ari Folman (ex soldato israeliano) che, vinto da continui incubi, inizia ad indagare fra i suoi ricordi frammentati e in quelli dei suoi commilitoni. Folman confessa il suo sogno più ricorrente: sogna di essere sbranato da ventisei cani inferociti. In quel preciso istante realizza di aver rimosso praticamente tutto quanto accaduto durante i mesi che condussero al massacro (portato a termine dalle Falangi cristiano-maronite) nei campi di Sabra e Chatila in seguito all’assassinio del presidente libanese Bashir. La guerra in Libano resta un mistero di orrore troppo recente per poter essere raccontato con distacco lucido e per questo ci avventuriamo fra ricordi, sogni e desideri dei giovani soldati. In questa spettacolare graphic-novel autobiografica, cronaca di un viaggio nei meandri della memoria compiuto da Folman stesso, ci avventuriamo nelle domande che riguardano tutti noi . Cosa ci fa dimenticare qualcosa che abbiamo vissuto? E soprattutto: cosa ci spinge ad andare alla ricerca di quei ricordi perduti anche se angoscianti e terribili?

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche
Valzer con Bashir – Ari Folman, David Polonsky
Persepolis – Marjane Satrapi
Madre dignità – Moni Ovadia

… guarda anche…
Persepolis – Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Il giardino di limoni
 – Eran Riklis
Il figlio dell’altra – Lorraine Lévy

… e ascolta anche
Ot Azoy Neyt A Shnayde – Pressburger Klezmer Band
Sweet and Tender Hooligan – The Smiths

Valzer con Bashir

Regia: Ari Folman
Sceneggiatura: Ari Folman

Soggetto: Ari Folman

Fotografia: Declan Quinn

Montaggio: Nili Feller
Musiche: Max Richter
Durata: 90′

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