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Peter Farrelly

Green book

USA, 2018
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Non vinci con la violenza, vinci quando mantieni la tua dignità.

Cosa possono avere in comune un buttafuori di origine italiana ed un eccentrico musicista afroamericano? Entrambi vivono a New York negli Anni Sessanta, ma appartengono a mondi completamente diversi: rumoroso e genuino l’uno, raffinato ed esclusivo l’altro.
Tony Vallelonga, il buttafuori, da un giorno all’altro si ritrova senza lavoro ed è quindi in cerca di un’occupazione per mantenere la sua famiglia.
Don Shirley, pianista, sta invece cercando un autista che lo accompagni in una lunga tournee negli Stati Uniti del Sud.
Tony risponde all’annuncio di Don ed è fatta: i due partono per il viaggio che li terrà lontani da New York per due mesi e che li porterà a condividere momenti spassosi ed esperienze drammatiche, fino a diventare veri amici.

Quella raccontata in “Green Book” è una storia vera.
Una storia che ci parla di amicizia e discriminazione, di affinità e differenze, di convivenza e segregazione razziale, di musica e schiettezza.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
The Help – Tate Taylor
Invictus – Clint Eastwood
A spasso con Daisy – Bruce Beresford
Selma – Ava DuVernay
Malcolm X – Spike Lee
Il diritto di contare – Theodore Melfi
Milk – Gus Van Sant

e leggi anche
Il buio oltre la siepe – Harper Lee
Il canto del silenzio – Maya Angelou
The hate you give – Angie Thomas

Locandina Green Book

Regia: Peter Farrelly
Durata: 130′

Personaggi ed interpreti:
Tony Vallelonga – Viggo Mortensen
Don Shirley – Mahershala Ali

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Anastasio

La Fine Del Mondo

Sony, 2018
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“E non ho manco sonno ma se mi alzo torno ad affrontare il mondo / e sono tempi bui, il gioco lo conosco a fondo / sono debole e lui cambia le regole a suo piacimento”

Marco Anastasio in arte Anastasio è il giovanissimo vincitore di X Factor e “La fine del mondo”, nome anche del pezzo inedito che ha portato Anastasio alla vittoria è l’EP che rappresenta il suo esordio discografico sulla scena musicale italiana.

L’EP è composto da sei tracce: 5 inediti e la cover di “Generale” di Francesco De Gregori riletta in chiave personale dal rapper. Il disco si apre con  ”La fine del mondo”, il pezzo principale, totalmente scritto da Marco Anastasio e prodotta dal produttore discografico e rapper italiano Don Joe. Si apre con il piano in sottofondo, ha un bel ritmo nelle strofe, un fraseggio molto articolato, ed un ritornello coinvolgente ed esplosivo. È un pezzo di forte impatto, da parole e suoni forti, dalle atmosfere molto cupe che ricordano a tratti alcuni pezzi del più famoso rapper, sempre giovanissimo, Ultimo.
Nel mini-album troviamo oltre alla già citata  cover di “Generale” di De Gregori reinterpretata da Anastasio, altri quattro brani inediti: “Ho lasciato le chiavi”, “Un adolescente”, “Autunno” (scritta e cantata insieme ai Bowland, gruppo concorrente  incontrato sul palco di X-Factor) e “Costellazioni di kebab”.

Lo sconvolgimento interiore dell’artista trova sfogo in questi 6 brani dove attraverso una grande forza comunicativa, decisa e ribelle  ci narra il punto di vista di un “emarginato”. Una scrittura matura, cruda e di forte impatto se pensiamo che questo ragazzo ha 20 anni.

Ascolta i brani di Anastasio:
La fine del mondo
 Generale
Autunno (featuring Bowland)

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Edoardo Falcone

Se Dio vuole

Italia, 2015
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I miracoli non esistono. Sono stato solo bravo.

Andrea, figlio di un affermato cardiochirurgo romano, frequenta la Facoltà di Medicina. Il suo futuro pare tracciato, almeno fino a quando non incontra Don Pietro, prete del tutto sui generis, che lo appassiona alla Fede tanto da convincerlo a divenire lui stesso sacerdote.
Il padre di Andrea, Tommaso, ateo convinto, sconvolto dalla notizia decide che farà di tutto per smascherare don Pietro, di cui scopre un passato non proprio edificante.
Non esiterà quindi ad elaborare piani e trabocchetti esilaranti per incastrarlo.

La trama del film si sviluppa mantenendo un tono leggero, grazie ad una regia che rifiuta soluzioni semplici e lascia spazio a riflessioni tutt’altro che superficiali.

Marco Giallini è semplicemente perfetto nella parte di Tommaso ed Alessandro Gassmann (don Pietro) conferma le sue grandi doti di attore in un ruolo molto diverso dai soliti.

“Se Dio vuole” è un film dalla grande carica umoristica, spassoso, coinvolgente, ma per nulla banale.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Caterina va in città – Paolo Virzì
I nostri ragazzi – Ivano De Matteo
Dio esiste e vive a Bruxelles – Jaco Van Dormael

e leggi anche
Ritrattino di Kant a uso di mio figlio – Massimo Piattelli Palmarini
Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avenia
A volte ritorno – John Niven

Locandina film "se Dio vuole"

Locandina film “se Dio vuole”

Durata: 87′
Regia: Edoardo Falcone

Personaggi ed interpreti:
Tommaso: Marco Giallini
Don Pietro: Alessandro Gassmann
Carla: Laura Morante

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Keith Haring. About Art

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Sono stato un preminente artista statunitense, i cui lavori rappresentano la cultura di strada della New York degli anni ’80. Non ho mai smesso di credere che l’arte fosse capace di trasformare il mondo, poiché attribuivo un’influenza positiva sugli uomini.

Dal 22 febbraio al 28 giugno Palazzo Reale ospita la mostra “Keith Haring. About Art”, una fantastica retrospettiva dedicata al padre del graffitismo.

La mostra si compone di 110 capolavori, alcuni mai esposti in Italia e di dimensioni monumentali. Nelle opere di Keith Haring oltre a percepire il suo impegno sociale nel portare alla luce temi quali droga, razzismo, aids, alienazione giovanile, discriminazione si possono notare forti influenze avute da altri artisti sia contemporanei che del passato. Per questo si è deciso di suddividere la mostra in “stanze tematiche” dove argomenti come la tradizione classica, l’arte tribale, i cartoons vengono affrontati affiancando le opere dell’artista con altre di epoche e autori diversi. Possiamo così trovare dipinti di Jackson Pollock, Paul Klee e Jean Dubuffet, ma anche calchi della Colonna Traiana, le maschere delle Culture del Pacifico e i dipinti del Rinascimento Italiano.

Keith Haring, nato a Kutztown (Pennsylvania, USA) il 4 maggio 1958, dimostra fin da subito una particolare predilezione per il mondo dell’arte. Dopo la scuola superiore frequenta l’Ivy School of Professional Art di Pittsburgh; nel ’76 decide di girare gli Stati Uniti in autostop per confrontarsi con il movimento culturale dell’epoca. Rientrato  frequenta l’università e tiene la sua prima importante esposizione al Pittsburgh Arts and Crafts Center. Nel 1978 entra alla School of Visual Arts di New York, diventando noto per i suoi murales realizzati nelle metropolitane e per i suoi lavori esposti in vari club e locali della città. Keith Haring, figlio della cultura di strada, inventa un nuovo linguaggio urbano. Nelle sue immagini semplici e molto colorate, che ricordano i cartoons, unisce tematiche sociali quali razzismo, droga, aids, alienazione giovanile con altre correnti artistiche sia del passato che contemporanee. Nel 1988 scopre di avere l’AIDS e decide di annunciarlo al mondo con un intervista alla rivista Rolling Stone. Prima della sua morte fonda la Keith Haring Foundation, che si propone tuttoggi di continuare la sua opera di supporto alle organizzazioni a favore dei bambini e della lotta all’aids.

Keith Haring muore il 16 febbraio 1990 all’età di 32 anni. Il successo delle sue opere ha indubbiamente contribuito al diffondersi dell’arte negli spazi pubblici. Immediate, semplici e dirette, le sue composizioni attirano facilmente l’attenzione del pubblico e si possono leggere a più livelli, che possono andare da quello superficiale del semplice umorismo e divertimento ad uno più profondo di riflessione.

Per maggiorni informazioni sulla mostra clicca qui.

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L'Aura

Okumuki

Sony BMG, 2005
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If she can swim through yellow seas
i blame it all on you!
you tie your tie around her thigh
and bow to lick her shoe…
slither through the mud for the next
somebady New!

L’eterno delle tue parole sparse
Hai, hai scritto me, su un foglio senza nome
e hai raccontato una storia trasparente

Che esordio!
L’esordio di un’intensa personalità artistica, di una virtuosa voce quasi irreale, terrena e paradisiaca al tempo stesso, che penetra fino al cuore facendolo battere più forte.
Una commistione di italiano e inglese come parti di una stessa medaglia, di una vocalità ai limiti del vuoto contornato da melodie dall’ampiezza quasi sospesa ma riposata, magica eppur ancorata a terra.
L’Aura non è semplicemente una “cantante di musica leggera” e Okumuki non è semplicemente un album: non a caso okumuki è una parola giapponese che indica la parte più interna della casa e quindi più intima.
Le canzoni non sono mai banali, trasmettono emozioni senza travalicare e sopraffare gli animi: si svelano per quello che sono. Racconti, grida, felicità, passeggiate, amori, silenzi.
Possiamo ben dire che sono come i sentieri delle gocce d’acqua, creati su di un vetro appannato. Talvolta sono rettilinei e delineati, altre volte sono ondivaghi o si interrompono senza un motivo…facendo così a cosa assomigliano se non al nostro essere umani? Sono la nostra espressione.
L’album è un quadro formato da pennellate di sentimenti: il giallo delle nostre esitazioni, il nero delle nostre paure, il grigio dell’attesa, il rosso della nostra passione e voglia di vivere, il verde del futuro, il marrone della riflessione, l’azzurro dell’allegrezza.
In definitiva un album vero.

Ascolta tre brani tratti dall’album
Radio Star, Una favola, Today

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale – Sempre più vicini
Negrita – 9
Baby K – Kiss Kiss Bang Bang

… e leggi anche
Mario Calabresi – Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa
Sharon M. Draper – Melody
Jonathan Coe – La pioggia prima che cada

… e guarda anche
Spike Jonze – Lei
Richard Curtis – Questione di tempo
Jillian Schlesinger – Maidentrip

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Fabio Geda

Nel mare ci sono i coccodrilli

B.C. Dalai editore, 2010, p. 155
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Pakistan, Senegal, Marocco, Egitto. Tanti pensano che i talebani siano afghani, Fabio, ma non è così. Ci sono anche afghani, tra di loro, ovvio, ma non solo: sono ignoranti di tutto il mondo che impediscono ai bambini di studiare perchè temono che possano capire che non fanno ciò che fanno nel nome di Dio, ma per i loro affari.

Nel mare ci sono i coccodrilli è la storia vera di Enaiatollah Akbari, un ragazzo afghano che fugge dal suo paese d’origine e arriva in Italia, dove finalmente trova un posto da chiamare casa: un posto in cui ci sono persone che ti vogliono bene e ci tengono a te. Uscito nel 2010, ma più che mai attuale, i coccodrilli è una sorta di biografia di un tratto di vita di Enaiat; suddiviso in sei capitoli con i nomi degli stati che il protagonista ha attraversato per giungere fino in Italia.

Si parte dall’Aghanistan, Enaiat è un bambino di circa dieci o undici anni quando la madre lo abbandona, e poi seguiamo la sua storia fino al suo arrivo, ormai quindicenne. In questi anni di viaggio, e di spostamento, capiamo le condizioni di un popolo costretto alla fuga e alla rassegnazione. Passando dal Pakistan all’Iran, in cui Enaiat lavora per diversi anni come manovale in cantiere, insieme a tanti ragazzi come lui: spesso come clandistini vengono riportati dall’altra parte del confine e sono costretti a pagarsi il viaggio. Poi in Turchia, dove spera, il nostro protagonista di poter trovare lavoro e fermarsi, ma capisce di non avere possibilità e si vede costretto a ripartire, questa volta quindi per la Grecia ed è proprio qui che incontra la paura dei coccodrilli, esplicitata per la prima volta dai suoi compagni di viaggio.

I coccodrilli non sono altro che le difficoltà e le paure ancestrali dei ragazzi costretti a spostarsi, ad approdare in una terra che non conoscono e che non sanno che accoglienza gli riserverà. La paura ha mosso un mondo, e l’ignoranza gli ha fatto credere che forse, probabilmente i coccodrilli ci sono anche nel mare, ma se non hai una guida, una famiglia che ti insegna la via, come puoi saperlo?

Un libro molto intenso ma di facile lettura, una storia vera che ci aiuta ad aprire gli occhi e a conoscere meglio certi territori; ma soprattutto a vederli con occhi diversi.

Se vi è piaciuto questo libro leggete anche… L’estate alla fine del secolo e Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani e Berlin

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Pif

In guerra per amore

Italia, 2016
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Tenente Catelli: “Ma qui è così importante quello che pensa la gente?”
Arturo: “Lieutenant, se la gente viene a sapere che a me non interessa cosa pensa la gente, cosa può pensare la gente di me?”

New York 1943. Arturo Giammarresi, italiano espatriato negli Stati Uniti, ha una storia d’amore con Flora, nipote del gestore del ristorante dove lavora. La ragazza è però promessa sposa al figlio di Lucky Luciano boss mafioso newyorkese. Arturo, su suggerimento di Flora, decide di chiedere la mano al padre della ragazza che però abita ancora in Sicilia. Arturo non avendo abbastanza denaro per raggiungere l’Italia decide di arruolarsi nell’esercito americano, che si sta preparando allo storico sbarco in Sicilia. Gli americani, sbarcati nell’isola, e in particolare il luogotenente Philip Catelli, con il quale instaurerà una profonda amicizia, si avvalgono dell’aiuto di Arturo per capire la cultura e le usanze siciliane così differenti da quelle d’oltreoceano. Stando sul posto, gli americani si rendono conto che l’unico modo che hanno per liberare la Sicilia dai nazisti è quello di chiedere aiuto alla mafia locale, la quale è stata anche assoldata da Lucky Luciano per eliminare Arturo in modo da permettere il matrimonio tra Flora e il figlio. Riuscirà Arturo a chiedere la mano di Flora? Il film lo trovate ancora nelle sale, quindi correte a vederlo… Pif come nel precedente “La mafia uccide solo d’estate” riesce ad unire la vena comica, con la realtà storica, creando una profonda riflessione nello spettatore.

Ti è piaciuto il film? Allora guarda anche…

La mafia uccide solo d’estate – Pif

Leggi anche…

Casarrubbea, Operazione Husky

Camilleri, I racconti di Nenè

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Regia: Pif
Soggetto:Pif, Michele Astori
Fotografia: Roberto Forza
Sceneggiatura: Pif, Michele Astori, Marco Martani
Durata: 99 min.
Cast: Pif, Miriam Leone, Andrea Di Stefano, Maurizio Marchetti, Rosario Minardi, Samuele Segreto

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Escher – Palazzo Reale di Milano

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Dal 24 giugno fino al 22 gennaio 2017 Palazzo Reale di Milano, ospita una grande mostra monografica dedicata all’incisore e grafico olandese Maurits Cornelis Escher.

Escher ( 1898 – 1972 ), nato in Olanda, non è mai stato uno studente modello, ma si è da sempre distinto nel disegno.

Trasferitosi in Italia con la moglie, rimane affascinato dal Bel Paese, dove rimarrà fino al 1935. A causa del clima fascista, che tollera poco, decide di andare in Svizzera, in Belgio e poi in Olanda. E’ proprio in Olanda dove ” non trova nulla di così bello ad ispirarlo” che inizia a rappresentare il suo mondo interiore, la matematica e il calcolo diventano elementi chiave delle sue opere.

La mostra comprende oltre 200 opere ed è divisa in sei sezioni, un vero e proprio percorso all’interno dello sviluppo creativo dell’artista: a partire dalla radice della storia dell’arte per arrivare al Liberty, soffermandosi sull’amore per Roma e l’Italia e individuando nel viaggio a l’Alhambra e a Cordova la causa scatenante di un forte interesse per le forme geometriche.

Scale che non hanno inizio né fine, uccelli in volo vhe si fondono fra loro, mondi impossibili e deformazioni spaziali lo hanno reso noto e molto apprezzato. La sua influenza è percepibile nel mondo dei fumetti, della pubblicità, dei video musicali, del cinema.

M.C. Escher, Vincolo d’unione Aprile 1956

M.C. Escher, Convesso e concavo Marzo 1955

M.C. Escher, Mano con sfera riflettente 1935

Orario di apertura:

Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì e sabato 9.30 – 22.30
(La biglietteria chiude un’ora prima)

Per informazioni e biglietti visita il sito.

 

 

 

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Manuele Fior

Cinquemila chilometri al secondo

Coconino Press 2010, 143 p.
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“Voglio tornare a casa”. “Ma certo, il tempo di chiamarti un taxi e…” “Voglio ritornare in Italia”.

In una calda giornata estiva Lucia e sua madre traslocano in una casa di ringhiera. La nuova arrivata suscita l’interesse di Piero e Nicola, che vivono nello stesso complesso. Fra i tre adolescenti nasce un’amicizia che, per Lucia e Piero, diventa amore. Ma la vita li allontanerà: Lucia andrà in Norvegia dove troverà un compagno, Piero partirà per una campagna archeologica in Egitto. Nicola, il personaggio più sfumato ma sempre presente nella storia, rimarrà in Italia, nella stessa casa che ha visto crescere l’amicizia fra i tre. Anni, amori e figli dopo Lucia e Piero si ritrovano in Italia: emozione, imbarazzo, incomprensione sono i sentimenti che si affastellano durante l’incontro. Si rivedranno? E Nicola?
Lucia e Piero partono, tornano, intrecciano e sciolgono legami con una fluidità che è un po’ una cifra generazionale, come sembra suggerire l’autore. Gli acquerelli eleganti di Manuele Fior evidenziano luoghi e situazioni con una sapiente alternanza di tinte calde e fredde e con sottili richiami all’arte e all’architettura del Novecento.

Ti è piaciuto? Allora leggi anche…
Le variazioni d’Orsay – Manuele Fior
Il gusto del cloro – Bastien Vives

…e ascolta anche
Dieci ragazze – Lucio Battisti

… e guarda anche
Il grande freddo – Lawrence Kasdan

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Expo Milano 2015

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L’Expo 2015 è l’Esposizione Universale programmata a Milano tra il 1° maggio e il 31 ottobre 2015, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. L’esposizione sarà estesa su un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, con più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolti, e oltre 20 milioni di visitatori attesi.

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita è il tema al centro della manifestazione, il fil rouge che attraversa tutti gli eventi organizzati sia all’interno sia all’esterno del sito espositivo. Expo Milano 2015 è l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo:  da una parte chi soffre la fame, dall’altra chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta, per non parlare delle tonnellate di cibo che vengono sprecate. Per questo motivo servono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili e, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse.

Il sito ospiterà quattro aree tematiche: si va dal Padiglione Zero, che racconta la storia dell’uomo sulla Terra attraverso il suo rapporto con il cibo, al Future Food District, che spiega come la tecnologia cambierà le modalità di conservazione, distribuzione, acquisto e consumo di cibo. Ci sono poi il Children Park, lo spazio in cui bambini imparano a conoscere i temi di Expo Milano 2015 divertendosi, e il Parco della Biodiversità, un grande giardino in cui viene riprodotta la varietà degli ecosistemi che si trovano sul nostro Pianeta. In città, al palazzo della Triennale, ci sarà Arts & Foods, la quinta area tematica: una straordinaria mostra che racconta come è cambiato il rapporto tra cibo e arte nel corso dei secoli.

Ai Paesi che non realizzano un proprio padiglione, è stata proposta un’innovativa modalità di partecipazione: i Cluster. Questi spazi espositivi uniscono  Paesi accomunati dalla produzione di uno specifico alimento o da un determinato tema: Bio-Mediterraneo, Cereali e Tuberi, Isole, Zone Aride, Frutta e Legumi, Spezie, Caffè, Cacao e Riso.

Expo Milano 2015 inaugura un nuovo modello di Esposizione Universale: non solo una vetrina delle migliori tecnologie per un futuro sostenibile, ma un evento globale e interattivo con migliaia di appuntamenti culturali e di intrattenimento sia all’interno sia all’esterno del sito espositivo. Spettacoli, concerti, convegni, show cooking, laboratori didattici e mostre trasformeranno Expo Milano 2015 in una grande festa all’insegna del divertimento e della possibilità di imparare.

Per maggiori informazioni sugli eventi clicca qui.

Expo è una vetrina per tutta l’Italia, non solo per Milano ma anche per le piccole cittadine e le province che hanno spesso poca visibilità, vi segnaliamo qui alcune iniziative collaterali organizzate nel territorio attorno a Milano:

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