Archivio tag: Jaco Van Dormael

John Niven

A volte ritorno

Einaudi, 2012, 381 pg
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«Dio sta arrivando… Fate finta di lavorare!»

Il Creatore è appena tornato in ufficio dopo una settimana di vacanza.
Pensava di essersela meritata: solo che il tempo di Dio e quello degli uomini non scorrono proprio uguali, e una settimana celeste sulla terra dura circa cinque secoli. Cinque secoli utilizzati dall’umanità per dare il peggio di sè: inquinamento, genocidi, conflitti mondiali, esplosioni nucleari, razzismo, omofobia, fanatismi e corruzione… nemmeno lo strato di ozono è scampato al disastro.

Non c’è molta differenza tra Dio e il C.E.O. di una multinazionale: svolgono il loro compito con passione, dirigono una notevole quantità di persone impegnate nei vari uffici dell’azienda, ogni tanto si concedono un bicchierino di buon whiskey e delle meritate vacanze … ecco il problema: assentarsi per le vacanze.
Non è tanto l’assenza, ma quello che Dio scopre essere accaduto sulla terra in una settimana di riposo (ah: una settimana celestiale corrisponde a 500 anni umani); esaminando i resoconti dei collaboratori non si capacita di quello che gli uomini sono riusciti a fare/farsi (Ma come?! C’era il Rinascimento, laggiù inventavano ogni giorno cose nuove, si scopriva un continente alla settimana!?).
Un misto sensazioni lo assale: scoramento (dove ho sbagliato?), rabbia (adesso mando un altro diluvio universale!), incredulità (ma davvero si sono fatti questo?!) … eppure era semplice, dannatamente semplice: c’era un solo comandamento da seguire <<Fate i bravi>>, ma quel falsario di Mosè, per paura di non venire preso sul serio, se n’era inventati 10 di sana pianta.
Resta solo una cosa da fare: rimandare il figlio sulla terra una seconda volta.
Gesù (eccerto che è lui!) è assai titubante: <<Ehi papi, ma sei sicuro? No, cioè, ricordi cosa è successo l’ultima volta… E comunque te l’avevo detto che il libero arbitrio non era una buona idea>>.

Una storia rocambolesca tracciata da un’ironia intelligente, un sarcasmo sempre azzeccato e perfino una saggezza quasi filosofica e morale.
John Niven ha nel suo stile unico di narrazione l’asso nella manica: personaggi dalla spiccata personalità si muovono tra sacro e profano con leggerezza, tra le note di canzoni che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, passando da emozioni ad emozioni come se nulla fosse.
Si ride tanto, di gusto, anche in modo irriverente, si riflette e ci si commuove perfino.
Si potrebbe addirittura pensare ad un miracolo letterario (!!!).
Dai leggetelo.
Non fatevi pregare.
Lasciatevi indurre in tentazione.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Timur Vermes – Lui è tornato
John Niven – Maschio bianco etero

… e ascolta anche
Brani citati nel libro

… e guarda anche
Jaco Van Dormael – Dio esiste e vive a Bruxelles
Francis Lawrence – Constantine
Una settimana da Dio – Tom Shadyac

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Jaco Van Dormael

Dio esiste e vive a Bruxelles

Lussemburgo - Francia - Belgio, 2015
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Prete: “ Dio ci dice: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ ”
Dio: “ Mai detta una cosa simile ”
Prete: “ Come? ”
Dio: “ Non l’ho mai detta ”

Venerdì io e Luis, avevamo deciso che i giorni invece di chiamarsi Lunedì e Martedì o Mercoledì, si sarebbero chiamati Gennaio, Febbraio, Marzo… Dopo una settimana vivevamo insieme da 7 mesi.

Un film che si rispetti deve avere una narrazione cinematografica che srotoli un pensiero fuori dagli schemi ed al tempo stesso robusto, esperto, allegorico.
C’è Dio: burbero, sadico e tremendamente umano. Abita a Bruxelles in un normale appartamento e lavora in uno studio senza finestre, colmo di classificatori.
Ha un figlio (QUEL figlio, scappato di casa per mettersi con gente brutta, rimanendo ucciso), una moglie che non parla molto ed una figlia, Ea, che ama ascoltare la musica emessa dalle persone.
Questo Dio programma al computer l’esistenza dell’umanità, godendo delle sue disgrazie, dei suoi incidenti: si diverte un mondo nel rendere miserabile la vita degli umani. Ea non ne può più e compie un atto di ribellione estremo: manda ad ogni essere umano un SMS con scritto …
Una domanda aleggia per tutto il film: se Dio esiste è davvero così? Oppure: se fosse esistito ma ora è stato “sostituito” dopo una rivolta? La dissacrazione la fa da padrone (il Bene e il Male coincidono), da un senso instabile alla spiritualità che acquisisce così un sano senso liberatorio nella sua ragionata follia, a tratti ornata dalla bellezza sfaccettata in mille cacofonie.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Alejandro Amenabar – Agora

Deniz Gamze Ergüven – Mustang
Nadine Labaki – E ora dove andiamo?

…e leggi anche
Giuseppe Catozzella – Il grande futuro
Craig Thompson – Blankets
Paulo Coelho – Il Diavolo e la signorina Prym

…e ascolta anche
PJ Harvey – Let England Shake
Luca Carboni – Silvia lo sai
Francesco Guccini – Dio è morto

dio

Regia : Jaco Van Dormael
Sceneggiatura : Thomas Gunzig – Jaco Van Dormael
Fotografia : Christophe Beaucarne
Musica : An Pierlé
Durata: 113’

Interpreti e personaggi principali:
Benoît Poelvoorde : Dio
Pili Groyne : Ea
Catherine Deneuve : Martine
Yolande Moreau : La donna di Dio
Johan Heldenbergh : Il prete
David Murgia : Gesù Cristo

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