Archivio tag: Jason Reitman

Edgar Wright

La fine del mondo

USA, Gran Bretagna, 2013
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Mi ricordo di essermi seduto lì, sangue sulle nocche, birra sulla camicia, vomito sulle scarpe, di aver visto il bagliore arancione di una nuova alba che sorgeva e di aver saputo nel mio cuore che la vita non sarebbe mai più stata così bella. E sapete una cosa? Non lo è stata mai più.

Il 22 Giugno 1990 doveva essere l’inizio di tutto, per Gary fuckin’ King; diciotto anni, piena Summer Of Love e fine della scuola, festeggiata con il tentativo fallito di portare a termine con gli amici la Golden Mile: dodici pinte in dodici pub; l’ultima, appropriatamente, al World’s End.
Una notte che anticipava un nuovo giorno e una vita pieni di promesse, ma da allora non è successo niente.
Gary è rimasto intrappolato nel suo personaggio e, ormai quarantenne alla deriva, decide di cercare una sorta di riscatto nell’unico modo che conosce: rimettere insieme la gang con Andy, Ollie, Stevie e Pete e ritornare a Newton Haven per compiere l’impresa.
Giunti sul luogo, però, scopriranno che gli abitanti sono stati sostituiti da una specie aliena dal sangue blu e da lì la vicenda prenderà a precipitare verso un finale distopico e planetario, come da titolo.
Edgar Wright chiude la mitologica Cornetto Trilogy con un capitolo che, partendo da toni apparentemente dimessi, cresce con il passare dei minuti grazie a uno script efficacissimo che, procedendo per accumulo di dettagli (i mixtape, le mappe ingiallite, i muri scrostati, i nomi dei pub), finisce per edificare un universo proprio e, al contempo, riesce ad attribuire all’opera un imprevisto valore generazionale.
Il modo in cui Gary (un fantastico Simon Pegg) vive al passato è rappresentativo di non-più-ragazzi che, privati di tutto, non riescono a trovare risposte che vadano più in là delle parole di Peter Fonda in Wild Angels: “We wanna be free to do what we wanna do / and we wanna get loaded / and we wanna have a good time”.
E se questo non bastasse a fare di La Fine del Mondo un gran film, c’è sempre Nick Frost che si ubriaca, strappa il cardigan, mena le mani e rompe cose.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’alba dei morti dementi – Edgar Wright
Hot Fuzz – Edgar Wright
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Young Adult – Jason Reitman
 
…e ascolta anche
Happy Hour – The Housemartins
Loaded – Primal Scream
What You Do To Me – Teenage Fanclub
Fools Gold – The Stone Roses
 
Locandina di La Fine del Mondo, terzo film della Cornetto Trilogy girato da Edgar Wright
Regia: Edgar Wright
Soggetto: Edgar Wright, Simon Pegg
Sceneggiatura: Edgar Wright, Simon Pegg
Fotografia: Bill Pope
Montaggio: Paul Machliss
Musiche: Steven Price
Durata: 109′
 
Simon Pegg: Gary King
Nick Frost: Andrew Knightley
Martin Freeman: Oliver Chamberlain
Paddy Considine: Steven Prince
Eddie Marsan: Peter Page
Rosamund Pike: Sam
Pierce Brosnan: Guy Shepherd

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Veronica Falls

Veronica Falls

Bella Union, 2011
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I’m broken hearted, dearly departed

Già la copertina racconta più di qualcosa dell’immaginario evocato dall’esordio omonimo dei Veronica Falls: una casa abbandonata che potresti dire pescata da qualche pellicola horror figlia di Evil Dead, ma che dà pure qualche indizio del suono di queste dodici splendide tracce, traboccanti romanticismo e malinconie da cameretta e spire di ragnatele melodiche.
Non è un caso che il programma sia inaugurato dal primo singolo della band guidata dalla cantante-chitarrista Roxanne Clifford, una Found Love In A Graveyard che dispiega puro jangle-pop britannico anni ’80 e racconta di amore e fantasmi, con qualche cosa delle infatuazioni cimiteriali del Morrissey di Cemetry Gates, ma senza quell’approccio letterario.
Se ne può parlare come di un manifesto programmatico, dato che le medesime atmosfere vengono riprese con ottimi esiti anche in The Fountain, Bad Feeling e Come On Over.
E però c’è molto altro, qui dentro: i ragazzi mostrano di aver ascoltato tutti i grandi classici di genere, guardando da una parte (la semplicità a cuore aperto della C86) e dall’altra (l’approccio DIY dei Beat Happening, i Velvet Underground e i tamburi di Maureen Tucker) dell’Oceano e dando al tutto un’impronta moderna e personale.
Right Side Of My Brain e Beachy Head si muovono frenetiche sull’onda di chitarre che diresti surf-punk e splendide armonie vocali, mentre Misery è forse il vertice dell’album, edificata su arpeggi e accordi in maggiore curiosamente appaiati a liriche intrise di ironica malinconia.
Stephen e la title-track sono gli unici veri mid-tempo, sognanti ed eterei, laddove invece i duecentoquaranta secondi della micidiale doppietta The Box (basso Jesus And Mary Chain, coro celestiale)/Wedding Day (racconto di un sentimento mai superato), racchiudono il nocciolo melodico e lirico di un’opera adorabile. Blue. Always blue. Why so blue?
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Wussy void – Joanna Gruesome
Velocity girl – Primal Scream
Shattered Shine – Crystal Stilts
In between – Beat Happening
You’ve got everything now – The Smiths
 
…e guarda anche
Noi siamo infinito – Stephen Chbosky
Juno – Jason Reitman
L’amore che resta – Gus Van Sant

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Jason Reitman

Juno

20th Century Fox, 2007
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E’ che vorrei sapere che è possibile che due persone siano felici insieme per sempre. Mi serve.

Una corsa a perdifiato, i sedici anni di Juno MacGuff.
Un caleidoscopio di battute fulminanti e umori imprevedibili, un fuoco di fila di idee storte e perfette.
La sua vita e il suo rapporto indeciso e sognante con il buffo mezzofondista/musicista Paulie Bleeker subiscono un imprevisto scossone il giorno in cui la ragazza si rende conto che tre test di gravidanza non possono mentire.
Al bivio che le si presenta, sceglierà la via più impervia: portare a termine il percorso e dare in adozione il piccolo a una coppia che pareva non aspettare altro.
In quei difficili mesi, Juno si troverà al fianco una famiglia bella e disponibile e si renderà conto di quanto gli adulti abbiano bisogno almeno quanto lei di qualcuno che li aiuti nelle proprie scelte.
Una commedia che sa farsi dramma in un attimo, una sceneggiatura perfetta e una regia attraente e movimentata, che accosta immagini e musiche vivaci e naif, senza però mai sembrare artefatta: l’emozione è sempre palpabile, qui.
Ellen Page interpreta con straordinaria intensità un ruolo dei più impegnativi, tratteggiando con ironia agrodolce la storia di una ragazza alle prese con questioni “ben oltre il proprio livello di maturità”; Michael Cera pare nato per rappresentare la goffaggine e la dolcezza dell’adolescenza.
Fin dai coloratissimi titoli di testa, Juno ci stringe a sé nell’abbraccio di un piccolo mondo amico, tenero e commovente, e rende viva una filastrocca di personaggi meravigliosi, cui davvero non si può fare a meno di voler bene.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Little Miss Sunshine – Jonathan Dayton, Valerie Faris
Young Adult – Jason Reitman

…e ascolta anche
Anyone else but you – The Moldy Peaches
All the young dudes – Mott The Hoople
Search & destroy – Iggy & The Stooges

Locandina di Juno, film di Jason Reitman con Ellen Page e Michael Cera

Regia: Jason Reitman
Soggetto: Diablo Cody
Sceneggiatura: Diablo Cody
Musica: Mateo Messina
Durata: 92′

Interpreti e personaggi
Ellen Page: Juno MacGuff
Michael Cera: Paulie Bleeker
Jennifer Garner: Vanessa Loring
Jason Bateman: Mark Loring
Olivia Thirlby: Leah
J.K.Simmons: Mac MacGuff
Allison Janney: Bren

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Lee Daniels

Precious

USA, 2009
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Certi hanno una luce attorno che illumina anche le altre persone. Penso che forse alcuni di loro stavano in un tunnel e in quel tunnel forse l’unica luce che avevano stava dentro di loro. E poi, anche tanto tempo dopo che sono usciti dal tunnel continuano a splendere per tutti gli altri.

 

Precious. Tu cosa Sai fare? “Niente”. Impossibile, tutti sanno fare qualcosa.

Solo sedici anni e aver già vissuto una vita intera, forse di più: questa è Precious.
Precious che a casa è trattata alla stregua di una schiava, costretta a subire le morbose attenzione del padre, dal quale ha avuto un figlio e un altro è in arrivo: la madre non la difende, anzi, la accusa di averle rubato il marito.
Precious che a scuola viene presa di mira perché alla sua età ha ancora difficoltà a leggere e scrivere.
Precious che pur essendo obesa, non sogna di diventare magra.
Precious è tenace come nessun altro: cambia scuola e riesce ad applicarsi negli studi, decide di tenere anche il secondo bambino e vuole che la sua vita sia solo sua.
Precious non vuole pietà: desidera le possibilità che vengono date ad ogni persona ed essere preziosa al pari di tutti noi.

Precious

Regia: Lee Daniels
Sceneggiatura: Geoffrey Fletcher
Fotografia: Andrew Dunn
Musiche: Mario Grigorov
Montaggio: Joe Klotz
Scenografia: Roshelle Berliner
Costumi: Marina Draghici
Durata: 109′

 

Interpreti e personaggi principali:
Gabourey Gabby Sidibe : Clareece Precious Jones
Lanny Kravitz : John
Mariah Carey : Mrs. Weiss
MoNique : Mary
Paula Patton : Ms. Rain

 

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche:
Perdona e dimentica di Todd Solondz
[ Film V.M. 14 : la storia di tre sorelle, le cui famiglie sono vittime di pedofilia, depressione e solitudine: un'America che esiste e di cui nessuno vuol parlare.]
Juno di Jason Reitman 

 

… e ascolta anche …
Queen Latifah – Come Into My House
Mario Grigorov – Letters
Mary J. Blige – I Can See In Color

 

… e leggi anche …
Precious – Sapphire
La prigione di neve – Watson J. Elizabeth

 

 

 

 

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