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The Fabulous Five

IL 2016 DI EXTRATIMEBLOG IN CINQUE LIBRI, CINQUE ALBUM E CINQUE FILM
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Come è stato il nostro 2016?

Una lunga serie di storie e musiche divertenti, drammatiche, difficili o adatte a quei momenti in cui non si ha voglia che di poltrire, rilassanti o dure, che hanno suscitato in noi delle emozioni.

Insomma, un insieme di tutto ciò che, in questi dodici mesi, abbiamo trovato interessante, senza limiti di genere o stile.

In questo post, abbiamo selezionato cinque album, cinque film e cinque libri che hanno caratterizzato il nostro 2016. Non si tratta di pubblicazioni o uscite dello scorso anno ma di una selezione fatta tra i nostri consigli.

Riprendere in mano quanto recensito, è stato un modo divertente per ricordare i commenti e i confronti sulle scelte fatte da ciascuno di noi.

E’ doveroso dire che, del 2016, certamente, cambieremmo i post scritti per commemorare i troppi grandi artisti scomparsi.

Quindi, ecco a voi i nostri “favolosi cinque” libri, album e film dell’anno appena concluso!

LEGGO!
Naked- Kevin Brooks
Io e te all’alba- Sanne Munk Jensen, Glenn Ringtved
Raccontami di un giorno perfetto- Jennifer Niven
La pizza per autodidatti- Cristiano Cavina
Toccare le nuvole (The Walk)- Philippe Petit

ASCOLTO!
Heretics- Toadies
Nightfall in Middle Earth- Blind Guardian
Grace- Jeff Buckley
Abbi cura di te- Levante
Highway 61 Revisited- Bob Dylan

GUARDO!
Remember me- Allen Coulter
Mustang- Deniz Gamze Ergüven
Sherlock- Steven Moffat e Mark Gatiss
Il giardino delle parole- Makoto Shinkai
Stranger Things- Matt e Ross Duffer

Volete scoprire tutte le nostre recensioni del 2016? Qui trovate un video che le riassume tutte… in un minuto e mezzo!

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Jeff Buckley

Grace

1994, Columbia
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This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die
But it’s over
Just hear this and then i’ll go
You gave me more to live for
More than you’ll ever know
(Last Goodbye)

Well I feel too young to hold on
And i’m much too old to break free and run
Too deaf, dumb, and blind to see the damage i’ve done
Sweet lover, you should’ve come over
(Lover, you should’ve come over)

Grace, primo e unico album in studio del musicista americano Jeff Buckley, ci racconta, nei suoi dieci brani ricchi di passione e malinconia, di amori travolgenti ma fragili, delle difficoltà di stare accanto ad una persona o di affrontare il mondo per qualcuno che non ha ancora compreso del tutto se stesso.

Tra i brani spicca la splendida e struggente interpretazione di Hallelujah di Leonard Cohen, forse la più nota cover di questa canzone, entrata ormai nella storia della musica.
Ad essa, si affiancano brani emozionanti, come So real e Last Goodbye, nei quali viene esaltata la voce angelica di Jeff Buckley.

La sua prematura morte ha certamente privato il mondo della musica di un grande artista che avrebbe potuto regalare altri brani indimenticabili.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Popular Problems- Leonard Cohen
Cousteau- Cousteau
Chaos and the calm- James Bay

…leggi anche
Raccontami di un giorno perfetto- Jennifer Niven
La ragazza delle arance- Jostein Gaarder

…guarda anche
Romeo+Giulietta- Baz Luhrmann
Bright Star- Jane Campion

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Anna Calvi

One Breath

Domino, 2013
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Non l’abbiamo mai lasciato riposare a lungo fuori dallo stereo, l’esordio omonimo di Anna Calvi: troppo suadente la magia delle interpretazioni, troppo fascinoso l’impasto di sonorità rock e atmosfere noir per resistere a uno dei pochi veri classici contemporanei.
E’ da lì che One Breath sembra riprendere le fila del discorso, con una Suddenly caracollante e bluesy, fantasma che prende corpo lungo il cammino; a ruota, il singolo Eliza esplode in un incedere incalzante e un chorus subito memorabile.
Ma a partire dalla ritmica circolare di una Piece By Piece che è puro pop lunare, il disco s’incammina su sentieri ancora inesplorati: e allora elettriche noise squarciano la calma apparente di Cry, laddove invece Sing To Me avvolge di pura sensualità, vocalità sospesa nel vuoto di chitarre distanti e poco altro, fino a un’apertura melodica dall’ampiezza cinematografica.
Se Love Of My Life è un rock crudo e wave dalle distorsioni poderose, la title-track è certo uno dei vertici dell’opera: apertura rarefatta e ipnotica, un crescendo lento e inesorabile che cede il passo a una commovente aria strumentale per soli archi.
Carry Me Over è un’altra interpretazione magnetica che si regge su una melodia di sicuro impatto e sorprende nella sezione centrale, percussiva e dissonante.
Ma è il doppio finale di Bleed Into Me e The Bridge a lasciarci definitivamente senza parole: due composizioni impalpabili, della stessa materia dei sogni più eterei di Jeff Buckley, a pacificare con il suono di mille voci l’animo scuro di un altro album da ricordare.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Lilac wine – Jeff Buckley
Meet ze monsta – PJ Harvey
The day the “Conducator” died – Scott Walker
This bed of shattered bone – Colin Stetson, Justin Vernon
 
…e guarda anche
Moon – Duncan Jones
Blade Runner – Ridley Scott
 
…e leggi anche
Non lasciarmi – Kazuo Ishiguro

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