Archivio tag: jingle jangle

Rover

Rover

Cinq7, 2012
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Puoi quasi vederla, la figura imponente di Timothée Regnier, stagliarsi nella luce su un palcoscenico altrimenti buio, stretta al microfono e alla chitarra a declamare versi pieni di serena nostalgia e ricordi, di distanza e speranza.
Rover, suo nome d’arte e album d’esordio, è un’oscura magia in undici pezzi, una voce profonda e intensa che sa però anche librarsi in un fascinoso falsetto e una scrittura sviluppata pienamente in canzoni spesso bellissime, che fondono con teatralità ed emozione Bowie, Gainsbourg, i bassi corposi della new wave contemporanea e atmosfere noir per un risultato del tutto personale.
Una sequenza perfetta che dall’opener Aqualast, uno dei grandi singoli del 2012, si snoda tra ritmi lievemente più sostenuti (Remember, Tonight) e ballate piene di fascino “nero” (l’acida Queen Of The Fools, l’ipnotica Wedding Bells, l’inquietante falsetto di Late Night Love), jangle-pop decadente (le gemelle Lou e Champagne), fino al finale orchestrale di Full Of Grace, ritornello epico che risuona come una vera dichiarazione d’identità e condensa in sé il meglio di un album memorabile.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Aqualast, Lou, Late Night Love, Full Of Grace
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Interpol – NYC
David Bowie – Life On Mars
John Grant – Queen Of Denmark
Serge Gainsbourg – Ballade de Melody Nelson
 
…e leggi anche
Tu metteresti l’universo intero – Charles Baudelaire
David Nicholls – Un giorno

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The Smiths

Hatful Of Hollow

Rough Trade, 1984
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Uno scatto malinconico in bianco e nero in copertina anticipa tutto, le spalle strette di un ragazzo dallo sguardo perso chissà dove.
Pochi mesi di vita e The Smiths è già nome fondamentale del pop indipendente, non solo britannico: il jingle-jangle luccicante del favoloso chitarrista Johnny Marr e la precisione post-punk della sezione ritmica di Mike Joyce e Andy Rourke sono la base perfetta per le poetiche meditazioni di Morrissey, voce straordinaria quanto il talento lirico.
Hatful Of Hollow è, semplicemente, una delle più grandiose infilate di canzoni pop mai apparse, arte che pareva dimenticata e che qui viene portata a nuova vita da pezzi immortali: abissi di malinconia e solitudine, ma pure declamazioni tracotanti e speranzose si nascondono nel profumo di primavera che entra dalle finestre delle ariose William It Was Really Nothing, This Charming Man, You’ve Got Everything Now o Still Ill; nelle ombre lunghe di Hand In Glove, What Difference Does It Make? e How Soon Is Now?; nei romanticismi da brivido di Reel Around The Fountain e nell’acquerello acustico di Please, Please, Please Let Me Get What I Want, due minuti di celestiale perfezione.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
Please, Please, Please Let Me Get What I Want, This Charming Man, Reel Around The Fountain, Hand In Glove
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Crybaby – I Cherish The Heartbreak More Than The Love That I Lost
The Magnetic Fields – Papa Was a Rodeo
Aztec Camera – We Could Send Letters
The Go-Betweens – Right Here
 
…e guarda anche
This Is England – Shane Meadows

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