Archivio tag: jonathan coe

Kate Morton

L’ombra del silenzio

Sperling & Kupfer, 2013, 540 p.
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Eppure. Mentre la vita dei suoi famigliari era tornata alla normalità, quella di Laurel era rimasta sospesa. La sensazione di essere separata dagli altri si era fatta sempre più profonda e lei sempre più inquieta. Continuava a rivedere nella sua mente la scena del coltello, e la consapevolezza del ruolo che la sua testimonianza aveva assunto nelle indagini- ciò che aveva detto ma soprattutto ciò che non aveva detto- le mozzava il respiro. (…) I ricordi la inseguivano dappertutto, non le davano tregua, ed erano ancora più terribili perché il fatto che li aveva causati era inspiegabile.

In una giornata d’estate dell’inizio degli anni ’60, la sedicenne Laurel si rifugia nella casa sull’albero, nel giardino della fattoria dove vive con la sua famiglia.
Laurel, sente sempre più il desiderio di stare sola, lontana dai suoi chiassosi fratelli, e ha la sensazione di non appartenere del tutto al luogo in cui è cresciuta.

Quel pomeriggio di solitudine la rende testimone di un fatto inspiegabile: la sua amata e affetuosissima mamma Dorothy viene aggredita da uno sconosciuto in giardino e lo uccide con una coltellata. Da quanto Laurel sente e vede si rende conto che la mamma conosce l’uomo assassinato e lo vede come una minaccia.
Questo evento misterioso segna definitivamente il distacco di Laurel dalla sua famiglia.

Molti decenni dopo, diventata una nota attrice, Laurel si trova a dover fare i conti con il passato. Sua mamma sta morendo e, proprio nei suoi ultimi giorni, sembra essere tormentata da qualcosa avvenuto nel suo passato, prima di incontrare suo marito e di formare con lui una famiglia.
Il desiderio di Dorothy di riappacificarsi con il proprio passato si unisce all’esigenza di Laurel di spiegare quanto avvenuto tanti anni prima.

Così il racconto di Laurel si intreccia con quello di Dorothy e si lega alla storia della misteriosa Vivien, arrivata bambina dall’Australia e diventata la moglie di un noto scrittore. In una serie di continui balzi tra i giorni nostri, l’infanzia delle tre protagoniste e gli anni della Seconda Guerra Mondiale, durante i quali Dorothy e Vivien sono state vicine di casa a Londra, l’autrice tesse una narrazione ricca di mistero.

Con L’ombra del silenzio Kate Morton ci fa riflettere su quanto poco le persone che abbiamo accanto, e soprattutto i genitori, ci svelino di loro stesse.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Abbiamo sempre vissuto nel castello- Shirley Jackson
I luoghi più lontani- Per Petterson
La ragazza del treno- Paula Hawkins
Mi chiamo Lucy Barton- Elizabeth Strout
La pioggia prima che cada- Jonathan Coe
La ragazza delle arance- Jostein Gaarder

…guarda anche…
Espiazione- Joe Wright
Brooklyn- John Crowley
Molto forte incredibilmente vicino- Stephen Daldry

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L'Aura

Okumuki

Sony BMG, 2005
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If she can swim through yellow seas
i blame it all on you!
you tie your tie around her thigh
and bow to lick her shoe…
slither through the mud for the next
somebady New!

L’eterno delle tue parole sparse
Hai, hai scritto me, su un foglio senza nome
e hai raccontato una storia trasparente

Che esordio!
L’esordio di un’intensa personalità artistica, di una virtuosa voce quasi irreale, terrena e paradisiaca al tempo stesso, che penetra fino al cuore facendolo battere più forte.
Una commistione di italiano e inglese come parti di una stessa medaglia, di una vocalità ai limiti del vuoto contornato da melodie dall’ampiezza quasi sospesa ma riposata, magica eppur ancorata a terra.
L’Aura non è semplicemente una “cantante di musica leggera” e Okumuki non è semplicemente un album: non a caso okumuki è una parola giapponese che indica la parte più interna della casa e quindi più intima.
Le canzoni non sono mai banali, trasmettono emozioni senza travalicare e sopraffare gli animi: si svelano per quello che sono. Racconti, grida, felicità, passeggiate, amori, silenzi.
Possiamo ben dire che sono come i sentieri delle gocce d’acqua, creati su di un vetro appannato. Talvolta sono rettilinei e delineati, altre volte sono ondivaghi o si interrompono senza un motivo…facendo così a cosa assomigliano se non al nostro essere umani? Sono la nostra espressione.
L’album è un quadro formato da pennellate di sentimenti: il giallo delle nostre esitazioni, il nero delle nostre paure, il grigio dell’attesa, il rosso della nostra passione e voglia di vivere, il verde del futuro, il marrone della riflessione, l’azzurro dell’allegrezza.
In definitiva un album vero.

Ascolta tre brani tratti dall’album
Radio Star, Una favola, Today

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale – Sempre più vicini
Negrita – 9
Baby K – Kiss Kiss Bang Bang

… e leggi anche
Mario Calabresi – Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa
Sharon M. Draper – Melody
Jonathan Coe – La pioggia prima che cada

… e guarda anche
Spike Jonze – Lei
Richard Curtis – Questione di tempo
Jillian Schlesinger – Maidentrip

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Casino Royale

Sempre più vicini

Black Out, 1995
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1995 punto è l’anno astrale
E questo è l’equipaggio che continua a cercare
Come fare, come comunicare
Come ti dico dico, devi decodificare il mio messaggio
Che, verso il 2000 resta “pronti al peggio”
E io! e io trasmetto dal secondo medioevo
Bip, bip, capitan Kirk, sono qui, riportami su!
Forme di intelligenza non ne vedo più
Random! Ora ti sto cercando
Se senti il mio messaggio allora sei al mio fianco!

Torno sulla base del pianeta Royale
Sincronizzo tutto sopra il ritmo in levare
Durante questi anni ho visto poco la casa
Ed alcuni di noi si sono persi per strada
Teen – teenager, rock – rockstar
La vita che accompagna la tua musica
La musica accompagna la mia vita
Questa sfida non e’ ancora finita

Rolling Stone Italia inserisce Sempre più vicini nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, alla posizione 34.
Non si può che essere d’accordo: nella metà degli anno ’90 i Casino Royale hanno gettato le basi per molta, moltissima musica che ascoltiamo tuttora e che abbiamo ascoltato, anticipando e influenzando gran parte della scena musicale italiana.
Questo disco quasi non trova paragoni talmente fa sua la prerogativa della musica: essere lingua universale.
Una miriade di generi sapientemente miscelati passano da una canzone all’altra in un continuum sonoro spaventosamente entusiasmante: reggae velato di elettronica, ska sfumato di trip-hop, rock steady venato di nu-jazz.
Ma. C’è un ma. Non solo musica, ma anche la voce è importante…e allora il ma si vaporizza.
Giuliano Palma e Alioscia Bisceglia sono le voci perfette da accoppiare alle note intessute dal gruppo.
Giuliano dall’avvolgente tono dal sapor di lentezza cadenzata e melodica in contrasto con la sincopata metrica di Alioscia buttata quasi a caso e quindi perfetta al primo colpo.
In definitiva i Casino Royale hanno viaggiato nello spazio-tempo del prima, del durante e del dopo della musica, incuranti di aver creato un piccolo grande capolavoro.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Sempre più vicino, Anno Zero, Pronti al peggio

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale
Bluvertigo – Metallo non Metallo
P. J. Harvey – To Bring You My Love
The Smashing Pumpkins – Mellon Collie And The Infinite Sadness

… e leggi anche
Banana Yoshimoto – Andromeda Heights
Jonathan Coe – La banda dei brocchi
David Foster Wallace – Infinite Jest

… e guarda anche
Fulvio Ottaviano – Cresceranno i carciofi a Mimongo
Gabriele Salvatores – Nirvana
Clint Eastwood – Million Dollar Baby

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Caro prof, io quest’estate leggo Mastro Don Gesualdo. Tu, in cambio, leggi…

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Su questo blog siamo abituati a raccontarci attraverso i libri, i film e gli album che recensiamo.

In questo post, parliamo, invece, in prima persona di una cosa che sta molto a cuore a noi, come bibliotecari: le letture consigliate dagli insegnanti per l’estate.

Una premessa è doverosa: comprendiamo il punto di vista degli insegnanti, la mancanza di tempo, i ragazzi che sembrano non interessarsi a nulla. Sappiamo anche che non si può generalizzare. Ci sono splendide esperienze portate avanti da persone che sanno davvero come legare ragazzi e libri. Tuttavia, da professionisti che cercano con il proprio lavoro quotidiano di far capire quanto sia magico e meraviglioso il mondo dei libri, proviamo spesso una grande frustrazione nel vedere certe bibliografie estive.

Libri scelti senza amore. Libri che gli insegnanti non hanno chiaramente mai letto. Libri del tutto inadeguati ai ragazzi che ci troviamo di fronte. Bibliografie che sono solo un lungo elenco di titoli, perché l’insegnante non le ha presentate in alcun modo alla classe. La solita trafila di Calvino- Pirandello- Verga- Goldoni. Libri per adolescenti, che trattano temi duri e complessi consigliati a ragazzini che non hanno la maturità emotiva per affrontarli. Libri la cui ultima edizione risale agli anni ’60.

Per questo abbiamo deciso di lanciare una sfida!

Qui di seguito trovate un elenco di titoli selezionati tra le nostre recensioni. Si tratta di libri che, in un modo o nell’altro, riteniamo necessari per comprendere il mondo dei ragazzi e il delicato rapporto tra loro e la lettura.

Cari prof, così come i vostri studenti si porteranno sotto l’ombrellone Il fu Mattia Pascal o I Malavoglia, perché voi non provate uno di questi libri? Si tratta di un’ipotetica bibliografia preparata dai vostri ragazzi come “compito delle vacanze” per voi!

Speriamo che alcuni dei nostri consigli possano colpirvi al punto da parlarne con i vostri studenti una volta rientrati in classe. Perché il miglior modo per far comprendere ai ragazzi quanto sia bello un libro, è dire loro quanto noi per primi lo abbiamo amato!

Raccontami di un giorno perfetto – Jennifer Niven
Bunker diary- Kevin Brooks
Sette brevi lezioni di fisica- Carlo Rovelli
YA. La battaglia di Campocarne- Roberto Recchioni
La sovrana lettrice – Alan Bennett
Amy Winehouse : Fino alla morte – Episch Porzioni : Prince Greedy
Valeana – Martita Fardin
Fuori a rubar cavalli – Per Petterson
Anthony Doerr- Tutta la luce che non vediamo
Un ragazzo- Nick Hornby
La banda dei brocchi- Jonathan Coe
Qualcuno con cui correre- David Grossman
Miss Charity- Marie- Aude Murail
Ciò che inferno non è- Alessandro D’Avenia

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Nick Hornby

Tutto per una ragazza

Guanda, 2008, 274 pp.
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Il fatto e’ che si arriva ad un punto in cui i fatti non contano piu’ e, pur sapendo tutto, non si sa niente, perche’ non si conoscono le emozioni. E’ questo il problema delle storie, no? I fatti possiamo anche raccontarli in dieci secondi, volendo, ma i fatti non sono niente.

Le giornate di Sam, sedicenne inglese, sono occupate dalla passione per lo skateboard. I suoi dialoghi immaginari, quotidiani,  con il poster di Tony Hawk, skater statunitense, sono davvero imperdibili e spassosi! Spensierato e ancora un po’ disorientato di fronte alla vita, Sam abita a Londra con una madre giovanissima e vede solo saltuariamente il padre, uomo disattento e superficiale. Si innamora di Alicia, sua coetanea, e vive con lei una breve passione. Ma una disattenzione costa cara ai ragazzi e Sam si trova all’improvviso padre, quando ancora non si sente adulto. Impara molto presto che la vita è fatta anche di imprevisti e che un evento inaspettato può di colpo stravolgere ogni previsione e progetto.
Nick Hornby si conferma un maestro assoluto nel descrivere sogni, pensieri, incertezze dei ragazzi, riuscendo a raccontare con tono fresco, leggero e partecipe le loro storie.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Un ragazzo – Nick Hornby
La banda dei brocchi – Jonathan Coe
Occupation: Skateboarder – Tony Hawk 

…guarda anche
About a boy – Paul e Chris Weitz
Paranoid park – Gus Van Sant

…e ascolta anche
American Idiot – Green Day

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Klaxons

Surfing the Void

Polydor, 2010
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Echoes from the other world turn the horizons into
endless ever present
Echoes, Many other worlds true horizon makes the
endless ever present
Echoes into other worlds true horizons into the
endless ever present
Echoes, Many other-worlds true horizon start to turn

Surfing the Void è il secondo album della band londinese dei Klaxons.
Sin dal singolo Echoes si capisce cosa ci dobbiamo aspettare: grassi turbinii di bassi evocativi, spettacolari beat su più registri, e, naturalmente, sintetizzatori e campionatori a go-go che fanno erompere carezze per le orecchie. Il tutto unito ad una costruzione delle canzoni molto sperimentale.
Questo LP si ascolta con piacere, ha una sua personalità perché si sente che i brani sono scaturiti da un conflitto interiore: nel void (il vuoto) si esaltano i vocalizzi del cantato quasi come fossero fuochi pirotecnici, esaltazioni alla Donnie Darko.
Brani come Flashover esaltano l’attenzione compositiva costante e quasi maniacale, ben intessuta e furibonda di un impasto sonoro talvolta imprevedibile.
I Klaxons dicono sempre senza mezzi termini il loro pensiero e anche il suo contrario, le loro verità e le loro antitesi.
E i padiglioni auricolari vi ringraziano.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
EchoesSurfing the Void, Flashover

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
The Twang – Wide Awake
Artic Monkeys – Brianstorm
Dirty Pretty Things – Bang Bang You’re Dead

… e leggi anche
La banda dei brocchi – Jonathan Coe

… e guarda anche
Grazie, Signora Thatcher di Mark Herman

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Blur

Leisure

Food/EMI,1991
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You’re taking the fun
Out of everything
Making me run
When I don’t want to think
You’re taking the fun
Out of everything
I dont want to think at all

Inizio degli anni ’90: atmosfere stranite che attendono qualcosa di diverso sono sature di giovani uomini che a loro volta attendono di sapere la risposta all’inquietante domanda “Ma cosa ci faccio al mondo?” … ed ecco che arrivano loro, i Blur. E comincia la festa: prende corpo l’irrequietezza del trovarsi di fronte all’altro, la ribellione che si sente in corpo ma che non si sa come esprimere, lo stato d’animo confuso e un po’ annoiato di chi vuole fare, vuole dare e soprattutto vuole essere.
Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree spingono a provarci, loro stanno a guardare: sono lì solo per suonare ed accompagnare la voglia di sbanalizzare la vita di tutti i giorni, così le note prendono spinta, quasi inconsapevole, si fanno motori del cambiamento. Chi meglio della band inglese può raccontarlo?
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
She’s So High, There’s No Other Way, Bang
 
Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Oasis – Wonderwall
Supergrass – Ghost Of A Friend
The Verve – Lucky Man
Stereolab – Everybody’s Weird Except Me
 
… e leggi anche
Semiotica, pub e altri piaceri – Alexander McCall Smith
La banda dei brocchi – Jonathan Coe
 
… e guarda anche
Trainspotting – Danny Boyle
Quattro matrimoni e un funerale – Mike Newell

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Radiohead

Ok Computer

Parlophone, 1997
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Esplosioni interstellari, alienazione, claustrofobia, paure e sogni dell’uomo moderno, un maiale in gabbia sotto antibiotici.
Tutto questo si condensa nella musica di Ok Computer, album che consacra i Radiohead fra le più rivoluzionarie pop band della storia.
Canzoni che celebrano il funerale del pop e ne disperdono le ceneri, in brani destrutturati e complessi che sono da subito leggenda.
Airbag, ritmiche cibernetiche e chitarre aliene. Paranoid Android, delirio spiritato in tre atti.
Exit Music, preghiera per Romeo e Giulietta. Let Down, soffice manto di neve a placare le ansie.
Karma Police, melodia drammatica e indimenticabile vicina al Lennon più amaro. Electioneering, sarcasmo al vetriolo sputato da un rock’n'roll fuori controllo.
No Surprises, carillon soffocante e soffocato come da indimenticabile clip. Lucky, gloriosa speranza al bordo di un abisso di malinconia.
Su tutto, la voce di Thom Yorke è la luce verso la consapevolezza della fragilità dell’animo umano, poche altre volte messo così a nudo nel tentativo di ritrovare un respiro puro e ormai perduto.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Karma Police, Paranoid Android, No Surprises
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
The Beatles – A Day In The Life
Pink Floyd – Comfortably Numb
DJ Shadow – The Number Song
Can – Paperhouse
 
…e leggi anche
Jonathan Coe – La Famiglia Winshaw
Philip K. Dick – Un Oscuro Scrutare

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