Archivio tag: jonathan safran foer

Julia Pierpont

Tra le infinite cose

Mondadori, 2016
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Kay e Simon sono i figli di una ricca e culturalmente importante famiglia di New York. Il padre Jack è uno stimato insegnante d’arte e un artista contemporaneo di ampia fama, Deb invece è un’ex ballerina ormai impegnata in lavori sociali e a crescere i due figli in una giungla urbana. Tutto inizia ad incrinarsi con l’arrivo di un pacchetto indirizzato espressamente a Deb che svelerà un segreto pesantissimo che si ripercuoterà sulla vita di tutti.

Tra le infinite cose è il romanzo d’esordio della giovanissima Julia Pierpont salutato in tono entusiasta da uno dei massimi scrittori americani Jonathan Safran Foer. E’ un romanzo danzante e splendido che ruota attorno alle “infinite cose” che non vanno; quelle che si frantumano senza risparmiare nessuno. Attraverso queste pagine scopriamo come a caratterizzare i personaggi non siano lunghe descrizioni quanto le azioni che essi compiono per aggiustare proprio quelle infinite cose, che sono i sentimenti, lo stare insieme, i desideri degli altri e i propri, mettendocela tutta oppure lasciando che tutto accada senza muovere un muscolo. La scrittrice gioca con il tempo tagliando quelle parti della vita che scorrono senza modificare il corso degli eventi liquidandoli in poche righe per poi concentrarsi negli avvenimenti cruciali dei protagonisti con ampi zoom quasi maneggiasse una macchina da presa e noi stessimo assistendo a un documentario di altissima qualità.

Un romanzo di formazione agile e godibile consigliato a chi vuole vivere interamente i dubbi e le sensazioni dei protagonisti.

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festivaletteratura

Festivaletteratura 2016

DAL 7 ALL' 11 SETTEMBRE 2016 A MANTOVA
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Il 2016 è un anno davvero speciale per la bellissima città di Mantova: nominata Capitale Italiana della Cultura, si appresta ad ospitare anche la ventesima edizione del Festival della Letteratura, appuntamento tra i più attesi dagli amanti del libro.
Il Festival si svolgerà tra il 7 e l’11 Settembre prossimi, con un ricco programma di eventi, consultabile qui. Moltissimi gli autori presenti a Mantova, tra cui l’attesissimo Jonathan Safran Foer che nell’anteprima della manifestazione, Sabato 3 Settembre, presenterà la sua ultima opera, Eccomi.
Focus specifici saranno dedicati al tema delle migrazioni, alla letteratura canadese ed al quattrocentesimo anniversario della morte di William Shakespeare.
Sarà visitabile l’interessante mostra La Biblioteca elegante dedicata alla moda nella letteratura italiana tra l’Ottocento e il Novecento ed organizzata dalla Rete Bibliotecaria Mantovana e dalla Biblioteca Nazionale di Firenze.
Da segnalare infine la sezione specifica dedicata a Storie di videogiochi, all’interno della quale verranno proposti incontri con esperti, autori di videogiochi e scrittori, lezioni spettacolo, laboratori, sale gioco.

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Neutral Milk Hotel

In the aeroplane over the sea

Merge Records, 1998
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and one day we will die, and our ashes will fly from the aeroplane over the sea. But for now we are young, let us lay in the sun and count every beautiful thing we can see.

Nel paese dove gli aeroplani sono grammofoni che mandano musica da vinili graffiati e la gente li saluta dal mare, vive un album che è un mondo intero di sogni e visioni, incubi e speranze.
In The Aeroplane Over The Sea dei Neutral Milk Hotel è l’anima di Jeff Mangum, per sempre riposta in uno scrigno di undici canzoni capaci davvero di rendere migliore la vita.
Le parole scorrono come un fiume, ma ogni singola goccia è necessaria per disegnare e riportare fra noi teneri fantasmi: l’ispirazione del disco nasce solo in parte dalla lettura del Diario di Anne Frank, eppure è difficile non pensare a lei come all’unica ragazza che il narratore abbia mai amato, venuta al mondo con petali di rosa per occhi.
E con la stessa poesia si scoprono l’amore e il sesso, una spiritualità che svela luce in ogni cosa, una giovinezza che vive per sempre poichè il tempo non esiste e nulla, almeno qui dentro, muore mai davvero.
Tra chitarre acustiche accarezzate o maltrattate, polvere elettrica a bassa fedeltà, batteria acrobatica e fiati da banda di paese, la voce nasale e instancabile di Mangum ci accompagna nel sole di ballate indie-folk (The King Of Carrot Flowers Pt.One, In The Aeroplane Over The Sea, Communist Daughter) e tra le ombre scure della funerea Oh Comely; poi esplode di energia in The King Of Carrot Flowers Pt.Two & Three e in uno dei power-pop più belli mai scritti (Holland, 1945) e rilegge il folk con foga dylaniana in Two-Headed Boy.
Dopo l’ultima canzone, lo si sente riporre la chitarra e andarsene.
Mangum e la sua band non incideranno più nulla, ma le loro meraviglie continuano a risuonare da quell’aeroplano sopra il mare.


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