Archivio tag: Joseph Kosinski

Kraftwerk

Autobahn

Philips Vertigo, 1974
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Wir fahr’n fahr’n fahr’n auf der Autobahn

Vor uns liegt ein weites Tal
Die Sonne scheint mit Glitzerstrahl

Die Fahrbahn ist ein graues Band
Weisse Streifen, gruener Rand

Jetzt schalten wir ja das Radio an
Aus dem Lautsprecher klingt es dann:
Wir fah’rn auf der Autobahn

Anche i meno avvezzi alla storia della musica hanno sentito almeno una volta il nome Kraftwerk: gruppo che ha influenzato anni di produzioni musicali in tutto il mondo.
Autobahn, il loro quarto album, è ancora più rivoluzionario dei precedenti.
È un non-luogo (fisico prima di tutto: autobahn significa autostrada in tedesco, cioè qualcosa che serve per spostarsi da un luogo all’altro ma che luogo non è); è un non-luogo dove l’elettronica è impulso di vita nascente, coinvolge in una stasi di problemi, perdurando quasi un’ipnosi sinaptica, impulso ad immergersi nella descrizione musicale.
L’eloquenza quasi stilnovista che compenetra i riff ripetuti dei sintetizzatori e delle chitarre sembra creare un’atmosfera trance ante litteram, quasi un premonitorio omaggio del gruppo ad un genere in voga molti anni dopo.
Basterebbe la title track, ma allarghiamo il pensiero a tutto l’album: un intero lavoro che ha gettato i semi dell’elettronica come oggi l’intendiamo, dell’electro-funk, della musica ambient, del synth pop solo per citarne alcuni.
Wirh far’n far’n far’n auf der autobahn” (andiamo andiamo andiamo per l’autostrada) assume una doppia valenza: oltre ad essere parte della canzone, assume il significato di andare oltre, sperimentare, creare unioni di sacro e profano.

Ascolta l’album:
Autobahn

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Album dei Kraftwerk presenti in Opac RBBC
Daft Punk – Random Access Memories
Andy Stott – Too Many Voices
Royksopp – Melody A.M.

… e leggi anche
David Buckley – Kraftwerk publikation
Gabriele Lunati – Kraftwerk
Luca Beatrice – Robot

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Steven Lisberger : Joseph Kosinski – Tron / Tron Legacy
Zack Snyder – Sucker Punch
David Cronenberg – eXistenZ

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Royksopp

Melody A.M.

Wall of Sound, 2001
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Poor Leno
Where you’ll be I’ll go
Where you’ll be I’ll know
Where you’ll be I’ll find you

Melody A.M. è stato edito un po’ di anni fa, ma nella scena downbeat resta una pietra miliare.
L’Europa del Nord da sempre grandi soddisfazioni in campo musicale e i Röyksopp non sono da meno: le loro composizioni sono familiari, ascoltate ed apprezzate dai frequentatori di club alla moda fino a chi mai si sarebbe avvicinato a qualsivoglia tipo di musica elettronica.
Il pregio dei nostri beniamini è da sempre quello di rendere la musica house (ok, dicendo così si generalizza parecchio, ma rende l’idea) fruibile ed accessibile a tutti: suono tranquillizzante, perfino languido a tratti, accogliente come il divano di casa un sabato pomeriggio di nullafacenza che ha in Poor Leno l’emblema. Quasi una ninna-nanna perfino sofisticata a tratti, questo brano tende ad un purezza ed un andamento musicale piacevolissimo, ben espresso anche dal video.
A dispetto del nome del gruppo (tradotto risulta qualcosa come “funghi atomici”) la musica riequilibra all’ascolto, suoni naturali e suoni sintetici si mescolano placidamente.
Una musica troppo bella per essere odiata da chi non ama il genere e troppo intensa da lasciare indifferenti gli amanti del genere.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
So Easy, Poor Leno, Röyksopp’s Night Out
Altri album
Röyksopp – Album nell’opac RBBC

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Daft Punk – Random Access Memories
Massive attack – Blue Lines
The Chemical Brothers – Further
Primal Scream – XTRMNTR

… e leggi anche
Per Petterson – Fuori a rubar cavalli
Sanne Munk Jensen & Glenn Ringtved – Io e te all’alba
Ava Dellaira – Noi siamo grandi come la vita

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Steven Lisberger & Joseph Kosinski – Tron & Tron Legacy
Mamoru Hosoda – Summer Wars
Zack Snyder – Sucker Punch

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Andy Stott

Too Many Voices

Modern Love, 2016
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Un disco vivo, generoso e tutt’altro che da sottovalutare.
[ Edoardo Bridda ]

L’ultimo lavoro di Andy Stott muove suoni in un flusso armonico che mescola toni tranquilli e vaporosi ad altri miscelati di ansia ritmata.
Un lavoro davvero ben congeniato, plastico come le tastiere melodiche che caratterizzano molti brani in uno svolgersi ordinato.
Ordinato si, ma non significa che i brani siano simili.
Alcuni sono schematici, minimali, quasi sincopati come alla ricerca di una via d’uscita verso l’eco finale della canzone, mentre altri sono avvolti dal cantato dei vocalist che infondono una pienezza compositiva al sounding.
Senza dimenticare i sintetizzatori, sempre perfetti, una tavolozza di colori dalle mille variazioni.
In definitiva un lavoro che si inserisce perfettamente nell’evoluzione del lavoro di Stott, ricco di variazioni sul tema dell’elettronica, ma sempre di qualità.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Butterflies, New Romantic, On My Mind

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Daft Punk – Random Access Memories
Gesaffelstein – Aleph
Fabio Barovero – Sweet Limbo

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Electrosound – Giacomo Fronzi
Last Love Parade – Marco Mancassola

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Brett Leonard – Virtuality
David Cronenberg – eXistenZ
Brett Leonard – Il Tagliaerbe

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M. Night Shyamalan

After earth

USA, 2013
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La paura non è reale, l’unico posto in cui può esistere è nel nostro modo di pensare al futuro, è un prodotto della nostra immaginazione, che ci fa temere cose che non ci sono nel presente e che forse neanche mai ci saranno. Si tratta quasi di una follia Kitai, cioè non mi fraintendere, il pericolo è molto reale, ma la paura è una scelta.

La Terra, devastata e ormai inospitale per gli umani, è stata abbandonata.
Sul loro nuovo pianeta Nova Prime, i sopravvissuti devono affrontare la minaccia degli Ursa, mostri ciechi ma in grado di percepire la paura.
Cypher Raige è un Ranger in grado di “spettrarsi”, di annullare la paura e, quindi, di sconfiggere gli Ursa. Il figlio Kitai vorrebbe eguagliare le imprese del padre ma sembra non avere le sue stesse capacità.

A causa del guasto della navicella su cui stanno viaggiando, si trovano, unici sopravvissuti, catapultati su una Terra evoluta per annientare gli esseri umani. Per sopravvivere, devono ritrovare quella fiducia reciproca che sembrano aver perso.

Oltre ad essere un buon film di fantascienza, After Earth è, soprattutto, il racconto di un padre e di un figlio che non sanno più parlarsi e capirsi.
La sintonia tra i due attori protagonisti è evidentemente supportata dal fatto di condividere, nella vita reale, il legame famigliare che interpretano nel film.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Star Trek- J. J. Abrams
Tron Legacy- Joseph Kosinski
Capitan Harlock- Shinji Aramaki

…e leggi anche
Il gioco di Ender- Orson Scott Card

After earth- M. Night Shyamalan

Regia: M. Night Shyamalan
Soggetto: Will Smith
Sceneggiatura: M. Night Shyamalan- Gary Whitta
Musiche: James Newton Howard
Durata: 100′

Interpreti e personaggi
Will Smith: Cypher Raige
Jaden Smith: Kitai Raige
Sophie Okonedo: Faia Raige

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The Asteroids Galaxy Tour

Fruit

EMI, 2009
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I wished I lived in the golden age
Giving it up on the Broadway stage
Hang with the rats and smoke cigars
Have a break with Frank and count the stars

Quel non so che d’annata accoppiato a finte sonorità sdrucite rende perfettamente la musica de The Asteroids Galaxy Tour: uno stile che è una sorta di crossover del digitale unito all’analogico, campionamenti dance-indie e, soprattutto, freschezza compositiva.
Non appena si schiaccia play si sente nell’aria il profumo della parola divertente!!
La voce di Mette Lindberg è dolce e delicata, culla con un’energia e una raffinatezza d’esecuzione: anche quando si fa beffarda e graffia i timpani vorresti non finisse mai.
Ma anche Lars Iversen ci mette del suo: arrangia i brani in modo che siano contenitori di un sound energico e al contempo sperimentale, che smaschera anche chi si dimostra “musicalmente schizzinoso”  e si arrende a brani come Around The Bend.
Che è riuscito a stregare perfino Steve Jobs.
Un album tutto da esplorare, fresco, euforico, che trasmette voglia di playful life.

 

Ascolta tre brani tratti dall’album
The Golden AgeThe Sun Ain’t Shining No MoreAround The Bend

 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Pizzicato Five – Baby portable rock
Calvin Harris - Sweet Nothing featuring Florence Welch
Jamiroquai - Cosmic Girl

 

… e leggi anche
Un lavoro sporco – Christopher Moore

 

… e guarda anche
Tron / Tron Legacy di Steven Lisberger / Joseph Kosinski

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Steven Lisberger- Joseph Kosinski

Tron- Tron Legacy

USA, 1982- USA, 2010
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  Il caos è un’ottima cosa

 

Il creatore di videogiochi Kevin Flynn, grazie ad un laser sperimentale, viene trasportato in un mondo virtuale popolato da programmi antropomorfi, governati da un potente computer che ha sviluppato coscienza umana anche nel mondo reale. Trent’anni dopo, il figlio di Flynn si ritrova nello stesso mondo nel tentativo di cercare e liberare il padre scomparso.  Tron era stato un film geniale per la sua epoca e aveva creato le basi per quel modo di pensare la realtà virtuale che avrebbe poi dato vita ad altri film cult come Wargames e Matrix. Tron Legacy riesce a stupire tanto lo spettatore neofita quanto chi ha amato il primo film per l’uso intelligente del 3D nelle sole scene all’interno della realtà virtuale, rispecchiando l’effetto che nel 1982 era stato creato con luci e colori virati al grigio. Due grandi film su ciò che potrebbe accadere ad una tecnologia ormai divenuta un Frankenstein del tutto privo di controllo.

Ti sono piaciuti questi film? Allora guarda anche…
EXsistenz- David Cronenberg

e leggi anche…
Ma gli androidi sognano pecore elettriche?- Philip K. Dick

Tron Legacy

Tron
Regia: Steven Lisberger
Sceneggiatura: Steven Lisberger
Interpreti e personaggi:
Jeff Bridges: Kevin Flynn/ Clu
Bruce Boxleitner : Alan Bradley / Tron
Durata: 96’

Tron Legacy
Regia: Joseph Kosinski
Sceneggiatura: Adam Horowitz , Richard Jefferies e Edward Kitsis
Interpreti e personaggi:
Jeff Bridges : Kevin Flynn/ Clu
Garrett Hedlund : Sam Flynn
Olivia Wilde : Quorra

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