Archivio tag: ken loach

John Hay

Jimmy Grimble

Gran Bretagna - Francia, 2001
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Cosa ci può essere di meglio dello United?
Il Manchester City!

Se la magia non è negli scarpini… allora deve essere nei miei piedi.

Se hai battuto il Brasile del nord, il resto è una passeggiata.

La vita ci riserva molti periodi magici.
Uno di questi è quello fra i 10 e 15 anni: si scopre il mondo, si vuole far di tutto perché si è sicuri di poter fare di tutto. Anche Jimmy Grimble sa di poter dir la sua nel calcio (tra l’altro è tifosissimo del Manchester City, in una città votata ai divini del Manchester United), se non fosse per una specie di insicurezza cronica che lo attanaglia. O meglio: quando è in squadra sembra non saper come adoperare i piedi, quando è da solo gioca come un piccolo Van Basten.
Anche a scuola va così così, vittima del bullo di turno.
E un giorno, mentre sta cercando di sfuggire all’ennesima insensata bullaggine, si rifugia da una simpatica vecchietta che gli regala un paio di scarpini… diciamo così… piuttosto male in arnese, ma che lo fanno giocare come un navigato pallone d’oro.
È chiaro: questi scarpini hanno qualcosa di magico. O forse è solo Jimmy che crede più in sé stesso?
Una bella storia, ben costruita, dalla narrazione leggera e senza facile buonismo: riesce a mescolare la vita vera con qualche pizzico di magia ed una buona dose di humor inglese.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Gurinder Chadha – Sognando Beckham
Ken Loach – Il mio amico Eric
John Lynch – Best

… e leggi anche …
Peter Handke – Prima del calcio di rigore
Fabio Caressa – Gli angeli non vanno mai in fuorigioco. La favola del calcio raccontata a mio figlio
Eduardo Galeano – Splendori e miserie del gioco del calcio

… e ascolta anche …
Jimmy Grimble Soundtrack
Ligabue – Una vita da mediano
Francesco De Gregori – La leva calcistica del ’68
883 – La dura legge del gol

jimmy_grimble

Regia : John Hay
Soggetto : Simon Mayle
Fotografia : John De Borman
Musica : Simon Boswell
Durata: 105’

Interpreti e personaggi principali:
Jimmy Grimble : Lewis McKenzie
Donna : Gina McKee
Johnny Two Dogs : Ben Miller
Eric Wirral : Robert Carlyle
Harry : Ray Winstone

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The Pogues

If I Should Fall From Grace With God

Warner, 1988
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Sinatra was swinging,
all the drunks they were singing,
we kissed on a corner
then danced through the night

Corde strappate con rabbia o accarezzate, fisarmoniche maltrattate e canti corali schiumanti rabbia e gioia ubriaca: questo erano i Pogues, strepitosa gang anglo-irlandese guidata dal genio lunatico e alcolico di Shane MacGowan, e il loro terzo album è quello che li ha definitivamente consegnati alla storia.
La strepitosa giga di If I Should Fall From Grace With God è apertura epocale: parte, e subito ti ritrovi a cantarla stretto alle persone che contano. Due minuti di folk irlandese e ribalderie punk, come nessuno prima e nessuno poi.
Fairytale Of New York è una splendida storia d’amore e sfortuna nera, il sogno sghembo e sdentato di due migranti sotto una nevicata lieve di pianoforte e archi; un magico duetto tra MacGowan e Kirsty MacColl, puro e luminoso come Broadway a Natale, che inizia come corrispondenza di amorosi sensi e finisce a ingiurie e bicchieri lanciati.
Un vero classico, doppiato poco più avanti da Thousands Are Sailing, drammatico folk-rock che pare emulare il beccheggio delle precarie navi con cui gli irlandesi, nel XIX secolo, tentavano di raggiungere gli Stati Uniti. Il senso di tragedia è imminente, la partecipazione commossa e reale: accade in Streets Of Sorrow/Birmingham Six, cupo arpeggio che d’improvviso prende a volteggiare tra acustiche e fisarmoniche, mentre MacGowan racconta amaro dei fuochi che da sempre scuotono l’Irlanda del Nord.
Al capo opposto del disco, il divertimento acido e corrosivo di una Fiesta dagli irresistibili fiati ska. E poi altre ballate scintillanti (Lullaby Of London, The Broad Majestic Shannon) e altre danze scatenate, originali (Bottle Of Smoke, un giorno alle corse dei cavalli) e traditional (South Australia). Quindici canzoni meravigliose, che gli stessi Pogues non replicheranno più, ma che dopo tanti anni fanno ancora venire voglia di baciarsi al caldo di un fuoco, nonostante il vento freddo, la crisi, la sfiga.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
A New England – Billy Bragg
Tom Traubert’s Blues – Tom Waits
And A Bang On The Ear – The Waterboys
The Season’s Upon Us – Dropkick Murphys

…e guarda anche
La parte degli angeli – Ken Loach
This Is England – Shane Meadows

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Melvin Burgess

Kill all enemies

Mondadori, 2013
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Ho trovato la mia vecchia panchina, mi sono infilata dove non poteva vedermi nessuno e ho aspettato. Volevo solo che mi lasciassero in pace e che il tempo passasse, così poi avrei potuto fare quello che dovevo. Dopodichè potevano pure portarmi via e guardare la mia vita svanire giù nello scarico, come era destino da sempre.

Nella memoria di ciascuno di noi c’è il ricordo di qualche compagno di scuola eternamente in punizione perché svogliato, irrispettoso, menefreghista o, peggio, violento. Sono quei ricordi che poi da adulto tornano, soprattutto quando magari si scopre che quel compagno si è messo in un brutto giro.
E ci si chiede se era proprio così inevitabile questo epilogo: forse le cose sarebbero potute andare diversamente se solo qualcuno si fosse davvero preoccupato di capire il perché di tanta svogliatezza, di tanta rabbia. Forse quel compagno di scuola viveva una vita che non lasciava spazio alla speranza ed ai sogni, forse aveva semplicemente bisogno di essere ascoltato e capito.
Un libro, “Kill all enemies”, che parla proprio di questi ragazzi, quelli “difficili”, che spesso vengono portati come cattivo esempio da genitori ed insegnanti. Perchè la loro vita è preziosa come quella di chi, tranquillo ed assennato, rispetta le regole e vive un’esistenza più serena.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora ascolta anche
Seek and Distroy – Metallica
 
…e guarda anche
La parte degli angeli – Ken Loach

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Ken Loach

Il mio amico Eric

UK, Francia, Belgio, Spagna, Italia, 2009
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io non lo so, non so se è stato il ballo o chissà quale altra cosa a farci sentire così vicini…ma è stata una di quelle notti magiche che sai che non rivedrai mai più.

Una notte magica, quella in cui Eric Bishop ha incontrato Lily, l’amore della vita da cui ha avuto una bimba; poi, il peso delle responsabilità l’ha portato a fuggire, senza far più ritorno.
Trent’anni sono passati.
Ora Eric vive con i figliastri Jess e Ryan e lavora stancamente come postino, rimpiangendo il passato.
Unica consolazione del presente, un meraviglioso gruppo di amici con cui condividere la passione per il calcio e il Manchester United.
Un giorno la figlia Sam, prossima alla laurea, gli chiede di badare alla piccola Daisy; Eric sarà così costretto a incontrare Lily ogni giorno per affidarle la bambina, e per questo dovrà affrontare i fantasmi con cui ha da sempre rifiutato di fare i conti.
In questa difficile situazione, l’uomo trova un inatteso conforto nell’idolo Eric Cantona, genio del pallone degli anni ’90, che, come un’apparizione divina, si materializza nella sua stanza e lo aiuta a trovare un modo per rimettere insieme una vita a pezzi.
Perfetta miscela di dramma e commedia (con apice nell’esilarante sequenza di rivalsa working class dell’Operazione Cantona), Il Mio Amico Eric incanta, diverte e commuove; un inno al coraggio di rischiare, di fare delle scelte e sorprendere prima di tutto sé stessi, in cui Ken Loach asseconda l’amore per il gioco del calcio e lo rende una bella metafora della necessità di fidarsi delle persone che ci stanno vicine, dando loro tutto ciò che possiamo.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
La parte degli angeli – Ken Loach
Il maledetto United – Tom Hooper
This is England – Shane Meadows

…e ascolta anche
Greetings to the new brunette – Billy Bragg
Reel around the fountain – The Smiths
Martha – Tom Waits

Locandina di Il Mio Amico Eric, film di Ken Loach

Regia: Ken Loach
Sceneggiatura: Paul Laverty
Fotografia: Barry Ackroyd
Montaggio: Jonathan Morris
Musiche: George Fenton
Fergus Clegg: scenografia
Durata: 116′

Interpreti e personaggi
Steve Evets: Eric
Éric Cantona: sé stesso
Stephanie Bishop: Lily
Gerard Kearns: Ryan
Stefan Gumbs: Jess
Lucy-Jo Hudson: Sam
John Henshaw: Meatballs

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Ken Loach

La parte degli angeli

Gran Bretagna, Francia, Belgio, Italia, 2012
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Anche se tu volessi cambiare loro non te lo permetterebbero.

 
A dispetto del titolo, nulla di mistico aleggia nel bel film di Ken Loach! Il superbo regista inglese ancora una volta ci conduce con grande maestria in una storia a meta’ strada tra la commedia (piu’ di una volta si ride proprio di gusto!) ed il genere drammatico. Un gruppo di ragazzi di Glasgow, riconosciuti colpevoli di reati di vario genere, viene condannato a svolgere lavori socialmente utili, sotto la guida di Rhino, educatore operativo nel progetto di recupero. Tra Rhino e uno di loro, Robbie, si instaura un rapporto di fiducia immediato, da cui nascera’ l’occasione per il riscatto del giovane. Il film lascia spazio al sorriso, alla tensione emotiva, alla riflessione e  - nella rocambolesca parte finale – anche ad un po’ di sana suspence!
 
Ti e’ piaciuto questo film?
Allora vedi anche My name is Joe – Ken Loach
 
ed ascolta anche The Proclaimers – I’m gonna be (500 miles)
 

 
Regia: Ken Loach
Sceneggiatura: Paul Laverty
Durata: 106′
 
Interpreti e personaggi:
Paul Brannigan: Robbie
John Henshaw: Rhino
Gary Maitland: Albert
William Ruane: Harry
Roger Allam
: Thaddeus
Siobhan Reilly: Leonie

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