Archivio tag: kevin brooks

Mare di libri- Festival dei ragazzi che leggono 2017

avatar

Postato da
il

Da questa settimana è disponibile il programma dell’edizione 2017 del Festival Mare di Libri!

Il Festival si terrà dal 16 al 18 giugno a Rimini.

Come in ogni edizione, sono tantissimi gli scrittori ospitati! Qui si possono trovare l’elenco completo e delle brevi schede biografiche di chi sarà presente.

Interamente organizzato e curato da un gruppo di ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, Mare di libri è un appuntamento davvero imperdibile per chi ama la lettura.

Per saperne di più, segui il festival su:
Facebook
Twitter
Youtube
Anobii
Instagram

Vuoi conoscere alcuni dei libri scritti dagli artisti che parteciperanno a Mare di Libri? Ecco le nostre recensioni!

Kevin Brooks
Naked
Bunker Diary

Aidan Chambers
Ombre sulla sabbia
Breaktime
Siamo quello che leggiamo. Crescere tra lettura e letteratura

Fabio Geda
L’estate alla fine del secolo

Janne Teller
Immagina di essere in guerra

Licia Troisi
Pandora

Leggi tutto ►

The Fabulous Five

IL 2016 DI EXTRATIMEBLOG IN CINQUE LIBRI, CINQUE ALBUM E CINQUE FILM
avatar

Postato da
il

Come è stato il nostro 2016?

Una lunga serie di storie e musiche divertenti, drammatiche, difficili o adatte a quei momenti in cui non si ha voglia che di poltrire, rilassanti o dure, che hanno suscitato in noi delle emozioni.

Insomma, un insieme di tutto ciò che, in questi dodici mesi, abbiamo trovato interessante, senza limiti di genere o stile.

In questo post, abbiamo selezionato cinque album, cinque film e cinque libri che hanno caratterizzato il nostro 2016. Non si tratta di pubblicazioni o uscite dello scorso anno ma di una selezione fatta tra i nostri consigli.

Riprendere in mano quanto recensito, è stato un modo divertente per ricordare i commenti e i confronti sulle scelte fatte da ciascuno di noi.

E’ doveroso dire che, del 2016, certamente, cambieremmo i post scritti per commemorare i troppi grandi artisti scomparsi.

Quindi, ecco a voi i nostri “favolosi cinque” libri, album e film dell’anno appena concluso!

LEGGO!
Naked- Kevin Brooks
Io e te all’alba- Sanne Munk Jensen, Glenn Ringtved
Raccontami di un giorno perfetto- Jennifer Niven
La pizza per autodidatti- Cristiano Cavina
Toccare le nuvole (The Walk)- Philippe Petit

ASCOLTO!
Heretics- Toadies
Nightfall in Middle Earth- Blind Guardian
Grace- Jeff Buckley
Abbi cura di te- Levante
Highway 61 Revisited- Bob Dylan

GUARDO!
Remember me- Allen Coulter
Mustang- Deniz Gamze Ergüven
Sherlock- Steven Moffat e Mark Gatiss
Il giardino delle parole- Makoto Shinkai
Stranger Things- Matt e Ross Duffer

Volete scoprire tutte le nostre recensioni del 2016? Qui trovate un video che le riassume tutte… in un minuto e mezzo!

Leggi tutto ►

Zack Snyder

Sucker Punch

USA - Canada, 2011
avatar

Postato da
il

Se non combatti per qualcosa ti ritroverai con niente!

Hai paura… non devi. Per raggiungere il tuo paradiso, lasciati andare.
Quello che stai immaginando in questo momento? Tu controlli questo mondo.

Articolo di Kastalya von Dunst

Onestamente, io l’ho trovato un film che fa riflettere: ogni cosa è inserita per un motivo ben preciso, nulla è lasciato al caso. Forse è solo la ridondanza barocca dei combattimenti che rischia di depistare, ma è una scelta stilistica fatta consapevolmente, con cognizione di causa.
Andiamo per gradi.
Che ci siano tre livelli di realtà è ben chiaro praticamente a tutti: ma cosa sono questi tre livelli? Come per Inception, è complicato riuscire a tenerli a mente e incastrarli correttamente, rischiando difatti di dare una lettura diacronica invece che sincronica del film, facendo perdere di valore a tutta la costruzione narrativa.

1 – Baby Doll e il Reale
Come diceva Leopardi, in questo livello si parla dello “squallido Vero e del solido Nulla”. Al mancare della figura materna, subentra un paterno deviato e pericoloso che porta all’evento chiave (il Sucker Punch, appunto): per cercare di proteggere la sorellina, Baby Doll si sporca le mani ma, dato che quello che la muove al momento è la disperazione più che la volontà di farcela, distrugge la sua stessa innocenza venendo rinchiusa in un manicomio. Un’emblematica caduta dalla grazia tipica di ogni evoluzione dall’infanzia all’età adulta: la sorellina da lei uccisa è sia un’azione da redimere, sia l’emblema della perdita della sua fanciullezza.
C’è un teatro però, un Teatro dell’anima, dove la terapia psicanalitica cerca di smuovere i rimossi di queste povere anime perdute, facendo loro letteralmente portare in scena quei grandi psicodrammi che le hanno condotte in quel luogo senza futuro. Un’esaltazione del percorso interiore che si compie nei momenti drammatici che si affrontano durante la vita e che se non si trova il coraggio di affrontare non ci renderanno mai liberi.

2 – Baby Doll e la Sublimazione del Reale
Siamo ora al secondo livello, il reale è una prigione e se non possiamo uscirne… beh, cambiamolo!
Come in una fiaba, siamo nel punto in cui si deve cercare di risolvere il problema: si cercano quindi stratagemmi magici, alleanze e spinte motivazionali che permettano di lavorare come un corpus unico contro il nemico comune.
Ecco quindi che il manicomio diventa un bordello, le pazienti delle prostitute, gli inservienti i padroni, la psichiatra una prostituta con la sindrome di Stoccolma e il dottore un cliente facoltoso per il quale è motivato l’ingresso di Baby Doll nella struttura. Sarà infatti il suo regalo, lei è qui solo per lui.
È questo il valore catartico di questo livello: permettere alla nostra psiche di accedere alle soluzioni che ci possono salvare, è un trait d’union tra il Reale e l’Ideale, escamotage volto a dare scacco matto al Reale e saccheggiare l’Ideale per trovare nel fondo della nostra anima le vie di fuga dal Dolore. Spesso il solo modo di combattere la sofferenza è di arrendersi, messi con le spalle al muro, così da poter affrontare tutte le nostre paure. Il vero valore del processo sta proprio in questo: da questo confronto con la nostra Anima.

3 – Baby Doll e l’Ideale
Questo livello fa da contrappunto simmetrico del Reale. E tanto è squallido e doloroso l’uno, tanto è immaginifico e catartico l’altro: il suo essere così barocco e ridondante, sovrabbondante di suoni e colori, serve ad equilibrare il reale. Se nel mondo del manicomio l’individualità è annullata, qui le protagoniste sono ben marcate, ognuna ha una sua caratteristica, una sua unicità, una sua forza e soprattutto una sua capacità di influenzare il mondo. Emblematico il combattimento con i samurai di pietra, immensi ed enormi, apparentemente invincibili per una piccola ragazzina disarmata.
Estremamente importante è la figura del Saggio Maestro che insegna a Baby Doll come combattere e quindi a come essere libera. Se si bada bene, non le mostra come scappare, bensì le dice semplicemente che l’avrebbe aiutata ad essere libera. È questo quello che conta.

In definitiva, Sucker Punch è un viaggio iniziatico.
Essere liberi è il punto di partenza per poter vivere davvero. La prigionia metaforica dell’ospedale e quella sublimata del bordello sono emblemi di una prigionia interiore che non permette di essere quello che vogliamo.
Il Viaggio della Vita ha portato la protagonista a lottare con i propri strumenti: per questo una delle cose che più ha depistato gli spettatori è stata di fatto la fine del film. Bisogna passare oltre i normali schemi narrativi. Baby Doll realizza solo verso la fine che il solo modo per fuggire, quel quinto elemento, la quintessenza necessaria per terminare il rituale magico per la fuga, è lei stessa. In questo modo si offre spontaneamente alle proprio paure. Solo ridendogli in faccia, facendo loro vedere che non sono nulla se non parti di noi stessi che siamo in grado di controllare, possiamo vincerle, e possiamo quindi essere davvero liberi.
Baby Doll è martire a imperitura memoria di una battaglia epocale contro se stessi, dove spesso si impara che quando si perde si vince, perché di fatto, quando si combattono queste battaglie non ci sono sconfitti, ma solo vincitori.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
James Mangold – Wolverine, L’immortale
Alex Proyas – Il Corvo
Neil Marshall – Doomsday: Il giorno del giudizio

… e leggi anche
Oliver Bowden – Assassin’s Creed : Rinascimento
Kevin Brooks – Bunker Diary
Kazuo Ishiguro – Non lasciarmi

…e ascolta anche
Emily Browning – Sweet Dreams (Are Made of This) [Sucker Punch OST 01]
Lords Of Acid – The Crablouse Instrumental
Queen (feat. Armageddon) – I Want It All / We Will Rock You (Mash-Up) [Sucker Punch OST 04]

sucker

Regia :  Zack Snyder
Sceneggiatura : Zack Snyder – Steve Shibuya
Fotografia : Larry Fong
Musica : Tyler BatesMarius De Vries
Durata: 105’

Interpreti e personaggi principali:
Emily Browning : Baby Doll
Abbie Cornish : Sweet Pea
Jena Malone : Rocket
Vanessa Hudgens : Blondie
Jamie Chung : Amber

Leggi tutto ►

Kevin Brooks

Naked

Piemme, 2016
avatar

Postato da
il

“Il mio cuore è nato nella lunga estate rovente del 1976. Fu allora che la mia vita iniziò, il mio amore fu sigillato, la mia anima si perse e si infranse. Fu l’estate di molte cose – calore e violenza, amore e odio, sogni e incubi, paradiso e inferno- e riguardando a quel periodo adesso, è difficile distinguere il bene dal male”

Il racconto di Lili comincia con l’estate del 1976, quella che cambiò per sempre la sua vita: l’estate in cui nacque il punk e la sua band, i Naked, l’estate del sesso, della droga, degli eccessi, ma anche dell’amore. Dall’incontro con Curtis Ray, leader della band, fino all’ingresso nel gruppo del misterioso ragazzo irlandese che porterà la band verso il successo.  La vita di Lili e dei Naked corre in parallelo con un pezzo di storia della musica e della Londra di quegli anni, scossa dalla nascita di un nuovo e violento movimento culturale, il Punk, e dilaniata dal terrorismo.

Kevin Brooks scrive un libro antologico ma al contempo attualissimo. Parlare del terrorismo passato che ha travolto l’Europa prima dei tragici eventi odierni può sembrare retorico, invece Brooks, riesce a confezionare un gioiello in cui storia della musica, della cultura disperata degli anni ’70, si intreccia con la crisi economica e l’incertezza e la brutalità politica. Fare arte è un atto politico e il concetto si traduce in modo eccelso attraverso la parabola dei Naked e della loro ascesa nell’industria musicale.

Naked è un lungo racconto in prima persona, il racconto di un destino che si intreccia con l’arte e con la storia, quella con la S maiuscola. C’è tutto: sta nascendo il punk, i Sex Pistols hanno appena fatto il loro esordio, i Clash non sono ancora arrivati sulla scena. E’ appena uscito il primo album dei Ramones e il Sex, il negozio al 430 di King’s Road, di proprietà di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, è il luogo da frequentare per farsi notare. La voce di Lili ci accompagna, però, anche nella sua storia (con la s minuscola) attraverso la madre travolta da un disturbo della personalità, la vita dei ragazzi della band, la sua storia con Curtis, l’incontro con il misterioso irlandese William e dei sospetti che ruotano attorno alla sua presenza nella capitale inglese. Naked mette a nudo, appunto, ogni sentimento, ogni avvenimento, ogni sensazione ma soprattutto ogni rapporto che il destino ci affianca per stravolgerci la vita e spingerci a viverla a pieno.  Certe occasioni vanno colte al volo, sembrano urlare i Naked, ma soprattutto che la vita è  un soffio che potrebbe finire troppo presto, e senza possibilità di appello.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche:

Sanne Munk Jensen – Io e te all’alba

Ascolta anche:

Mourn – Mourn 

Guarda anche:

Lauren Cantet – Foxfire
Shane Meadows – This is England 

 

Leggi tutto ►

Caro prof, io quest’estate leggo Mastro Don Gesualdo. Tu, in cambio, leggi…

avatar

Postato da
il

Su questo blog siamo abituati a raccontarci attraverso i libri, i film e gli album che recensiamo.

In questo post, parliamo, invece, in prima persona di una cosa che sta molto a cuore a noi, come bibliotecari: le letture consigliate dagli insegnanti per l’estate.

Una premessa è doverosa: comprendiamo il punto di vista degli insegnanti, la mancanza di tempo, i ragazzi che sembrano non interessarsi a nulla. Sappiamo anche che non si può generalizzare. Ci sono splendide esperienze portate avanti da persone che sanno davvero come legare ragazzi e libri. Tuttavia, da professionisti che cercano con il proprio lavoro quotidiano di far capire quanto sia magico e meraviglioso il mondo dei libri, proviamo spesso una grande frustrazione nel vedere certe bibliografie estive.

Libri scelti senza amore. Libri che gli insegnanti non hanno chiaramente mai letto. Libri del tutto inadeguati ai ragazzi che ci troviamo di fronte. Bibliografie che sono solo un lungo elenco di titoli, perché l’insegnante non le ha presentate in alcun modo alla classe. La solita trafila di Calvino- Pirandello- Verga- Goldoni. Libri per adolescenti, che trattano temi duri e complessi consigliati a ragazzini che non hanno la maturità emotiva per affrontarli. Libri la cui ultima edizione risale agli anni ’60.

Per questo abbiamo deciso di lanciare una sfida!

Qui di seguito trovate un elenco di titoli selezionati tra le nostre recensioni. Si tratta di libri che, in un modo o nell’altro, riteniamo necessari per comprendere il mondo dei ragazzi e il delicato rapporto tra loro e la lettura.

Cari prof, così come i vostri studenti si porteranno sotto l’ombrellone Il fu Mattia Pascal o I Malavoglia, perché voi non provate uno di questi libri? Si tratta di un’ipotetica bibliografia preparata dai vostri ragazzi come “compito delle vacanze” per voi!

Speriamo che alcuni dei nostri consigli possano colpirvi al punto da parlarne con i vostri studenti una volta rientrati in classe. Perché il miglior modo per far comprendere ai ragazzi quanto sia bello un libro, è dire loro quanto noi per primi lo abbiamo amato!

Raccontami di un giorno perfetto – Jennifer Niven
Bunker diary- Kevin Brooks
Sette brevi lezioni di fisica- Carlo Rovelli
YA. La battaglia di Campocarne- Roberto Recchioni
La sovrana lettrice – Alan Bennett
Amy Winehouse : Fino alla morte – Episch Porzioni : Prince Greedy
Valeana – Martita Fardin
Fuori a rubar cavalli – Per Petterson
Anthony Doerr- Tutta la luce che non vediamo
Un ragazzo- Nick Hornby
La banda dei brocchi- Jonathan Coe
Qualcuno con cui correre- David Grossman
Miss Charity- Marie- Aude Murail
Ciò che inferno non è- Alessandro D’Avenia

Leggi tutto ►

Allan Stratton

La casa dei cani fantasma

2015, Mondadori, 252 p.
avatar

Postato da
il

Per tutta la notte mi tormento al pensiero che la mamma mi creda pazzo. E che creda pazzo anche papà.
Ha ragione lei?
Siamo matti tutti e due?

Come si può sapere qualcosa di qualcuno?
Come si può sapere qualcosa anche semplicemente di se stessi?

Cameron ha passato tutta la vita vagando da una città all’altra per sfuggire al padre violento, che ha quasi ucciso sua madre.

All’arrivo nell’ennesima anonima cittadina di campagna, a minacciarli non sarà l’ormai abituale sensazione di essere inseguiti, ma il mistero che avvolge la fattoria in cui si trasferiscono.

Nel passato della casa, si nasconde un oscuro segreto, legato alla morte del precedente proprietario e alla scomparsa di suo figlio e sua moglie.
Tutti pensano che i due siano scappati con l’amante di lei. Ma come si spiega la presenza di Jacky, il fantasma che appare a Cameron e che dice di essere il ragazzo sparito tempo prima?

La casa dei cani fantasma è un romanzo che mischia horror, thriller e giallo in un racconto appassionante e mai scontato.
La verità su quello che sta accadendo a Cameron e su quello che è accaduto decenni prima a Jacky diviene sempre più sfuggente e impalpabile man mano che Allan Stratton ci accompagna nel racconto. Tanto che la chiave per capire cosa sia successo nel passato di entrambi i ragazzi sembra proprio legata alla scoperta di ciò che è reale e di ciò che è creato dalla mente dei protagonisti.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Abbiamo sempre vissuto nel castello- Shirley Jackson
Un gioco da bambini- J.G. Ballard
Bunker diary- Kevin Brooks
Un elefante nella stanza- Susan Kreller

…e guarda anche
The Others- Alejandro Amenàbar

Leggi tutto ►