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Jean Jacques Annaud

L’ultimo lupo

2015, China Film
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Hai catturato un dio per farne un tuo schiavo

Chen Zen è uno studente di Pechino che viene mandato per un anno nella campagna della Mongolia Interna con lo scopo di istruire le popolazioni locali. A contatto con queste persone il giovane capisce che, oltre ad insegnare loro, può imparare molto sul loro atavico rapporto con la natura e con il variare delle stagioni, ma soprattutto con il loro vicino più temuto, il lupo.
Tra uomo e lupo la convivenza è possibile solo grazie ad un delicato equilibrio stabilitosi nel corso dei secoli, ma l’espansione della civiltà e la mancanza di rispetto per la natura incrina il rapporto. A queste condizioni la convivenza tra uomini e lupi non è più possibile.
Chen Zen è così affascinato dai lupi da volerli studiare da vicino e, quando il governo cinese ordina di uccidere tutti i lupi, nonostante sia molto pericoloso, decide di sfidare le autorità e di crescere un cucciolo di lupo. Quello che il giovane studente non ha considerato però è la natura orgogliosa ed indomita di un animale selvaggio, che rifiuta di piegarsi alle aspettative umane.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche:
Jean Jacques Annaud, Sette anni in Tibet
Kevin Costner, Balla coi lupi

E leggi anche:
Melvil Burgess, Il grido del lupo
Giuseppe Festa,L a luna è dei lupi

E ascolta anche:
Aurora, Running with The Wolf, contenuto in All my demons greeting me as a friend

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Titolo originale: Wolf Totem
Paese di produzione: Cina, Francia
Anno: 2015
Durata:  121 min
Genere: Avventura
Regia: Jean-Jacques Annaud
Soggetto: Jiang Rong
Sceneggiatura: Alain Godard, Jean-Jacques Annaud, Lu Wei, John Collee
Fotografia: Jean-Marie Dreujou
Musiche: James Horner
Scenografia: Quan Rongzhe

Personaggi e interpreti e personaggi
Shaofeng Feng: Chen Zhen
Shawn Dou: Yang Ke
Ankhnyam Ragchaa: Gasma
Yin Zhusheng: Bao Shungh
Basen Zhabu: Bilig
Baoyingexige: Batu

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Melvin Burgess

Il grido del lupo

2017, Equilibri, 177 pagine
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I lupi sono sempre stati rappresentati con la stessa natura: assassini a sangue freddo, violenti, malvagi. Sono diventati una metafora del pericolo, della codardia, o ancora della povertà e dell’avidità. Ho così deciso che avrei pareggiato i conti. Volevo scrivere un libro in cui i lupi fossero gli eroi, non i malvagi.

Melvin Burgess

Ben è solo un bambino quando incautamente racconta ad un estraneo che ha avvistato dei lupi in Inghilterra; l’uomo non crede alle sue orecchie. Pensava che qui i lupi fossero estinti da secoli. L’estraneo però è un cacciatore bracconiere che inizia a dare la caccia a tutti i lupi sopravvissuti all’estinzione per sterminarli e potersi vantare di aver ucciso l’ultimo lupo inglese. Ben e la sua famiglia cercano di proteggere i lupi, curando Silver, ferita dal cacciatore, Conna, il suo compagno, e il loro unico cucciolo superstite: Greycub.

Questo è il primo romanzo scritto da Melvin Burges nel 1990, con l’intento di restituire ai lupi la dignità che l’uomo ha distrutto in secoli di pregiudizi. I lupi di questo romanzo sono creature intelligenti, legate da vincoli di affetto e lealtà, ognuno di loro è identificato con il proprio nome, mentre il bracconiere è chiamato semplicemente “il cacciatore” ed è descritto con tutte le prerogative negative che nelle leggende sono attribuite ai lupi: è un assassino a sangue freddo, spietato e malvagio.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Melvin Burgess, Kill all enemies
Giuseppe Festa, La luna è dei lupi
Maggie Stiefvater, Shiver

E ascolta anche:
Shakira, She wolfe
Aurora, Running with the wolf
Lucio Dalla, Attenti al lupo

E guarda anche:
Kevin Costner, Balla coi lupi
Jean-Jacques Annaud, L’ultimo lupo
Hayao Miyazaki, Principessa Mononoke

 

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Theodore Melfi

Il diritto di contare

USA, 2017
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Mi occorrono dei numeri che ancora non esistono. Trovatemi un matematico prima che i russi piantino una bandiera sulla luna.

“Il diritto di contare” racconta la storia vera di tre donne matematiche di colore, particolarmente dotate, impiegate negli anni Sessanta nella NASA per dare attuazione al programma che avrebbe portato John Glenn (primo americano) in orbita nello spazio.
Una storia che prima questo film non aveva mai raggiunto il grande pubblico (e forse nemmeno quello di nicchia).

Siamo nell’America segregazionista, ossessionata dalla Guerra Fredda ed intrisa di pregiudizi contro le donne e gli afro-americani. Manca ancora qualche anno alla campagna pacifica per il riconoscimento dei diritti dei neri portata avanti da M.L. King e J.F. Kennedy.
In questo clima ancora profondamente razzista, le tre giovani donne (Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson) riescono ad imporsi in un ambiente ostile e a svolgere un ruolo chiave nella buona riuscita del primo volo orbitale americano (programma spaziale Mercury).

Bel film, bellissima storia di coraggio e determinazione, ottimo cast. Avrebbe meritato un Oscar.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
The last man on the moon – Marc Craig
Apollo 13 – Ron Howard

e leggi anche Il diritto di contare – Margot Lee Shetterley

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Regia: Theodore Melfi
Sceneggiatura: Margot Lee Shetterley, Allison Schroeder
Durata: 127′

Personaggi ed interpreti:
Katherine Johnson: Taraji P. Henson
Dorothy Vaughan: Octavia Spencer
Mary Jackson – Janelle Monae
Al Harrison – Kevin Costner

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