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The War On Drugs

Lost In The Dream

Secretly Canadian, 2014
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Wide awake
I rearrange the way I listen in the dark
dreaming of starting up again

Terzo album per i War On Drugs di Adam Granduciel, dopo il meraviglioso (e sottovalutato) esordio Wagonwheel Blues – che vantava anche la chitarra di Kurt Vile – e un seguito un poco sotto le aspettative, Lost In The Dream è il ritorno in grande stile di uno dei più dotati autori degli ultimi tempi.
Come un lungo viaggio – la durata media dei brani si aggira intorno ai sei minuti – con i pensieri a rannuvolare strade polverose e deserte, le dieci gemme di Lost In The Dream sono un sogno a occhi aperti, via del tutto contemporanea al modo d’intendere il songwriting e la canzone americana.
L’eco di grandi classici come Bruce Springsteen o Tom Petty è marcatissima, particolarmente nel dolce timbro vocale di Granduciel e nei raffinati intrecci elettroacustici; eppure gli arrangiamenti e la registrazione contribuiscono a donare atmosfere liquide e una qualità eterea a un genere solitamente molto terreno, sostenute da un incessante battito sintetico.
Che si voli alto, quasi in velocità, come nel singolo Red Eyes, in An Ocean Between The Waves o nella strepitosa Burning, o ci si quieti come davanti a un tramonto – e succede nelle scintillanti malinconie di Suffering e dell’accoppiata conclusiva Lost In The Dream/In Reverse – le melodie sono sempre memorabili e sfuggenti, ampie ed emozionanti.
Disco fascinosissimo e misterioso, senza un momento sottotono, tra i più belli ascoltati quest’anno.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
King’s Highway – Tom Petty & The Heartbreakers
I’m On Fire – Bruce Springsteen
Wakin’ On a Pretty Day – Kurt Vile

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J Mascis

Several Shades Of Why

Sub Pop, 2011
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Nascosto per quasi tutta la vita dietro un muro di assordante elettricità, J Mascis abbandona per un attimo la catarsi indie-rock, si tuffa in uno scintillante sogno acustico e ne riemerge con un sorriso.
Several Shades Of Why è un’emozione semplice e sorprendente, che offre sfumature inedite di un uomo che forse non avevamo mai conosciuto davvero. Anche a spina staccata Mascis regala melodie pop di rara immediatezza (Listen To Me, Where Are You) e accartoccia l’emotività in bozzoli raggelati (Very Nervous And Love, Can I), ma dipinge pure teneri acquerelli dalle delicate tinte soul (Not Enough, Is It Done) e country (Make It Right).
Su tutto svettano due brani che vantano la statura dei piccoli classici, Several Shades Of Why e Too Deep.
Se la prima, dopo un delicatissimo arpeggio introduttivo, si apre a un commovente incantesimo per voce, chitarra e archi, la seconda è un bozzetto che J sembra suonare solo per sé: dietro quegli accordi smozzicati e una voce strascicata, però, vive una melodia dolce e purissima che a un certo punto l’autore tronca di netto, come un bimbo che abbia scoperto un mondo tutto nuovo e subito sia passato ad altro, per non rovinarlo standoci troppo a pensare.
 

 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Kurt Vile – Baby’s Arms
Thurston Moore – Circulation
Neil Halstead – Digging Shelters
Dinosaur Jr. – Over It

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