Archivio tag: Kurt Vonnegut

Led Zeppelin

Led Zeppelin IV – Led Zeppelin

Atlantic Records, 1971
avatar

Postato da
il

When all are one and one is all
To be a rock and not to roll.
And she’s buying a stairway to heaven.

I primi due album hanno creato un genere musicale.
Il terzo è esattamente il loro opposto.
Tutti e tre sono uno più bello dell’altro, ma i Led Zeppelin non sono ancora contenti. Vogliono ancora cercare di creare l’album perfetto.
E registrano il loro quarto.
Non gli danno neanche un nome. Verrà chiamato in tanti modi differenti dai fan.
Non mettono neanche il nome della band in copertina.
Sarà infarcito di messaggi, stranezze, simboli e metafore, musicali e non.
Sarà anche oggetto di pesanti critiche per presunti messaggi satanici.
L’apice della più grande rock band di sempre è raggiunto qui.

IV si apre con Black Dog, un hard-blues tutto accelera e frena con la voce di Plant che riempie bene le orecchie e prosegue con Rock and Roll, il brano che tira avanti come un treno grazie alla batteria di Bonham che non si riposa neanche un secondo.
Si passa poi alla tranquilla The Battle of Evermore, un bellissimo brano folkeggiante incorniciato da mandolini con testi che richiamano le ambientazioni Tolkeniane, che lascia il posto alla ormai tanto agognata e mai raggiunta artisticamente Stairway to Heaven: l’apice della musica rock in otto minuti. (Vi linko anche la versione delle Heart che hanno suonato in onore ai Zeppelelin al Kennedy Center Honors: ascoltala premendo qui)
Con Misty Mountain Hop John Paul Jones mette in mostra il suo polistrumentismo passando alle tastiere, mentre in Four Sticks è Bonham a sperimentare, usando quattro bacchette della batteria invece delle canoniche due.
Con Going to California si ritorna alle sonorità folk e a dediche a Joni Mitchell, mentre When the Levee Breaks, che conclude l’album, vede la batteria perfettamente ispirata di Bonham che spiana la via per l’ultima canzone di questo album capolavoro.

Da qui in poi i Led Zeppelin continueranno a sfornare ottimi album, senza mai però riuscire ad eguagliare la bellezza e l’importanza del loro quarto lavoro.
E noi rockettari stiamo ancora aspettando chi sarà in grado di farlo.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Led Zeppelin, Led Zeppelin II, Led Zeppelin III

Guarda anche: The Song Remains the Same, Led Zeppelin

Leggi anche: Mattatoio n. 5 o la Crociata dei Bambini, Kurt Vonnegut

Leggi tutto ►

Christopher Moore

Un lavoro sporco

Elliot, 2007, 443 pg
avatar

Postato da
il

E accanto al letto c’era un uomo di colore molto alto, vestito di verde menta.
” E lei cosa ci fa qui? ”
” Può vedermi? ”
” Certo che la vedo. Cosa ci fa in camera di mia moglie? ”
” Questo non va bene ” disse Verde Menta.

La maestria unica di Christopher Moore nel dipanare vicende (ir)reali condite con humor nero e da lampi di commedia che ancor prima di farti lasciare andare ad una risata ti colpiscono per il modo in cui sono costruite, attraverso dialoghi dal finale non scontato, che portano ad una conclusione inaspettata.
Charlie è il cosiddetto maschio beta: vita tranquilla, normale, regolare, senza particolari ambizioni. Quando perde la sua amata Rachel, vede persone e cose che non dovrebbe vedere, legge e riceve messaggi che non dovrebbe ricevere e leggere. Ma soprattutto “qualcuno, l’ha scelto per una missione: più precisamente, qualcuna con tanto di falce e sudario nero che vuole essere sostituita o aiutata”.
Ma questo è tutto e niente: personaggi che si intrecciano in inseguimenti, in una girandola di situazioni spinose, fatti e fattacci in un crescendo incredibilmente wagneriano, comico e lugubre al tempo stesso. Paragonato a Vonnegut per come intesse le parole, Moore non lascia nulla di intentato lasciandoci solo il compito di divorare le pagine.
Nel minor tempo possibile, naturalmente.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Demoni, istruzioni per l’uso. Commedia degli orrori – Christopher Moore
Vite brevi di idioti – Ermanno Cavazzoni

… e ascolta anche
Festa Festa – Crookers ft Fabri Fibra & Dargen D’Amico
Don’t Worry Be Happy – Bobby McFerrin

… e guarda anche
Beetlejuice – Tim Burton
L’armata delle tenebre – Sam Raimi

Leggi tutto ►