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Bachi Da Pietra

Quintale

La Tempesta, 2013
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Marcio, perso, insignificante e solo,
ma per voi adesso sono il Dio del suolo.
Perchè mi fa sentire bene,
darvi l’amore e la morte insieme.

Quintale, quinta opera a firma Bachi da Pietra, è un macigno pesantissimo che abbandona il suono strisciante e disidratato dei lavori passati per deflagrare in un’elettricità iper-satura.
Meno personale, forse, ma davvero travolgente.
Il riff stoner che apre Haiti è una porta per l’inferno, con un finale dalla presenza sonica impressionante.
Brutti Versi, Paolo Il Tarlo e Pensieri Parole Opere sono puro rock’n’roll metallizzato, mentre Coleotteri è un post-hardcore che lambisce il metal nel possente growl di Giovanni Succi.
La cadenza hip-hop di Fessura lascia intravedere scenari sonori futuri per il duo, laddove Mari Lontani prende realmente la forma di un legno alla deriva nella nebbia, canto di marinai senza speranza.
Sangue coagula dall’improvvisazione iniziale in un riff atonale e un predicare invasato come quello di Io Lo Vuole, spietate analisi di un male sempre più facile e radicato.
Poi, improvvisamente, è come se i Bachi decidessero di lasciar andare tutta quella tensione nella meraviglia della poesia sonora Dio Del Suolo.
A quel punto, non resta che prendersi gioco dell’ermetismo nella contemplativa Ma Anche No e in un acido finale che ricorda come non vi sia nulla di gratuito per chi vive e respira musica.
 

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We all rage in gold – Neurosis
Don Calisto – Verdena

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Kyuss

Blues For The Red Sun

Dali, 1992
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Un’allucinazione senza fine, un viaggio mentale in un magma di distorsioni brucianti. Blues For The Red Sun dei Kyuss (sigla presa di peso da D&D) di Josh Homme e Nick Oliveri, del rude vocalist John Garcia e del portentoso drummer Brant Bjork : quattro ventenni che incidono un degli album più pesanti dell’intera storia rock, devastando blues, metal e psichedelia al sole cocente del deserto californiano, senza negarsi sognanti oasi di apparente pacificazione (Capsized). Le chitarre ribassate e ipersature generano classici come Thumb (un riff che fa saltare sulla sedia), Green Machine, Thong Song, i trip farmacologici di Freedom Run, Molten Universe e 50 Million Year Trip, la cavalcata a rotta di collo Allen’s Wrench, fino a esplodere nelle urla apocalittiche di una Mondo Generator che tutto ingoia. Un trauma epocale e necessario.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Green Machine, Thumb, 50 Million Year Trip
 
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