Archivio tag: la fine dei ventanni

IL 2017 DI EXTRATIMEBLOG IN CINQUE LIBRI, CINQUE ALBUM E CINQUE FILM

The Fabulous Five- 2017

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Le sensazioni e le storie che ci hanno accompagnato lungo il 2017 sono state così numerose che scegliere quali siano le più significative è davvero complesso.

Abbiamo provato a ricordare le suggestioni di questo anno appena concluso con una selezione di cinque libri, cinque album e cinque film, in un percorso tra storie, atmosfere e generi.

LEGGO!
La bambina dimenticata dal tempo- Siobhan Dowd
Le otto montagne- Paolo Cognetti
A volte ritorno- John Niven
L’acchiappasogni- Stephen King
Your name.- Shinkai Makoto

ASCOLTO!
Sonic Highways- Foo Fighters
That’s live – Live in Cesena 2016- Rockin’1000
La fine dei ventanni- Francesco Motta
Lindsey Stirling- Lindsey Stirling
Terra- Le Luci della Centrale Elettrica

GUARDO!
Thirteen Reasons Why- Brian Yorkey
The voices of a distant star- Shinkai Makoto
Spider-man. Homecoming- Jon Watts
It- Andrés Muschietti
Dark- Baran bo Odar

Volete passare con noi un meraviglioso 2018? Potete partecipare alla nostra speciale reading challege Extra Reading: A challenge!

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Francesco Motta

La fine dei ventanni

Woodworm, 2016
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La fine dei vent’anni è un po’ come essere in ritardo,
non devi sbagliare strada,
non farti del male, e trovare parcheggio.
Amico mio sono anni che ti dico andiamo via,
ma abbiamo sempre qualcuno da salvare.


a cura di Claudio D’Errico

Francesco Motta, giovane cantautore toscano trapiantato a Roma, esordisce come solista nel 2016 con questo album che diventa un riferimento nel panorama delle musica indie-alternativa italiana.
Un’opera di rara forza e chiarezza nella quale Motta trasmette con energia e intensità il suo sguardo diretto e introverso senza filtri e falsi stereotipi.
L’album subito impressiona per lo stile e la profondità dei testi, che sembrano rappresentare un manifesto generazionale, misto di sentimenti e contraddizioni.
Una generazione che guarda con indulgenza ai propri parenti, come nella ballata Mio Padre Era Comunista.
Questo album rappresenta un mosaico di colori e sentimenti, dalla canzone d’amore Sei bella davvero (dedicata a un transessuale), all’omaggio particolare alla città adottiva (Roma Stasera), per la quale mostra una dipendenza quasi selvaggia.
C’è lo sfogo della rabbiosa Se Continuiamo A Correre, con una marea di influenze del miglior rock alternativo italiano (“Mi suonano alla porta, non trovo la mia faccia”, “Quello che ho sbagliato non è servito a niente, ho perso il tempo ed il denaro, le due cose più importanti”)
Sono riconoscibili nello stile musicale di Motta le tracce e il sound dei Tiromancino e della chitarra di Riccardo Sinigallia, che impreziosiscono ulteriormente i testi.
La Fine Dei Vent’Anni è il brano centrale dell’album che insieme al pezzo ‘Del Tempo Che Passa La Felicità’ ci trasmette l’energia e lo spirito dell’album: senza illusioni Motta ci dice che “Sarebbe bello finire così / lasciare tutto e godersi l’inganno / ogni volta, la magia della noia / del tempo che passa la felicità”. Un album da tenere nella propria playlist anche per disintossicarsi dai tormentoni estivi che stanno per arrivare.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Canzoni contro la natura – The Zen Circus

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