Archivio tag: la meglio gioventù

Paolo Cognetti

Sofia si veste sempre di nero

Minimum Fax, 2012
avatar

Postato da
il

Articolo di Silvia Ranzetti

Sei la maestra e l’allieva della tua vita. Impari dalla te stessa del passato, insegni alla te stessa del futuro: le persone normali si smarriscono lì dentro, tu ti ci muovi danzando

Prendete Sofia e fate a pezzi la sua storia; otterrette dieci difformi tessere di puzzle accomunate da un particolare: su ognuna di esse troverete una piccola macchiolina nera. Ecco, quella sarà lei, Sofia.
Sofia si veste sempre di nero vi si presenterà come una sequenza di cortometraggi diversi per contesto e regia in cui lei, Sofia, sarà l’unico personaggio sempre presente, a volte fisicamente altre volte come vaga presenza da captare: la guarderete, bambina, inventare grandi giochi di pirati; vi innamorerete con lei del teatro e della periferia milanese; finirete per incoraggiarla durante le sfide lanciate alla famiglia, agli amori più grandi e a quelli che usciranno di scena mestamente come solo le comparse sanno fare; le starete vicini mentre, seduta al tavolo della zia Marta, dimenticherà di non voler mangiare.
Nonostante il suo essere immancabile, Sofia non userà mai la voce: da qui la potenza di una narrazione sempre affidata ad altri, uno scarto che vi farà afferrare la protagonista per un momento e ve la sottrarrà subito dopo. Dalla sua nascita in una piccola stanza d’ospedale fino all’arrivo nella grande New York, Sofia sarà una macchia nera: su alcune pagine appena accennata, su altre, invece, marcatamente delineata.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche:
Il tempo è un bastardo – Jennifer Egan
Manuale per ragazze di successo – Paolo Cognetti
 
… e guarda anche:
La meglio gioventù – Marco Tullio Giordana
 
Prendi in prestito questo libro su MediaLibraryOnLine e, se non sai di cosa stiamo parlando, corri nella biblioteca più vicina a casa tua per scoprirlo!

Leggi tutto ►

Marco Tullio Giordana

I cento passi

Italia, 2000
avatar

Postato da
il

Novantatre, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c’abita qua?

Ammuninne. Ah, u’zu Tanu c’abita qua!

Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu’ Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni».

E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!
È nostro padre. Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

Anni Sessanta e Settanta, in Italia è un periodo di forte contestazione studentesca. In Sicilia, a Cinisi, la protesta prende la forma di qualcosa di diverso grazie a Peppino Impastato, ragazzo profondamente coraggioso, che del rispetto della legge e della ribellione alla mafia fa una ragione di vita, un impegno imprescindibile, fino all’estrema conclusione. Peppino Impastato è esisitito veramente. Peppino Impastato è stato e resta un esempio per tutti coloro che non si limitano a rimanere a guardare, che non piegano coscienza ed orgoglio alle regole dell’omertà, che alzano la testa di fronte alle logiche  delle cosche mafiose. Peppino Impastato non è un eroe, da venerare quasi avesse connotati “sovrumani”: significherebbe farne non un esempio, ma un modello inarrivabile. Peppino Impastato ha saputo con coraggio ribellarsi a chi, per proprio profitto e con vigliacche strategie di terrore, ha soffocato (e soffoca)  ogni giorno la dignità, la libertà, la spinta vitale di intere comunità. E questa è la sua storia.

 

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche

Gomorra
Cento giorni a Palermo
Mery per sempre
La Meglio gioventù

 

… leggi anche

Quarant’anni di mafia – Saverio Lodato
Cose di cosa nostra – Giovanni Falcone
La mattanza – Carlo Lucarelli
Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

 

… ed ascolta anche
Pensa – Fabrizio Moro
Cento Passi – Pippo Pollina

 

 

Regia: Marco Tullio Giordana
Soggetto: Claudio Fava, Marco Tullio Giordana, Monica Zapelli
Sceneggiatura: Claudio Fava, Marco Tullio Giordana, Monica Zapelli
Fotografia: Roberto Sforza
Durata: 114′

 

Luigi Lo Cascio: Peppino Impastato
Luigi Maria Burrano: Luigi Impastato
Lucia Sardo: Felicia Impastato
Paolo Briguglia: Giovanni Impastato
Tony Sperandeo: Tano Badalamenti

 

Leggi tutto ►