Archivio tag: la mosca

Tool

Lateralus

Volcano Entertainment, 2001
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There was a time that the pieces fit, but I watched them fall away.
Mildewed and smoldering, strangled by our coveting
I’ve done the math enough to know the dangers of a second guessing
Doomed to crumble unless we grow, and strengthen our communication

Lateralus è uno snodo chiave nella musica pesante del nuovo millennio, punto d’arrivo e apice della ricerca dei Tool, iniziata una decina di anni prima con l’EP Opiate e il compatto esordio Undertow, passando per il capolavoro Aenima.
La voce di Maynard Keenan si fa ancora più duttile e inquietante, alternando litanie da incubo e melodie stranianti a urla di spaventosa violenza, elemento umano e imprevedibile nell’impressionante meccanismo dei vortici strumentali dei compagni.
Il metal e il progressive crimsoniano, il post-hardcore e la psichedelia, un nero magma che avvolge e soffoca a partire dalla terrificante The Grudge, nove minuti di ritmiche tribali, pause ambientali ed esplosioni heavy, appaiata per violenza dalla rabbia cieca di Ticks & Leeches e dall’altrettanto impressionante Parabola.
The Patient è multiforme, post-grunge psicologico che molto deve alle titaniche distorsioni dei Melvins, mentre i sette minuti di Schism, toccante analisi sull’incomunicabilità, offrono decine di cambi di tempo senza mai perdere di vista la struttura complessiva.
Lateralus, il brano, segue la successione di Fibonacci nella scansione, prima con una serie di ipnotici arpeggi e poi sfoderando un crescendo di devastante potenza comunicativa; la voce, quasi un sibilo nella strofa, si fa piena e intensa nell’apertura melodica.
Al trittico Disposition/Reflection/Triad, unicum sonoro dai toni oppiacei di oltre venti minuti, e all’infernale sample di Faaip De Oiad spetta il compito di chiudere un’opera epocale, che come poche altre sa trovare bellezza nella dissonanza.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Schism, Parabola, The Grudge
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Judith – A Perfect Circle
Starless – King Crimson
No Quarter – Led Zeppelin
Passenger – Deftones
 
…e guarda anche
Alien – Ridley Scott
La mosca – David Cronenberg (vm 14)

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John Carpenter

La Cosa

USA, 1982 - vietato ai minori di 18 anni
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Ci troviamo di fronte un organismo che imita le altre forme viventi e le imita perfettamente. Questa cosa ha attaccato i nostri cani e ha tentato di digerirli… di assimilarli. E nel frattempo ha tentato di plasmarsi in modo da imitarli. Questo per esempio… non è un cane; è un’imitazione. L’abbiamo preso prima che avesse il tempo di finire.

 
Tra i gelidi venti dell’Antartide un elicottero norvegese insegue un husky, cercando di abbatterlo senza motivo apparente, fino ad addentrarsi nel territorio di una base di ricerca statunitense.
I membri della squadra americana, vedendosi minacciati, ingaggiano uno scontro a fuoco; l’equipaggio del velivolo rimane ucciso, mentre il cane trova rifugio nella base.
La follia dell’accaduto, inizialmente attribuita dai ricercatori all’isolamento e all’alienazione tipiche delle situazioni estreme, troverà invece spiegazione dopo una spedizione al campo norvegese e una spaventosa scoperta: il cane nasconde in realtà una forma di vita aliena che imita alla perfezione le altre, inglobandone le cellule e sostituendosi ad esse.
La Cosa, capolavoro sci-fi horror del maestro John Carpenter, percorso da una tensione mostruosa e immerso in un’atmosfera apocalittica da Guerra Fredda, sfrutta la repulsione degli effetti splatter e delle mutazioni del corpo per una parabola sulla diffidenza, la paranoia e la claustrofobia ingenerate da un nemico tanto più terrificante poiché indistinguibile da noi.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
La mosca – David Cronenberg (V.M.14)
Alien – Ridley Scott
District 9 – Neill Blomkamp (V.M.14)
1997 Fuga da New York – John Carpenter
 
…e ascolta anche
Metallica – The Call Of Ktulu
 
Locandina di The Thing (La Cosa), film di John Carpenter
 
Regia: John Carpenter
Soggetto: John W. Campbell (racconto)
Sceneggiatura: Bill Lancaster
Fotografia: Dean Cundey
Effetti speciali: Roy Arbogast, Albert Whitlock
Musiche: Ennio Morricone
Durata: 96′
 
Interpreti e personaggi
Kurt Russell: R.J. MacReady
Wilford Brimley: Dr. Blair
T.K. Carter: Nauls
David Clennon: Palmer
Keith David: Childs

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