Archivio tag: lasse hallstrom

Elizabeth Strout

Mi chiamo Lucy Barton

Einaudi 2016, 158 p.
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Ripensavo a come noi cinque avessimo avuto una famiglia decisamente malata, ma mi rendevo anche conto di come le radici profonde di ciascuno fossero avvinghiate al cuore di tutti gli altri.

Una scrittrice affermata ripensa al ricovero subìto anni prima in un ospedale di New York. In quel periodo di forzato allontanamento dalla famiglia e dalla vita quotidiana, l’arrivo imprevisto della madre che non vedeva da anni le è di grande conforto. La presenza della donna diventa un motivo per riandare all’infanzia poverissima nell’Illinois, quando Lucy, la protagonista, e i suoi fratelli avevano poco da mangiare, pativano il freddo ed erano emarginati dai loro coetanei. Le chiacchiere con la madre rafforzano un legame difficile. La donna resterà al capezzale della figlia per cinque giorni, poi tornerà a casa. Le due si rivedranno solo anni dopo, eppure, quella breve parentesi in ospedale segnerà un momento importante per loro.
Raccontato in prima persona e con un tono apparentemente dimesso, il romanzo descrive, spesso più per allusioni che con affermazioni dirette, le difficoltà nei rapporti familiari e umani in generale. La famiglia di origine e quella che Lucy si è creata sono presenze fondamentali nella sua esistenza, eppure la donna cercherà la propria dimensione anche a costo di distacchi dolorosi. E la scrittura avrà una parte di grande rilievo nella sua emancipazione.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Una donna – Sibilla Aleramo
Amy e Isabelle – Elizabeth Strout
La carne di un angelo – Siobhan Dowd

e guarda anche…
Buon compleanno Mr. Grape – Lasse Hallstrom
Mona Lisa smile – Mike Newell

e ascolta anche…
Carrie & Lowell – Sufjan Stevens

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Gabriel Axel

Il pranzo di Babette

Danimarca, 1987
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Così ora sarete povera per il resto dei vostri giorni…
Un artista non è mai povero.

Le stelle sono venute più vicine.
Forse verranno più vicine ogni sera.

Il pranzo di Babette fa parte di quella ristretta cerchia di lungometraggi la cui visione stimola cerebralmente lo spettatore a pensare ed al pensiero.
Basterebbe questo per giustificare la vincita del Premio Oscar come miglior film straniero nel 1988.
Siamo in un piccolo paese adagiato lungo la costa della Danimarca. I giorni si svolgono gli uni appresso gli altri, senza cambi di marcia, monotoni, austeri, senza qualsivoglia novità informale a spezzare la routine: qui vivono Filippa e Martina, sorelle, cresciute dal padre verso una vita religiosa rigida, senza piaceri. Sono solo due esempi degli abitanti che troveremo in questo borgo costiero.
Babette, rinomata cuoca d’oltralpe, giungerà e risveglierà la comunità da quel torpore quasi auto inflitto e farà riscoprire l’arte ad esempio oppure l’amore oppure la bellezza dello stare assieme.
Riuscirà a farlo attraverso il cibo, metafora materica della famosa “corrispondenza d’amorosi sensi”: il pranzo diventa un’allegoria, grazie alle portate che paiono saziare i bisogni temporali e concreti ed al vino che mesce l’umore all’allegrezza, tutti gli attriti della comunità paiono attenuati e assai meno importanti.
In definitiva non si tratta di un film, ma quasi di una favola dalla veloce lentezza tipica dell’atmosfera dei paesi nordici, che lascia spiazzati per la sottile conclusione, benché plausibile avendo a che fare con gli umani.

Per gli appassionati ecco il menu del pranzo: brodo di tartaruga, blinis demidoff, quaglie en sarcophage, insalata mista, formaggi misti, savarin, frutta mista, caffè con tartufi al rum, friandises (pinolate, frollini, amaretti).
Vini: Amontillado bianco ambra, Clos de Vougeot, champagne Veuve Clicquot.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
Lasse Hallstrom – Buon compleanno Mr. Grape
Mangia prega ama – Ryan Murphy
Damian Szifron – Storie Pazzesche

… e leggi anche
Karen Blixen – Il pranzo di Babette
Cristiano Cavina – La pizza per autodidatti
Elizabeth Gilbert – Mangia prega ama
Allegra Alacevich – A pranzo con Babette

…e ascolta anche
Wolfgang Amadeus Mozart – Là ci darem la mano
Giorgio Gaber – Barbera e champagne
Francesco De Gregori – Dammi da mangiare

babette

Regia : Gabriel Axel
Sceneggiatura : Gabriel Axel
Fotografia : Henning Kristiansen
Musica : Per Norgard
Durata: 103′

Interpreti e personaggi principali:
Stéphane Audran : Babette Harsant
Vibeke Hastrup : Martine giovane
Brigitte Federspiel : Martine vecchia
Hanne Stensgaard : Filippa giovane
Bodil Kjer : Filippa vecchia
Preben Lerdorff Rye : Il Capitano
Bibi Andersson : La signora Svedese
Bendt Rothe : Il vecchio Nielsen

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Cristiano Cavina

La pizza per autodidatti

Marcos y Marcos, 2014, 286 pg
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Fare le pizze è come amare qualcuno.

La persona più lenta in assoluto invece è mia mamma, che non rientra nella classifica clienti perché lei mica paga quando viene in pizzeria. È un ospite VIP, con annessi privilegi. Mia mamma è così lenta a mangiare una pizza che praticamente non la finisce: è la pizza che a un certo punto prende su e se ne va via.

Quando decidi di leggere un libro, lo fai perché reputi sia perlomeno bello.
Poi ti ritrovi fra le mani qualcosa che merita l’aggettivo “magnificente”.
Il Cavina non è uno scrittore: è un piazzaiolo che scrive della sua vita, delle sue esperienze avventurier-culinarie. Qualsiasi cosa scriva, viene intriso con una garbata ironia, come fosse il miglior condimento del mondo. E lo è: sia che vengano esaltate le ultime pizze inventate nel suo locale oppure che si racconti il suo essere “consapevolmente” pesce fuor d’acqua nei convivi letterari, una risata è assicurata.
E molto spesso più di una.
Tra pancetta e topinambur, tra carciofini ed acciughe passando per lo squacquerone, si raccontano le due vite dell’autore.
La prima, quella da pizzaiolo. O meglio: da osservatore della varia umanità che frequenta la sua pizzeria, con le sue stramberie, le sue peculiarità e naturalmente con episodi divenuti epici. La seconda, quella di scrittore. O meglio: di quello che rilascia interviste, che partecipa a premi letterari indossando la maglietta dei Sex Pistols, che viene chiamato “dottor Cavina”.
Leggerezza che aiuta a restare con i piedi per terra.
Un libro da leggere a morsi & una lettura da leccarsi i baffi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Guida poco che devi bere : manuale a uso dei giovani per imparare a bere – Mauro Corona
Il pollo di Newton : la scienza in cucina – Massimiano Bucchi
valeANA – Martita Fardin

… e ascolta anche
Kookies – MF Doom
Samuele Bersani – La soggettiva del pollo arrosto
John Lee Hooker – One Bourbon One Scotch One Beer

… e guarda anche
Saverio Costanzo – Hungry hearts
Mangia Prega Ama – Ryan Murphy
Chocolat – Lasse Hallstrom

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Lasse Hallstrom

Buon compleanno Mr. Grape

Stati Uniti 1993
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Ho scelto te perché hai l’aria di chi c’è sempre.

La vita può essere monotona e con orizzonti limitati se si risiede a Endora, un paese isolato fra i campi dell’Iowa. Ne sa qualcosa Gilbert Grape, giovane che ha sulle spalle una famiglia difficile: padre morto suicida, madre che dopo la tragedia si è rifugiata nel cibo fino ad arrivare a duecento chili di peso, due sorelle cui dare retta e un fratello quasi diciottenne ritardato. Gilbert contribuisce alle magre finanze familiari lavorando nel sempre meno frequentato emporio locale e si prende cura di tutti, ma soprattutto del fratello Arnie, con ammirevole dedizione. La monotonia delle giornate è interrotta dalle chiacchiere con l’amico che sogna di aprire un Burger Barn e con l’impresario di pompe funebri, oltre che dalle distrazioni sessuali con la bella madre di famiglia cui Gilbert consegna la spesa. Ma anche in un luogo sperduto può capitare di incontrare qualcuno di interessante…
Un film delicato e commovente sulla famiglia e l’amicizia. Depp e Di Caprio strepitosi.

Ti è piaciuto?
Allora guarda anche
Un gelido inverno – Debra Granik
Rain Man – Barry Levinson

…e leggi anche
Niente giochi nell’acquario – Cynthia Lord
Mio fratello Simple – Marie Aude Murail

… e ascolta anche
Un matto (dietro ogni scemo c’è un villaggio) – Fabrizio de Andrè

buon-compleanno-mr-grape

Genere drammatico
Regia Lasse Hallström
Interpreti e personaggi
Johnny Depp: Gilbert Grape
Leonardo DiCaprio: Arnie Grape
Juliette Lewis: Becky
Mary Steenburgen: Betty Carver
Darlene Cates: Bonnie Grape
Laura Harrington: Amy Grape
John C. Reilly: Tucker Van Dyke
Crispin Glover: Bobby McBurney

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