Archivio tag: le ali della libertà

Tim Robbins

Dead man walking

USA, 1995
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Ogni persona vale più della sua peggior azione.

Pena di morte: semplicemente non si può girare la testa dall’altra parte e fingere di non vedere, di non sapere. La coscienza ne trarrebbe vantaggio, ma l’umanità vacillerebbe sotto una comoda, pesante indifferenza.
Quante volte la cronaca ci restituisce notizie di giustiziati risultati poi innocenti: errori immani, che non sarà mai più possibile sanare. Ma non è questo il punto. Questo film – di cui non anticipiamo volutamente elementi che possano compromettere il piacere della visione – parla di odio e violenza, comprensione, pietà, forse, non di perdono.

Parla di un sistema che si arroga il diritto di decidere delle vite altrui, mascherando dietro l’alibi della giustizia ciò che null’altro è se non il più primitivo istinto di vendetta. O forse l’illusione che la soppressione fisica del colpevole vaccini la comunità dagli impulsi più distruttivi dell’uomo: quasi che uccidendo un uomo si estingua il  “seme” del male.
Una soluzione comunque che nei fatti si è  rivelata anche assai poco efficace, quindi tragicamente inutile.

Grandi le interpretazioni di Sean Penn (il condannato a morte) e Susan Sarandon (la suora che gli starà vicino negli ultimi giorni di vita).
Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Il miglio verde – Frank Darabont
Fuga da Alcatraz – Don Siegel
Nel nome del padre – Jim Sheridan
Le ali della libertà – Frank Darabont

e leggi anche Il miglio verde – Stephen King

dead man walking

Regia: Tim Robbins
Sceneggiatura: Tim Robbins
Musiche: Bruce Springsteen , David Robbins
Durata: 102′

Interpreti e personaggi
Susan Sarandon: Suor Helen Prejean
Sean Penn: Matthew Poncelet
Robert Prosky – Hilton Barber

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Stephen King

Stagioni diverse

Sperling & Kupfer, 1987
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Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via.

In alcune di queste storie, la terza in particolare, ci sono pagine definite dalla critica come le migliori mai scritte sull’adolescenza. Non è un caso quindi che ben tre delle quattro novelle contenute nell’opera siano poi diventate pellicole cinematografiche. Iniziamo da “L’eterna primavera della speranza – Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”, fonte di ispirazione, per il regista Frank Darabont nel 1994, del film “Le ali della libertà”, nel cui cast figurano Tim Robbins e Morgan Freeman; poi “L’estate della corruzione – Un ragazzo sveglio”, diventato nel 1998 “L’allievo” per mano del regista Bryan Singer e infine “L’autunno dell’innocenza – Il corpo”, nel 1986 “Stand by me – Ricordo di un’estate” grazie al regista Rob Reiner. Solo la quarta storia, “Una storia d’inverno – Il metodo di respirazione”, è rimasta solo una novella.

Il libro risulta essere, quindi, una raccolta di quattro racconti, leggibili anche in ordine sparso. La ciclicità delle stagioni, le diverse nature umane sembrano l’unico filo rosso dietro a questo spettacolare affresco avvincente e divorante.  Abbiamo Todd che trova le riviste naziste del padre, e non sa come reagire. Un assassino che si professa innocente ma deve scontare l’intera vita dietro le sbarre. Uno scrittore adulto racconta un episodio della sua adolescenza mai sopito: la scoperta del cadavere di un coetaneo, un ragazzino scomparso da qualche giorno mentre andava a raccogliere i mirtilli.L’ultimo racconto è estremamente suggestivo: la storia di una donna che partorisce in circostanze surreali e inimmaginabili. La paura e le emozioni più primordiali sono affrontate in questo racconto da Stephen King, che le lega una all’altra e ne spiega le cause.

I personaggi sono ritratti con profonda e minuziosa attenzione al punto di essere veri più del vero. Non vi sono esseri sovrannaturali ad animare le storie, ma individui in carne e ossa, che spaventano e lasciano emergere un’intera gamma di emozioni, e, fra queste, alcune sono davvero crudeli. Un percorso di crescita che si amplifica nella relazione con l’altro e non sempre modifica in meglio: a volte, un incontro ti distrugge. E proprio per questo che il più grande dei protagonisti è il senso di responsabilità, quello che nutriamo nei confronti degli altri ma soprattutto verso noi stessi.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche le altre opere di Stephen King disponibili sul nostro Opac

 

 

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