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Litfiba

Terremoto

CGD, 1993
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Di notte voglio entrare nei segreti tuoi
E li voglio raccontare alla gente che s’inganna
Di notte voglio ballare nella stanza dei bottoni
staccare tutti i fili delle tue decisioni

Nella vasta produzione musicale dei Litfiba, Terremoto, pubblicato nel 1993, è senza dubbio l’album più rock.
Il ritmo della batteria e le note della chitarra penetrano nelle ossa, veicolando emozioni in modo diretto e quasi necessario.
In ciascuno dei nove brani si percepisce la rabbia di chi non ne può più: di chi ne ha abbastanza dei politici corrotti, delle smanie di successo, della fame di denaro, del giornalismo servile, del conformismo ad ogni costo.
Un grido di ribellione e denuncia, affidato a testi che fanno dell’ironia e della strafottenza armi affilatissime.
Dimmi il nome, Maudit, Sotto il vulcano: impossibile restare fermi durante l’ascolto.
Fata Morgana: un capolavoro di pura poesia, per la musica, per il testo.
Prima guardia: l’inutilità della guerra e del servizio militare, il vuoto, il grido che esplode dentro.
“Terremoto” è un album da ascoltare preferibilmente da soli e ad un volume improponibile: vi entrerà dentro.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
El Diablo – Litfiba
Desaparecido – Litfiba
Eutopia – Litfiba

.. vedi anche No man’s land – Danis Tanovic
I cento passi – Marco Tullio Giordana
La grande scommessa – Andy McKay

e leggi anche Fuori dal coro – Federico Guglielmi

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Negrita

9

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Ora che tutto si compra
e in fondo niente si ha
ora che tutto è precario
tranne l’aldilà
voglio ubriacarmi la vita
di curiosità
naufragando sul mondo
que serà, serà.

A quattro anni da Dannato vivere i Negrita tornano con l’album 9. Diversamente dai precedenti album, le tredici tracce sono state registrate in Irlanda, con lo scopo di ritrovare quel sound anglosassone che li ha ispirati sin dall’inizio. L’album, lanciato in radio dai singoli Il gioco e Poser , rispecchia perfettamente l’essenza dei Negrita, pezzi decisamente rock si alternano a pezzi funky, a ballate e a brani pop-rock. Per questo progetto agli storici membri della band Drigo, Pau e Mac si sono aggiunti il polistrumentista Ghando e il bassista Giacomo, prova della continua ricerca da parte della band di nuovi spunti. Il brano d’apertura intitolato Il gioco, scritto a quattro mani da Pau con Il Cile è un pezzo pop-rock, mentre Poser e Mondo Politico sono brani rock più impegnati. L’unica ballad del disco, Se Sei L’Amore parla dell’amore maledetto e dopo un inizio rarefatto sfocia in un ritornello rock. Con 1989, un brano rimasto nel cassetto per 10 anni, invece i Negrita ritrovano la loro giovinezza. Scritto quando  i componenti della band erano ancora ventenni  il brano parla degli eventi di quegli anni come la protesta in Piazza Tiananmen , la conquista del potere in Polonia di Solidarnosc di Lech Walesa e la caduta del Muro di Berlino e ascoltandolo si respirano le sensazioni e l’atmosfera di quegli anni. Il pezzo decisamente più funky del disco è L’Eutanasia del fine settimana e con questo brano  si scende negli inferi della movida del sabato sera tra musica, spacciatori e reginette che si affannano per entrare nei locali più alla moda. Un rock più ironico è quello proposto invece con Il nostro tempo è adesso e Baby I’m in love. Il disco si chiude con Non è colpa tua, brano nato sulla scena di Jesus Christ Superstar, musical a cui la band ha partecipato,ed è uno scherzo rivolto a Shel Shapiro che nel musical interpretava il ruolo di Caifa e che spesso dimenticava una parte del suo testo.

In sintesi 9 è un gran bel disco, interpretato da una band in forma e ispirata, un mix di suoni e temi che riportano i Negrita sulla scena della musica rock italiana con un progetto originale e consapevole.

Per informazioni sui concerti del tour 2015 clicca qui.

Se ti è piaciuto ascolta anche:

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Carla Cucchiarelli

Ho ucciso Bambi

0111Edizioni, 2012, 154 pp.
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Voglio sparare a tutti quelli che mi hanno fatto del male. Però adesso che sono qui, in questo letto, sola, non saprei più dire davvero perchè Alessandro mi ha fatto del male. Oddio, forse sono io che ho le idee confuse. E non ho più amici. Voglio dire non ho più amici vivi.

“Ho ucciso Bambi” racconta, sotto forma di diario, la storia di due ragazze di un liceo romano, Silvia e Debora, che decidono di compiere una strage a scuola.  Ne programmano ogni dettaglio nel corso di lunghi pomeriggi a casa, devastate da droga e alcol, totalmente abbandonate a se stesse da famiglie inesistenti. La strage viene compiuta, quattro compagni di classe ed una prof vengono uccisi. Una delle ragazze, Silvia, sopravvive alla sparatoria con la polizia, finisce in stato di coma irreversibile,  e proprio in questa angosciante condizione  rivede la propria vita e si racconta. La storia e’ inventata, ma appare  quasi reale grazie alla grande  capacita’ dell’autrice di delineare psicologicamente la personalita’ delle ragazze e dei compagni di classe e di riportare eventi e riflessioni in modo crudo e del tutto verosimile. E’ una storia di bullismo, di adulti assenti ed incapaci di cogliere segnali e richieste di aiuto: e’ un libro sulla “banalita’” del male. Soprattutto e’ un libro molto equilibrato, che indaga sulle dinamiche dei gesti estremi, senza tuttavia mai giungere a giustificarli.

Ti e’ piaciuto questo libro? Allora leggi anche Kill all enemies – Melvine Burgess

… vedi anche
Bowling a Columbine – Michel Moore
Elephant – Gus Van Sant

ed ascolta anche
La cura – Franco Battiato
Hai un momento Dio? – Luciano Ligabue
Who killed Bambi? – Sex Pistols
Fata Morgana – Litfiba

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