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Jessica Fellowes

L’assassinio di Florence Nightingale Shore

2017, Neri Pozza, 396 pagine
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Sbirciarono nello scompartimento stretto, dove le lampade a gas gettavano fasci di luce circolari,  dando a Guy l’impressione di trovarsi su un palcoscenico. Gli ci volle qualche istante per abituarsi alla penombra. Due uomini vestiti da lettighieri stavano caricando una donna su una barella. Indossava una pelliccia, che, aperta, mostrava l’abito crespo nero di foggia antiquata, e stivaletti di vernice con i lacci. La testa si riversò di lato, lasciando vedere una striscia di sangue scuro, rappreso. La bocca era socchiusa, i capelli in disordine.

E’ il 12 gennaio 1920, l’infermiera Florence Nightingale Shore sale sull’ultimo vagone del treno per Warrior Square da Victoria Station a Londra. Questa è l’ultima volta che sarà vista viva.

Il romanzo, primo di una serie di gialli ambientati negli anni Venti, parte da un omicidio realmente accaduto e mai risolto, ipotizzando una soluzione.

Tra i personaggi incontriamo sia persone realmente esistite, come Nancy Mitford e tutta la sua famiglia, sia di invenzione, come la protagonista: si chiama Looisa Cannon, ha diciotto anni e cercando di scappare da uno zio violento trova lavoro a casa Mitford, trovandosi immischiata nell’indagine sulla morte misteriosa di Florence Nightingale Shore, insieme ad un giovane ed allampanato agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan.

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Allora leggi anche:
Jessica Fellowes, Morte di un giovane di belle speranze

E guarda anche:
Assassinio sull’Orient Express
Mr Holmes il mistero del caso irrisolto

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Tirzah

Devotion

Domino, 2018
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Don’t wait for me
I’ll be here
This is so pure this is rare
I just want you to know that I’m here for you
You make me stronger so I’m here to get you
Don’t worry about worries, I won’t let them get you, you

a cura di Claudio D’Errico

Tirzah, artista trentenne inglese, esordisce nel mondo musicale con questo bell’album, “Devotion”. Uno stile di non facile definizione, quello di Tirzah, che oscilla tra pop e Rhythm & Blues, rivisitati entrambi in chiave sperimentale.

“Devotion” si sviluppa attorno ad una visione interiore dell’artista, in una dimensione personale e quasi confidenziale. Le sue canzoni disegnano un mosaico confortante e lieto.

Nel brano di apertura, Fine again pare di vedere Tirzah nella propria camera, in penombra, cantare davanti una finestra aperta, le luci di Londra sullo sfondo.
Do you know e Glady ci cullano in un languido ballo.

Una strofa ripetuta in modo ipnotico introduce Devotion, la canzone che dà il titolo all’album, realizzata con il featuring di Coby Sey. Il videoclip si svolge in un appartamento londinese, al termine di una festa: gli invitati rilassati sui divani paiono immersi in una sorta di bolla all’infinito. Solo Tirzah resta in piedi a cantare.

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Morcheeba

Blaze Away

Fly Agaric Records, 2018
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Your needs are covered by me
Know that I see you weep
Our blood runs deep
Your mind could change the game
I won’t let you go insane
With severed veins

a cura di Claudio D’Errico

E’ appena uscito – dopo 5 anni di silenzio – l’album “Blaze away” della band londinese Morcheeba. Alla pubblicazione del cd, farà seguito una ricca stagione di festival, che li vedrà suonare dal vivo nel Regno Unito, in Francia ed in Germania, ma anche in Portogallo, Russia, Brasile, Cile e Argentina.

Con “Blaze Away”, i Morcheeba tornano allo stile dei primi tempi. Senza modelli predefiniti. “Essere sempre in tour in giro per il mondo, capendo cosa funziona meglio su un palco, ci ha dato la determinazione per sperimentare», dichiara Ross Godfrey, anima del gruppo. “Nella realizzazione dell’album abbiamo attinto molto alle influenze dei primi album dei Morcheeba, dal blues anni Cinquanta all’hip hop anni Novanta, passando attraverso rock psichedelico, dub reggae ed elettronica. Molte delle parti vocali sono stati registrate dal vivo, in estemporanea con ospiti quasi improvvisati”.

Nel cd si trovano tanti ingredienti diversi: da “Love Dub” al brano più funky che intitola l’album Blaze Away, alla soft Sweet L.A., alla sensuale “Paris sur Mer” che pare richiamare le vecchie canzoni di chansonniers francesi.

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Allora ascolta anche In Wonderland – Hooverphonics

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Cara Delevingne, Rowan Coleman

Mirror mirror

De Agostini 2017, 379 p.
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e all’improvviso capisco… il segreto per affrontare tutto questo schifo è prenderlo a bastonate con le bacchette della mia batteria.

Red, Leo, Rose e Naomi: quattro adolescenti, ognuno a suo modo solitario e fragile, costretti a suonare insieme per un compito scolastico. Ma succede un miracolo: da quell’incarico accettato senza troppa convinzione, nasce un gruppo talentuoso, i Mirror, Mirror, che ottiene un crescente successo fra i teenager londinesi, mentre il legame tra i quattro diventa sempre più forte. Quando Naomi scompare all’improvviso, gli altri componenti della band iniziano una ricerca disperata dell’amica. Settimane dopo la ragazza viene ritrovata nel Tamigi quasi morta e in stato di incoscienza. Mentre si stringono con i familiari al capezzale di Naomi, Red, Leo e Rose rilevano strani particolari trascurati dalla polizia che li spingono a indagare su ciò che può esserle accaduto. Aiutati da Ashira, la sorella hacker di Naomi, i ragazzi si addentreranno in una ricerca sempre più inquietante, dove la Rete si staglia non solo come presenza ormai ineludibile del nostro quotidiano, ma anche nel suo lato più profondo e oscuro.
E le certezze acquisite, come in un gioco di specchi deformanti, si riveleranno sempre più labili.

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Allora leggi anche…
Lolita – Vladimir Nabokov
Nuvole di fango – Inge Schieper Oord
Due o tre cose che avrei dovuto dirti – Joyce Carol Oates
La farfalla tatuata -Bill Pullman

… e guarda…
The School of Rock – Richard Linklater

… e ascolta…
Chosen – Maneskin

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The XX

I See You

2017, Young Turks
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I’m in love with it
Intoxicated
I’m in rapture
From the inside I can feel that you want to
Way up high on it
Feeling suspended
I’m enamoured
Way up in the sky I could see that you want to

I’ve been a romantic for so long
All I’ve ever heard are love songs

Dopo cinque anni i The XX tornano alla carica con un album curatissimo sia a livello vocale sia musicale. A differenza dei precedenti XX e Coesist che sono stati registrati esclusivamente in studio a Londra, I see you è un album itinerante che si apre su cinque metropoli differenti: New York, Marfa TX, Reykjavik, Los Angeles e Londra.

E’ questa la differenza di base che segna una crescita e una maturazione definitiva per la band. E’ un album aperto verso il mondo esterno, molto meno introspettivo ma aperto alla ricerca di una sonorità in grado di accogliere sfumature diverse e opposte fra loro senza rinunciare al tratto tipico del gruppo e la particolare ricerca vocale e atmosferica dei pezzi più caratteristici.

Dangerous, brano che apre il disco, propone un ritmo incalzante e in divenire e introducendoci in un album capace di spiazzare e di coinvolgere in ogni pezzo. Canzoni come Lips e A violent noise segnano una sperimentazione sonora profonda che gioca con il ritmo e la voce soffusa fino a determinare pezzi estremamente incisivi e memorabili. L’intesa tra le voci di Romy Madley Croft (delicata e soave, e al tempo stesso incisiva e unica) e di Oliver Sim (più profonda e calda) è più forte e intensa che mai: perfetti, si alternano e si uniscono in brani come Replica, On Hold e I Dare You. L’approccio più intimo e introspettivo che tanto aveva caratterizzato le precedenti produzioni del trio londinese non è stato però del tutto abbandonato. Lo si ritrova, rinnovato, in canzoni come Performance, Brave For You e Taste Me, brano che chiude in maniera egregia il disco.

Se ti è piaciuto ascolta anche:

The XX – XX
The XX- Coesist

Guarda anche:

Stranger Things

Leggi anche:

La vita accanto - Mariapia Veladiano 

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Coldplay

A Rush of Blood to the Head

2002
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Nobody said it was easy
Oh it’s such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be so hard
I’m going back to the start…

I Coldplay sono un gruppo britannico nato a Londra nel 1997, la band è composta dal cantante Chris Martin, Jonny Buckland, Guy Berryman e Will Champion. Raggiunsero la fama mondiale grazie al singolo Yellow, contenuto nel primo album.

A Rush of Blood to the Head, pubblicato nel 2002 è il secondo album pubblicato dal gruppo. Molte sono le ballad presenti e forte è l’utilizzo  del piano e della chitarra elettrica. Fra i singoli più famosi ricordiamo The Scientist, ormai entrata nella storia della musica contemporanea e Politik pensata nei giorni successivi all’attentato delle Twin Towers. Con A Rush of Blood to the Head la band è stata acclamata dalla critica, hanno vinto il Grammy 2003 come “Migliore album alternativo” per il secondo anno consecutivo, e il Grammy 2004 come “Traccia dell’anno” per la canzone Clocks. È stato anche votato come “Migliore album di tutti i tempi” dagli ascoltatori della BBC radio 2 in un sondaggio condotto nel 2013.

Attualmente i Coldplay sono impegnati in una tournée mondiale per la promozione dell’ultimo album A Head full of Dreams, che speriamo li porterà in Italia il prossimo anno.

Track list:

Politik – 5:18
In My Place – 3:48
God Put a Smile upon Your Face – 4:57
The Scientist – 5:09
Clocks – 5:07
Daylight – 5:27
Green Eyes – 3:43
Warning Sign – 5:31
A Whisper – 3:58
A Rush of Blood to the Head – 5:51
Amsterdam – 5:19

 

Ti è piacuto questo album? Allora scolta anche…

Songs of Innocence – U2

Ocean Rain – Echo and the Bunnymen

 

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Paul Torday

La ragazza del ritratto

Elliot, 2010, pag. 275
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Siamo tutti cacciatori: nessuno può separarci dalle nostre origini. La civilizzazione ha sviluppato la parte sociale del nostro cervello e ci ha insegnato a sfruttare altre abilità. Ma sotto quella patina, da qualche parte sul fondo del cervello resta la traccia genetica di un antico cacciatore che teneva agguati ad animali molto grossi, forse uri, forse mammut, forse altri umani. Siamo tutti cacciatori, che ci piaccia o no.

Del corposo romanzo di Paul Torday, autore inglese di discreta fama, possiamo certamente annoverare “La ragazza del ritratto” come la sua opera gotica. Ambietato tra Londra e la Scozia i protagonisti di questa vicenda si scambiano continuamente la narrazione del racconto, parlando in prima persona della loro vita, dal momento in cui Michael Gascogne (il marito) interrompe la routine della loro vita di coppia, “cambiando” o meglio tornando alle origini di sè stesso.

Un romanzo che inizia in sordina, con ritmo tranquillo e pacato, acquista sempre più velocità e cattura nel suo vortice il lettore. I temi trattati sono molti, mascherati da elementi nel contesto della storia, ma in realtà sapientemente utilizzati per sollevare il lettore a pensieri che vanno oltre il racconto in sè.

Senza svelare il finale davvero imprevedibile, possiamo sottolineare come sia interessante la visione del protagonista della vita da “società elitaria”, della contaminazione delle razze, come appaia per certi versi relativamente importante seguire le regole. Si tratta poi di una malattia molto grave, la schizofrenia, la si descrive nei sintomi e nella sua storia conosciuta fino all’incirca ai giorni nostri. Un romanzo avvincente nella trama, e profondo nel suo messaggio.

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Allora leggi anche…
Pesca al salmone nello Yemen

… e guarda anche
Il pescatore di sogni

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Kevin Brooks

Naked

Piemme, 2016
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“Il mio cuore è nato nella lunga estate rovente del 1976. Fu allora che la mia vita iniziò, il mio amore fu sigillato, la mia anima si perse e si infranse. Fu l’estate di molte cose – calore e violenza, amore e odio, sogni e incubi, paradiso e inferno- e riguardando a quel periodo adesso, è difficile distinguere il bene dal male”

Il racconto di Lili comincia con l’estate del 1976, quella che cambiò per sempre la sua vita: l’estate in cui nacque il punk e la sua band, i Naked, l’estate del sesso, della droga, degli eccessi, ma anche dell’amore. Dall’incontro con Curtis Ray, leader della band, fino all’ingresso nel gruppo del misterioso ragazzo irlandese che porterà la band verso il successo.  La vita di Lili e dei Naked corre in parallelo con un pezzo di storia della musica e della Londra di quegli anni, scossa dalla nascita di un nuovo e violento movimento culturale, il Punk, e dilaniata dal terrorismo.

Kevin Brooks scrive un libro antologico ma al contempo attualissimo. Parlare del terrorismo passato che ha travolto l’Europa prima dei tragici eventi odierni può sembrare retorico, invece Brooks, riesce a confezionare un gioiello in cui storia della musica, della cultura disperata degli anni ’70, si intreccia con la crisi economica e l’incertezza e la brutalità politica. Fare arte è un atto politico e il concetto si traduce in modo eccelso attraverso la parabola dei Naked e della loro ascesa nell’industria musicale.

Naked è un lungo racconto in prima persona, il racconto di un destino che si intreccia con l’arte e con la storia, quella con la S maiuscola. C’è tutto: sta nascendo il punk, i Sex Pistols hanno appena fatto il loro esordio, i Clash non sono ancora arrivati sulla scena. E’ appena uscito il primo album dei Ramones e il Sex, il negozio al 430 di King’s Road, di proprietà di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, è il luogo da frequentare per farsi notare. La voce di Lili ci accompagna, però, anche nella sua storia (con la s minuscola) attraverso la madre travolta da un disturbo della personalità, la vita dei ragazzi della band, la sua storia con Curtis, l’incontro con il misterioso irlandese William e dei sospetti che ruotano attorno alla sua presenza nella capitale inglese. Naked mette a nudo, appunto, ogni sentimento, ogni avvenimento, ogni sensazione ma soprattutto ogni rapporto che il destino ci affianca per stravolgerci la vita e spingerci a viverla a pieno.  Certe occasioni vanno colte al volo, sembrano urlare i Naked, ma soprattutto che la vita è  un soffio che potrebbe finire troppo presto, e senza possibilità di appello.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche:

Sanne Munk Jensen – Io e te all’alba

Ascolta anche:

Mourn – Mourn 

Guarda anche:

Lauren Cantet – Foxfire
Shane Meadows – This is England 

 

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Alek Keshishian

Amore e altri disastri

Francia, Regno Unito 2006
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La giovane Jacks vive a Londra con Peter, il suo più caro amico gay, cui cerca di trovare il fidanzato giusto, mentre ascolta le lamentele dell’amica Tallulah, ricca e annoiata autrice di orrende poesie. Nel frattempo, non riesce a lasciare il fidanzato di cui non è innamorata e prepara servizi di moda per Vogue scontrandosi con fotografi famosi e viziati. Tra un brunch con gli amici e l’inaugurazione di una mostra cool (feroce la presa in giro del mondo dell’arte contemporanea), la nostra eroina trova il tempo di prodigarsi per tutti – tranne che per sé – nella ricerca dell’uomo perfetto. Ma forse qualcosa sta cambiando…
Un film leggero e a tratti sgangherato che, pur rientrando nel filone delle commedie romantiche ambientate nel mondo della moda e dell’arte, non risparmia delle stoccate al politically correct e all’ipocrisia dei nostri tempi.

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Allora guarda anche…
Il diavolo veste Prada- David Frankel
Colazione da Tiffany – Blake Edwards

…e leggi anche
Il diario di Bridget Jones! – Helen Fielding
Innamorarsi a Notting Hill – Ali McNamara

Amore e altri disastri
Lingua originale inglese
Paese di produzione Francia, Regno Unito
Anno 2006
Genere commedia, sentimentale
Regia Alek Keshishian
Soggetto Alek Kashishian
Sceneggiatura Alek Keshishian
Interpreti e personaggi
Brittany Murphy: Emily Jackson
Matthew Rhys: Peter Simon
Santiago Cabrera: Paolo Sarmiento
Samantha Bloom: Pandora
Catherine Tate: Tallulah Riggs-Wentworth
Stephanie Beacham: Felicity Riggs-Wentworth

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Lone Scherfig

An Education

Regno Unito, 2009
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“- Se vado all’università posso leggere quello che voglio e mi vestirò di nero.
- Questo dimostra che sei una ribelle e non ne vogliono ad Oxford.
- No, non vogliono persone che abbiano un cervello…”

Nel 1961 Londra è immersa nella guerra fredda e ancora lontano dallo scoprire il fermento dei Beatles e la rivoluzione sessuale. Jenny, 16 anni, è bella e intelligente, con di fronte un promettente avvenire universitario e vive nei sobborghi in un’atmosfera dove ogni cosa la soffoca dalla famiglia, la scuola e gli amici. Jenny sogna Parigi, i night club che suonano jazz e la grande musica francese degli anni ‘50, i concerti di musica classica, ambienti bohémien colti e raffinati. Quando in un giorno di pioggia conosce David, un uomo adulto, ricco, sofisticato e affascinante, la sua vita cambia e si trova improvvisamente a vivere quella realtà da sempre sognava.

La sceneggiatura è firmata da Nick Hornby e la regia curata ed elegante scivola fluida e senza lasciare buchi narrativi. Hornby esplora i suoi temi più cari come la crisi adolescenziale, la scoperta del mondo e della passione, la famiglia impositiva e la vita nelle periferie per trasportarci, attraverso la musica, in una Europa coltissima e decadente. La mentalità borghese inizia ad inclinarsi inesorabilmente verso quel caos incontrollato che esploderà nel 68, mettendo in crisi la nostra stessa visione di “rivoluzione”. Per “rivoluzione” intendiamo davvero abbandonare ogni responsabilità e ogni conoscenza in cambio di una festa perenne e una gioia malinconica? Quale sarà il prezzo per Jenny che dovrà scegliere tra ciò che è passione ed energia e ciò che dura nel tempo ma segnato da fatica e sacrificio?

Se ti è piaciuto leggi anche:
Nick Hornby, Tutto per una ragazza

Guarda anche:
About a Boy - Paul e Chris Weitz

Ascolta anche:
The XX, XX

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Regia: Lone Scherfig
Soggetto: Lynn Barber
Sceneggiatura: Nick Hornby
Casa di produzione: BBC Films
Distribuzione: Sony Pictures
Fotografia: John de Borman
Montaggio: Barney Pilling
Musiche: Paul Englishby
Scenografia: Andrew McAlpine
Cast:  Peter SarsgaardCarey MulliganAlfred Molina, Dominic CooperRosamund PikeOlivia WilliamsEmma ThompsonCara SeymourSally Hawkins, Ellie Kendrick, William MellingKate Duchène,

 

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