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Halloween- Creepy ExtratimeBlog 2018

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Halloween non è Halloween senza… Creepy ExtratimeBlog!

Questi sono i libri e i film (scelti tra i nostri consigli del 2018) che hanno come tema incubi, mostri, spettri, alieni e tutto ciò che fa paura!

Un kit necessario per una indimenticabile notte delle streghe.

Leggo
Stephen King, Incubi e deliri
Pam Smy, Thornhill
Frances Hardinge, Una ragazza senza ricordi
Dean Koontz, Cuore nero
Stephen King, L’acchiappasogni
Lorenzo Sartori, Alieni a Crema
Naomi Novik, Cuore oscuro
Chiara Panzuti, Absence- Il gioco dei quattro
Thomas Ott, Cinema Panopticum
Holly Black, La fata delle tenebre

Ascolto
Motorhead, No remorse
AC/DC, Back in black
Metallica, Metallica (Black album)
The Cult, Love

Guardo
Corin Hardy, The nun
Ruben Fleischer, Benvenuti a Zombieland
David Kajganich, The Terror
Matt e Ross Duffer, Stranger Things 2
Andrés Muschietti, It
Denis Villeneuve, Arrival
Lee Unkrich e Adrian Molina, Coco
Rob Marshall, Into the woods

 
Questi consigli non ti bastano? Scopri qui il primo Creepy ExtratimeBlog!

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Eels

The Deconstruction

EWorks, PIAS Recordings, 2018
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The reconstruction will begin / only when there’s nothing left

Gli Eels  sono una band indie-rock californiana fondata nel 1995 dal cantante, compositore e polistrumentista Mark Oliver Everett (figlio di Hugh Everett III, fisico teorico della teoria dei quanti), conosciuto con il nome d’arte Mr. E.

Dopo ben quattro anni dall’ultimo album degli Eels, il 6 aprile 2018 viene pubblicato il loro dodicesimo album: The Deconstruction. Come per gli album precedenti, ritroviamo nel disco le tematiche che contraddistinguono da sempre Everett, amore, dolore, famiglia (influenzate sicuramente dalle vicende drammatiche della vita privata e familiare vissute dal cantante), anche se in questo album si intravede qualche spiraglio di positività leggibili tra le righe dei 15 brani che lo compongono. Già a partire dal titolo dell’album veniamo introdotti in quelle che sarà la tematica del disco: ovvero distruggere per ricostruire. Guidati dalla voce inconfondibile di Everett  apprendiamo quanto sia necessario distruggere tutto quello che ci causa del dolore per avere una nuova possibilità di aprirci alla bellezza. Ci invita traccia dopo traccia a “smantellare” tutto ciò che ci immobilizza nei ricordi passati e non ci fanno aprire a nuove possibilità. L’album è diviso in tre parti separate da intermezzi che ci introducono alla parte successiva, quasi come se fosse un libro. Nonostante non ci siano molte variazioni sul tema trattato, l’album non risulta mai noioso grazie alla composizione dei pezzi che prevede l’alternarsi di strumenti come flauti e violini, chitarre distorte, chitarre arpeggiate, theremin e clavicembali  in grado di creare un’atmosfera decisamente coinvolgente e necessaria per rappresentare le emozioni del cantante.

“The Deconstuction”  è un album introspettivo che racconta il difficile rapporto del frontman della band con il suo tormentato background e la ricerca di un cambiamento necessario per uscire da questo tunnel di dolore. Everett ci regala un flusso di coscienza in musica che arriva direttamente a noi ascoltatori, e per molti versi, cerca di offrire anche soluzioni ai turbamenti della vita

Tre brani dell’album:
Be hurt
The Deconstruction
Bone dry

Se ti è piaciuto questo album ascolta anche:
Electro-Shock Blues – Eels
Shootenanny! – Eels

Guarda anche:
American Beauty

Leggi anche:
Rock, amore, morte, follia e un paio d’altre sciocchezze che i nipotini dovrebbero sapere – Mark O. Everett

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Luca Vanzella, Giopota

Un anno senza te

BAO Publishing, 2017
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 L’emofene è come un fischio continuo. O meglio, una nota costante di fondo, ma è un sentimento. Un sentimento che è lì, sotto tutte le altre emozioni, ma che a volte, nel silenzio della noia, in una pausa di contemplazione, tra le sincopi della vita quotidiana, ecco che torna a farsi sentire. Emofene è qualcosa di distante e lontano che non puoi dimenticare. Tu sei il mio emofene.

Antonio, il protagonista della graphic novel della Bao Publishing, è uno studente universitario che vive a Bologna, dove frequenta la facoltà di Storia Medioevale: è appena stato lasciato da Tancredi, dopo una relazione durata pochi mesi, ma abbastanza per spezzargli il cuore. “Un anno senza te” ci racconta i dodici lunghi mesi dopo la rottura con Tancredi, in cui Antonio deve affrontare disperazione, rabbia, insicurezza sostenuto da amici e coinquilini che cercheranno in tutti i modi di risvegliarlo dal suo stato di abbandono e apatia spingendolo verso nuove avventure. Mesi tormentati per crescere e imparare a lasciarsi il passato alle spalle e non restare aggrappato alla nostalgia del ricordo di chi, ormai, è solo un passato pronto a diventare remoto. Lo scenario che appare tavola dopo tavola è quello di una Bologna riconoscibilissima nella sua architettura, ma arricchita di elementi surreali e magici: nevicate improbabili di teneri conigli bianchi, fari che regolano il flusso di dirigibili volanti e feste di capodanno non convenzionali.
Antonio combatte i propri demoni, ed elaborare il vuoto lasciato da Tancredi, con i suoi tempi e a piccoli passi, cercando di guardare al futuro prossimo portando a termine la tesi di laurea e cercando di capire il suo posto nel mondo.

Questa storia si rivolge a tutte le persone che sono state scottate dalla fine di una relazione (qualunque sia) e che hanno ceduto alla malinconia degli amori persi più del previsto, ma che alla fine si sono rialzati.

Luca Vanzella e Giopota con questa dolce-amara graphic novel ci coccolano quando siamo tristi e ci accompagnano nelle nostre piccole grandi storie d’amore che finiscono, o che non abbiamo dimenticato ancora.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche Il blu è un colore caldo di Julie Maroh

Ascolta anche La mia vita senza te – Tre allegri ragazzi morti

e guarda anche La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche

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Dan Harmon

Community

Usa - 2009
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Cos’è il Community Collage? Bhe, ne avrete sentite di tutti i colori! Avrete sentito che è un collage da perdenti per ragazzi problematici, da ultra-ventenni che avevano mollato gli studi, da persone divorziate di mezza età, o da anzianotti che tentano di tenere sveglio il cervello mentre galoppano verso la tomba. Questo è quello che avete sentito.
Comunque io vi dico…buona fortuna!

Community è una serie trasmessa dal 2009 al 2015 sulla NBC, e racconta le avventure di un gruppo di studenti di un college fittizio in Colorado frequentato unicamente da studenti poveri, criminali e disadattati. Protagonista è Jeff Winger, interpretato da Joel McHale, avvocato a cui hanno revocato la licenza poiché sprovvisto di laurea che è costretto quindi a guadagnarne una per tornare ad esercitare la professione. Fin dal primo giorno adocchia la studentessa Britta Perry, interpretata da Gillian Jacobs, che cercherà di conquistare creando un finto gruppo di studio di spagnolo, a cui però si aggiungeranno gli altri co-protagonisti della serie, facendo sfumare il piano iniziale di Jeff.
Nonostante la grande varietà di età, personalità e carattere, il gruppo cresce e tutti sviluppano una stretta amicizia, minata però da costanti competizioni che scaturiranno per tutta la durata del telefilm.

Ciò che contraddistingue questa serie rispetto ad altre che potrebbero assomigliarle, come Modern Family o The Office, è la sua atipicità. Guardando Community si va incontro ad un umorismo cerebrale e metatestuale, che mette in scena e allo stesso ridicolizza i cliché delle serie stesse e dei generi televisivi, creando puntate indimenticabili come “Greendale in guerra”, diretta da Justin Lin che fa una divertentissima parodia dei film action, o “Cuscini e coperte” fatto stile documentario di guerra, dove le due fazioni lottano a suon di cuscini e coperte.
La serie è costellata da battute sferzanti che non risparmiano nessuna ideologia, buona o cattiva che sia, sapendo scherzare davvero su tutto, come ad esempio la mascotte della scuola: un essere umano creato senza connotati umani in modo da non offendere alcuna etnia, con il risultato di essere davvero inquietante.

Forse è per questo che Community non è stata capita dal grande pubblico: l’atmosfera che si crea guardando gli episodi è bellissima solo se uno si presta a farsi accogliere dai personaggi controversi e sarcastici, dalle situazioni che si vengono a creare e dall’umorismo tagliente e quasi sempre provocatorio ma comunque di altissimo livello.
Chi mastica già le serie tv non potrà non innamorarsene.

Ti è piaciuta questa serie tv? Guarda anche…
Master of None – Aziz Ansari
Love - Judd Apatow, Paul Rust e Lesley Arfin
Malcolm in the middle – Linwood Boomer
Scrubs - Bill Lawrence

Leggi anche: Il mio primo dizionario delle serie TV cult – Claudio Gotti e Matteo Marino

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Interpreti e personaggi:

Joel McHale: Jeff Winger
Gillian Jacobs: Britta Perry
Danny Pudi: Abed Nadir
Yvette Nicole Brown: Shirley Bennett
Alison Brie: Annie Edison
Donald Glover: Troy Barnes
Jim Rash: Craig Pelton
Ken Jeong: Ben Chang
Chevy Chase: Pierce Hawthorne

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The Cult

Love

Sire - Beggars Banquet, 1985
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Hot sticky scenes, you know what I mean
Like a desert sun that burns my skin
I’ve been waiting for her for so long
Open the sky and let her come down

Ci sono album che invecchiano bene: è il caso di Love dei The Cult.
Poco importa la vostra data di nascita: indipendentemente dalla vostra età, presto o tardi avrete sentito parlare di questo gruppo e del suo sound lussureggiante, linee di basso pulite ed uppercut di chitarra tipiche dell’onda goth alla quale i nostri appartengono.
Canzoni certo ispirate dal gothic rock, ma intrise anche di una certa psichedelica melodica e pure spolverate di heavy metal quanto basta: un mix tra arrangiamenti puliti e beat solidi accompagnati dalla performance vocale di Ian Astbury, che come suo solito dice molto con poco, a dispetto della maggior parte dei cantanti.
Su tutte spicca Rain, diventata una delle canzoni più conosciute della band: una nebbia di note che ben fa “vedere” gli assoli di chitarra, puliti e croccanti al tempo stesso, facendo da contraltare al tono della voce di Ian, ispirata e coinvolgente.
Attenzione: un brano più noto degli altri non deve offuscare il resto del disco. Tutte le canzoni hanno una venatura emozionale particolare, che gioca splendidamente con lo stato d’animo degli auditori e, in fin dei conti, raccontano i due lati gelido-fiammante del cuore delle persone.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Rain, Nirvana, She Sells Sanctuary

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Dream Theater
Evanescence – Fallen
Abysmal Grief – Feretri

… e leggi anche
Nancy Kilpatrick – La bibbia gotica
Roman Dirge – Lenore, Piccole Ossa
Paul Torday – La ragazza del ritratto

… e guarda anche
Catherine Hardwicke – Cappuccetto rosso sangue
Alex Proyas – Il Corvo
Chan-wook Park – Stoker

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P!nk

The truth about love

RCA Records, 2012
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“Mi sentivo come in un videogioco in cui ho collezionato tutte le monete d’oro e i talismani che puoi ottenere. Dovevo muovermi su un altro livello o smettere”

Lasciati i panni dell’irriverente rocchettara un po’ trash che derideva le patinate principessine pop, Pink in questo suo sesto album troviamo un’artista più matura, che non nega di esprimere anche un lato più dolce e materno, ma che non dimentica mai il suo stile irriverente e scanzonato, la voglia di divertirsi e di prendersi un po’ in giro.
La metamorfosi è in pieno compimento, in quest’album si affiancano, oltre ai soliti brani molto ritmati e funk, anche ballad dolci e melodiche.
Il disco è stato pubblicato sia nel formato standard, in cui sono presenti 13 tracce, sia nella versione Deluxe, contenente quattro tracce aggiuntive. Inoltre per chi decidesse di scaricare il disco in down load sono previste altre due tracce, mentre nella versione giapponese è presente anche la canzone The King Is Dead But the Queen is Alive.
Da ricordare le collaborazioni con importanti artisti come Nate Ruess, Lily Allen ed Eminem.

Ascolta tre canzoni:
Try
Just Give Me A Reason (ft. Nate Ruess)
True Love (ft. Lily Allen)

Se ti è piaciuto questo disco allora ascolta anche:
Pink – Greatest Hits…So Far!!!
Lily Allen – Sheezus
Nate Ruess – Grand Romantic

e guarda anche:
Charlie’s Angels: più che maiMcG 

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Rodriguez

Searching for Sugar Man

Sony, 2012
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Chiunque abbia avuto modo di incontrare su piccolo o grande schermo il meraviglioso documentario Searching For Sugar Man, non potrà che essersi innamorato di Sixto Rodriguez. Musicista nella Detroit a cavallo tra Sessanta e Settanta, l’uomo arriva a incidere due album, Cold Fact e Coming From Reality, persi tra le pieghe della storia per via di uno spettacolare insuccesso commerciale che lo porta ad abbandonare la carriera per tornare, serenamente, a essere un semplice operaio. Intanto, in Sudafrica, quelle canzoni diventano a sua insaputa degli inni anti-apartheid osteggiati dal regime, mentre la sua storia assume contorni mitologici: Rodriguez, si dice, sarebbe morto dandosi fuoco sul palco. Fino a quando due fan scoprono che il songwriter è ancora vivo; il resto è storia di questi ultimi quindici anni, spesi tra palchi in giro per il mondo e la solita, traballante casa nella vecchia città.
Searching For Sugar Man è una portentosa parabola sul potere dei sogni, ma anche una vita raccontata in una sequenza di canzoni dimenticate e indimenticabili, raccolte in una soundtrack capolavoro. Lo stile di Rodriguez, che unisce folk, abbaglianti orchestrazioni soul-pop e riflessi psichedelici, è esaltato da una voce unica, vivace e irresistibile, dylaniana e poetica.
E poi ci sono le composizioni, semplicemente sublimi: l’innodia drogata di Sugar Man e il pulsare sensuale e invitante di I Wonder; la malinconia delle maestose Jane S. Piddy e Cause, che inizia dicendo “ho perso il mio lavoro due settimane prima di Natale”, cosa che effettivamente accadde dopo l’incisione del pezzo; il rantolo di protesta The Establishment Blues e le vertigini melodiche di Like Janis e I’ll Sleep Away. Canzoni destinate a conficcarsi nel cuore, come la scena che segue il passo del vecchio Rodriguez, che, pesante come la vita, sembra affondare nella neve. Ma con la dolce piuma Crucify Your Mind ad accompagnarlo, a rendere la sua anima per sempre giovane e lieve.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Love Minus Zero – Bob Dylan
Alone Again Or – Love
Nightime – Big Star

…e guarda anche
Searching For Sugar Man – Malik Bendjelloul
Nothing Can Hurt Me – Drew DeNicola, Olivia Mori
A proposito di Davis – Joel Coen, Ethan Coen

Le canzoni di Rodriguez potete scaricarle gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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