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Morten Tyldum

The Imitation Game

Gran Bretagna, USA, 2014
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Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare.

Partiamo da un interrogatorio:  Alan Turing è stato incriminato per atti osceni nei primi anni ’50. Alan  è uno dei crittografi e matematici migliori al mondo e ora si trova a dover raccontare la sua storia personale. Seguendolo nella narrazione approdiamo nel ventre logistico della seconda guerra mondiale approfondendo l’aspetto più trascurato a livello storico ma determinante per l’esisto degli eventi: la comunicazione logistica alle forze militari. Turing insieme ad altri quattro cervelli britannici ha il compito di decifrare Enigma, la macchina che permette ai nazisti di comunicare segretamente gli ordini alle truppe e determinare gli obiettivi militari. Quello che seguiamo, in piena analogia mimetica, è anche la genesi del primo calcolatore, o meglio la base concettuale del pc, di cui Turing è il padre indiscusso.

Di questo film magistrale, con una regia coinvolgente, rapida e incalzante, restano due sensazioni nettissime: quanto la storia sia in grado di assorbire e distruggere nei propri meccanismi uomini e donne togliendo loro ogni cosa, tranne la speranza motore segreto per ogni impresa; ma soprattutto quanto la storia si accanita brutalmente contro le menti geniali che però ne hanno modificato il corso. Raccontare l’ingratitudine inglese, e mondiale, verso Turing era un atto dovuto e necessario soprattutto perché le accuse mosse a suo carico erano del tutto infondate. L’omosessualità di Turing, illegale all’epoca, venne utilizzata per frenare la sua cavalcata spregiudicata verso una visione rivoluzionaria dell’intelligenza artificiale anticipando di quasi cinquant’anni la nostra epoca.  La famosissima azienda Apple, per omaggiare questo genio volutamente dimenticato, ha deciso di dedicare il suo famoso logo (la mela morsicata) proprio a Turing che si suicidò mordendo il frutto avvelenato con del cianuro. Se possiamo utilizzare uno strumento così completo come il pc è solo grazie al coraggio di Alan che sfidò tutti per poter realizzare il suo sogno più grande, e grazie a questo film ne possiamo assaporare tutta la potenza.

Se ti è piaciuto leggi anche:

Hodges Andrew, Alan Turing : storia di un enigma
Hugh Sebag Montefiore, Il codice enigma

Guarda anche:

George Clooney, Monuments Men
Hayao Miyazaki, Si alza il vento
James Marsh, La teoria del tutto

Ascolta anche: The Smiths, Ask 

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Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Graham Moore
Cast: Benedict CumberbatchKeira Knightley,Charles Dance, Matthew Goode, Mark Strong, Rory Kinnear, Tuppence Middleton
Soggetto: Andrew Hodges
Fotografia: Óscar Faura
Montaggio: William Goldenberg
Effetti speciali: Jason Troughto
Musiche: 
Alexandre Desplat
Scenografia: Maria Djurkovic
Costumi: Sammy Sheldon
Genere: Biografico, Drammatico
Durata: 113 min

 

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Chan-wook Park

Stoker

USA, Gran Bretagna, 2013
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Articolo di Stefano Guerini Rocco

Per quello che mi riguarda, non vedo l’ora di assistere al momento in cui la vita ti farà a pezzi.

In una villa isolata (anche dal tempo, si direbbe), il giorno del compleanno della giovane India è sconvolto dalla morte tragica dell’amato padre. Rimasta sola con la madre viziata e distante, vessata dai compagni di scuola, India si chiude in una sempre più scostante ritrosia, fino a quando l’equilibrio domestico viene turbato dall’arrivo dell’affascinante zio Charlie. Enigmatico e piacente, l’ospite inatteso finirà presto per diventare il perno di un ménage à trois ambiguo e pericoloso, che costringerà i protagonisti a svelare (o scoprire) progressivamente, ma anche violentemente, la propria natura più intima.
Retto da una scrittura esile ma precisissima, il regista di culto Chan-wook Park imbastisce una messinscena visivamente ricca e sofisticatissima: i costumi ricercati, gli ambienti di estenuante eleganza, la fotografia rigorosa e glaciale (dell’assiduo collaboratore Chung-hoon Chung) fanno di “Stoker” un’eccentrica fiaba gotica di rara raffinatezza sul potere della fascinazione e del desiderio. In questo universo di artificiosa compostezza, spiccano per rilievo e complessità le presenze importanti dei tre statuari protagonisti, interpretati con convinzione da un cast impeccabile. Il risultato è un horror d’atmosfera di grande impatto, costruito abilmente sul confine sottile tra attrazione e ossessione, che dosa bene suspense, seduzione e mistero, senza rinunciare a notazioni psicologiche di rilievo.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’ombra del dubbio – Alfred Hitchcock
Thirst – Chan-wook Park
Miriam si sveglia a mezzanotte – Tony Scott
Cruel Intentions – Roger Kumble
 
…e leggi anche
Dracula – Bram Stoker
Le relazioni pericolose – Pierre Choderlos de Lacloc
 
Locandina di Stoker, nuovo film di Chan-wook Park
Regia: Chan-wook Park
Sceneggiatura: Wentworth Miller, Erin Cressida Wilson
Fotografia: Chung-hoon Chung
Costumi: Kurt and Bart
Scenografie: Thérèse DePrez
Musiche: Clint Mansell
Durata: 99′
 
Interpreti e personaggi
Mia Wasikowka: India Stoker
Matthew Goode: Charlie Stoker
Nicole Kidman: Evelyn Stoker
Dermot Mulroney: Richard Stoker
Jacki Weaver: Gwendolyn Stoker
Harmony Korine: Mr. Feldman
Alden Ehrenreich: Wipps

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