Archivio tag: Mediterraneo

Paolo Rumiz

Il Ciclope

Feltrinelli 2015, 149 p.
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A ripensarci, mi rendo conto di non aver scritto io questa storia. Sono stati il vento e la marea. Io non ho fatto che registrarne la voce amplificata dal ventre cavo della torre.

Un’isola che è un po’ più grande di uno scoglio piantata nel Mediterraneo e battuta dai venti: verso questo lembo di terra dominata da un faro si dirige il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, in cerca di isolamento dalla frenetica vita quotidiana e dall’onnipresenza della Rete. Per tre settimane occuperà qualche stanza del faro in compagnia dei due faristi.
In quel luogo remoto, di cui volutamente non fornisce il nome e le coordinate e dal quale sono passati tutti i popoli che si affacciano sul mare nostrum, l’autore scoprirà il fascino di un paesaggio aspro e plasmato dai venti, farà la conoscenza di un asino che adora i limoni e di una gallina minacciata dai gabbiani e riscoprirà la voce della natura, che l’uomo contemporaneo si rifiuta di ascoltare.
Tra raffiche di maestrale, passeggiate fra i resti archeologici e profumi di erbe aromatiche, col conforto di cibi semplici ma saporiti e di un buon malvasia, Rumiz ripercorre le vicende del mare col quale da millenni ci confrontiamo e che ha forgiato tante civiltà.
Il tutto sorvegliato dall’unico occhio del faro, Il Ciclope, che vigila su chiunque affronti quei flutti.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi
Odissea – Omero
Atlante delle isole del Mediterraneo – Simone Perotti
Appia – Paolo Rumiz

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Vinicio Capossela

Marinai profeti e balene

Warner Music Italy, 2011
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Nessuno è mai protetto
Dalla sua debolezza
Che se ne sta nascosta
Come una serpe dentro un rovo
Vilmente sconosciuta

Vinicio Capossela è un cantautore assolutamente unico nel panorama italiano. La sua è musica raffinata ma popolare, poetica, ricercata ma mai presuntuosa. Capossela confeziona ormai da anni gioiellini musicali, in cui alla delicatezza del tocco si affianca una grande acutezza di pensiero ed una profonda conoscenza dell’animo umano.
Non è facile scegliere un disco da recensire di fronte ad una produzione artistica tanto vasta e di qualità. Così ci si è lasciati trasportare dallo stato d’animo e la scelta è caduta su questo bellissimo cd dedicato al mare, alla navigazione interiore, all’avventura, che ci offre uno sguardo intimo divertito, a volte quasi angosciante, mai banale.
Come ogni album di Capossela, anche in questo troviamo emozioni tradotte in musica e versi: sonorità preziose, approcci spirituali.
In “Marinai, profeti e balene”, Capossela ci conduce in un viaggio visionario, il cui protagonista è il Mediterraneo, misto ad oceano, con il suo carico di storia e mito.
Una scenografia perfetta per canzoni che dialogano e ricalcano con grande capacità scenica lo stile letterario di Melville e di alcuni testi biblici (Il Grande Leviatano, Lord Jim, La bianchezza della balena) e ricostruiscono le ambientazioni dei grandi poemi epici, primo fra tutti l’Odissea (Le Pleiadi, Calipso, Dimmi Tiresia).

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Ovunque proteggi – Vinicio Capossela

… leggi anche
Moby Dick – Hermann Melville
Lord Jim – Joseph Conrad
Odissea – Omero
Non si muore tutte le mattine – Vinicio Capossela

e vedi anche Moby Dick, la balena bianca – John Houston

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Manoel de Oliveira

Un film parlato

Portogallo, Francia, Italia 2003
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Non esiste civiltà che resista per sempre. Esiste solo la storia come strumento per conservare la memoria del passato.

Una giovane insegnante di storia portoghese parte con la sua bambina da Lisbona per una crociera che la porterà a Bombay dal marito. Il viaggio nel Mediterraneo ripercorre alcune tappe fondamentali della cultura occidentale: Marsiglia, Pompei, Atene, Istanbul, il Cairo. Mentre la donna e la figlioletta visitano le città e le rovine dei luoghi dove fanno scalo, sulla nave salgono, con gli altri passeggeri, tre donne belle e famose: un’imprenditrice francese, un’ex modella italiana, una cantante greca che madre e figlia osservano incuriosite. Nel frattempo, la professoressa soddisfa la voglia di sapere della piccola spiegandole miti e vicende storiche che si dipanano lungo la rotta della nave. Una sera, nella sala da pranzo del bastimento, il capitano ospita al suo tavolo le tre belle signore: ognuno parla nella propria lingua, eppure tutti si capiscono perfettamente, merito delle comuni radici della civiltà occidentale. L’insegnante e la bambina vengono coinvolte nel gruppo e rese partecipi delle sue discussioni, ma… la barbarie è vicina.
Un film a tratti didascalico e volutamente ripetitivo, che riesce però a trasmettere l’amore del regista per la cultura europea oltre alla premonizione della fine della nostra civiltà.

Ti è piaciuto?
Allora leggi
Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale – S.P. Huntington

Andare per la Sicilia dei Greci – Franco La Cecla

film parlato

 

Titolo originale Um filme falado
Paese di produzione Portogallo, Francia, Italia
Anno 2003
Durata 96 min
Regia Manoel de Oliveira
Sceneggiatura Manoel de Oliveira
Interpreti e personaggi
John Malkovich: comandante John Walesa
Catherine Deneuve: Delphine
Irene Papas: Helena
Stefania Sandrelli: Francesca
Leonor Silveira: Rosa Maria
Luís Miguel Cintra: attore portoghese
Filipa de Almeida: Maria Joana

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Franco La Cecla

Andare per la Sicilia dei Greci

il Mulino 2015, 153 p.
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Quello che state per intraprendere è un viaggio nello spazio e nel tempo, uno scambiare la geografia per la storia.

Un’isola magnifica, crocevia di popoli e culture: dall’VIII secolo a.C. la Sicilia ha accolto i Greci che vi hanno costruito splendide città, diffondendo il loro modo di vivere in tutto il Mediterraneo. L’antropologo Franco La Cecla ci guida in un itinerario affascinante, illustrando i resti di un mondo che ancora riesce a comunicare con noi. Scopriremo così come venivano fondate le città, le loro caratteristiche urbanistiche e sociali e come i Greci cercassero l’armonia e la bellezza in ogni aspetto della loro esistenza. Conosceremo le vicende di centri un tempo fiorenti, i rapporti, a volte tempestosi, a volte pacifici dei coloni con le popolazioni autoctone, le rivalità con la madrepatria, in quell’incessante alternarsi di gloria e decadenza, splendore e guerra che è la storia. Gli antichi dèi torneranno a percorrere paesaggi mozzafiato: fitti boschi, uliveti, piante dai profumi inebrianti e ovunque il cielo e il mare “color del vino” che riempiono lo sguardo.
Il libro è un omaggio a una terra bellissima e a un popolo al quale ci sentiamo idealmente vicini, perché “si chiamano Greci non quelli che appartengono alla nostra razza quanto quelli che hanno la nostra stessa cultura ”
(Isocrate, Panegirico 47-49).

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Allora leggi anche
Il tiranno – Valerio Massimo Manfredi
Andare per terme – Annunziata Berrino

E guarda
Odissea – Franco Rossi

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