Archivio tag: memoria

Deborah Levi - Bertherat

I viaggi di Daniel Ascher

Einaudi, 2017
avatar

Postato da
il

Cara Hélène, spero che tu ti sia sistemata bene in rue Vavin. Qui è magnifico. Ti racconterò, ma solo se insisti…
Con tutto il mio affetto. Daniel H.R.

La storia irrompe spesso nelle vite deformandone il corso, senza preavviso, senza chiedere il permesso. In questi casi reagire agli eventi e ricostruirsi una quotidianità non è facile. Può aiutare il ricorso alla finzione, all’inganno: verso se stessi e verso gli altri.

Hélène ha vent’anni ed una passione per l’archeologia. Frequenta l’università a Parigi, dove vive in un appartamento messole a disposizione dal prozio, Daniel Ascher, personaggio enigmatico, un po’ sopra le righe, scherzoso con i bambini, schivo con gli adulti.
Noto scrittore di romanzi di avventura per ragazzi – pubblicati sotto lo pseudonimo di H.R. Sanders – Daniel è spesso lontano da casa, impegnato in lunghi viaggi per il mondo, dai quali invia alla nipote cartoline illustrate.
Hélène non lo vede spesso né è mai parsa interessata ai suoi libri, finchè non conosce Guillame, di cui si innamora e che invece conosce a memoria ogni romanzo della serie. Con curiosità e leggerezza, ma non senza coinvolgimento, Hélène inizia a scavare nelle memoria e nei ricordi della propria famiglia: una delicata ricerca nel passato che la porterà a scoprire la dirompente verità.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche Robinson Crusoe – Daniel Defoe
Moby Dick – Herman Melville

e vedi anche Scoprendo Forrester – Gus Van Sant
Molto forte incredibilmente vicino – Stephen Daldry

Leggi tutto ►

Zerocalcare

Dimentica il mio nome

Bao Publishing, 2014, p. 236
avatar

Postato da
il

Io ne ho avuti tanti di nomi. Uguali a quelli di tanta altra gente. L’identità invece è una cosa solo tua. E l’unica cosa che hai solo tu, sono i tuoi segreti. Un uomo senza un segreto, è un uomo senza identità.

Zerocalcare è il nome, nome d’arte o meglio nickname, di Michele Rech; classe ’83 con madre di origine francese e padre romano. Intorno al Duemila inizia la sua attività fumettistica, collaborando con diverse testate italiane e dall’ottobre Duemilaundici pubblica il suo primo libro La profezia dell’armadillo. Da novembre Duemilaundici Zero, cura un blog a fumetti Zercocalcare.it sul quale bisettimanalmente escono diverse sue strisce.

Il libro -di cui vi raccontiamo in questo post- è Dimentica il mio nome, edita da Bao Publishing nell’ottobre del Duemilaquattordici. La storia di questi fumetti, è autobiografica, 236 pagine in cui il protagonista, racconta il funerale della nonna materna; come se la ricorda da piccolo e ricostruisce pezzo per pezzo il passato della sua famiglia. Con molta immaginazione e con momenti di pura astrazione, Calcare affronta dei temi davvero complessi la morte di una persona cara, il concetto di memoria ed identità, la fatica e il coraggio di crescere. Intervallati da parti davvero ironiche e spesso inconcludenti, con capitoli brevi e metafore fulminanti, questo Dimentica il mio nome, si merita a pieno titolo la candidatura allo Strega 2015 (del quale arriva secondo nella sezione giovani). Particolare nel libro è l’uso del colore, solo un personaggio infatti è rosso; e si tratta dell’elemento più emblematico della storia, quello su cui l’attenzione del lettore dev’essere focalizzata: il nonno di Zero. Ma non è solo quello, la volpe rossa rappresenta il suo passato, con una non troppo velata critica alla stereotipizzazione da parte della società del concetto di identità: Se noi siamo qui oggi, è perché abbiamo avuto qualcuno su cui contare.

Vi lasciamo riflettere sui tanti spunti del libro, perché anche se la lettura a fumetti è molto veloce, ha bisogno di sedimentare il concetto per scalfirci e portarci un significato più profondo. Se vi è piaciuto questo libro potete anche leggere gli altri suoi libri QUI.

L’autore ha presenziato all’edizione 2015 del Festivaletteratura.

Leggi tutto ►

Paco Roca

Rughe

Tunué, 2008
avatar

Postato da
il

Sempre più spesso la mente di Emilio gli gioca brutti tiri: lo sveglia la notte per andare al lavoro, sebbene sia in pensione da anni; gli rende difficile ricordare parole e perfino i volti dei cari.
I figli, troppo presi da sé, non hanno altra scelta che ricoverarlo in una casa di riposo, circondandolo di coetanei, ognuno perso nella propria solitudine, ma vivo in frammenti di storie quasi dimenticate.
Michele, Giovanni, Rosaria, Sole: mondi a sé stanti, cristallizzati in ricordi ingialliti e felici di tanti anni prima.
Poco a poco, il peggioramento delle condizioni di Emilio renderà inevitabile una diagnosi di Alzheimer, costringendolo al terribile piano superiore dell’edificio; ma anche in questo doloroso passaggio non verranno meno la tenerezza e l’empatia di una storia piccola e universale insieme.
Con un tratto semplice e prezioso e un ritmo conciso, infatti, Paco Roca sa dar voce a un mondo solitamente poco illuminato: basti pensare alla straordinaria scena iniziale; alla pura meraviglia delle pagine dedicate ai ricordi di gioventù di Dolores e Modesto; alla rappresentazione dello scorrere di giornate sempre uguali; al terrore e allo sconforto vissuti da dentro gli occhi di Emilio al momento della diagnosi.
Un’opera dolce e lieve, ironica e commovente, racconto di sguardi sul punto di spegnersi e legati a logiche ormai incomprensibili, eppure ancora capaci di contrarre il volto in un sorriso, un attimo prima che i ricordi scoloriscano in pagine bianche.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Maria e io – Maria Gallardo, Miguel Gallardo
Emotional world tour – Paco Roca, Miguel Gallardo
 
…e guarda anche
Rughe – Ignacio Ferrares
A simple life – Ann Hui
 
…e ascolta anche
Veronica – Elvis Costello
When I’m Sixty-Four – The Beatles
Hurt – Johnny Cash

Leggi tutto ►