Archivio tag: metallica

Halloween- Creepy ExtratimeBlog 2018

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Halloween non è Halloween senza… Creepy ExtratimeBlog!

Questi sono i libri e i film (scelti tra i nostri consigli del 2018) che hanno come tema incubi, mostri, spettri, alieni e tutto ciò che fa paura!

Un kit necessario per una indimenticabile notte delle streghe.

Leggo
Stephen King, Incubi e deliri
Pam Smy, Thornhill
Frances Hardinge, Una ragazza senza ricordi
Dean Koontz, Cuore nero
Stephen King, L’acchiappasogni
Lorenzo Sartori, Alieni a Crema
Naomi Novik, Cuore oscuro
Chiara Panzuti, Absence- Il gioco dei quattro
Thomas Ott, Cinema Panopticum
Holly Black, La fata delle tenebre

Ascolto
Motorhead, No remorse
AC/DC, Back in black
Metallica, Metallica (Black album)
The Cult, Love

Guardo
Corin Hardy, The nun
Ruben Fleischer, Benvenuti a Zombieland
David Kajganich, The Terror
Matt e Ross Duffer, Stranger Things 2
Andrés Muschietti, It
Denis Villeneuve, Arrival
Lee Unkrich e Adrian Molina, Coco
Rob Marshall, Into the woods

 
Questi consigli non ti bastano? Scopri qui il primo Creepy ExtratimeBlog!

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Mastodon

Leviathan

USA, 2004
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This ivory leg is what propels me
Harpoons thrust in the sky
Aim directly for his crooked brow
And look him straight in the eye
White whale, holy grail
White whale, holy grail

Leviathan è il secondo album della band metal statunitense Mastodon.
La band unisce in questo lavoro discografico le sonorità quasi speed care ai fan dei Metallica a momenti prog che strizzano gli occhi (o meglio le orecchie) ai Rush. Si passa, da una battuta all’altra, da cavalcate funeste ed impetuose a momenti acustici e più di ampio respiro.
Il disco è un gran tributo al libro “Moby Dick” di Herman Melville; difatti ogni canzone riprende momenti e sensazioni che vengono trattati nel libro.

Il disco parte decisamente a mille con “Blood and Thunder“, forse la canzone più riuscita dell’album, che ricorda i primi lavori dei Metallica ma con sonorità più moderne. Si passa poi sempre scapocciando tra “I Am Ahab” e “Seabeast“. “Iron Tusk” e “Aqua Dementia” si stagliano talmente bene nell’immaginario del libro che sembra essere su una baleniera. Infine “Hearts Alive” è un pezzo di quasi quattordici minuti, e risulta essere il pezzo più elaborato e alto artisticamente di questo album.

I Mastodon sono un gruppo di musicisti che fanno felici sia i metallari classici, sia quelli moderni e questo album ne è la prova.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Hardwired… to Self Destruct - Metallica
leggi anche: Moby Dick – Herman Melville
guarda anche: The Terror – David Kajganich

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ACϟDC

Back in Black

1980, Atco Records
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Back in black
I hit the sack
I’ve been too long I’m glad to be back
Yes, I’m let loose
From the noose
That’s kept me hanging about
I’ve been looking at the sky
‘Cause it’s gettin’ me high
Forget the hearse ’cause I never die
I got nine lives
Cat’s eyes
Abusin’ every one of them and running wild

Il riff della title track Back in Black è uno dei mirabili capolavori di Malcolm Youngscomparso sabato 18 novembre 2017, a soli 64 anni.
Lui e la sua chitarra ritmica, Brian Johnson e la sua voce, Angus Young e la sua chitarra solista, Cliff Williams e il suo basso, Phil Rudd e la sua batteria hanno creato 10 tracce entrate nella leggenda e di conseguenza hanno creato l’album capolavoro degli ACϟDC, indiscutibilmente il miglior album della loro carriera.
Questi “terribili ragazzi” sono sempre stati dei mostri musicali nel creare canzoni dal grande ritmo e in quest’album hanno portato la creazione a livelli mai visti.
Spudoratamente meraviglioso il cantato, con quella voce cartavetrata di Brian, accattivante ed umoristica al tempo stesso, con tratti perfino in tonalità blues.
Si potrebbe concludere dicendo che gli ACϟDC siano la band migliore del mondo (sarebbe sbagliato?) oppure si potrebbe concludere che questo lavoro è un punto di riferimento definitivo nella storia dell’hard rock, un classico indiscusso ed indiscutibile (non sarebbe sbagliato)…
…non si concluderà in nessun modo: la loro musica è infinita e tale continuerà a risuonare.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Back to Black, Hells Bells, You Shook Me All Night Long

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Album degli ACϟDC presenti in Opac RBBC
Motorhead – Ace of Spades
Alice Cooper – Trash
Metallica – Metallica (Black Album)

… e leggi anche
Phil Sutcliffe – ACϟDC
Jesse Fink – La dinastia Young
Murray Engleheart : Arnaud Duriex – ACϟDC

… e guarda anche
Concerti degli ACϟDC presenti in Opac RBBC

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Metallica

Metallica (Black Album)

Elektra Records, 1991
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So close, no matter how far
Couldn’t be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Dopo dieci anni di attività, quattro album uno più bello dell’altro con cui hanno fatto nascere un genere, i Metallica non sono ancora contenti, e vogliono osare di più.
Con una produzione travagliata, complice il nuovo produttore Bob Rock, il perfezionismo dei Metallica e i tempi che correvano per la musica metal, il gruppo viene sfibrato di ogni forza personale, ma il risultato è uno dei migliori album di sempre.

Lasciandosi alle spalle il Thrash Metal che li ha sempre caratterizzati, le canzoni di questo album risultano molto più mature e studiate. Basti vedere la prima traccia Enter Sandman, diventata ormai un loro classico, o la ballad amata/odiata Nothing Else Matters, con arpeggi di chitarra molto efficaci e linee vocali davvero ben eseguite.
I bpm elevatissimi sono ormai un ricordo, e Sad but True è lì per ricordarlo: pesantissima e lentissima, si riconosce immediatamente per il suo ritmo sincopato.
Le sperimentazioni si fanno particolarmente sentire con Wherever I May Roam, che si apre con un riff di Sitar, per poi essere riproposto in chiave Metal.
Molti brani si caratterizzano anche per i testi ricercati e più adulti, come per The God That Failed che parla dei complicati rapporti del cantante James Hatfield e la religione, o la già nominata Nothing Else Matters.

Nel complesso questo è un album che eccelle in ogni campo.
Odiato perché ritenuto un tradimento dai metallari della vecchia guardia o perché è l’inizio di quello che sarà il periodo più mediocre della band; amato perché le canzoni sono eccezionali e registrate con una qualità superlativa.
Comunque sia, non si può non ascoltarlo almeno una volta, perché la storia della musica passa anche da qua.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Hardwired… To Self-Destruct – Metallica
Leggi anche: Per chi suona la campana – Ernest Hemingway
Vedi anche: A Year And A Half In The Life of Metallica

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Metallica

Hardwired…To Self-Destruct

Blackened, 2016
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Born to lose
No excuse
‘Til the end
Been living to win
Been living to win

a cura di Daniele Bertazzoli

Dopo 8 anni di silenzio discografico (senza contare il progetto più o meno riuscito con Lou Reed, Lulu) finalmente i Metallica fanno uscire la loro ultima fatica: Hardwired…to Self-Destruct, il loro primo doppio album, seguendo forse la tendenza lanciata con Book Of Souls degli Iron Maiden, uscito pochi mesi fa.
I Metallica vogliono subito far capire che sono tornati a suonare ad alto volume, e lo fanno con Hardwired, che si impone come uno dei grandi pezzi d’apertura targati Metallica; veloce, diretta, immediata…perfetto! Fin da subito si capisce che i suoni sono ad ottimi livelli: la produzione del disco è la migliore dai tempi del Black Album.
I successivi pezzi sono molto, molto belli. Si passa da Atlas, Rise!, con sonorità da capelli lunghi anni ’80 e toppe sul giubbotto di jeans con chiare influenze dai colleghi inglesi Iron Maiden, a Now That We’re Dead, dove si cercano sonorità differenti, ma sempre arpionate all’Heavy Metal.
La grande varietà dei pezzi si sente: in Dream No More ci si avvicina allo Stoner Metal, con tempo lentissimo, chitarre abbassate di tono e pesantezza che ricorda Sad But True; in Moth Into Flame ci si lancia in un headbanging che termina solo quando finisce il pezzo; in Halo Of Fire la struttura alterna parti lente e tranquille con parti distorte e più pesanti, con un ottimo finale in crescendo che chiude la prima facciata dell’album.

Il secondo cd, purtroppo, non è allo stesso livello del primo.
L’inizio è promettente, con Confusion che fa sentire le chiare influenze dei Diamond Head, band storica che influenzò e continua ad influenzare i Metallica.
Nei successivi pezzi, invece, si perde l’immediatezza che hanno contraddistinto i precedenti. Da ManUNkind, brano più blueseggiante, a Murder One, dedicata al compianto Lemmy dei Motorhead, i pezzi risultano quasi annacquati e tirati forse un po’ troppo per le lunghe. Pur restando buoni, ascoltandoli, dopo un po’ si pensa “Ma quando finisce?”.
L’ultima canzone, invece, è un ottimo, ma davvero ottimo, pezzo. Spit Out the Bone riapre, dopo le ultime canzoni, la porta dell’attenzione sonora. L’inizio velocissimo, tiratissimo, fa pensare che forse l’ultima canzone sarà bellissima. Ed è così. A tratti ricorda One, ma più moderna. Finalmente il buon vecchio Thrash Metal torna ad uscire dalle casse dello stereo, risollevando la dignità di questo secondo cd e dando la perfetta conclusione a quest’ultima fatica del gruppo californiano.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Book of Souls – Iron Maiden
… leggi anche Ciclo di Cthulhu – H.P. Lovercraft
vedi anche Come un tuono – Derek Cianfrance

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Melvin Burgess

Kill all enemies

Mondadori, 2013
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Ho trovato la mia vecchia panchina, mi sono infilata dove non poteva vedermi nessuno e ho aspettato. Volevo solo che mi lasciassero in pace e che il tempo passasse, così poi avrei potuto fare quello che dovevo. Dopodichè potevano pure portarmi via e guardare la mia vita svanire giù nello scarico, come era destino da sempre.

Nella memoria di ciascuno di noi c’è il ricordo di qualche compagno di scuola eternamente in punizione perché svogliato, irrispettoso, menefreghista o, peggio, violento. Sono quei ricordi che poi da adulto tornano, soprattutto quando magari si scopre che quel compagno si è messo in un brutto giro.
E ci si chiede se era proprio così inevitabile questo epilogo: forse le cose sarebbero potute andare diversamente se solo qualcuno si fosse davvero preoccupato di capire il perché di tanta svogliatezza, di tanta rabbia. Forse quel compagno di scuola viveva una vita che non lasciava spazio alla speranza ed ai sogni, forse aveva semplicemente bisogno di essere ascoltato e capito.
Un libro, “Kill all enemies”, che parla proprio di questi ragazzi, quelli “difficili”, che spesso vengono portati come cattivo esempio da genitori ed insegnanti. Perchè la loro vita è preziosa come quella di chi, tranquillo ed assennato, rispetta le regole e vive un’esistenza più serena.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora ascolta anche
Seek and Distroy – Metallica
 
…e guarda anche
La parte degli angeli – Ken Loach

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John Carpenter

La Cosa

USA, 1982 - vietato ai minori di 18 anni
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Ci troviamo di fronte un organismo che imita le altre forme viventi e le imita perfettamente. Questa cosa ha attaccato i nostri cani e ha tentato di digerirli… di assimilarli. E nel frattempo ha tentato di plasmarsi in modo da imitarli. Questo per esempio… non è un cane; è un’imitazione. L’abbiamo preso prima che avesse il tempo di finire.

 
Tra i gelidi venti dell’Antartide un elicottero norvegese insegue un husky, cercando di abbatterlo senza motivo apparente, fino ad addentrarsi nel territorio di una base di ricerca statunitense.
I membri della squadra americana, vedendosi minacciati, ingaggiano uno scontro a fuoco; l’equipaggio del velivolo rimane ucciso, mentre il cane trova rifugio nella base.
La follia dell’accaduto, inizialmente attribuita dai ricercatori all’isolamento e all’alienazione tipiche delle situazioni estreme, troverà invece spiegazione dopo una spedizione al campo norvegese e una spaventosa scoperta: il cane nasconde in realtà una forma di vita aliena che imita alla perfezione le altre, inglobandone le cellule e sostituendosi ad esse.
La Cosa, capolavoro sci-fi horror del maestro John Carpenter, percorso da una tensione mostruosa e immerso in un’atmosfera apocalittica da Guerra Fredda, sfrutta la repulsione degli effetti splatter e delle mutazioni del corpo per una parabola sulla diffidenza, la paranoia e la claustrofobia ingenerate da un nemico tanto più terrificante poiché indistinguibile da noi.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
La mosca – David Cronenberg (V.M.14)
Alien – Ridley Scott
District 9 – Neill Blomkamp (V.M.14)
1997 Fuga da New York – John Carpenter
 
…e ascolta anche
Metallica – The Call Of Ktulu
 
Locandina di The Thing (La Cosa), film di John Carpenter
 
Regia: John Carpenter
Soggetto: John W. Campbell (racconto)
Sceneggiatura: Bill Lancaster
Fotografia: Dean Cundey
Effetti speciali: Roy Arbogast, Albert Whitlock
Musiche: Ennio Morricone
Durata: 96′
 
Interpreti e personaggi
Kurt Russell: R.J. MacReady
Wilford Brimley: Dr. Blair
T.K. Carter: Nauls
David Clennon: Palmer
Keith David: Childs

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Matthew Vaughn

Kick-Ass

Usa, UK, 2010 - V.M. 14
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La vita di tutti i giorni è davvero così eccitante? La scuola e il lavoro sono così emozionanti che io sono l’unico ad aver fantasticato su questa cosa? Andiamo, siate onesti con voi stessi… A un certo punto della nostra vita tutti abbiamo desiderato essere un supereroe!

 
E così l’idea migliore del nerdissimo liceale Dave Lizewski per dare una svolta alla propria vita e smettere di essere una nullità invisibile agli occhi delle coetanee è quella di indossare un costume per prendere a calci il crimine, con un fantastico nome di battaglia: Kick-Ass.
Una notte Dave riesce a salvare un uomo pestando (e prendendole da) tre balordi in uno scontro sanguinosissimo: un ragazzino riprende la scena, la carica su Youtube e Kick-Ass è subito una celebrità, imitata ovunque.
Durante una nuova missione, però, si imbatte in due veri supereroi: Big Daddy e Hit Girl gli sveleranno l’impero di Frank d’Amico, signore del narcotraffico e simbolo di un Male insensato e vanitoso, da fare (letteralmente) a pezzi con l’aiuto di qualunque mascherato si faccia avanti, come il misterioso Red Mist…
 
AVVERTENZA
Kick-Ass è uno straordinario e divertentissimo film d’azione supereroistico, con un ritmo da infarto e una girandola di colpi di scena. Tuttavia, le immagini sono, spesso, molto molto violente e il sangue scorre copioso. Consigliamo dunque la visione agli stomaci forti.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Le iene – Quentin Tarantino
The Avengers – Joss Whedon
Quei bravi ragazzi – Martin Scorsese
 
…e leggi anche…
Kick-Ass – Mark Millar, John Romita Jr.
Watchmen – Alan Moore, Dave Gibbons
 
…e ascolta anche
Whiplash – Metallica
Bad Reputation – Joan Jett & Foo Fighters
 
Kick-Ass
Regia: Matthew Vaughn
Soggetto: Mark Millar
Sceneggiatura: Jane Goldman, Matthew Vaughn
Musiche: Ilan Eshkeri, Henry Jackman, John Murphy, Marius de Vries
Durata: 117′
 
Interpreti e personaggi principali
Aaron Johnson: Dave Lizewski/Kick-Ass
Lyndsy Fonseca: Katie Deauxma
Mark Strong: Frank D’Amico
Nicolas Cage: Damon Macready/Big Daddy
Chloë Moretz: Mindy Macready/Hit-Girl
Christopher Mintz-Plasse: Chris D’Amico/Red Mist
Clark Duke: Marty
Evan Peters: Todd

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