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John Green

Tartarughe all’infinito

Rizzoli 2017, 337 p.
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Io, nome proprio singolare, sarei andata avanti, seppure sempre al condizionale.

Aza e Daisy hanno sedici anni, vivono a Indianapolis e sono amiche per la pelle. Aza ha perso il padre da piccola e ne sente fortemente la mancanza; soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo che la fa vivere nel terrore di essere invasa e sopraffatta dai batteri. Daisy è loquace, estroversa e scrive fanfiction molto apprezzate dai suoi coetanei. La scomparsa dell’ambiguo miliardario Russell Pickett le spinge a condurre un’indagine per ottenere la ricompensa offerta. Così, Aza riallaccia i rapporti con Davis, il figlio maggiore dell’uomo sparito, con cui giocava da bambina. L’amicizia ritrovata diventa rapidamente qualcosa di più intimo, ma entrambi i ragazzi devono fare i conti con i propri fantasmi, mentre Daisy, a sua volta, si innamora di un compagno di scuola.
John Green tratteggia un’altra storia di adolescenti fisicamente e psicologicamente feriti, ma vivi e impegnati nelle esperienze proprie della loro età. Se in Colpa delle stelle il nemico da affrontare era il cancro, in Tartarughe all’infinito è con il disturbo mentale che si deve imparare a convivere. Eppure, questi giovani tormentati, grazie anche all’affetto di chi vive loro vicino, trovano la forza di andare avanti e cercare la propria strada.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Colpa delle stelle – John Green
Mi chiamo Chuck – Aaron Karo
Eppure cadiamo felici – Enrico Galiano
Twilight – Stephenie Meyer

… e ascolta
It’s Gotta Be You – Backstreet Boys

… e guarda
Città di carta – Jack Schreier

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Aaron Karo

Mi chiamo Chuck

Giunti, 2012
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E così io e Steve ci troviamo nella terra di nessuno tra i nerd e i bulli. Purtroppo non siamo bravi nè con la matematica nè con i cazzotti

Chuck ha diciassette anni, una collezione smisurata di scarpe Converse ed una gran voglia di essere “normale”. La sua vita è profondamente condizionata da una serie di rituali irrinunciabili e patologici: si lava le mani in continuazione per paura dei germi, è sopraffatto dalla superstizione, ripete gesti in modo fobico, nella convinzione che il non farlo possa portare conseguenze catastrofiche. La sua mente vive in un loop costante, gira e rigira su se stessa, avviluppandosi in rimuginii deleteri e paralizzanti.

Il quadro parrebbe dei più foschi, se non fosse che Chuck può contare su una preziosa arma a proprio vantaggio: l’ironia. Chuck non la perde mai e con grande coraggio riesce a stare a galla e ad affrontare queste sue difficoltà con il sorriso sulle labbra.

Navigando in rete alla ricerca di una spiegazione per i propri disturbi, Chuck arriva a diagnosticarsi un disturbo ossessivo-compulsivo e decide, spinto dai genitori, di iniziare una terapia psichiatrica.
Niente paura, però: anche in questo caso Chuck riesce a descriverci le sedute con la terapeuta in modo assolutamente esilarante!

La presenza di Steve, amico prezioso, e l’incontro con Amy, una nuova compagna di classe, influenzano di molto la sua vita, aiutandolo a prendere decisioni importanti e a riappropriarsi di se stesso.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Io sono la neve – Elisabeth Laban
Wonder –R. J. Palacio
Il mio inverno a Zerolandia – Paola Predicatori

e vedi anche Il lato positivo – David O. Russell

 

 

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