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Frances Hardinge

una ragazza senza ricordi

2017, Mondadori, 433 pagine
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Lo so, ti sei svegliata un giorno e hai scoperto che non potevi essere la ragaza che tutti si aspettavano che fossi. Semplicemente, non eri più lei, e non potevi farci nulla. E così la tua famiglia ha deciso che eri un mostro e ti si è rivoltata contro. Credimi, io lo capisco. E lascia che ti dica, da mostro a mostro. il fatto che tutti dicano che sei un mostro non significa che tu lo sia davvero.

Triss si risveglia dopo una rovinosa caduta nel fiume Macaber, ma è confusa, i suoi ricordi si confondono, alcuni mancano del tutto ed una risata le sussurra nella mente “Sette giorni!”. I suoi amorevoli genitori le dicono di non preoccuparsi, deve avere tempo per riprendersi dall’incidente, in fondo lei ha sempre avuto una salute molto cagionevole e per questo motivo va protetta ed isolata dal resto del mondo.
La sua sorellina Pen però sembra odiarla, e continua a gridarle in faccia che lei non è vera, che è una bugiarda. Triss pensa che la sorellina sia solo gelosa di tutte le attenzioni che lei riceve, ma dopo un paio di giorni si accorge che qualcosa nella sua guarigione non sta andando come dovrebbe, continua a perdere peso ed è vittima di una fame insaziabile che le fa perdere la ragione.
Inoltre dopo l’incidente, si comporta in modo differente ed  ha il sospetto che sia i suoi genitori, sia Pen le stiano nascondendo qualche importante segreto, mentre un personaggio strano ed inquietante si muove nell’ombra.

Dopo l’Albero delle bugie, vincitore del Costa Book Award nel 2015, Frances Hardinge torna con un nuovo romanzo carico di suspense, dal ritmo serrato e pieno di colpi di scena, in cui il mondo delle creature magiche gioca un ruolo principale.
I personaggi sono ben delineati, a tutto tondo, credibili ed ognuno di loro ha diverse caratteristiche di luci ed ombre.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Frances Hadinge, L’albero delle bugie
Holly Black, Fata delle tenebre

 

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Massimo Piattelli Palmarini

Ritrattino di Kant a uso di mio figlio

Mondadori 1994, 95 p.
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Kant trova mostruosa l’idea del paradiso e dell’inferno, trova ignobile il concetto di ricompensa per i buoni e di punizione per i cattivi.
La persona morale deve trovare nella sua propria moralità l’unica e la più ambita ricompensa.

Il solo incorrere nella parola “filosofia” spesso spaventa: quasi si trattasse di una materia per pochi iniziati, uno studio puramente astratto, privo di una qualunque utilità pratica.
In realtà forse nulla più della filosofia dovrebbe appassionare la mente di un ragazzo: perché è solo nelle riflessioni sui grandi temi che si possono cercare – e a volte trovare – le risposte alle domande che proprio da giovani ci si pone per la prima volta.

Eppure poche scuole superiori prevedono lo studio della filosofia e, laddove anche sia previsto, raramente capita di incappare in un insegnante che sappia trasmetterne il significato profondo, che riesca cioè a renderlo appassionante.

Tra i pensatori che hanno profondamente influenzato il mondo moderno, un posto di riguardo spetta sicuramente ad Immanuel Kant, grandissimo filosofo tedesco.
“Ritrattino di Kant a uso di mio figlio” non pretende di essere un trattato esaustivo del pensiero kantiano.
In esso Massimo Piattelli Palmarini – rivolgendosi idealmente a proprio figlio – propone un approccio amichevole, arricchendo il testo di esempi pratici ed aneddoti della vita del filosofo.
Un modo piacevole per avvicinarsi a concetti che paiono lontani, ma che permeano la nostra esistenza, la cui comprensione (ed eventuale condivisione) può davvero renderci uomini e donne più consapevoli.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Kant: Le tre critiche – Antonio Gargano
e vedi anche Kant – Mariarosaria Pranzitelli

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a cura di Gianni Riotta

Il mondo di Steve McCurry

Mondadori, 2016
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Nel XXI secolo noi dobbiamo ancora decidere chi siamo e perchè viviamo. Il patto col diavolo del progresso deve per forza essere a nostro sfavore, oppure c’è un modo di portare i poveri al benessere senza condannarli ad essere fantasmi?

Indubbiamente tra i più grandi fotografi viventi, lo statunitense Steve Mc Curry si racconta qui a Gianni Riotta, attraverso una serie di brevi, ma significative conversazioni. I venti capitoli del volume (in buona parte fotografico) ci offrono un assaggio su filosofia di vita, avventure e scelte tecniche di Mc Curry. Emerge così il profilo di un uomo che ha voluto – e saputo – fin da subito definire un’etica nella propria arte, documentando la realtà nel modo più empatico possibile, senza perdere lo sguardo attento e coraggioso del fotoreporter.
Mc Curry non smette mai di guardare al presente con occhio critico e con sincera volontà di comprensione. Non rinuncia ad interpretare la vita, le guerre, la povertà dei popoli che ha conosciuto da vicino, approfondendone senza pregiudizi tradizioni, cultura, storia.
Attraverso l’obiettivo, Mc Curry ci racconta delle guerre succedutesi in Afghanistan, dell’esplosiva situazione in Pakistan, della permanenza in India, dell’inferno del Kashmir, della guerra nel Golfo, dell’11 Settembre a New York. E di tanto altro, condividendo con i lettori una visione del mondo profondamente permeata dai principi buddisti che predicano introspezione, compassione, non-violenza.

Proprio in questi giorni è stata prorogata fino al 16 Ottobre l’apertura al pubblico della mostra Il mondo di Steve Mc Curry allestita presso la Reggia di Venaria (TO): un’occasione per approfondire la conoscenza di questo grande artista.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ritratti – Steve McCurry
Le storie dietro le fotografie – Steve McCurry
Leggere – Steve McCurry
New York 9/11 – Steve McCurry DJ Morvan Jung Gi Kim

… vedi anche
Il mondo di Steve McCurry – Venaria Reale
In cerca della ragazza afgana – National Geographic

cammelli kuwait

ragazza afgana

treno pakistan

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