Archivio tag: morrissey

The Smiths

The Queen is Dead

Rough Trade, 1986
avatar

Postato da
il

Send me the pillow
The one that you dream on
Send me the pillow
The one that you dream on
And I’ll send you mine…

La band The Smiths nasce nel 1982, grazie all’incontro tra il chitarrista e giornalista musicale John Maher e lo scrittore Steven Patrick Morrissey, conosciuto semplicemente come Morrissey. Ci troviamo a Manchester. Il 1982 segna, inoltre, l’apice di una profondissima crisi economica e strutturale che influenzerà tutta la discografia degli Smiths.

The Queen is Dead è il terzo album della band inglese. Inutile dire che, come suggerisce il titolo, la vena politica fortemente anti monarchica è il perno di questo capolavoro. Dai testi scopriamo che buona parte della popolazione era senza riscaldamento, senza un lavoro stabile e vessata dalla politica intransigente. Morrissey traduce tutto questo dolore in una rabbia soffice ma profondamente tagliente in pieno stile underground britannico.

La title track, The Queen is Dead, definisce appunto la monarchia come un organismo anomalo “del tutto contro ogni nozione di democrazia, oltre che un mistero per molte persone… per essere protetti da ogni eventuale indagine sulle loro ridicole storie, sui loro abiti da sposa e sui loro drammi da romanzi soap”. Appena la batteria e la sequenza di basso entrano in gioco si darà vita a una sensazione avventurosa e irriverente che perdurerà per tutto il disco. In I Know Is Over, le atmosfere si dilatano sfociando nelle influenze blues, trasmettendo quella malinconia, utile a stemperare la rabbia lasciando anche un veno di trasognata speranza. I singoli che faranno da traino nelle classifiche di vendita saranno la struggente The Boy With The Thorn In His Side, Bigmouth Strikes Again, Panic divenuta famosa per l’invettiva contro le discoteche e la loro musica ma soprattutto Ask divenuta il manifesto degli Smiths proprio per il ritmo travolgente (ripresa anche dai nostri Tre Allegri Ragazzi Morti). Con Some Girls Are Bigger Than Others si ritorna alle chitarre sperimentali segnando un disco di passaggio, accompagnato da un clamoroso successo e inevitabili polemiche politiche. The Queen is Dead firma il capolavoro della band che più di altre ha segnato le generazioni successive nell’immaginario sonoro ma soprattutto poetico e politico.

Se ti è piaciuto questo disco ascolta anche:
The Smiths – Hatful of Hollow

Leggi anche:
Ragazzo da parete - Stephen Chbosky

Guarda anche:

This is England – Shane Meadows

Leggi tutto ►

The Smiths

Hatful Of Hollow

Rough Trade, 1984
avatar

Postato da
il

Uno scatto malinconico in bianco e nero in copertina anticipa tutto, le spalle strette di un ragazzo dallo sguardo perso chissà dove.
Pochi mesi di vita e The Smiths è già nome fondamentale del pop indipendente, non solo britannico: il jingle-jangle luccicante del favoloso chitarrista Johnny Marr e la precisione post-punk della sezione ritmica di Mike Joyce e Andy Rourke sono la base perfetta per le poetiche meditazioni di Morrissey, voce straordinaria quanto il talento lirico.
Hatful Of Hollow è, semplicemente, una delle più grandiose infilate di canzoni pop mai apparse, arte che pareva dimenticata e che qui viene portata a nuova vita da pezzi immortali: abissi di malinconia e solitudine, ma pure declamazioni tracotanti e speranzose si nascondono nel profumo di primavera che entra dalle finestre delle ariose William It Was Really Nothing, This Charming Man, You’ve Got Everything Now o Still Ill; nelle ombre lunghe di Hand In Glove, What Difference Does It Make? e How Soon Is Now?; nei romanticismi da brivido di Reel Around The Fountain e nell’acquerello acustico di Please, Please, Please Let Me Get What I Want, due minuti di celestiale perfezione.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
Please, Please, Please Let Me Get What I Want, This Charming Man, Reel Around The Fountain, Hand In Glove
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Crybaby – I Cherish The Heartbreak More Than The Love That I Lost
The Magnetic Fields – Papa Was a Rodeo
Aztec Camera – We Could Send Letters
The Go-Betweens – Right Here
 
…e guarda anche
This Is England – Shane Meadows

Leggi tutto ►