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Muddy Waters

Hard again

Blue Sky Records, 1977
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Everythin’, everythin’, everythin’s gonna be alright this mornin’

Dopo la chiusura della Chess Records, ovvero la più importante casa discografica del blues che ha fatto incidere tutti i più grandi artisti dell’epoca, nel 1975 venne chiusa. Questo lasciò un solco profondo nel blues, che negli anni ’70 aveva già i suoi problemi. Una nuova speranza si fece vedere con la Blue Sky Records, etichetta fondata da Steve Paul. Uno dei primi artisti che fece incidere questa etichetta fu Muddy Waters.
Muddy è considerato il più grande chitarrista elettrico blues; alcune delle sue canzoni sono sinonimo di blues.
Dopo tanti anni in sordina, tornò alla ribalta proprio grazie alla Blue Sky Records, con il suo album Hard Again.

Il primo pezzo, forse quello più rappresentativo di Muddy, è Mannish Boy: un riff semplice che si ripete per tutti i 5 minuti che dura la canzone, ma che acquista man mano spinta e durezza. Un classico tra i più intramontabili del blues moderno. Si prosegue poi con Bus Driver: blues lunghissimo di sette minuti dove l’improvvisazione trova più ampio respiro. Troviamo poi un altro grande classico, scritto da Willie Dixon, I Want to be Loved, passando poi per Jealous Hearted Man e un altro classico, I Can’t Be Satisfied. I restanti quattro brani vengono trovano la loro luce grazie all’incredibile band che accompagna Muddy in questo capolavoro blues, in primis l’armonicista James Cotton, che risalta più degli altri.

Un album all’apparenza facile e naturale, ma che racchiude dentro sé una grande complessità che caratterizza il sound di Muddy. Un grande lavoro fanno anche i musicisti partecipi, che innalzano ulteriormente il livello qualitativo dell’opera.

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