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Pizzicato Five

Romantique 96

Columbia, 1995
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asa wa
kegawa no ‘COAT’ de
anata no jiman no kuruma de
‘HOTEL’ ni kaeru

itsuka
shiroi ‘DRESS’ de
kekkonshiki wo ageru no
anata mo kite ne
————————–

morning
in a fur coat
by your car you’re proud of
go back to the hotel

someday
in a white dress
I’ll hold a wedding
please come

Definire la musica dei nipponici Pizzicato Five (in giapponese ピチカート・ファイヴ, pronuncia Pichikaato Faibu) ha un che di sibillino: i generi si mischiano a piacimento e si reincarnano in note che non ti aspetti, con i synth che volteggiano e beat accomodanti.
Un disco dalla natura certamente e piacevolmente eclettica, arrangiamenti intuitivi pur nella singola spazialità di ogni brano, un piccolo mondo a sé stante ma collegato agli altri.
I Pizzicato Five mescolano la pop music degli anni ’60, la disco music degli anni ’70 e la dance degli anni ’80 con un fascino ironico: un album sorprendentemente rilassato, ma dinamico.
Non appena si schiaccia play si sente nell’aria il profumo della parola “Divertitevi!!”
Un album da esplorare in ogni sua parte, euforico e riflessivo, che trasmette voglia di playful life.
In definitiva un disco gioioso.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Good, Triste, Catwalk

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Gli album dei Pizzicato Five in RBBC
The Ting  Tings – We started nothing
Beastie Boys – Hello Nasty
Ryuichi Sakamoto – Three

… e leggi anche
Kawakami Hiromi – Le donne del signor Nakano
Murakami Haruki – Tokyo Blues : Norwegian Wood
Banana Yoshimoto – Andromeda Heights

… e guarda anche
Takashi Miike – Sukiyaki Western Django
Takashi Miike – Yattaman – Il Film

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Kawakami Hiromi

Le donne del signor Nakano

Einaudi 2014, 228 p.
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Quando arriviamo alla stazione Takeo stacca la sua mano dalla mia e mi dice: – Ci vediamo – . Rimango a guardarlo fino a quando supera i tornelli, ma non si volta indietro nemmeno una volta.

In un quartiere periferico di Tokyo si trova uno strano negozio che vende oggetti usati: vestiti, stoviglie, arredi di altre vite che si offrono a nuovi proprietari. Dirige la bottega il signor Nakano, un uomo minuto, vestito sempre nello stesso modo e sempre impegnato in qualche avventura sentimentale. Aiutano il proprietario due ragazzi: il taciturno Takeo e la graziosa Hitomi, ultima arruolata nella bizzarra truppa. E proprio Hitomi descrive le vicende e le figure che ruotano intorno a questo microcosmo: il rapporto fra Nakano e la sognante sorella Masayo, i clienti che si aggirano nei locali e il legame indefinibile che si crea fra Hitomi stessa e Takeo. Di fatto non succede niente di speciale, si tratta di vite comuni, ma Hiromi Kawakami le descrive con una grazia e un’ironia così sottili, da fare amare immediatamente i personaggi e i luoghi in cui si dipana il racconto. Delicatezza e malinconia pervadono una storia dal sapore inconfondibilmente giapponese.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
La cartella del professore – Kawakami Hiromi
Ricordi di un vicolo cieco – Banana Yoshimoto
Tokyo blues – Norwegian Wood – Murakami Haruki
Hotel Iris – Ogawa Yoko

… e guarda anche
Lost in Translation – Sofia Coppola

… e ascolta anche
Asadoya Yunta – Sakamoto Ryuichi

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Dido

No angel

Arista Records, 1999
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I am what I am
I’ll do what I want
But I can’t hide
I won’t go
I won’t sleep
I can’t breathe
Until you’re resting here with me

No angel, esordio di Dido, è un insieme di canzoni dolci e malinconiche che sembrano voler smentire il titolo stesso dell’album. La voce della cantante inglese non può che essere, infatti, definita angelica.

Le canzoni contenute nell’album parlano di amori travolgenti che lasciano senza fiato (come nella bellissima Here with me), di storie che finiscono e di separazioni (Don’t think of me) ma anche del desiderio di indipendenza e della voglia di lasciarsi alle spalle relazioni sfortunate (Hunter).

Ogni brano è un piccolo ma coinvolgente racconto di una storia d’amore differente che da, a chi lo ascolta, la sensazione di trovarsi di fronte ad un buon romanzo. Ci si lascia coinvolgere dai personaggi e da quello che ci stanno dicendo e si vorrebbe sapere cosa ne è di loro, finito il testo.

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1999, No Angel raggiunge un notevole successo grazie alla campionatura del brano Thank You nel singolo Stan di Eminem.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Come away with me- Norah Jones
Abbi cura di te- Levante

… leggi anche
Io e te all’alba- Sanne Munk Jensen e Glenn Ringtved
Raccontami di un giorno perfetto- Jennifer Niven
Tokyo blues- Norwegian Wood- Musarkami Haruki

e guarda anche…
La collina dei papaveri- Goro Miyazaki
Questione di tempo- Richard Curtis

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Levante

Abbi cura di te

Carosello Records, 2015
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Prendi tutto quello che ho
Crollami addosso
E quel che posso
E quel che mostro
E qualche mostro mi dirà che
Noi non ci avremo mai

E basta con le pose plastiche ed i proforma
I sorrisi indossati all’occorrenza, la riverenza
È la voglia che mi manca poi
di ascoltare i soliti cliché
sgomitare per un posto tra
celebrità in disgrazia dei preziosi anni novanta

Levante.
Un nome che porta con sé aria di novità: non a caso è un vento che spira da est verso ovest.
Claudia Lagona lo ha scelto come nome d’arte e se ne serve per volteggiare tra la musica indipendente e il mainstream, con ottimi risultati.
In questo lavoro (Abbi cura di te è il suo secondo album) evoca l’amore e la vita. Intendiamoci: nulla di smielato o peggio, ma la sincera presa di coscienza che se una cosa finisce va bene così, non c’è bisogno di essere schizzinosamente emotivi o di piangere in modo arzigogolato.
Indipendentemente da quello che le canzoni possono raccontare, è la loro costruzione e le loro parole che ti avvolgono. Suoni apparentemente neomelodici sbocciano in un abbraccio di note fresche, bucaneve che fanno capolino da un tappeto indie-rock. Anche l’elettronica si fa sentire, senza però essere eccessiva, anzi: ben si amalgama con la classicità delle chitarre.
Tutto conferma la grande capacità compositiva di Claudia, nonché l’abilità cantautorale ed autoriale: raccontare del vissuto senza scadere in banalità come amore/dolore ed altre rime prevedibili non è da tutti e la sua voce agrodolce accarezza il presente accompagnandolo in un futuro più sereno.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Le lacrime non macchiano, Ciao per sempre, Lasciami andare

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Levante – Manuale Distruzione
La Tarma – Antitarma
I Cani – Il sorprendente album d’esordio de I Cani

… e leggi anche
Joyce Carol Oates – Due o tre cose che avrei dovuto dirti
Murakami Haruki – Tokyo Blues : Norwegian Wood
John Fante – Chiedi alla polvere

… e guarda anche
Gus Van Sant – Scoprendo Forrester
Jonathan Dayton e Valerie Faris – Little Miss Sunshine
Paolo Virzì – Caterina va in città

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Murakami Haruki

Tokyo Blues – Norwegian Wood

Feltrinelli 2000, 330 p.
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A pensarci adesso furono davvero dei giorni strani. Nel pieno della vita tutto ruotava attorno alla morte.

Un classico della letteratura giapponese contemporanea. Il quasi quarantenne Toru torna con la mente ai giorni della sua giovinezza, quando frequentava l’università a Tokyo e stringeva legami di amicizia e d’amore, specialmente con la bella ed enigmatica Naoko, mentre le inquietudini del Sessantotto dall’Occidente giungevano fino agli atenei del Sol Levante. Nell’opera si trovano molti elementi tipici di Murakami e degli autori giapponesi in genere: la solitudine di chi vive nelle metropoli, l’incomunicabilità, la presenza costante della morte nella vita quotidiana. L’autore ci cala nella storia descrivendo con vividezza gli scenari urbani – con le stazioni affollate e i caratteristici locali dove ci si trova per consumare pasti della cucina locale – ma riuscendo al tempo stesso a farci percepire il forte legame dei Giapponesi con la natura. Ritmata da una serie di brani pop, rock e jazz, la storia evolve verso la crescita dei protagonisti e lo sviluppo delle loro dolorose vicende.
Struggente, fascinoso e scritto con eleganza, Tokyo Blues è un omaggio alla giovinezza, alla musica e a Tokyo.

Ti è piaciuto?

Allora leggi
L’ incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio – Murakami Haruki
La cartella del professore – Kawakami Hiromi

E guarda anche
Tokyo Blues – Norwegian Wood – Tran Anh Hung

E ascolta anche
Norwegian Wood – The Beatles

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Alessandro Baricco

Mr. Gwyn

Feltrinelli, 2011, 158 pp.
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Articolo di Valentina Cipriani

Ma io ho letto i suoi libri, disse, di lei mi fido.

Mr Gwyn è uno scrittore che smette di scrivere libri. Non perché gli manchi l’ispirazione, ma perché… beh, perché che senso ha scrivere libri, quando puoi scrivere ritratti? Quando hai il dono di attingere alla più profonda essenza di una persona soltanto guardandola, e poi di scrivere qualcosa in cui lei si riconoscerà perfettamente e completamente?
Rebecca, invece, è una donna grassa e bellissima. È anche la prima modella di Mr. Gwyn, nonché colei che diventerà la sua segretaria e la sua assistente. Legata a lui da un’incomprensibile forma di tenerezza, a Rebecca spetterà infine il compito di rimettere insieme i pezzi, quando Mr. Gwyn sparirà da un momento all’altro senza lasciare traccia.
Un libro sul potere e la poesia della scrittura, sulle storie che galleggiano appena sotto la superficie di ognuno di noi, costruito con l’eterea leggerezza di scrittura a cui Baricco ha abituato i suoi lettori.
Un libro che lascia intravedere qual è il vero sogno di ogni scrittore. Del resto, lo aveva già detto in Novecento: “Sapeva leggere Novecento, non i libri. Quelli sono buoni tutti. Sapeva leggere la gente, i segni che la gente si porta addosso, posti, rumori, odori. La loro terra, la loro storia, tutta scritta addosso”.
Così due personaggi profondamente esatti e allo stesso tempo profondamente misteriosi ci portano alla scoperta di una piccola, grande magia.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Norwegian Wood – Haruki Murakami
Novecento – Alessandro Baricco

…e guarda anche
La Leggenda del Pianista sull’Oceano – Giuseppe Tornatore

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