Archivio tag: Musica Contemporanea

Fabio Barovero

Sweet Limbo

Felmay, 2010
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Un buon disco, dalle sfumature contemporanee.
Ascoltandolo emergono naturalmente immagini e campiture cromatiche.
Specialmente in questo periodo, abbiamo bisogno di musica sensibile. Musica che possa aiutarci a superare il “noise-continuum” della vita quotidiana.
[commento del pubblico]

“Sweet Limbo”: due parole che immediatamente mettono d’accordo mente e corpo.
Un album che catapulta in una dimensione onirica, un misto di coscienza impercettibile e spontaneità soffusa, dove ci si muove fra sogni e realtà: sogni ammorbiditi dal moto delle onde marine e realtà di mistero ed avventure.
Fabio Barovero descrive perfettamente l’ensemble compositivo: <<Opere che nascono in totale libertà e finiscono per abitare un luogo senza nome >>. Tocca a noi definire il luogo senza nome, un luogo indefinito ed indefinibile che si raggiunge solo attraverso i brani della tracklist, che divengono una sorta di mappa evocativa di sensazioni.
Ci avvolgono così suoni quasi freddi generati da synth, come se fossero alla ricerca di una loro identità, raggiunti poi da chitarre elettriche quasi stridenti nel contrastare il pianoforte e la sua semplicità di note.
Un disco dal suono a volte distorto, ma sempre in un crescendo di sostanza sonora, un percorso che espande il pubblico di questo particolare genere musicale.
Una scelta certamente di coraggio e solo da ammirare.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Anatomia 2, La Pietà, Sweet Limbo low

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Divenire – Ludovico Einaudi
Oxygène – Jean Michel Jarre
Why Does My Heart Feel So Bad? – Moby

… e leggi anche
Giacomo Fronzi – Electrosound

… e ascolta anche
Speciale Fabio Barovero: intervista

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Daft Punk

Random Access Memories

Columbia, 2013
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Like the legend of the phoenix
All ends with beginnings
What keeps the planet spinning (uh)
The force of love beginning

È semplice la ricetta per l’album perfetto. Miscelate:
- Guy-Manuel de Homem-Christo & Thomas Bangalter, i robotici dj che compongono i superlativi Daft Punk;
- Giorgio Moroder, quasi una leggenda nel mondo della disco music (due successi su tutti: Chase & From Here to Eternity);
- Nile Rodgers, chitarrista dalla mano fatata ( … non vi dice nulla il nome Chic?);
- Pharrell Williams, mago della musica che fa e disfa i confini fra generi musicali a suo piacimento.
Ora che avete tutti gli ingredienti, cuocete fino ad ottenere un risultato tale da sbancare la 56esima edizione dei Grammy Awards (gustatevi la performance della coppia).
R.A.Mies è davvero un guardarsi dentro, quasi un ripercorrere le tappe fondamentali della propria evoluzione musicale: è attualizzare sonorità da ballo e renderle quasi completamente da ascolto.
Da Around the World il sound del duo francese si è evoluto pur rimanendo lo stesso.
E appunto, girato il mondo, si ricomincia di nuovo.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Get Lucky, Lose Yourself to Dance, Giorgio by Moroder, Touch

Ascolta i remixies
Get Lucky Sundance Version, Lose Yourself to Dance Suggah Remix, Giorgio by Moroder The Magnetic Killer Vintage Remix, Touch F-Unity Remix

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Basement Jaxx – Rendez Vu
Röyksopp – Poor Leno
Fatboy Slim – Right Here, Right Now
Felix da Housecat – Silver Screen

… e leggi anche
Electrosound – Giacomo Fronzi
Last Love Parade – Marco Mancassola

… e guarda anche
Daft Punk’s Electroma – Daft Punk
Mezzanottemezzogiorno – Andrea Bertini

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Ludovico Einaudi

Divenire

Decca, 2006
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… riesce a modificare il ritmo cardiaco…a velare gli occhi di commozione…a farti perdere almeno per un istante…quindi la missione è compiuta. E’ semplicemente bello.
[ commento del pubblico ]

Sontuosa eppur come timorosa nel vibrare delle note, quasi a disconoscere l’inizio e la fine dell’ascolto, quasi a sfumarli e miscelarli all’intensità emozionale che crea.
Si può benissimo definire così la musica (chiamarla così è riduttivo) che sprigiona Divenire: sonorità cristalline, semplici in apparenza, ma frutto di un’ esperienza e bravura compositive rare, di una sensibilità quasi eterea. Si perché Ludovico Einaudi accarezza il bianco e nero del pianoforte quale estensione del proprio corpo, diventando tutt’uno con lo strumento e lasciandovi fluire lo sparito, divenendo spartito.
Divenire è il brano portante dell’album: inizia in sordina, in una devastante attesa intramezzata da vocianti silenzi, preludio ad un’esplosione sinfonica che ti stacca dalla realtà, facendo ritrovare l’Io perduto sotto frane di stress.
Un disco da ascoltare senza preconcetti, senza confronti: la musica è naturalmente in noi, senza chiedere nulla in cambio, inerme. Per questo senza difficoltà riusciamo a fonderci in essa.
Ed in questo caso il cuore sorride all’infinito completandosi con la bellezza delle stelle.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Divenire, Primavera, Svanire

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Ludovico Einudi – Le Onde
René Aubry – Allegro
Wim Martens Ensemble – Struggle for pleasure

… e leggi anche
Richard Bach – Il gabbiano Jonathan Livingston

… e guarda anche
Into The Wild (Nelle Terre Selvagge) – Sean Penn

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