Archivio tag: musica elettronica

Kraftwerk

Autobahn

Philips Vertigo, 1974
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Wir fahr’n fahr’n fahr’n auf der Autobahn

Vor uns liegt ein weites Tal
Die Sonne scheint mit Glitzerstrahl

Die Fahrbahn ist ein graues Band
Weisse Streifen, gruener Rand

Jetzt schalten wir ja das Radio an
Aus dem Lautsprecher klingt es dann:
Wir fah’rn auf der Autobahn

Anche i meno avvezzi alla storia della musica hanno sentito almeno una volta il nome Kraftwerk: gruppo che ha influenzato anni di produzioni musicali in tutto il mondo.
Autobahn, il loro quarto album, è ancora più rivoluzionario dei precedenti.
È un non-luogo (fisico prima di tutto: autobahn significa autostrada in tedesco, cioè qualcosa che serve per spostarsi da un luogo all’altro ma che luogo non è); è un non-luogo dove l’elettronica è impulso di vita nascente, coinvolge in una stasi di problemi, perdurando quasi un’ipnosi sinaptica, impulso ad immergersi nella descrizione musicale.
L’eloquenza quasi stilnovista che compenetra i riff ripetuti dei sintetizzatori e delle chitarre sembra creare un’atmosfera trance ante litteram, quasi un premonitorio omaggio del gruppo ad un genere in voga molti anni dopo.
Basterebbe la title track, ma allarghiamo il pensiero a tutto l’album: un intero lavoro che ha gettato i semi dell’elettronica come oggi l’intendiamo, dell’electro-funk, della musica ambient, del synth pop solo per citarne alcuni.
Wirh far’n far’n far’n auf der autobahn” (andiamo andiamo andiamo per l’autostrada) assume una doppia valenza: oltre ad essere parte della canzone, assume il significato di andare oltre, sperimentare, creare unioni di sacro e profano.

Ascolta l’album:
Autobahn

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Album dei Kraftwerk presenti in Opac RBBC
Daft Punk – Random Access Memories
Andy Stott – Too Many Voices
Royksopp – Melody A.M.

… e leggi anche
David Buckley – Kraftwerk publikation
Gabriele Lunati – Kraftwerk
Luca Beatrice – Robot

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Zack Snyder – Sucker Punch
David Cronenberg – eXistenZ

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I Cani

Aurora

2016
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Quello che non mi fa addormentare
non è il triste destino che attende questo mondo cane,
è la polvere che sta aspettando il mio ritorno

Il terzo album della band romana I Cani è un prodotto maturo e completo, molto diverso dalla precedente produzione. In un’atmosfera elettronica e pop vengono affrontati temi difficili, introspettivi e cupi, ricorrendo a melodie buone e di facile ascolto.

Il viaggio musicale ha il sapore di una esplorazione in uno spazio freddo e lontano. Vi si parla di galassie, pianeti, forme geometriche, teoria delle stringhe e dei satelliti. Distanze siderali nelle quali l’uomo è una particella infinitesima, sospeso in un piccolo mondo che per autolesionismo vuole distruggere.
Una visione pessimista espressa chiaramente nelle tracce finali dell’album: Finirà e Sparire.

La traccia più significativa dell’album – Questo nostro grande amore – propone una cinica parodia dei rapporti sentimentali ostentati su social e media: “dovremmo monetizzare questo nostro grande amore”, trasformandolo in denaro ed opportunità di guadagno.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Grande raccordo animale – Appino
e vedi anche Blade Runner 2049 – Denis Villeneuve

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Colleen

A Flame My Love, a Frequency

Thrill Jockey, 2017
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[...] la musica di Colleen esplora i legami tra paura e speranza,
gioia e perdita, corpo e anima [...]
(allmusic)

Ascoltare Colleen è fare un balzo in un universo parallelo.
Le sue canzoni (canzoni è riduttivo: sono parti di idee, emozioni, contesti) posso essere sia da ascoltare a ripetizione oppure da centellinare, da sorseggiare una sola volta per poi assaporarne il ricordo, le sensazioni, i guizzi di genio.
Semplicemente sono immagini sonore, rarefatte, quasi spiazzanti come il suono dei carillon cullata da cieli boreali.
Sono parole sussurrate, melodie che iniziano sinuose e finiscono quasi spezzate, evanescenze quasi celestiali ed immobili.
Cécile (il suo vero nome) ci invita ad entrare nelle sue composizioni, come i vecchi amici ci accolgono in casa propria per passare del tempo assieme, sapendo che non farai niente se non stare bene.

Ascolta due brani tratti dall’album:
Winter Dawn, Separating

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Jacaszek – Kwiaty
Bibio – Ambivalence Avenue
Rothko / Susumu Yokota – Distant Sounds of Summer

… e guarda anche
La mia vita è uno zoo – Cameron Crowe
Moon – Duncan Jones

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Casino Royale

Sempre più vicini

Black Out, 1995
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1995 punto è l’anno astrale
E questo è l’equipaggio che continua a cercare
Come fare, come comunicare
Come ti dico dico, devi decodificare il mio messaggio
Che, verso il 2000 resta “pronti al peggio”
E io! e io trasmetto dal secondo medioevo
Bip, bip, capitan Kirk, sono qui, riportami su!
Forme di intelligenza non ne vedo più
Random! Ora ti sto cercando
Se senti il mio messaggio allora sei al mio fianco!

Torno sulla base del pianeta Royale
Sincronizzo tutto sopra il ritmo in levare
Durante questi anni ho visto poco la casa
Ed alcuni di noi si sono persi per strada
Teen – teenager, rock – rockstar
La vita che accompagna la tua musica
La musica accompagna la mia vita
Questa sfida non e’ ancora finita

Rolling Stone Italia inserisce Sempre più vicini nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, alla posizione 34.
Non si può che essere d’accordo: nella metà degli anno ’90 i Casino Royale hanno gettato le basi per molta, moltissima musica che ascoltiamo tuttora e che abbiamo ascoltato, anticipando e influenzando gran parte della scena musicale italiana.
Questo disco quasi non trova paragoni talmente fa sua la prerogativa della musica: essere lingua universale.
Una miriade di generi sapientemente miscelati passano da una canzone all’altra in un continuum sonoro spaventosamente entusiasmante: reggae velato di elettronica, ska sfumato di trip-hop, rock steady venato di nu-jazz.
Ma. C’è un ma. Non solo musica, ma anche la voce è importante…e allora il ma si vaporizza.
Giuliano Palma e Alioscia Bisceglia sono le voci perfette da accoppiare alle note intessute dal gruppo.
Giuliano dall’avvolgente tono dal sapor di lentezza cadenzata e melodica in contrasto con la sincopata metrica di Alioscia buttata quasi a caso e quindi perfetta al primo colpo.
In definitiva i Casino Royale hanno viaggiato nello spazio-tempo del prima, del durante e del dopo della musica, incuranti di aver creato un piccolo grande capolavoro.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Sempre più vicino, Anno Zero, Pronti al peggio

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale
Bluvertigo – Metallo non Metallo
P. J. Harvey – To Bring You My Love
The Smashing Pumpkins – Mellon Collie And The Infinite Sadness

… e leggi anche
Banana Yoshimoto – Andromeda Heights
Jonathan Coe – La banda dei brocchi
David Foster Wallace – Infinite Jest

… e guarda anche
Fulvio Ottaviano – Cresceranno i carciofi a Mimongo
Gabriele Salvatores – Nirvana
Clint Eastwood – Million Dollar Baby

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Andy Stott

Too Many Voices

Modern Love, 2016
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Un disco vivo, generoso e tutt’altro che da sottovalutare.
[ Edoardo Bridda ]

L’ultimo lavoro di Andy Stott muove suoni in un flusso armonico che mescola toni tranquilli e vaporosi ad altri miscelati di ansia ritmata.
Un lavoro davvero ben congeniato, plastico come le tastiere melodiche che caratterizzano molti brani in uno svolgersi ordinato.
Ordinato si, ma non significa che i brani siano simili.
Alcuni sono schematici, minimali, quasi sincopati come alla ricerca di una via d’uscita verso l’eco finale della canzone, mentre altri sono avvolti dal cantato dei vocalist che infondono una pienezza compositiva al sounding.
Senza dimenticare i sintetizzatori, sempre perfetti, una tavolozza di colori dalle mille variazioni.
In definitiva un lavoro che si inserisce perfettamente nell’evoluzione del lavoro di Stott, ricco di variazioni sul tema dell’elettronica, ma sempre di qualità.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Butterflies, New Romantic, On My Mind

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Daft Punk – Random Access Memories
Gesaffelstein – Aleph
Fabio Barovero – Sweet Limbo

… e leggi anche
Electrosound – Giacomo Fronzi
Last Love Parade – Marco Mancassola

… e guarda anche
Steven Lisberger & Joseph Kosinski – Tron & Tron Legacy
Brett Leonard – Virtuality
David Cronenberg – eXistenZ
Brett Leonard – Il Tagliaerbe

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Antonella Ruggiero

Sospesa

Universal, 1999
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Vivo sopra gli alberi e saprò difendermi
sono nata libera
sono nata
inafferrabile

Antonella Ruggiero, storica voce del complesso pop Matia Bazar da cui si è staccata nel 1989 per lavorare come solista, interpreta un disco di rarefatta bellezza. Uscito nel 1999 in occasione della partecipazione della Ruggiero al festival di Sanremo, l’album è stato ristampato nel 2006. Ascoltandolo si entra in un mondo di suoni elettronici ai quali si mescola un’orchestra d’archi con effetti decisamente suggestivi. I testi, che descrivono stati d’animo personali e atmosfere eteree e sognanti, sono mirabilmente interpretati dalla voce cristallina della cantante, che ne è autrice insieme a Roberto Colombo e al poeta e paroliere Kaballà. Echi orientali, sonorità avvolgenti, frasi evocative si riprendono nel susseguirsi dei pezzi.
Fra gli altri, Non ti dimentico, forse dedicato al componente dei Matia Bazar Aldo Stellita scomparso nel 1998, è un brano di notevole intensità. Controvento, grande successo anche sotto forma di videoclip, racconta l’euforia dell’innamoramento, mentre Inafferrabile è una dichiarazione di libertà. A tratti malinconico, con momenti più brillanti e vivaci, Sospesa è un disco elegante che si ascolta con crescente piacere.

Ascolta due brani dall’album
Non ti dimentico
Inafferrabile

E ascolta anche
Antitarma – La Tarma

E guarda
Controvento

Ti è piaciuto?
Allora ascolta anche
Mi manchi ancora – Matia Bazar

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La Tarma

Antitarma

Qui Base Luna, 2014
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Ho tanti fiori neri nella testa che non mi fanno dormire, non lasciarmi con loro, non lasciarmi con loro.

Marta Ascari, 23 anni, cantante e musicista di Reggio Emilia, in arte “La Tarma”, ha realizzato un album denso, orecchiabile e multicolore.
Si rimane piacevolmente sorpresi dalla maturità nello stile e nella voce dell’artista, che ricorda in qualche modo le sonorita’ di Alice ed Antonella Ruggiero.
I testi sono particolari, introversi e magnetici, accompagnati da sperimentazioni sonore pop ed elettroniche: pennellate di luce e colore, che trasmettono una sensazione piacevole quasi sottopelle.
L’album si apre con “Il Sosia”,   risveglio violento da un sogno. “Icastica” a tratti ricorda, nella ricercatezza del testo, lo stile di Battiato. “Zenone” e’ un pezzo magnetico, catalizzato da energia. “Cuore D’Argento” accentua il suono pop sperimentale.
Ogni canzone è diversa: l’artista si diverte a mescolare parole e suoni rendendo questo album speciale e da scoprire.
La Tarma osserva la realtà con occhi d’insetto. Il suo sguardo é fisiologicamente differente.
Per saperne di più su La Tarma

Ti è piaciuto questo album?
e leggi anche Il sosia – Fedor Dostoevskj

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