Archivio tag: Musica Minimalista

Ryuichi Sakamoto

Three

Decca, 2013
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In testa, ho una specie di mappa culturale, che mi permette di trovare analogie tra mondi diversi.

L’album è una raccolta di brani e temi di colonne sonore composti da Ryuichi Sakamoto, musicista giapponese molto noto in Occidente. Pianista di formazione, Sakamoto si è specializzato nella musica etnica orientale fondendola con le sonorità elettroniche occidentali, grazie soprattutto alla collaborazione con artisti britannici (in particolare David Sylvian). Ne è uscito uno stile perfettamente riconoscibile, con cui il musicista ha composto colonne sonore di film famosi: dalla pellicola d’esordio Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence), dove recita con David Bowie, all’Ultimo imperatore (che gli è valso un Oscar), a Il tè nel deserto, Il piccolo Buddha, Tacchi a spillo e altri.
L’eclettismo di Sakamoto fa percepire nella sua produzione, oltre ai caratteri tipici della musica orientale, melodie più vicine alla sensibilità occidentale, con richiami anche alle sonorità latinoamericane e africane: tutti questi stimoli vengono armonizzati in un linguaggio estremamente elegante, la cui cifra essenziale è la malinconia. Ne sono prova le atmosfere struggenti che pervadono questo bel disco.

Ascolta tre brani dall’album
Happy End
Seven samurai – Ending theme
Merry Christmas Mr. Lawrence

Ti è piaciuto questo disco?
Allora ascolta Out of Noise – Ryuichi Sakamoto

Forbidden colours – David Sylvian

e guarda
Furyo (Merry Christmas, Mr. Lawrence)

E leggi
Kitchen – Banana Yoshimoto

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Fabio Barovero

Sweet Limbo

Felmay, 2010
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Un buon disco, dalle sfumature contemporanee.
Ascoltandolo emergono naturalmente immagini e campiture cromatiche.
Specialmente in questo periodo, abbiamo bisogno di musica sensibile. Musica che possa aiutarci a superare il “noise-continuum” della vita quotidiana.
[commento del pubblico]

“Sweet Limbo”: due parole che immediatamente mettono d’accordo mente e corpo.
Un album che catapulta in una dimensione onirica, un misto di coscienza impercettibile e spontaneità soffusa, dove ci si muove fra sogni e realtà: sogni ammorbiditi dal moto delle onde marine e realtà di mistero ed avventure.
Fabio Barovero descrive perfettamente l’ensemble compositivo: <<Opere che nascono in totale libertà e finiscono per abitare un luogo senza nome >>. Tocca a noi definire il luogo senza nome, un luogo indefinito ed indefinibile che si raggiunge solo attraverso i brani della tracklist, che divengono una sorta di mappa evocativa di sensazioni.
Ci avvolgono così suoni quasi freddi generati da synth, come se fossero alla ricerca di una loro identità, raggiunti poi da chitarre elettriche quasi stridenti nel contrastare il pianoforte e la sua semplicità di note.
Un disco dal suono a volte distorto, ma sempre in un crescendo di sostanza sonora, un percorso che espande il pubblico di questo particolare genere musicale.
Una scelta certamente di coraggio e solo da ammirare.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Anatomia 2, La Pietà, Sweet Limbo low

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Divenire – Ludovico Einaudi
Oxygène – Jean Michel Jarre
Why Does My Heart Feel So Bad? – Moby

… e leggi anche
Giacomo Fronzi – Electrosound

… e ascolta anche
Speciale Fabio Barovero: intervista

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Everything But The Girl

Amplified Heart

Atlantic, 1994
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And I miss you
- like the deserts miss the rain.

Could you be dead?
You always were two steps ahead
Of everyone.
We’d walk behind while you would run

Amplified Heart più che un album è un ritorno alle origini.
Gli Everything But The Girl riprendono il sound che li ha visti nascere, a metà degli anni ’80, in compagnia di artisti come Sade o Style Council, un sound intriso di emozioni sussurrate, vita vissuta in punta di piedi senza strillare, discussioni ovattate come confessioni.
Tutte le canzone risplendono della voce di Tracey Thorn che crea viaggi limpidi di nebbia, una nebbia nella quale veniamo accarezzati dai brani, sofisticati a volte e altre quasi uno schiaffo sonoro come nel caso di Missing, capolavoro sia nella versione originale ballata pop sia nel remix di fama mondiale ad opera di Todd Terry.
E Ben Watt da ancora una volta prova di gran gusto compositivo, le chitarre quasi accennate, morbide e mai invadenti.
Gli EBTG creano un disco della porta accanto, con dieci tracce parallele ai fatti della vita, senza sovrapporsi, ma accompagnando il fluire della quotidianità con il fluire della musica.
Un incanto reale di un viaggio dentro la memoria alla ricerca di tempo, di spazio e in definitiva di noi stessi.

Ascolta quattro brani tratti dall’album:
Missing, Rollercoaster, Troubled Mind,
Missing – Dj Todd Terry Remix 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Hooverphonic – Mad About you
Tori Amos – Professional Widow
Moloko – Sing It Back

… e leggi anche
Gli effetti secondari dei sogni – Delphine de Vigan
Jack Frusciante è uscito dal gruppo – Enrico Brizzi

… e guarda anche
Io e Te – Bernardo Bertolucci

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Ludovico Einaudi

Divenire

Decca, 2006
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… riesce a modificare il ritmo cardiaco…a velare gli occhi di commozione…a farti perdere almeno per un istante…quindi la missione è compiuta. E’ semplicemente bello.
[ commento del pubblico ]

Sontuosa eppur come timorosa nel vibrare delle note, quasi a disconoscere l’inizio e la fine dell’ascolto, quasi a sfumarli e miscelarli all’intensità emozionale che crea.
Si può benissimo definire così la musica (chiamarla così è riduttivo) che sprigiona Divenire: sonorità cristalline, semplici in apparenza, ma frutto di un’ esperienza e bravura compositive rare, di una sensibilità quasi eterea. Si perché Ludovico Einaudi accarezza il bianco e nero del pianoforte quale estensione del proprio corpo, diventando tutt’uno con lo strumento e lasciandovi fluire lo sparito, divenendo spartito.
Divenire è il brano portante dell’album: inizia in sordina, in una devastante attesa intramezzata da vocianti silenzi, preludio ad un’esplosione sinfonica che ti stacca dalla realtà, facendo ritrovare l’Io perduto sotto frane di stress.
Un disco da ascoltare senza preconcetti, senza confronti: la musica è naturalmente in noi, senza chiedere nulla in cambio, inerme. Per questo senza difficoltà riusciamo a fonderci in essa.
Ed in questo caso il cuore sorride all’infinito completandosi con la bellezza delle stelle.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Divenire, Primavera, Svanire

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Ludovico Einudi – Le Onde
René Aubry – Allegro
Wim Martens Ensemble – Struggle for pleasure

… e leggi anche
Richard Bach – Il gabbiano Jonathan Livingston

… e guarda anche
Into The Wild (Nelle Terre Selvagge) – Sean Penn

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