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Roberto Aguirre-Sacasa

Le terrificanti avventure di Sabrina

netflix, 2018
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Le terrificanti avventure di Sabrina è il titolo della nuova serie (horror/commedia) partita su Netflix dallo scorso mese di ottobre.
Ci troviamo di fronte ad una serie molto più spaventosa e inquietante della serie andata in onda negli anni ’90 Sabrina,vita da strega Le tinte sono forti e più che una simpatica strega pasticciona con un gatto parlante di nome Salem, la nuova Sabrina Spellman è una strega che ci porta  dritti nel mondo della magia nera e dell’oscurità.

La serie (come anche quella anni’90) è ispirata al personaggio omonimo a fumetti edito dalla casa editrice americana Archie Comics , creata nel 1962 dal fumettista Dan Decarlo, su soggetto di George Gladir. Sabrina Spellman è una strega sedicenne che vive a Greendale con le zie Hilda  e Zelda (entrambe streghe), ha un fidanzato di nome Harvey Kinkle totalmente all’oscuro della sua vera natura. Sabrina è per metà umana , e questa dicotomia le crea non pochi problemi e conflitti interiori, affrontando i drammi di vita quotidiani di una normale teenager e le difficoltà causate dalla sua vita magica. La storia si complica  quando secondo antiche tradizioni, una volta compiuti i sedici anni, una strega deve rinunciare alla sua vita umana per consacrarsi completamente alle forze oscure e dedicarsi totalmente alle arti oscure. Ovviamente Sabrina non vuole rinunciare alla sua vita da giovane liceale, è una femminista, combattiva che non ha paura di esprimere la sua opinione e di percorrere una strada diversa  da quella già delineata per lei.

Siamo trascinati in una Greendale fuori dal tempo dal fascino anni ’60 in cui dominano atmosfere horror e i fenomeni soprannaturali sono all’ordine del giorno. Ci troviamo di fronte ad una ragazza indipendente e forte che ricorda un’altra eroina dei telefilm anni ’90, Buffy the vampire slayer di Joss Whedon.
Viene da dire tremate, tremate le streghe sono tornate ma questa volta sono più combattive che mai.

 

Se ti è piaciuto leggi anche:
L’ora delle streghe – Anne Rice
Le streghe – Roald Dahl

Guarda anche:
Sabrina vita da strega
Buffy, the vampire slayer

sabrina

Ideatore: Roberto Aguirre-Sacasa
Musiche: Adam Taylor
Episodi: 10
Cast: Richard Coyle, Lucy Davis, Tati Gabrielle, Michelle Gomez, Ross Lynch, Miranda Otto, Chance Perdomo, Bronson Pinchot, Kiernan Shipka, Jaz Sinclair, Lachlan Watson, Abigail F. Cowen, Adeline Rudolph, Darren Mann, Christopher Rosamond

V.M. 14 anni

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Carlos Montero, Darío Madrona

Élite

Zeta Producciones, 2018
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L’ambito trofeo era destinato al migliore della classe, invece si è trasformato nello strumento di morte

Élite è la nuova serie tv spagnola di successo su Netflix;  un teen drama  composto da 8 episodi dalle tinte forti e da guardare tutti d’un fiato, che ruota attorno alle vicende di un gruppo di adolescenti, che frequentano una delle scuole più prestigiose di Spagna “Las Encinas”.
La loro vita  viene sconvolta quando nella scuola arrivano tre ragazzi di differente estrazione sociale: Samuel, Nadia (una ragazza musulmana) e Christian. I tre “fortunati” hanno vinto tre borse di studio a seguito del crollo della loro scuola statale.
Lo scontro con i compagni “ricchi” è inevitabile, e cercheranno in tutti i modi  di riscattarsi socialmente, ma a complicare il tutto, nella scuola ci sarà un omicidio (quello della compagna di scuola Marina), su cui indagare e fare chiarezza.
All’inizio si pensa che il colpevole possa essere  uno dei tre ragazzi nuovi, ma le indagini faranno emergere scheletri nell’armadio e lati oscuri di tutti gli studenti della scuola e delle loro famiglie.

La serie, anche se in apparenza vuole mostrarsi “leggera” e per un pubblico adolescenziale, affronta tematiche serissime ed esposte in maniera decisamente esplicita: bullismo, pregiudizio, omosessualità, sesso, HIV, differenze tra ricchi e poveri, tossicodipendeza, fede religiosa, intrecci amorosi,  gravidanze, tradimenti, e segreti di famiglia.

Se ti è piaciuto leggi anche:
Te la sei cercata – Louise O’Nell
Il coraggio della libellula – Deborah Ellis

Se ti è piaciuto guarda anche:
Thirteen Reasons Why
La Casa di Carta
Pretty Little Liars

Ascolta la colonna sonora della serie: elite-500x375 Genere: teen drama, thriller, drammatico Ideatore: Carlos Montero, Darío Madrona Cast: María Pedraza, Itzan Escamilla, Miguel Herrán, Jaime Lorente, Danna Paola

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Raphael Bob-Waksberg

Bojack Horseman

2014-in corso, USA
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Poi è più facile. Ogni giorno diventa più facile. Ma devi farlo tutti i giorni. Questo è difficile. Poi diventa più facile.

In una Hollywood in cui animali antropomorfi e umani convivono, BoJack Horseman è una star della sitcom degli anni novanta Horsin’ Around; non è però riuscito a rimanere sulla cresta dell’onda dopo la chiusura della serie, e pianifica quindi di rinnovare la sua fama attraverso un’autobiografia scritta dalla ghostwriter Diane Nguyen. BoJack deve inoltre contendersi con altri svariati personaggi, tra i quali la gatta Princess Carolyn, sua agente nonché sua fidanzata, il suo strambo coinquilino Todd e Mr. Peanutbutter, un labrador attore sua nemesi e fidanzato di Diane.

La grande particolarità di questa serie animata, che la rende una delle cose più interessanti in circolazione, è il modo in cui tratta temi delicati, uno su tutti la depressione. Infatti Bojack vive la sua vita in modo autodistruttivo, narcisistico e disperato, seppur con molto rimpianto. La sua voglia di cambiare la propria vita in meglio si scontra con i suoi problemi personali, il passato traumatico e le difficoltà che incontra quotidianamente. E ogni tanto, quando si impegna davvero, le cose vanno meglio: alcune puntate sono davvero delle bombe di emozioni contrastanti: prima triste, poi sei felice per quello che gli capita, ma infine il macigno di problemi si scarica addosso al protagonista, facendolo sprofondare nella depressione più assoluta. Ma la felicità e la salvezza sono dietro l’angolo.
Proprio per questo è facilissimo immedesimarsi nei difetti e nelle paure di Bojack. Difetti e paure umane che condividiamo tutti. Sembra che al posto del cavallo ci siamo noi. Ma, appunto, la felicità è dietro l’angolo. Bisogna avere la forza di fare quel piccolo passo per conquistarla.

Una serie che tutti dovrebbero guardare per avere l’interpretazione più onesta e sincera della depressione, senza filtri o scappatoie. E di come si può guarirne.

CAUSA BLACK HUMOR, TEMATICHE ADULTE, ALCOOL E DROGHE LA SERIE È VIETATA AI MINORI DI 16 ANNI

bojack

Doppiatori:
BoJack Horseman: Will Arnett
Princess Carolyn: Amy Sedaris
Diane Nguyen: Alison Brie
Mr. Peanutbutter: Paul F. Tompkins
Todd Chavez: Aaron Paul

Se ti è piaciuta guarda anche: Rick and Morty – Justin Roiland, Dan Harmon
leggi anche: Ragioni per continuare a vivere: Haig Matt

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Anders Walter

I Kill Giants

2018, Usa, Netflix
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Siamo sempre più forti di quel che crediamo

Barbara Thorson è una dodicenne, geek e amante dei giochi di ruolo, che fa a botte (letteralmente) con gli altri adolescenti che non riescono a comprenderla.  Nessuno di loro sa che Barbara li protegge da una minaccia incombente: i Giganti. Queste creature arriveranno presto a devastare la città e l’unica in grado di fermarli è Barbara in possesso di un martello magico, l’unica arma in grado di danneggiarli. La guardiana monta trappole, esche, scruta i presagi per cogliere i segnali di arrivo dei Giganti. Suo fratello e sua sorella non si curano della sua missione, mentre Sophia la nuova arrivata dall’Inghilterra sembra prenderla in simpatia e inizia a seguirla con diffidenza.

I Kill Giants è approdato su Netflix portando sullo schermo la trasposizione del pluripremiato fumetto di Joe Kelly e Ken Niimura.
Fumetto gigantesco molto complesso e profondamente allegorico, I Kill Giants è stato tradotto fedelmente in questo ottimo prodotto curato dai creatori della saga filmica di Harry Potter e da Anders Walters, regista esordiente che ha saputo trovare le giuste atmosfere per una storia non facile, molto significativa e che colpisce al cuore. Le atmosfere, la solitudine maestosa di Barbara, la crudeltà del bullismo, la ferocia della vita, l’amore dei famigliari e degli amici fanno sì che questo racconto diventi una vera e propria parabola di speranza e di vita. A differenza del fumetto l’azione e i combattimenti sono resi ai minimi termini per lasciare spazio al thriller psicologico e alla tensione della protagonista che prova in tutti i modi ad adattarsi ed emergere in una società che la rifiuta in toto.

Se ti è piaciuto leggi anche:

il fumetto I Kill Giants – J.Kelly e Ken Nimura 

Guarda anche:

Stranger Things – Matt e Ross Duffer 

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Regia: Anders Walter

Sceneggiatura: Joe Kelly

Musiche: Laurent Perez Del Mar

Cast: Madison Wolfe, Imogen Poots, Sydney Wade, Rory Jackson, Zoe Saldana

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Liz Flahive, Carly Mensch

Glow

2017, Netflix
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What’s motivating this? Why are we fighting? What’s… what’s driving you to come after me and grab me by the hair and throw me to the ground? It has to be something.

Glow (acronimo per Gorgeous Ladies of Wrestling, spettacolo/intrattenimento sportivo che negli anni ’80 vedeva sul ring delle atlete donne in uno show riservato fino a quel momento solo agli uomini) è la nuova serie di successo sul wrestling in onda su Netflix dal 23 giugno 2018. La serie, ideata da da Carly Mensch e Liz Flahive è composta da 10 episodi di circa mezz’ora l’uno ed è ambientata nel bel bezzo degli anni ’80, esattamente nel 1985 a Los Angeles.

La vicenda ruota attorno ai disagi quotidiani di Ruth Wilder (Alison Brie), un’aspirante attrice (molto impacciata e sfortunata) che dopo tante porte sbattute in faccia nel mondo dello spettacolo, finisce per partecipare a dei provini per un nuovo show tutto al femminile. Praticamente ignorando cosa sia il wrestling si ritroverà a far parte del cast di più o meno improvvisate  lottatrici , 13 donne dalle più svariate e bizzarre personalità. Sotto la guida del burbero Sam Sylvia (Marc Maron), un eccentrico regista fallito di B-movie, Ruth e le altre simpaticissime atlete impareranno tutti i segreti di questo show. Sul ring, Ruth si ritroverà ad affrontare anche la sua ex migliore amica, Debbie Eagan (Betty Gilpin), attrice di soap opera e neo-mamma, assoldata dal regista come punta di diamante della trasmissione “Glow”,  in rotta di collisione con Ruth in seguito alla scoperta del tradimento di suo marito proprio con l’amica Ruth. Le due amiche-nemiche e tutto l’intero cast, regista compreso si ritroveranno ad utilizzare il ring come palestra per risolvere, ognuna a modo proprio, le vicende private.

La serie è un centrifugato nostalgico di anni 80′, tra musica pazzesca simbolo di quegli anni (per citarne due: scorpions e roxette), capelli cotonati e tutine “glam” attillatissime, non mancheranno le occasioni per affrontare tematiche importanti e ricerca di valori quali autostima e amicizia. Il ritmo della serie è incalzante, i dialoghi sono energici e brillanti. Glow è la serie da guardare tutta d’un fiato, delle donne energiche pronte a mettersi in gioco e ad affrontare le lotte quotidiane.

 

Se ti è piaciuto guarda anche:
Orange is the New Black

Super Nacho

GLOW: The Story of The Gorgeous Ladies of Wrestling

 

Ascolta la colonna sonora della serie: GLOW tv series Soundtrack

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Genere: Commedia drammatica Ideatore: Liz Flahive, Carly Mensch Cast: Alison Brie, Betty Gilpin, Sydelle Noel, Britney Young, Marc Maron, Britt Baron, Kate Nash, Gayle Rankin, Kia Stevens, Jackie Tohn

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Jannik Tai Mosholt, Esben Toft Jacobsen e Christian Potalivo

The Rain

Danimarca, 2018
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Non sai mai quando il tuo mondo sta per cambiare

Simone e Rasmus vengono prelevati velocemente dai loro genitori e fatti salire in auto.
Il padre guida veloce uscendo dalla città. Scendono dal veicolo ed entrano in un bosco. Poco dopo arrivano in un bunker costruito dal padre. Ci entrano. Simone e Rasmus non ne usciranno per sei anni. Infatti, un virus letale portato dalla pioggia annienta la società.
Ben presto si uniscono a un gruppo di giovani sopravvissuti e insieme partono per una ricerca piena di pericoli attraverso la Scandinavia abbandonata, alla ricerca di qualsiasi segno di vita.

Liberati dal loro passato e dalle regole della società, il gruppo ha la libertà di essere ciò che vuole essere. Nella loro lotta per la sopravvivenza, scoprono che anche in un mondo post-apocalittico c’è ancora amore, gelosia, età avanzata e molti dei problemi che pensavano di aver lasciato con la scomparsa del mondo che un tempo conoscevano.

Riuscitissima l’ambientazione (sembra davvero di farsi un bel viaggio di Danimarca). La trama è fin da subito intrigante, evolvendosi bene e con la giusta tensione. Gli attori sono abbastanza riusciti, principalmente i due fratelli.

Il risultato? Una buona serie che si ispira tantissimo a The Walking Dead, ma dove i veri protagonisti sono gli adolescenti.

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Interpreti:

Alba August: Simone Andersen
Lucas Lynggaard Tønnesen: Rasmus Andersen
Mikkel Boe Følsgaard: Martin
Angela Bundalovic: Beatrice
Sonny Lindberg: Jean
Jessica Dinnage: Lea
Lukas Løkken: Patrick

Se ti è piaciuto guarda anche: Annientamento - Alex Garland
leggi anche: L’Acchiappasogni - Stephen King
ascolta anche: Have you ever seen the rain? – Creedence Clearwater Revival

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Alex Garland

Annientamento

Netflix, Usa, 2018
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E’ qualcosa che possiamo definire bagliore.

Quattro scienziate – un’antropologa, una topografa, una biologa Lena nel film e una psicologa – vengono inviate dall’agenzia governativa “Southern Reach” nella disabitata Area X. Sono la dodicesima spedizione in quel territorio: i componenti delle undici spedizioni precedenti o sono spariti durante la missione, o sono morti di cancro poco dopo essere tornati. Tra questi ultimi anche il marito della biologa, del tutto incapace – come gli altri compagni tornati a casa – di spiegare cosa si nasconda nell’Area X e come siano riusciti a far ritorno da essa.

IL romanzo di Jeff VanderMeer appartiene al sottogenere del New Weird, la cui definizione si deve proprio all’autore statunitense, che lo ha descritto come “un fantasy contaminato dalla fantascienza e dall’horror dove ci si abbandona al bizzarro”. L’idea è quella di creare un senso di stupore quasi metafisico nel lettore, che invece di cercare risposte si perde disarmato dalle meraviglie scientifiche raccontate dimenticando la loro vera natura: l’annientamento, appunto. Senza dubbio un compito davvero arduo, ma dall’alto della sua esperienza e del suo amore per la fantascienza Alex Garland già autore di Ex Machina sembra essere riuscito proprio nell’impossibile, nel trasporre cioè con fedeltà la storia della Biologa e dell’Area X. Il punto di vista è infatti completamente femminile che Garland ha reso magnificamente concentrandosi sulla diversificazione emotiva di ognuna delle protagoniste. Mentre loro si immergono in questa natura avvolta dal bagliore, noi ci immergiamo nella loro paura, nella loro voglia di scoperta, vivendo attraverso gli occhi delle scienziate la sperimentazione dell’ignoto e tutte le conseguenze che ne derivano.

A causa della violenza di alcune scene la visione è vietata ai minori di 14 anni.

Se ti è piaciuto leggi anche il libro: Annientamento – Jeff VanderMeer 

Ascolta anche: Metallica – Black Album

Guarda anche: L’attacco dei giganti – Tetsuro Araki

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Genere: Horror, fantascienza

Regia: Alex Garland

Fotografia: Rob Hardy

Cast: Oscar Isaac, Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh, Tessa Thompson, Gina Rodriguez

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Lord Huron

Strange Trails

Iamsound, 2015
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I’m leaving this place behind
And i’m heading out on the road tonight
I’m off for the winter lands
Where i’m known to have taught you to stand
Before…

Strange Trails è il secondo album (Iamsound Records, 2015) della band americana indie-folk Lord Huron (il loro primo  l’album è Lonesome Dreams del 2012). Già a partire dalla copertina di Strange Trails, che ricorda quella di un vecchio disco, ci si immerge in una malinconica atmosfera pronti ad affrontare un viaggio attraverso terre selvagge alla ricerca di qualcosa fuori e dentro se stessi. L’album  composto da 14 tracce, narra brevi racconti di vita e d’amore che colpiscono dritto al cuore, senza inutili giri di parole, travolgendo e risvegliando i sentimenti più profondi grazie alla voce dolce e intensa, del leader della band, Ben Schneider, solitario menestrello di un libro senza tempo. Apre l’album la traccia “Love Like Ghosts” dove il cantante racconta la storia di un uomo che ha perso il suo amore ed è ossessionato dai fantasmi del suo ricordo. Ci soffermiamo poi su “Hurricane (Johnnie’s Theme)” che con la sua melodia graffiante ci riporta direttamente agli anni cinquanta. “I get a thrill outta playing with fire / ‘Cause you hold your life when you hold that flame”.
In “La Belle Fleur Sauvage“, si parla dell’amore provato per una donna bellissima e del sogno di poterla trovare al proprio fianco.
Fool for Love” si tinge di tinte più romantiche che ricordano le ballate di Bruce Springsteen con quella punta di  ottimismo che riequilibra in maniera divina il sapore malinconico del disco.
Torniamo a  farci cullare dalla malinconia con la canzone in stile vecchio West “The World Ender“.
Ci perdiamo nella selva  oscura  in ”Meet Me in the Woods, dove vengono  affrontati i demoni di un mondo sconosciuto e inquietante radicato misteriosamente dentro la nostra anima, “The truth is stranger than my own worst dreams”.

Chiude l’album la canzone “The Night We Met“, che troviamo in un episodio della famosa serie prodotta da Netflix “13 Reasons Why” perfettamente adatta al “mood” della serie tv. La canzone si apre con una chitarra lenta e una voce dolce per poi scoppiare in un ritornello disperato “I had all and then most of you, some and now none of you take me back to the night we met

Strange Trails è incantevole, ci porta in un mondo malinconico dal gusto incredibilmente “dolceamaro”, rendendolo l’album perfetto per chi ama l’avventura  fuori e dentro di sé.
Consigliato ai fan di “13” e a tutti i romantici vagabondi.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Born to run – Bruce Springsteen
Mumford & Sons – Babel
Bon Iver, For Emma, Forever Ago

… Leggi anche
13 di Jay Asher

…Guarda anche
Thirteen Reasons Why

 

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Baran bo Odar

Dark

2017, Netflix
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La domanda non è dove ma quando?

Nella cittadina tedesca di Winden un bambino scompare nella notte. La ricerca metterà in moto alcune relazioni tra le diverse famiglie e gli abitanti della comunità, sita nei pressi di una centrale nucleare prossima alla chiusura. Tra tradimenti, misteri, disperazione e alcuni loschi figuri che si aggirano nella notte, la soluzione dell’enigma della scomparsa sembra risiedere in una grotta, al cui interno si manifesta una strana attività spazio-temporale che permette di spostarsi avanti e indietro nel tempo.  Ogni 33 anni l’universo si resetta, motivo per cui la cittadina di Windem ha già visto, nel passato, importanti episodi di rapimenti di bambini (nel 1953, nel 1986 e nel prossimo 2019): quasi tre generazioni, dunque, che hanno vissuto lo stesso dramma e mistero. La scoperta di questo elemento chiave da parte di due tra i tanti protagonisti, Urlich e Jhonas, renderà l’intreccio vivo, e sposterà l’interesse sui paradossi e cicli temporali.

Questo piccolo gioiello non ha nulla da invidiare a un romanzo di Dostoevskij o, addirittura, alle speculazioni metafisiche di Nietzsche, Hegel, Bergson, Spinoza e Heidegger. Di fatto è la filosofia e la fisica a dominare la trama (difficoltosa ebbene si – era ora) in particolare è la teoria dei Whormole detto anche Ponte di Einstein – Rosen  a dare forma a un intreccio spettacolare in un crescendo estetico. Il filosofo Heidegger affermava che l’ambiente e la natura in cui l’uomo è inserito a determinare il carattere e il rapporto con la propria interiorità (se non il proprio destino), infatti, boschi e sentieri aprono a un labirinto di intrecci e rimandi simbolici per tutta la durata della serie. Il filo di Arianna e il labirinto classico sono di fatto le figure archetipiche che ci conducono in una narrazione in cui classicismo, filosofia e fisica si fondono dando forma a un disegno caotico e magistrale in cui ogni personaggio trova collocazione.

Stupenda la fotografia, la regia è ottima anche nei tempi narrativi e gli attori sono estremamente convincenti.

A causa della crudezza delle scene proposte, dell’ambientazione volutamente cupa e ossessiva, la serie è vietata ai minori di 16 anni.

Se ti è piaciuto leggi anche:

La grande storia del tempo – Stephen Hawking

Ascolta anche:

Sleep whit the beast – The national

Guarda anche:

Damon Lindelof, Tom Perrotta - The Leftovers 

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Regia: Baran bo Odar
Genere: Thriller, Horror
Sceneggiatura: Baran bo Odar
Produzione: Netflix
Cast: Louis Hofmann, Oliver Masucci,  Jördis Triebel, Maja Schöne, Sebastian Rudolph, Anatole Taubman, Mark Waschke

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Brian Yorkey

Thirteen Reasons Why

2017, Netflix
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Spero tu sia pronto, perché sto per raccontarti la storia della mia vita. Ad esser più precisi, del perché la mia vita è finita. Se stai ascoltando queste registrazioni, allora tu sei uno dei motivi.

Tredici come le ragioni da esplorare per comprendere il gesto di Hannah, protagonista di questa potente serie tv targata Netflix. Hannah decide di suicidarsi ma prima incide sette cassette, side a e b, ovvero tredici nastri in cui narra le ragioni che l’hanno spinta a perdere ogni speranza nel futuro. Ogni cassetta è dedicata ad una persona che inconsapevolmente ha reso la vita di questa giovane un peso insostenibile. I nastri arrivano ai destinatari in ordine rigoroso tramite il passaparola; sorvegliato dal fedelissimo Tony. Sarà Clay, forse l’unico amico di Hannah, a inseguire la verità in sella alla sua bicicletta accompagnandoci dentro i segreti, i dolori e i piccoli tentativi di umanità andati ormai in fumo.
Tratta dal best seller di Jay Asher e adattata per il piccolo schermo da Brian Yorkey, la serie ricalca fedelmente il romanzo, ma amplia la narrazione perfezionandone la trama e coinvolgendo più personaggi, non soltanto quelli di Clay e Hannah Baker ma anche tutti i ragazzi che sembrano avere un peso irrilevante nella narrazione romanzesca. Justin deve fare i conti con una madre assente e alle prese con la dipendenza, Jessica affoga i suoi problemi nell’alcol e negli eccessi, Alex è fragile e subisce la pressione dell’essere il figlio di un poliziotto, Courtney non sa come rivelare ai suoi papà di essere omosessuale, Marcus non vuole ammettere i suoi errori, Zach deve fare i conti con un’immagine da mantenere fin troppo perfetta. Se il libro è un romanzo sulle conseguenze del bullismo, la serie tv invece arriva ad assumere persino i toni di un thriller psicologico, con un crescendo di tensione per la storia di Hannah e per i segreti che via via vengono svelati.
Siamo davanti a un prodotto potente, non perfetto, ma sicuramente di enorme pregio. Non è solo una serie sulle conseguenze devastanti del bullismo, sulla violazione della privacy e l’uso delle persone come oggetti privi di ogni significato. E’ soprattutto una serie sull’ascolto, sulla pazienza, sul provare a capire l’altro, sul superare i nostri preconcetti e i nostri giudizi per lasciare che una persona ci possa raccontare cosa l’attraversa. E’ una serie sulla speranza, sulla poesia dei piccoli momenti in cui siamo davvero in sintonia con chi ci comprende e sul coraggio che dobbiamo esprimere per difendere quell’istante di verità da forze esterne così sinistre quanto umane e basse.
Gli attori dimostrano una buona tenuta e grandissima colonna sonora.

Se ti è piaciuto leggi anche il libro da cui è tratto: 13 di Jay Asher
Due o tre cose che avrei dovuto dirti,  J.C. Oates 

Guarda anche:

R.J.Culter, Resta anche domani 

Ascolta la colonna sonora della serie:

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Genere: Drammatico
Ideatore: Brian Yorkey
Cast: Dylan Minnette , Katherine Langford , Christian Navarro, Alisha Boe, Brandon Flynn, Justin Prentice, Miles Heizer, Ross Butler, Devin Druid, Amy Hargreaves, Derek Luke, Kate Walsh

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