Archivio tag: nonni

Daniela Palumbo

Il cuore coraggioso di Irena

2016, Mondadori Electa, 165 p.
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Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra e non un titolo di gloria. (Irena Sendler)

Teo non riesce proprio a capire perchè la sua famiglia debba traslocare e lui debba abbandonare la camera in cui è cresciuto e in cui custodisce tutti i suoi ricordi. La colpa è tutta del nonno, un vecchietto taciturno che si estranea spesso dalla realtà e che è da poco venuto ad abitare con loro. Nonno Jakub, con cui Teo non ha mai avuto nessuna confidenza, decide che sia tempo di trovare il coraggio di affrontare i dolorosi ricordi della sua infanzia per raccontare al nipote e alla sua fidanzata Augusta, di come, insieme al suo amico Aron, sia stato salvato dal ghetto di Varsavia e sia così sopravvissuto alla deportazione degli ebrei.

Il nuovo libro di Daniela Palumbo ci presenta un bellissimo ritratto di Irena Sendler, l’infermiera polacca che mise a repentaglio la propria vita per salvare i bambini ebrei del ghetto di Varsavia, ingegnandosi in stratagemmi per farli uscire di nascosto.
Riuscì a salvarne più di 2500.
La narrazione alterna parti tratte dal diario di Irena, che Aron e nonno Jakub e leggono ai ragazzi giorno per giorno, a parti che inquadrano il punto di vista di Teo, un giovane che impara a capire quanto sia importante ricordare le persone che, come Irena Sendler, non hanno ceduto alla paura, rischiando tutto pur di fare la cosa giusta.

Sito ufficiale di Daniela Palumbo.

Ti è Piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Daniela Palumbo, Fino a quando la mia stella brillerà
John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe

E guarda anche:
Roberto Benigni, La vita è bella
Steven Spielberg, Schindler’s list

 

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Virginia Mac Gregor

Quello che gli altri non vedono

2014, Giunti, 396 pagine
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Con l’indice e il pollice formò un cerchietto, si trascinò sul letto finché non arrivò fino ad Al e poi glielo mise all’altezza degli occhi.
“Guarda qui dentro.”Al si piegò verso la mano di Milo, strizzando l’altro occhio.
“Ecco come vedo io. Una specie. Anche peggio.”
“Wow. Dev’essere incredibile.”
Milo alzò le spalle. “Insomma.”
“Voglio dire, ti fa concentrare meglio,no? Scommetto che vedi un sacco di particolari che agli altri sfuggono.”

Nel giro di un anno la vita di Milo è andata letteralmente a gambe all’aria: prima gli viene diagnosticata la Retinite Pigmentosa, una malattia degli occhi che lo costringe a vedere il mondo come se guardasse attraverso un forellino, poi suo padre decide di trasferirsi ad Abu Dhabi con la sua amante e la loro bambina appena nata, gettando la mamma di Milo in uno sconforto infinito. Ed infine la sua amata e adorata bisnonna novantaduenne, che vive con loro e di cui Milo si occupa con grande affetto, è costretta ad essere trasferita in una casa di cura, perchè ha bisogno di un’assistenza più specializzata di quella che può offrirle il nipotino. A Milo la nonna manca tantissimo, la sua famiglia si sgretola e gli rimane solo Amleto, il suo porcellino nano da compagnia. A casa Milo e la nonna erano una coppia affiatata: Milo non vede molto bene e la nonna non parla, è lei ad avergli insegnato a sopperire al disagio visivo puntando di più sugli altri sensi. Ed é sempre grazie a lei che Milo ha imparato a cogliere dei particolari che a tutti gli altri sfuggono.
Per questo quando Milo va a trovare la nonna alla casa di riposo, si accorge subito che qualcosa non quadra: la severa infermiera Thornhill è gentile e premurosa quando ci sono dei visitatori,  ma non lo è per niente con gli anziani ospitati nella casa quando è lontana dagli sguardi dei parenti. Le stanze sono fredde ed il cibo immaginabile.
Milo decide di salvare la nonna e far arrestare la crudele infermiera Thornhill, ma per farlo avrà bisogno dell’aiuto di Tripi, un ragazzo siriano che lavora in cucina, di Cloud, un reporter sotto copertura, cugino di suo padre  che ha preso in affitto la vecchia camera della nonna, nonché di tutte le arzille vecchiette della casa di riposo Nontiscordardimè.

 

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Anthony Doerr, Tutta la luce che non vediamo 
Banana Yoshimoto, Andromeda Heights
Silvia Tesio, Piacere, io sono Gauss 

E guarda anche:
Cristina Comencini, Va dove ti porta il cuore

E ascolta anche:
Zucchero, Diamante 

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Zerocalcare

Dimentica il mio nome

Bao Publishing, 2014, p. 236
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Io ne ho avuti tanti di nomi. Uguali a quelli di tanta altra gente. L’identità invece è una cosa solo tua. E l’unica cosa che hai solo tu, sono i tuoi segreti. Un uomo senza un segreto, è un uomo senza identità.

Zerocalcare è il nome, nome d’arte o meglio nickname, di Michele Rech; classe ’83 con madre di origine francese e padre romano. Intorno al Duemila inizia la sua attività fumettistica, collaborando con diverse testate italiane e dall’ottobre Duemilaundici pubblica il suo primo libro La profezia dell’armadillo. Da novembre Duemilaundici Zero, cura un blog a fumetti Zercocalcare.it sul quale bisettimanalmente escono diverse sue strisce.

Il libro -di cui vi raccontiamo in questo post- è Dimentica il mio nome, edita da Bao Publishing nell’ottobre del Duemilaquattordici. La storia di questi fumetti, è autobiografica, 236 pagine in cui il protagonista, racconta il funerale della nonna materna; come se la ricorda da piccolo e ricostruisce pezzo per pezzo il passato della sua famiglia. Con molta immaginazione e con momenti di pura astrazione, Calcare affronta dei temi davvero complessi la morte di una persona cara, il concetto di memoria ed identità, la fatica e il coraggio di crescere. Intervallati da parti davvero ironiche e spesso inconcludenti, con capitoli brevi e metafore fulminanti, questo Dimentica il mio nome, si merita a pieno titolo la candidatura allo Strega 2015 (del quale arriva secondo nella sezione giovani). Particolare nel libro è l’uso del colore, solo un personaggio infatti è rosso; e si tratta dell’elemento più emblematico della storia, quello su cui l’attenzione del lettore dev’essere focalizzata: il nonno di Zero. Ma non è solo quello, la volpe rossa rappresenta il suo passato, con una non troppo velata critica alla stereotipizzazione da parte della società del concetto di identità: Se noi siamo qui oggi, è perché abbiamo avuto qualcuno su cui contare.

Vi lasciamo riflettere sui tanti spunti del libro, perché anche se la lettura a fumetti è molto veloce, ha bisogno di sedimentare il concetto per scalfirci e portarci un significato più profondo. Se vi è piaciuto questo libro potete anche leggere gli altri suoi libri QUI.

L’autore ha presenziato all’edizione 2015 del Festivaletteratura.

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Banana Yoshimoto

Andromeda Heights

I Narratori Feltrinelli, 2014, 122 pagine
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Fino a pochissimo tempo fa non facevo che rimpiangere le cose perdute, mentre ora maturava dentro di me la consapevolezza di non aver perduto niente. È sufficiente possedere un corpo, un cuore e un’anima e non difetteremo di nulla.

Shizukuishi ha passato tutta la sua infanzia con sua nonna in montagna immersa nella natura. Però l’industrializzazione  ha contaminato così tanto i boschi e le montagne che la nonna di Shizukuishi non può più preparare i suoi fenomenali tè curativi e decide di rifarsi una vita a Malta col suo nuovo compagno. Per Shizukuishi non resta altro da fare che trasferirsi da sola in città e mettersi in gioco. L’unico lavoro che abbia mai fatto è assistente a sua nonna, per cui quando incontra il sensitivo Kaede capisce che il suo compito è affiancarlo ad aiutare chi ha bisogno delle sue straordinarie capacità. Intanto Shizukuishi continua a mantenere il contatto con la natura coltivando cactus e grazie a questa passione incontrerà un ragazzo speciale  che le farà battere il cuore.

In questo romanzo, che si potrebbe definire “di formazione”, Banana Yoshimoto affronta i temi della separazione, della solitudine e dell’assenza che sono necessari per una crescita interiore, per instaurare neove amicizie e per fare delle nuove esperienze di vita. Il tutto inserito nel quadro generale del rapporto rigenerante tra uomo e natura.

Andromeda Heighs è il primo libro dei quattro libri del ciclo Il Regno.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche:
Banana Yoshimoto, Il dolore, le ombre, la magia
Banana Yoshimoto, A proposito di lei
Natsume Soseki, Guanciale d’erba

E guarda anche:
Miyazaki, Princess Mononoke
Miyazaki, Il castello errante di Howl
Mamoru Hood, La ragazza che saltava nel tempo

E ascolta anche:
Ryuichi Sakamoto, Three
 

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Silvia Tesio

Piacere, io sono Gauss

Mondadori 2012, 210 p.
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C’è un’ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa (Trilussa)

Ha il nome di un matematico tedesco, Gauss, e a dieci anni fa una certa fatica a portarlo. In più, ha la caratteristica di dire sempre la verità, anche quando sarebbe più opportuno evitarlo, oltre a dover convivere con una sorella sedicenne che lo tormenta, una madre sempre in affanno e una nonna alla quale può confidare tutto. Ai membri di questa poco convenzionale ma unita famiglia manca un padre: quello di Leonora, la sorella maggiore, se ne è andato presto, ma quello di Gauss nessuno vuole dire chi sia. Fra le ricerche segrete per scoprirlo, con l’aiuto dell’amica del cuore Azzurra, gli scontri col datore di lavoro della madre, i malumori di Leonora e la complicità della nonna, Gauss ci porta nel suo bizzarro mondo, in una Casale Monferrato che è un po’ lo specchio della provincia italiana. E alla fine, forse, scoprire quello che si voleva tanto sapere non sarà una gran cosa. Silvia Tesio ci regala un personaggio tenero e stralunato, che si fa amare dalla prima pagina.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche:
Christian Frascella, Mia sorella è una foca monaca
Marie-Aude Murail, Crack! Un anno in crisi
Marie-Aude Murail, Oh, boy!

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Hervé Jaouen

Vuoti di memoria

Salani, 2004, 193 pp.
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E’ così che ho ereditato il baule di nonna. In quel momento non potevo sapere che contenesse un tesoro. Quale tesoro? Né monete d’oro, né una pergamena con la formula della pietra filosofale, solo testimonianze del passato di Nonna, un passato di cui non avrei mai sospettato l’esistenza.

 
La storia di una famiglia e di una nonna affetta dal morbo di Alzheimer. Per limitare i danni della malattia bisogna stimolarla, tenere insieme i suoi ricordi, ricordi di cui nessuno conosce l’esistenza, storie vere vissute e nascoste per tanto tempo. La vita della famiglia cambia, ma grazie alla pazienza di tutti si arricchisce di un patrimonio inestimabile: la storia della nonna, la sua vita appassionata e avventurosa come un romanzo, una sorpresa, un dono nascosto nei vuoti della memoria.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Sirena mezzo pesante in movimento – Barbara Garlaschelli
 
ascolta anche
Gocce di memoria – Giorgia
 
…e guarda anche
Una sconfinata giovinezza – Pupi Avati

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