Archivio tag: ogni cosa è illuminata

Sufjan Stevens

Carrie & Lowell

Asthmatic Kitty Recors, 2015
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I should have known better
Nothing can be changed
The past is still the past
The bridge to nowhere
I should have wrote a letter
Explaining what I feel, that empty feeling

Con “Carrie & Lowell” il cantautore statunitense Sufjan Stevens ci introduce in un album intimo, costruito attorno ai ricordi – non felici – della propria famiglia. Carrie e Lowell sono infatti i nomi della madre e del patrigno.

Ultimo di sei figli, Sufjan ebbe una vita non facile, soprattutto a causa della personalità della madre, depressa, schizofrenica e bipolare, con problemi di tossicodipendenza ed alcolismo.
Le canzoni di questo album sono scritte in occasione proprio della grave malattia della madre e parlano del difficile tentativo di ricongiungimento fra i due.

Atmosfera acustica, sembra quasi di vedere il giovane cantautore suonare nella propria camera. Fuori le gocce di pioggia tracciano linee mobili sui vetri della finestra. Chitarra, banjo e tastiera raccontano con sincerità disarmante la vita, quasi uno specchio della sua memoria.

Death With Dignity, la canzone di apertura dell’album, traccia le linee del mondo interiore di Sufjan e pare invitarci ad entrare in punta di piedi ed in silenzio.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Love letter for fire – Sam Beam

e guarda anche Ogni cosa è illuminata – Liev Schreiber

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Neutral Milk Hotel

In the aeroplane over the sea

Merge Records, 1998
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and one day we will die, and our ashes will fly from the aeroplane over the sea. But for now we are young, let us lay in the sun and count every beautiful thing we can see.

Nel paese dove gli aeroplani sono grammofoni che mandano musica da vinili graffiati e la gente li saluta dal mare, vive un album che è un mondo intero di sogni e visioni, incubi e speranze.
In The Aeroplane Over The Sea dei Neutral Milk Hotel è l’anima di Jeff Mangum, per sempre riposta in uno scrigno di undici canzoni capaci davvero di rendere migliore la vita.
Le parole scorrono come un fiume, ma ogni singola goccia è necessaria per disegnare e riportare fra noi teneri fantasmi: l’ispirazione del disco nasce solo in parte dalla lettura del Diario di Anne Frank, eppure è difficile non pensare a lei come all’unica ragazza che il narratore abbia mai amato, venuta al mondo con petali di rosa per occhi.
E con la stessa poesia si scoprono l’amore e il sesso, una spiritualità che svela luce in ogni cosa, una giovinezza che vive per sempre poichè il tempo non esiste e nulla, almeno qui dentro, muore mai davvero.
Tra chitarre acustiche accarezzate o maltrattate, polvere elettrica a bassa fedeltà, batteria acrobatica e fiati da banda di paese, la voce nasale e instancabile di Mangum ci accompagna nel sole di ballate indie-folk (The King Of Carrot Flowers Pt.One, In The Aeroplane Over The Sea, Communist Daughter) e tra le ombre scure della funerea Oh Comely; poi esplode di energia in The King Of Carrot Flowers Pt.Two & Three e in uno dei power-pop più belli mai scritti (Holland, 1945) e rilegge il folk con foga dylaniana in Two-Headed Boy.
Dopo l’ultima canzone, lo si sente riporre la chitarra e andarsene.
Mangum e la sua band non incideranno più nulla, ma le loro meraviglie continuano a risuonare da quell’aeroplano sopra il mare.


Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
A hard rain’s a-gonna fall – Bob Dylan
Rainmaker – Sparklehorse
Game Of Pricks – Guided By Voices
Owl – Hotel Alexis

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Moonrise Kingdom – Wes Anderson
Train de vie – Radu Mihaileanu

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Diario – Anne Frank
Ogni cosa è illuminata – Jonathan Safran Foer

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