Archivio tag: orson scott card

Kate Ling

La solitudine delle stelle lontane

Hot Spot, 2016, 298 p.
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“…se fosse sicuro? Tu credi che ci lasceranno scendere laggiù?”
“Be’, ecco… forse”, dice mestamente. “Però ho forti dubbi.”
“Ma è la nostra unica possibilità di vedere un pianeta vero, probabilmente non capiterà mai più in vita nostra. Perché dovremmo morire senza poter mai sapere com’è?”
“Be’, non è abbastanza ovvio?”, dice lui con un mezzo sorriso e si volta verso di me. “Perché in tal caso potremmo scoprire che cosa ci stiamo perdendo. E immagino che pensino che finché non lo sappiamo, ci accontenteremo di quello che abbiamo. E’ la teoria che sta dietro a un mucchio di cose, in questo posto.”

Seren vive su un’astronave, partita sulla scia di un segnale ricevuto da un pianeta lontano.
La promessa di un luogo migliore in cui vivere, che consenta di lasciare una Terra morente, ha spinto ad elaborare un piano che ha portato un gruppo di ottocento persone a partire alla ricerca della fonte di quel suono incomprensibile.

La spedizione è destinata a durare oltre trecento anni.
La generazione di Seren è un semplice passaggio a metà del viaggio, destinata a non vedere altro che spazio profondo. Un tramite tra chi è partito dalla terra e chi, finalmente giungerà alla destinazione finale.

Tutto ciò che viene chiesto a Seren è di fare il proprio dovere: seguire le regole e dare vita alla successiva generazione. Per garantire il miglior futuro possibile alla missione, le nascite sono regolate da un sistema di selezione: coppie di ragazzi vengono formate in base al proprio profilo genetico, in modo che i loro figli siano in grado di consentire, a loro volta, la continuazione della spedizione.

Ma Seren ha qualcosa di diverso dagli altri: non riesce ad accettare il proprio destino, sente che la sua esistenza è priva di senso.

Due eventi sconvolgono la sua vita: l’avvistamento di un pianeta potenzialmente abitabile, con la prospettiva di poter, per l’unica volta nel corso della sua esistenza, mettere piede su un vero suolo, vedere alberi, animali e respirare vera aria e l’incontro con Dom, di cui Seren si innamora, nonostante non sia lui la persona con cui è destinata a passare tutta la vita.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Il gioco di Ender- Osron Scott Card
Matched- Ally Condie
Regina Rossa- Victoria Aveyard
Diabolic- S.J. Kincaid

…e guarda anche…
Passengers- Morten Tyldym
The Voices of a Distant Stat- Makoto Shinkai
Non lasciarmi- Mark Romanek

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Guido Tonelli

Cercare mondi

2017, Rizzoli, 169 p.
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La ricerca scientifica più avanzata ci fornisce oggi un racconto meraviglioso delle nostre origini. E’ la storia più completa e convincente che siamo riusciti a mettere assieme; è coerente con tutto quello che abbiamo osservato finora e ci costringe ad avventurarci in territori nei quali la mente rischia di perdersi, ma contiene visioni capaci di togliere il respiro.

Come ha avuto inizio l’universo, così come lo conosciamo? Quali sono stati gli eventi che hanno portato a ciò che per noi oggi è la realtà?

Il titolo del libro di Guido Tonelli non potrebbe essere più adeguato: i mondi che cerchiamo sono svelati tanto nell’incredibilmente piccolo quanto nelle infinite vastità dello spazio ma riguardano anche ciò che conosciamo del nostro passato e quella che pensiamo potrà essere la fine dell’universo.

Il racconto del nostro mondo nasce anche dalle storie di chi, ogni giorno, porta avanti la ricerca scientifica grazie alla propria capacità di intuire e analizzare, di accettare i fallimenti e non adagiarsi sui successi.

Tutto questo raccontato da Tonelli con una grande abilità letteraria, con la capacità di permetterci di vedere la collisione tra due buchi neri come nel miglior film di fantascienza o di farci sorridere con i suoi ricordi su colleghi e esperienze passate.

L’immaginario è un nutrimento illimitato che consente infiniti collegamenti. Ci permette di visitare posti in cui non siamo mai stati, attraversare vallate piene di selvaggina o immaginare strumenti che ancora nessuno ha realizzato. Il racconto delle origini riempie il vuoto della quotidianità e ci fornisce i mezzi necessari per attraversare mondi sconosciuti e pericolosi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Sette brevi lezioni di fisica- Carlo Rovelli
La chiave segreta per l’Universo- Lucy e Stephen Hawking
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
Il ragazzo dei mondi infiniti- Neil Gaiman e Michael Reaves

…e guarda anche…
La teoria del tutto- James Marsh
The imitation game- Morten Tyldum
Another Earth- Mike Cahill
Star Trek- J. J. Abrams

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Hideaki Anno

Neon Genesis Evangelion

Giappone, 1995-1996
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Le persone non sono in grado di comprendere appieno il proprio prossimo. Ciascuno di noi è in parte oscuro persino a se stesso. Riuscire a comprendersi al cento per cento è sempre impossibile. È per questo che le persone si sforzano costantemente nel tentativo di conoscere se stessi e gli altri. Ed è proprio questo a rendere la vita tanto interessante.

Shinji è uno dei ragazzi prescelti per guidare i giganteschi mecha denominati Eva, l’unico strumento di difesa dell’umanità contro gli Angeli, entità comparse in seguito ad un evento catastrofico che ha quasi causato la distruzione del mondo.

A guidare il progetto Eva c’è proprio il padre di Shinji che, però, non dimostra alcun affetto o alcuna stima per il figlio, nemmeno quando questi affronta pericoli potenzialmente mortali a bordo del suo Eva. La sua nuova famiglia diventano, quindi, la sua tutrice il Capitano Misato Katsuragi e, soprattutto, gli altri due piloti con cui condivide l’onere di guidare gli Eva: Rei Ayanami e Asuka Sōryū Langley.

I tre protagonisti sono giovani eroi del tutto reali nel loro desiderio di autoconservazione e nella loro paura di fallire.

Al di là dell’intreccio della trama, la serie è ricca di riferimenti filosofici e religiosi e riflessioni sull’io, sul ruolo che l’individuo ha nella società e sulle tendenze autodistruttive che sembrano indissolubilmente legate alla natura umana.

Su Neon Genesis Evangelion è stato detto tutto e il contrario di tutto. Non si può negare che la serie sia tanto articolata e complessa da dare vita a numerose interpretazioni. Certamente un ruolo chiave viene giocato dalla sofferta ricerca del proprio io che i diversi personaggi affrontano, ciascuno a suo modo, nel corso degli episodi.

Ti è piaciuta questa serie? Allora guarda anche…
The Voices of a Distant Star- Shinkai Makoto
L’attacco dei giganti- Tetsuro Araki
Rogue One. A Star Wars Story- Gareth Edwards

…leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
I doni- Ursula LeGuin
Il domani che verrà- John Marsden

neon-genesis-evangelion

Regia: Hideaki Anno- Kazuya Tsurumaki
Fotografia: Yoichi Kuroda- Yoichi Kurato
Direzione artistica della serie: Hiroshi Kato
Musiche: Shiro Sagisu
Durata: 26 edpisodi

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Morten Tyldym

Passengers

USA, 2016
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Siamo prigionieri su una nave che affonda.

Una nave spaziale in viaggio verso un nuovo mondo da colonizzare con il suo carico di passeggeri ed equipaggio, tutti ibernati, in attesa di avvicinarsi alla nuova vita che li aspetta.

Ma qualcosa non va come dovrebbe e la nave inizia ad avere delle avarie, la prima delle quali è proprio alle capsule di ibernazione.

E’ così che Jim e Aurora si trovano svegli con quasi novanta anni di anticipo sulla loro destinazione. Sono due persone molto diverse che non si sarebbero forse mai conosciute e avvicinate ma il fatto di essere gli unici esseri viventi sulla nave crea tra di loro uno strettissimo legame.

Quando ogni tentativo di trovare una soluzione alla loro situazione fallisce, non possono che scegliere tra il rassegnarsi o il cercare di andare avanti con la vita che si ritrovano, custodi involontari della nave e delle persone che trasporta.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
The Voices of a Distant Star- Makoto Shinkai
Gravity- Alfonso Cuaron

…e leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card

Passengers- Morten Tyldum

Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Jon Spaihts
Musiche: Thomas Newman
Fotografia: Rodrigo Prieto
Durata: 116′

Interpreti e personaggi
Jennifer Lawrence: Aurora Lane
Chris Pratt: Jim Preston
Michael Sheen: Arthur
Laurence Fishburne: Gus Mancuso

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Shinkai Makoto

The voices of a distant star

Giappone, 2003
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Dove sono? Non capisco!
Ah, è vero! Ormai non faccio più parte di questo mondo.

Noboru Terao e Mikako Nagamine sono due studenti di liceo giapponesi. Ad unirli c’è un’amicizia che si sta trasformando in qualcosa di più profondo.

Mikako viene, tuttavia, arruolata per combattere i Tarsians, alieni che sono comparsi nel sistema solare, minacciando la sicurezza della Terra.

Una volta a bordo della nave spaziale Lysithea può comunicare con Noboru solo con e-mail.
I suoi messaggi, però, ad ogni spostamento attraverso lo spazio della nave che si sta allontanando dalla Terra, impiegano più tempo a raggiungere Noboru. Tanto che, mentre per Mikako trascorrono solo pochi giorni, per Noboru sono passati anni.

Fino all’ultimo salto di otto anni luce.

La Mikako quindicenne si trova, quindi, a lanciare il suo ultimo prezioso messaggio ad un Noboru ormai ventiquattrenne che non ha saputo andare avanti e dimenticare questa ragazza che gli parla dallo spazio.

The voices of a distant star è un brevissimo ma intenso film che parla di come la distanza fisica da una persona amata non possa mai tradursi del tutto in un distacco emotivo.

Ti é piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Quando c’era Marnie- Hiromasa Yonebayashi
Another Earth- Mike Cahill
L’attacco dei giganti- Tetsurō Araki

…e leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
La quinta onda- Rick Yancey
Ogni giorno- David Levithan

the-voices-of-a-distant-star

Regia: Shinkai Makoto
Sceneggiatura: Shinkai Makoto
Musiche: Tenmon
Fotografia: Shinkai Makoto
Durata: 25′

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Radu Mihaileanu

Vai e vivrai

Francia - Israele, 2005
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Vai, vivi e diventa

Non puoi arrivare senza fretta come il Messia?

La solitudine e lo smarrimento nel sentirsi catapultati in avvenimenti più grandi di sé sono i veri protagonisti di questo film.
Insieme alla dominante ed onnipresente voglia di vivere, di crescere, di essere liberi.
È la storia di una madre, quindi è la storia di suo figlio: entrambi cristiani, senza più nessun legame con la terra d’origine, si ritrovano in un campo profughi del Sudan dove vivono ebrei di etnia Falasha.
C’è un’unica cosa da fare: fingersi due di loro per potersi recare in Israele e poter sperare in un futuro migliore. Questo fa Shlomo, dietro insistenza della madre, lasciandola al suo pressoché ineluttabile e tristo destino.
Siamo davanti ad una persona in cerca di identità, che coglie un’opportunità seppur controvoglia per migliorare la sua vita e ne resterà parecchio traumatizzato.
E solo.
Disperatamente solo.
Seppur estremamente drammatica, la vicenda ha una drammaticità quasi poetica: faticando per adattarsi ad un modo di vita diversissimo dal suo (e non riuscendoci mai completamente) Shlomo costruisce una gabbia interiore dove rifugiarsi ripensando al passato, alla madre, ritrovando l’introverso bambino divenuto adulto passando per un problematico adolescente.
Sentimentalismi gridati si intersecano a momenti di intimità narrativa che si intersecano a loro volta nella grande lotta del protagonista: ritrovare se stesso.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Julian Schnabel – Miral
Nadine Labaki – E ora dove andiamo?
Deniz Gamze Ergüven – Mustang

… e leggi anche
Janne Teller – Immagina di essere in guerra
Albert Camus – La peste
Orson Scott Card – Il gioco di Ender

…e ascolta anche
Vai e Vivrai – Colonna Sonora

Regia :  Radu Mihaileanu
Sceneggiatura : Alain-Michel Blanc – Radu Mihaileanu
Fotografia : Rémy Chevrin
Musica : Armand Amar
Durata: 153’

Interpreti e personaggi principali:
Moshe Agazai: Shlomo (bambino)
Moshe Abebe: Shlomo (ragazzo)
Sirak Sabahat: Shlomo (adulto)
Yael Abecassis: Yael Harrari
Roschdy Zem: Yoram Harrari

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Gareth Edwards

Rogue One. A Star Wars Story

2016, USA
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Le ribellioni si fondano sulla speranza.

Fidati della Forza.

La saga di Star Wars è ormai tanto iconica ed è così entrata nel nostro quotidiano che, per i fan, ogni nuovo episodio, porta con sé l’ansia di non trovarsi di fronte ad una storia all’altezza di quell’universo tanto amato.
Nessun vero appassionato potrà però dirsi deluso di Rogue One.
Un film che incanta, bello in ogni sua parte: sceneggiatura, resa dei personaggi, ambientazioni.

La narrazione parte da un episodio essenziale per lo svolgimento della prima trilogia, eppure solo accennato nei primi film: il furto dei piani di costruzione della Morte Nera,, necessari ad individuare quell’unico punto debole che potrebbe consentire all’Alleanza Ribelle di distruggere la terribile arma.

Jyn Erso, separata da piccola dalla propria famiglia, si trova, suo malgrado, coinvolta dai Ribelli in un piano per raggiungere suo padre, Galen Erso, a cui si deve il progetto di costruzione della Morte Nera. Ma la causa della ribellione è troppo significativa per il futuro della galassia, per non risultare per lei affascinante, così come avviene per Han Solo nei film originali.
Per quanto il confronto con l’Impero possa sembrare una battaglia persa, tanto più di fronte al potere di un’arma così atrocemente distruttiva, non è possibile abbandonare la speranza.
Questa la ragione che spinge i protagonisti di Rogue One a continuare la propria lotta.

In un film a cui è davvero difficile trovare difetti, una menzione particolare meritano due elementi: la scelta di rispettare costumi, acconciature e aspetto generale dei personaggi presenti nella prima trilogia (doveroso menzionare i baffi, tipicamente anni ’80, di alcuni dei ribelli) e l’uso interessante e mai invasivo degli effetti digitali, che hanno consentito di avere sulla scena alcuni personaggi così com’erano oltre trent’anni fa.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Star Wars. Il risveglio della forza- J.J. Abrams

…e leggi anche
Il gioco di Ender- Orson Scott Card

Rogue One. A Star Wars story

Regia: Gareth Edwards
Sceneggiatura: Chris Weitz- Tony Gilroy
Musiche: Michael Giacchino
Durata: 133′

Interpreti e personaggi
Felicity Jones: Jyn Erso
Diego Luna: Cassian Andor
Donnie Yen: Chirrut Îmwe
Wen Jiang: Baze Malbus
Forest Whitaker: Saw Gerrera
Riz Ahmed: Bodhi Rook
Mads Mikkelsen: Galen Erso

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Rick Yancey

La quinta onda

Mondadori, 2014, 517 p.
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Sto precipitando alla velocità della luce nel buco nero che si è aperto con l’Arrivo e che ha subito cominciato a divorare tutto ciò che gli finiva davanti. Il buco nero cui fissava mio padre il giorno in cui è morta mia madre, quello che ho sempre erroneamente creduto fuori, a sé stante. Invece era dentro di me, era dentro di me fin dall’inizio, e non faceva che crescere, ingurgitare ogni grammo di speranza e fiducia e amore, rosicchiare poco alla volta la galassia della mia anima mentre io mi aggrappavo a una scelta, una scelta che ora mi guarda come per l’ultima volta.
Quindi faccio la cosa più ragionevole da fare nella mia situazione.
Scappo.

Fino a dove possiamo spingerci quando la nostra tranquilla quotidianità viene stravolta?

Cassie è una ragazza come tante che si ritrova ad affrontare l’invasione aliena che porrà fine alla sua famiglia e alla sua vita così come l’ha sempre vissuta.
Gli alieni colpiscono la terra con cinque ondate consecutive che sconvolgono tanto la natura quanto la tecnologia, fino a portare quasi all’estinzione del genere umano.

Cassie, con la costante minaccia di venire uccisa o catturata dagli invasori, deve lottare per ritrovare il suo fratellino perduto.

La sua storia si intreccia con quella di Ben, suo ex compagno di scuola rimasto solo al mondo, che viene arruolato in un esercito di bambini il cui scopo è stanare gli alieni dormienti, che vivono in corpi umani.

La quinta onda, primo romanzo di una serie di tre, parla di coraggio ma anche di amore e amicizia, ponendoci di fronte al dilemma di come, nelle situazioni più estreme, si possa scegliere di non rinunciare alla propria umanità.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Terrestre- Jean-Claude Mourlevat
Qui e ora- Ann Brashres
The Host- Stephenie Meyer
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
Ogni giorno- David Levithan

… guarda anche
La quinta onda- J Blakeson
Maze runner. Il labirinto- Wes Ball
Il domani che verrà. The tomorrow series- Stuart Beattie

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M. Night Shyamalan

After earth

USA, 2013
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La paura non è reale, l’unico posto in cui può esistere è nel nostro modo di pensare al futuro, è un prodotto della nostra immaginazione, che ci fa temere cose che non ci sono nel presente e che forse neanche mai ci saranno. Si tratta quasi di una follia Kitai, cioè non mi fraintendere, il pericolo è molto reale, ma la paura è una scelta.

La Terra, devastata e ormai inospitale per gli umani, è stata abbandonata.
Sul loro nuovo pianeta Nova Prime, i sopravvissuti devono affrontare la minaccia degli Ursa, mostri ciechi ma in grado di percepire la paura.
Cypher Raige è un Ranger in grado di “spettrarsi”, di annullare la paura e, quindi, di sconfiggere gli Ursa. Il figlio Kitai vorrebbe eguagliare le imprese del padre ma sembra non avere le sue stesse capacità.

A causa del guasto della navicella su cui stanno viaggiando, si trovano, unici sopravvissuti, catapultati su una Terra evoluta per annientare gli esseri umani. Per sopravvivere, devono ritrovare quella fiducia reciproca che sembrano aver perso.

Oltre ad essere un buon film di fantascienza, After Earth è, soprattutto, il racconto di un padre e di un figlio che non sanno più parlarsi e capirsi.
La sintonia tra i due attori protagonisti è evidentemente supportata dal fatto di condividere, nella vita reale, il legame famigliare che interpretano nel film.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Star Trek- J. J. Abrams
Tron Legacy- Joseph Kosinski
Capitan Harlock- Shinji Aramaki

…e leggi anche
Il gioco di Ender- Orson Scott Card

After earth- M. Night Shyamalan

Regia: M. Night Shyamalan
Soggetto: Will Smith
Sceneggiatura: M. Night Shyamalan- Gary Whitta
Musiche: James Newton Howard
Durata: 100′

Interpreti e personaggi
Will Smith: Cypher Raige
Jaden Smith: Kitai Raige
Sophie Okonedo: Faia Raige

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Shinji Aramaki

Capitan Harlock

Gaippone, 2013
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A volte bisogna affidarsi a qualcosa anche se si sa che è una semplice illusione.

In ogni essere vivente è racchiuso il segreto dell’eternità.

Una Terra inabitabile, l’umanità costretta a vivere sparsa nell’universo e una società potentissima, la Coalizione Gaia, che governa tutto e tutti. Questo il mondo descritto nel film di Shinji Aramaki.
Capitan Harlock è nato con il manga di Leiji Matsumoto alla fine degli anni ’70 ed è divenuto un personaggio iconico grazie alla fortunata serie animata.
Quest’ultima trasposizione unisce al fascino della storia originale, una grande forza visiva.
L’Harlock di Aramaki è un pirata misterioso, in lotta con il potere dominante e disposto a tutto pur di dare all’umanità, colpevole di aver distrutto il proprio pianeta, una possibilità di redimersi.
A contrapporsi a lui, è il personaggio di Yama, spia della Coalizione Gaia, infiltrata nell’equipaggio della nave comandata da Harlock, la leggendaria Arcadia.
I due, accomunati dal desiderio di comportarsi in modo corretto e giusto, si scontrano, si sfidano ed, infine, arrivano a capirsi, in un’ultima scena che richiama alla memoria la conclusione della serie animata Alexander.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Star Trek- J.J. Abrams
Elysium- Neill Blomkamp
Alexander- Cronache di guerra di Alessandro il Grande- Yoshinori Kanemori

…e leggi anche
Il gioco di Ender- Orson Scott Card

Capitan Harlock- Shinji Aramaki

 

Regia : Shinji Aramaki
Sceneggiatura : Kiyoto TakeuchiHarutoshi Fukui
Durata: 115’

Interpreti e personaggi principali:
Shun Oguri : Capitano Harlock
Haruma Miura : Logan
Yu Aoi : Mimay
Arata Furuta : Yulian
Ayano Fukuda : Torisan
Toshiyuki Morikawa : Ezra

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