Archivio tag: Oscar Isaac

Alejandro Amenabar

Agora

Mikado Film, 2009
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Mi si spezza il cuore senza un centro

Ci troviamo nel 4° secolo D.C ad Alessandria d’Egitto all’epoca governata dall’Impero Romano. Convivono nella capitale i seguaci di tre religioni: il culto di Serapide divinità greco-egizia, ebraismo e cristianesimo. Le violente sollevazioni religiose dilagano per le strade di Alessandria e si diffondono fin dentro la famosa biblioteca della città. Intrappolata dentro le sue mura, la filosofa-matematica-astronoma Ipazia, ultima erede della cultura antica e forse, in quanto donna, massima espressione di una lunga evoluzione civile e di una libertà di pensiero, viene travolta dalla crisi e cerca con i suoi discepoli di salvare il sapere del mondo antico.

Ipazia è una filosofa e teorica del Sistema Tolemaico, che all’epoca si stava consolidando a scapito di tutte le altre teorie formulate, e riflette con i propri discepoli su quesiti astronomici che sarebbero poi stati risolti solo durante la Rivoluzione Scientifica. Rielaborando le teorie di Aristarco  il primo a teorizzare un sistema eliocentrico, Ipazia ipotizza che sia la Terra a girare intorno al Sole e, mediante il cono di Apollonio, intuisce la forma ellittica delle orbite dei corpi celesti. Il regista lascia inoltre intendere che, se la studiosa non fosse stata uccisa, il modello astronomico di Keplero sarebbe stato anticipato di 12 secoli.

Ecco che allora la religione si tramuta in una gabbia e non una forza spirituale, il mondo si capovolge e la biblioteca e i templi in cui venivano divulgate le lezioni vengono completamente distrutti. La religio diviene mera superstizione, anzi fanatismo e voglia di imposizione – atteggiamento a cui purtroppo siamo abituati anche nella nostra storia contemporanea. E mentre Cirillo di Alessandria, il vescovo della crescente comunità cristiana cerca di farla mettere a morte,  Ipazia riflette con i suoi discepoli sulla possibile esistenza di altri mondi oltre a quello terrestre dimostrando di possedere una visione dell’universo e dell’esistenza umana molto simile a quella contemporanea, caratterizzata da una sensazione di smarrimento nei confronti del caos dell’esistenza. Il riscatto di Ipazia avviene nel 1509 quando fu l’unica donna ad essere ritratta nella Scuola di Atene di Raffaello Sanzio nella Stanza della Segnatura in Vaticano, a dimostrazione che la verità e la grandezza non possono essere insabbiate dal tempo ma ci fanno da monito nella nostra lotta quotidiana per la libertà di pensiero.

E’ un film complesso, imponente e fondamentale girato con grande abilità registica, ritmo e grande cura per i costumi dell’epoca.

Se ti è piaciuto questo film leggi anche:
Petta Adriano, Ipazia
Moneti Codignola, Maria, Ipazia Muore

Ascolta anche:
Nightwish, Endless forms most Beautiful (tutte le canzoni sono ispirate a grandi temi scientifici)

Guarda anche:
The Others- Alejandro Amenàbar

agora

Regia: Alejandro Amenábar
Sceneggiatura: Alejandro Amenábar
Distribuzione: Mikado Film
Costumi: Gabriella Pescucci
Scenografia: Guy Hendrix Dyas
Musiche: Dario Marianelli
Cast: Rachel WeiszMax MinghellaOscar IsaacGeorge HarrisRupert Evans

 

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Joel ed Ethan Coen

A proposito di Davis

Usa, 2013
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Sei il fratello scemo di Re Mida

America. Siamo nel cuore della musica folk, al Greenwich Village nel 1961 prima che uno sconosciuto illustre come Bob Dylan cambiasse per sempre la musica mescolando il puro folk con il pop. Ma questa è un’altra storia e resta ben isolata sullo sfondo. Llewyn Davis è uno dei ragazzi dei sobborghi operai e sogna una vita diversa da quella di suo padre costretto a una mera esistenza lavorativa. Davis ha composto con il partner un disco, praticamente invenduto, ma nonostante questo persevera nell’inseguire il proprio istinto musicale. Anche da solo. Praticamente senza soldi, cerca di vivere con la sua musica, muovendosi nell’inverno di New York con solo una giacca addosso, senza cappotto, e sempre con le stesse scarpe sfinite. Non ha una casa e si arrangia dormendo da un divano all’altro a casa di amici e conoscenti. In realtà però non ha alcun affetto profondo: lui si sente un vero artista e snobba senza mezze misure chi non suona e canta roba “autentica”, “vera arte”. Llewyn rimane progressivamente e inesorabilmente solo a causa di questo lato arrogante del suo carattere voltando le spalle anche agli amici più intimi. Non riesce a tenersi stretto nemmeno  il gatto Ulisse che lo segue forzatamente in questo destino vagabondo.  Un giorno accetta un passaggio fino a Chicago per fare un’audizione di fronte a Bud Grossman, che però si rivela infruttosa. Tornato a New York, Llewyn decide di gettare la spugna, appendendo la chitarra al chiodo e imbarcandosi su una nave mercantile, ma anche questo progetto fallirà in un modo inaspettato.

I fratelli Coen dipingono un personaggio tragicomico, povero e malridotto, per cui è però assolutamente difficile provare empatia. Davis è divertente, le scene con il gatto rosso sono esilaranti, eppure non si fa amare. È presuntuoso, indifferente, non sa cosa sia il senso di responsabilità. Llewyn, come molti cantanti folk di quell’epoca, è ossessionato dall’autenticità, dal timore di diventare commerciale. Da una parte desidera quasi disperatamente la fama per poter guadagnare un po’ di soldi; dall’altra non vuole rinunciare alla sua integrità artistica. In questa diatriba interiore lo spettatore è confuso, tanto quanto il personaggio principale, sia sul senso della vita sia sulla bellezza del talento e la sua maledizione.  A spingere i Coen a realizzare questo film è stato però il libro The Mayor of MacDougal Street scritto dal musicista folk statunitense Dave Van Ronk insieme al giornalista e amico Wald Elijah; pubblicato in Italia da Bur Rizzoli col titolo Manhattan Folk Story. Il tocco personale e la regia condita da dialoghi eccellenti lo rendono una perla di humor nero e accattivante poesia, amara e malinconica restituendoci una vitalità sempre sul filo del baratro e proprio per questo scintillante. Finale a sorpresa.

Leggi anche:

Dave Van Ronk, Manhattan Folk Story
Cobb, Thomas, Crazy Heart 

 

Vedi anche:

Crazy Heart
Il grande Lebowski

Ascolta anche:

Bob Dylan, Oh Mercy 

a proposito di davis locandina

Titolo originale: Inside Llewyn Davis
Genere: Drammatico
Regia: Joel ed Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel ed Ethan Coen
Distribuzione: Lucky Red Distribuzione
Cast: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Ethan Phillips, Robin Bartlett.
Fotografia: Bruno Delbonnel
Scenografia: Jess Gonchor
Colonna sonora: T-Bone Burnett

 

 

 

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