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Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome

Italia Francia Usa Brasile, 2017
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Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, così tanto che a trent’anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno. Ma renderti insensibile così da non provare nulla, è uno sbaglio.

Bellezza estetica ed emotiva sono il punto forte di questo film, che proprio pochi giorni fa ha ricevuto l’Oscar 2018 per la migliore sceneggiatura non originale.

Elio ed Oliver sono protagonisti di una delicatissima storia di sensualità ed innamoramento, incastonata in un’ambientazione davvero suggestiva e coinvolgente.

Ogni dialogo, ogni inquadratura, ogni richiamo della colonna sonora ci spinge a rivolgere uno sguardo attento e pieno di empatia ai protagonisti e, tramite loro, alla parte più profonda ed inviolata di noi.
Il flusso di emozioni ci conduce in punta di piedi – ma con l’impeto di una passione – in un viaggio a tratti entusiasmante, a tratti malinconico e ad un finale che non potrà lasciarci in alcun modo indifferenti.

Un film che si gode anche nei giorni successivi alla visione, quando le tante emozioni iniziano a sedimentare e a lasciare una traccia indelebile.

Consigliatissimo anche il libro da cui è stato tratto il film, la cui recensione verrà pubblicata tra pochi giorni proprio qui su ExtratimeBlog!

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Milk- Gus Van Sant
Le fate ignoranti – Ferzan Ozpetek
Il bagno turco – Ferzan Ozpetek

leggi anche
Chiamami col tuo nome – Andrè Aciman
Smalltown Boy – Marco Campogiani

ed ascolta anche la bellissima colonna sonora del film
e Hozier – Hozier

chiamami-col-tuo-nome

Durata: 132′
Regia: Luca Guadagnino
Sceneggiatura: James Ivory
Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom

Personaggi ed interpreti:
Oliver: Armie Hammer
Elio Perlman: Timothée Chalamet

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Guillermo del Toro

La Forma dell’Acqua – The Shape of Water

20th Century Fox - 2017
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Incapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.

Uscito a Dicembre negli Stati Uniti, mentre in Italia uscirà il 14 Febbraio, “La Forma dell’Acqua” è un film ambientato in America ai tempi della Guerra Fredda.
Elisa, un’addetta delle pulizie affetta da mutismo, e la sua collega (interpretata da Octavia Spencer) lavorano in un laboratorio governativo. Un giorno vengono a scoprire l’esistenza di una strana creatura anfibia che gli scienziati stanno studiando. Elisa, spinta dalla solitudine dettata dalla sua condizione, inizierà ad avvicinarsi al mostro sviluppando con lui un rapporto di amicizia che, per quanto possa sembrare strano, si evolverà fino a diventare una vera e propria romantica storia d’amore.

Guillermo del Toro, prendendo in prestito la trama del vecchio film “Il mostro della laguna nera“(1954), crea una storia d’amore tanto particolare quanto interessante. La narrazione è ottima: non ci sono cali di tensione, ma anzi, solo un crescendo di emozioni.
La pellicola è ottima anche tecnicamente: le musiche si sposano perfettamente con la trama, la fotografia monocolore e scura (che inizialmente doveva essere addirittura in bianco e nero) si sposa benissimo con l’atmosfera che il film vuole comunicare e gli attori fanno un lavoro davvero clamoroso. In particolare Sally Hawkins riesce a dare alla muta inserviente una voce che arriva forte e chiara anche senza pronunciare una sola parola. Davvero meravigliosa.

Forse non vincerà tutte e tredici le statuette per cui è stato candidato, ma sicuramente finirà per vincerne qualcuna. E con merito.

locandina

Regia: Guillermo del Toro
Soggetto: Guillermo del Toro
Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Vanessa Taylor
Fotografia: Dan Laustsen
Musiche: Alexandre Desplat
Interpreti:
Sally Hawkins: Elisa Esposito
Michael Shannon: colonnello Strickland
Richard Jenkins: Giles
Octavia Spencer: Zelda
Michael Stuhlbarg: Hoffstetler
Doug Jones: la creatura
Lauren Lee Smith: Elaine
Nick Searcy: Hoyt
David Hewlett: Fleming

Se ti è piaciuto guarda anche: Il mostro della laguna nera – Jack Arnold
leggi anche: Una voce di piombo e oro – K.L. Going
ascolta anche: colonna sonora del film – Alexandre Desplat

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John Crowley

Brooklyn

2015, Irlanda - Regno Unito - Canada
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“Finché un giorno spunterà il sole, forse non te ne accorgerai subito, la sua luce sarà tenue e ti sorprenderai a pensare a qualcosa o al qualcuno che non ha alcuna attinenza per il passato, qualcuno che appartiene solo a te, e capirai, che la tua vita è li.”

Irlanda, 1952. Eilis Lacey è una ragazza della piccola cittadina di Enniscorthy, sogna di potersi trasferire negli Stati Uniti e crearsi un futuro migliore rispetto a quello che la attenderebbe in patria. Grazie al sostegno della sorella maggiore e all’aiuto di un prete riesce ad imbarcarsi su un transatlantico con direzione New York. Eilis seppur piena di paure, riesce a trovare il coraggio di partire per questa nuova avventura. Una volta arrivata trova alloggio presso un convitto del borough di Brooklyn; i primi momenti sono molto difficili, si sente smarrita e pensa continuamente a casa, fino a quando incontrerà Tony un ragazzo italo americano che le cambierà la vita. La vita di Eilis prosegue spensierata fino a quando un tragico evento la costringerà a tornare in Irlanda. Qui si troverà a fare i conti con il passato e a prendere delle decisioni importanti che cambieranno definitivamente il corso della sua vita…

La pellicola è tratta dall’omonimo libro di Colm Toibin, racconta in modo leggero la storia dei migranti degli anni ’50, che lasciavano l’Europa per il “sogno americano”, scontrandosi con la differenza culturale notevole dei due continenti, ma riuscendosi ad adattare alla nuova realtà. Non sono presenti colpi di scena, ma con la sua storia lineare e la tenacia della protagonista il film riesce a suscitare interesse nello spettatore, il quale può facilmente immedesimarsi in quella parte del popolo italiano che ha lasciato tutto per cercare di avere un futuro migliore. Ottima anche l’interpretazione dei personaggi, di ognuno di loro si riesce ad individuare facilmente il carattere. Un film che riporta all’attenzione temi attuali e profondi quali l’emigrazione e la ricerca di un futuro migliore, temi sempre affrontati con quel tocco di leggerezza e ironia che caratterizza lo sceneggiatore Nick Hornby.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…

- Un americano a Roma
- In fuga per la libertà
- Il Padrino

Leggi anche..

- Brooklyn
- Le arance di Michele
- La ragazza di Orchard Street

 

locandina-brooklyn

ANNO: 2015
REGIA: John Crowley
ATTORI: Saoirse Ronan, Domhnall Gleeson, Emory Cohen
SCENEGGIATURA: Nick Hornby
FOTOGRAFIA: Yves Bélanger
MUSICHE: Michael Brook
PRODUZIONE: Wildgaze Films, Parallel Film Productions, Irish Film Board
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
PAESE: Irlanda, Gran Bretagna, Canada
DURATA: 113 Min

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Alejandro Gonzalez Inarritu

Birdman (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

Usa, 2014
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“La popolarità è la piccola cuginetta del prestigio!”

Riggan Thompson è una celebrità che cerca disperatamente di mostrare al mondo di avere talento (non serve avere talento per essere famosi diceva qualcuno…). E’ attore che disperatamente tenta di allontanarsi dalla figura che tanto lo ha reso celebre, il supereroe Birdman mezzo uomo e mezzo uccello, tentando di mettere in scena a  Broadway, uno spettacolo teatrale tratto dall’opera Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver.  Le anteprime si rivelano disastrose a causa della tensione creatasi tra i componenti del cast sfociando in episodi imbarazzanti e liti furiose, oltre che dover fare i conti anche con la figlia Sam, ex tossicodipendente, con la quale ha un rapporto molto instabile. Il problema più grande però, riguarda il tentativo di mettere a tacere il suo ego, rappresentato in questo caso dal suo personaggio Birdman, la cui voce, che Riggan sente nella sua testa, tenta di dissuaderlo dal continuare con il teatro e lo spinge a ritornare a fare blockbuster.

Birdman è un film estremamente puro e quindi velenoso. Ci aiuta a dissacrare i nostri miti contemporanei e i nostri pregiudizi sulla cultura. La cultura è importante a tutti i livelli sia quella più commerciale (i super eroi, i blockbuster, gli scrittori facili e scontati) sia quella più alta e raffinata come Carver e i suoi straordinari ritratti romanzati. Il vero talento è riuscire ad interpretare entrambi i ruoli e riconoscere i limiti di entrambe le direzioni: i supereroi azzerano il livello celebrale ma Carver era pur sempre un uomo violento e complessato e la sua realtà era spesso legata a questo dolore perenne, pericoloso e tossico, per chi non riesce ad individuarlo. Il nostro Riggan subisce il colpo e scopre quanto possa essere gretta e banale l’umanità, ma anche quanto delicata e maestosa essa sia. Decide di dedicarsi alla poesia dell’essere umano e viene gettato in pasto ad una realtà che non riconosce più sua: non sa usare i social network, non comprende la necessità di usare i mezzi di comunicazione, o di scendere a patto con la stampa che vizia da sempre la critica dello spettacolo da un pulpito fatato senza mai sporcarsi le mani. Riggan scopre i nuovi barbari, desiderosi di una poesia che non sono in grado di capire ma solo di intuire. Allora smette di interpretare quell’amore descritto da Carver e lo vive fino in fondo. Smette di giudicare la figlia appena uscita da una comunità di recupero, la ex moglie, tutti i suoi collaboratori allucinanti e allucinanti capendo quando sia complessa la vita, il suo desiderio perenne di poesia e amore. La regia di Alejandro González Iñárritu  ci aiuta a restare ancorati in questa realtà soffocante e senza respiro grazie ad interminabili piani sequenza e attori meravigliosamente bravi. Proverbiale è anche l’ignoranza, ma Riggan la rifiuta e il prezzo è altissimo ma questo si sa  fin dall’alba dei tempi.

Eppure si ride. Tanto, tantissimo.

Vincitore di quattro premi Oscar nell’edizione 2015 e qui abbiamo la consegna (divertentissima) dell’Oscar come miglior film.

Se ti è piaciuto questo film leggi anche:

Raymond Carver, Tutti i racconti 

Joyce Carol Oates, Figli randagi 

Guarda anche:

Alejandro González Iñárritu, 21 grammi 

Ascolta anche:

La colonna sonora del film Gnarls Barkley, Crazy

Birdman-Locandina

Regia:  Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo
Cast: Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan,  Emma StoneNaomi Watts
Genere: Commedia drammatica
Distribuzione:  20th Century Fox
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Douglas Crise, Stephen Mirrione
Musiche: Antonio Sánchez
Scenografia: Kevin Thompson
Costumi: Albert Wolsky

 

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Baz Luhrmann

Moulin Rouge

Australia, 2001
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Amore. Io credo soprattutto nell’amore. L’amore è come l’ossigeno, l’amore è una cosa meravigliosa, ci innalza verso il cielo! Tutto quello che ci serve è amore.

Si ride, si piange, si resta a bocca aperta, guardando Moulin Rouge, lo straripante musical di Baz Luhrmann! Occorre immergersi completamente nella storia d’amore tra Satine (prostituta nel teatro parigino) e Christian, giovane scrittore di opere teatrali, ribellatosi al padre per seguire il proprio sogno. E poi lasciarsi trasportare dalla musica, dal turbinio di eventi, colpi di scena, equivoci, luci e colori bohemiens: un viaggio memorabile della fantasia!

Nel 2002 il film ha ottenuto – del tutto meritatamente – due premi Oscar per miglior scenografia e migliori costumi. Perfetta Nicole Kidman nel ruolo di Satine.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche Romeo + Giulietta – Baz Luhrmann
… leggi anche La signora delle camelie – Alexandre Dumas
ed ascolta anche Moulin Rouge – Colonna sonora

moulin rouge

Regia : Baz Luhrmann
Soggetto: Baz Luhrmann, Craig Pearce
Scenografia: Catherine Martin, Brigitte Broch
Fotografia : Donald McAlpine
Musica : Andy Nelson, Anna Behlmer, Craig Armstrong, David Baerwald
Coreografia: Catherine Martin
Costumi: Catherine Martin, Angus Strathie
Durata: 130′

Interpreti e personaggi principali:
Nicole Kidman: Satine
Ewan MCGregor: Christian
John Leguizamo: Tolouse-Lautrec
Jim Broadbent: Zidler

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Woody Allen

Midnight In Paris

Gravier Productions, Mediapro, Televisió de Catalunya (TV3), Versátil Cinema, 2011
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Non scrivi mai bene se hai paura della morte. Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte… la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti è perchè ama davvero con passione da fugare la morte dalla sua mente! (Ernest Hemingway)

Gil, scrittore di talento per commedie televisive americane, è a Parigi con la fidanzata ed i futuri suoceri, in viaggio per affari.  Gil e la sua promessa sposa si vogliono molto bene, pur essendo assai diversi.  Midnight In Paris è una fiaba romantica ambientata in una città dai mille volti, nella quale s’intrecciano umanità, realtà, epoche  e sogni diversi.  Incantevoli le scene notturne, in cui Gil vive una realtà fantastica e parallela, trascorrendo serate memorabili con illustri compagni di avventura come Francis Scott Fitzgerald, Salvador Dalì, Ernest Hemingway, Picasso, Henri Matisse, Thomas Eliot, Luis Buñuel.

locandina midnight
Regia: Woody Allen
Soggetto: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Musiche: Stephane Wrembel
Fotografia: Darius Khondji
Durata: 100′

Interpreti e personaggi
Owen Wilson: Gil
Rachel McAdams: Inez
Kurt Fuller: John
Mimi Kennedy: Helen
Michael Sheen: Paul
Nina Arianda: Carol
Léa Seydoux: Gabrielle
Marion Cotillard: Adriana

Ti è piaciuto questo film? Allora ascolta anche
An American In Paris – George Gershwin

…e leggi anche
La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret – Brian Selznick

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